La mossa, bisogna ammetterlo, non è stata niente male. Nel bel mezzo della campagna elettorale, una trovata da manuale di marketing politico con uno slogan sfuggente e generico al punto giusto: «I palermitani che non stanno solo a guardare…» sarebbe in fin dei conti andato più che bene per ognuno dei contendenti allo scranno più alto di Palazzo delle Aquile. Gli scafati, è ovvio, avevano già capito tutto: «Si tratta della campagna di Ferrandelli, l’arancione è il suo colore!». Ma si sa che a Palermo, c’è sempre chi è più scafato, perfino degli scafati: «Il pennello artistico di Illustrator – lo riconosco! – è proprio quello che ha usato Orlando per sottolineare che lui, almeno il sindaco, lo sa fare». Nessun dubbio ma, verrebbe da dire, parecchia confusione: anche il layout, infatti funzionava come lo slogan. Esibendo i segni distintivi di ambedue i candidati, poteva con la stessa sicumera essere attribuito a ciascuno degli sfidanti. E prometteva pure! Dal 21 maggio, Palermo, del resto lo ripetevano tutti da mesi, non sarebbe più stata a guardare, celebrando come si deve il vincitore, uomo del fare per definizione. Scoprire che di tutt’altro si trattava, e che i manifesti erano, invece, parte della campagna di lancio di LiveSicilia.it ha fatto sorridere in molti: bravi, graffianti, intelligenti (ok ora basta coi complementi) come li conosciamo. Continua »
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