Stefania Petyx (Striscia la notizia): “Beni sequestrati alla mafia”
Qualche giorno fa è andato in onda a Striscia la notizia (Canale 5) un servizio di Stefania Petyx sui beni confiscati alla mafia e sulle conseguenze dei servizi dello scorso anno.
Qualche giorno fa è andato in onda a Striscia la notizia (Canale 5) un servizio di Stefania Petyx sui beni confiscati alla mafia e sulle conseguenze dei servizi dello scorso anno.
È online da qualche giorno il sito de i Quaderni de L’Ora, mensile che arriverà a febbraio e che si richiama all’esperienza dello storico quotidiano che ha interrotto le pubblicazioni il 9 maggio del 1992 dopo 92 anni dal primo numero.
Il comitato di redazione è formato da Vittorio Corradino, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, il comitato dei garanti da Antonio Ingroia, Emma
Dante, Antonella Monastra e Vincenzo Provenzano. Tanti e prestigiosi i collaboratori.
In bocca al lupo!
Secondo gli indicatori demografici 2010 dell’Istat nel Sud Italia si muore prima che al Nord. La Sicilia è dietro alla Campania con un’età media di 78,6 anni per gli uomini e 83,5 anni per le donne (la media nazionale è 79,1 anni per gli uomini e 84,3 anni per le donne). L’Isola occupa il settimo posto per le nascite.
Alle 21:30 verrà presentato al Montezemolo american bar & restaurant (piazza Unità d’Italia, 10) il calendario Follow your time… con foto di Francesco Baiamonte.
Il calendario, ambientato nel locale, verrà distribuito gratuitamente.

A causa di alcuni guasti delle pale meccaniche della discarica di Bellolampo che trasportano i rifiuti dalla stazione di trasferenza ai trituratori si stanno verificando nuovi problemi nella raccolta dei rifiuti.
I commissari straordinari dell’Amia hanno disposto l’immediato trasferimento di chi è risultato responsabile di comportamenti e ritardi che stanno alla base dei fatti accertati e hanno dichiarato: «Questa ennesima emergenza, a parte contingenti anomalie organizzative che sono state definitivamente e drasticamente affrontate, anche questa volta deriva dalla mancanza, negli anni passati, di investimenti in discarica, che oggi si presenta inadeguata sotto il profilo infrastrutturale e di mezzi, vetusti e non manutenzionati per anni. La gestione commissariale è costretta ad affrontare le continue emergenze con manutenzioni straordinarie e con provvedimenti tampone, in quanto il mancato trasferimento dei fondi assegnati dal Cipe impedisce a tutt’oggi di realizzare gli investimenti, già programmati e progettati da Amia, che imprimerebbero una svolta radicale alla gestione della discarica».
Antonio Esposito, giudice della Corte di Cassazione che ha giudicato il senatore ed ex presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro, ha lodato il suo comportamento: «L’imputato Cuffaro, pur investito di importanti cariche pubbliche, si è sottoposto al giudizio dei giudici. Si è difeso nel processo, ha accettato con rispetto, come egli stesso ha affermato, il verdetto emesso dai magistrati. Gli si deve dare meritoriamente atto. […] Dare atto di un merito, il verdetto accettato con rispetto, non significa cancellare sentenza e reati. È anche una lezione per tutti, in tempi così burrascosi intorno alla giustizia».
N.b.: il sondaggio non si basa su un campione rappresentativo ma sugli utenti del sito. I risultati sono da considerarsi pertanto puramente indicativi.
Ha un’immagine di Santa Rosalia nella sua cella di Rebibbia, simbolo del suo legame con Palermo che è stata teatro dolce del suo potere da presidente della Regione ma anche della scena con il dolce dei cannoli della conferenza stampa dopo la condanna di primo grado, mutatosi e diventato amarezza nelle dimissioni di qualche giorno dopo.

(Foto di Michele Naccari)
E la vicenda di Cuffaro è costellata di simboli: le mutandine da donna del negozio in cui incontra Michele Aiello per parlare del tariffario, la coppola storta indossata da Santoro, la conchiglia portata sul Camino de Santiago per chiedere una grazia, il doppio bacio dispensato a chiunque e ancora i cannoli, questa volta quelli consumati da chi, aggregatosi spontaneamente su facebook, ha “festeggiato” impietosamente la sua condanna davanti a Palazzo d’Orleans.

(Foto di Vassily Sortino Michele Naccari)
Ma Totò Cuffaro è oggi lui stesso simbolo: di una classe politica che in Sicilia, da qualunque parte stia, non ha mai disdegnato il contatto con la lobby più influente, quella criminale, e di una classe politica che mantiene un barlume di buon senso. Continua »
Qualche giorno fa riflettevo sulla nota storiella che Berlusconi ha raccontato a Lombardo, quella del Giuda siciliano. Non riuscivo a capire che avesse Lombardo da riderci su, poi ho capito. Il cavaliere ha ragione, la Sicilia gli porta sfiga.
Il numero di siciliani che hanno creato imbarazzi al premier è impressionante. Basti ricordare, senza scendere nei noti particolari: Dell’Utri, Mangano, Sindona, Spatuzza, Ciancimino, Fede, Micciché, Ingroia.
Non ultimi la Bongiorno, che lo accusa pubblicamente di calpestare la dignità delle donne; Angelino Alfano, che non riesce a fare approvare una legge che gli dia l’immunità totale e, inoltre, viene anche indicato come suo probabile successore; infine la stessa Ruby, di origini marocchine ma cresciuta a Letojanni.
Perché Lombardo ridesse non mi è dato saperlo, magari pensava ad un’altra storiella. Continua »
È in edicola il nuovo numero del mensile S. Il numero viene distribuito anche a Roma e a Milano.
Viene disegnata la nuova mappa di Cosa nostra a Palermo dopo gli arresti degli ultimi anni. Altri articoli riguardano la candidatura alla presidenza della Regione di Gianfranco Micciché e la gestione dei beni confiscati.

«Mi dispiace che l’hanno condannato. Totò era simpatico» – La frase che ho sentito ripetere continuamente da numerosi giornalisti, anche di sinistra, nelle ore successive alla sentenza della Cassazione.
Dopo la condanna di Totò Cuffaro, il testo Cuffaro di Francesco Foresta è diventato ormai un piccolo cult. Sbrigatevi a comprarlo su Amazon.
Altro testo da collezione è L’isola di Cuffaro, disegni di Gianni Allegra dedicati all’ex presidente della Regione.
Terzo e quarto oggetto da conservare gelosamente, se avete i dvd originali, La mafia è bianca di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini, ma anche Cuffaro contro la mafia è bianca, intervista di Pierluigi Diaco a Salvatore Cuffaro, andata in onda nel 2005 su Rainews 24 e distribuita dallo stesso Cuffaro in pochissime copie agli amici più stretti.
Sembra incredibile, ma gli autori di un talent show – dovrebbe chiamarsi Sicilian idol – di prossima produzione erano pronti a fare firmare un contratto da “giudice” a Salvatore Cuffaro. La mancata assoluzione ha sparigliato le carte. Non è dato sapere la cifra che era stata proposta all’ex senatore per partecipare a tutte le puntate.
La Corte di Cassazione ha confermato la pena di sette anni per il senatore ed ex presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro nel processo per le “talpe” alla Dda di Palermo. L’accusa era di favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio.
In primo grado l’aggravante del favoreggiamento era stata negata e la pena era di cinque anni. In secondo grado la pena era stata innalzata a sette anni.
L’ex manager della sanità privata Michele Aiello, ritenuto vicino a Bernardo Provenzano, viene condannato a 15 anni, l’ex maresciallo del Ros Giorgio Riolo viene condannato a otto anni per una prescrizione parziale e sono stati rigettati i ricorsi degli altri imputati per cui le condanne diventano definitive.
AGGIORNAMENTO n.1: Cuffaro ha dichiarato: «Adesso vado a costituirmi a Rebibbia. […] Mi appresto a scontare la mia pena come è giusto che sia per uno che è stato condannato con grande fiducia nelle istituzioni che in questa prova ho visto crescere nella cultura. Contento di questo ho trasferito questo messaggio ai miei figli e alla mia famiglia».
AGGIORNAMENTO n.2: i commenti su twitter.
AGGIORNAMENTO n.3: Cuffaro è arrivato nel carcere di Rebibbia dopo essere rimasto alcune ore alla caserma Farnese.
AGGIORNAMENTO n.4: le reazioni dell’entourage di Cuffaro.
AGGIORNAMENTO n.5: Aiello e Riolo sono stati arrestati.
La procura generale della Corte di Cassazione ha chiesto la riduzione della pena per il senatore ed ex presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro nel processo per le “talpe” alla Dda di Palermo. Non ci sarebbe prova di aver voluto favorire il sodalizio mafioso. Si prescriverebbe l’accusa di aver favorito il boss Guttadauro e rimarrebbe in piedi solo l’accusa di favoreggiamento semplice del manager della sanità Aiello, episodio che potrebbe prescriversi nel prossimo mese di aprile.
In primo grado l’aggravante del favoreggiamento era stata negata e la pena era di cinque anni. In secondo grado la pena era stata innalzata a sette anni.
AGGIORNAMENTO: la sentenza è stata rimandata a domattina.

Si è svolta ieri l’udienza preliminare del processo in cui il sindaco di Palermo Diego Cammarata, l’ex direttore generale e l’ex amministratore delegato della Gesip Giacomo Palazzolo e Felice Lombardi e Franco Alioto (skipper sulla barca dei Cammarata e impiegato) sono imputati di truffa e abuso d’ufficio. Continua »
Ultimi commenti (172.602)