Racconto-saggio, con squarci di grande narrazione. Leonardo Sciascia parte da un fatto realmente accaduto, documentato dalla stampa quotidiana, accertato da una ricerca d’archivio; un fatto emblematico di un clima, di un modo di intendere la conduzione della cosa pubblica (qui l’amministrazione della giustizia), di un modo di intendere la condizione dell’individuo, del cittadino nei confronti dello Stato, o meglio, nei confronti di un sistema di potere volto esclusivamente a mantenersi e a durare.
In questo racconto siamo nell’atmosfera pesante e totalizzante di un periodo in cui il fascismo trionfava, imponendo un suo stile di vita e di pensiero, in cui il sospetto e la sopraffazione avevano uno spazio molto largo, pur in presenza di qualche piccolo scricchiolio, che Sciascia argutamente individua, dopo i primi dubbi sulla giustezza della conquista d’Etiopia (si era nel 1937). Continua »
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