Mentre infuriano le polemiche sulla riforma della scuola e sulle rivendicazioni dei precari, mi vengono in mente ricordi ormai lontani nel tempo. Parafrasando una pubblicità TV, potrei dire che «la mia scuola era diversa». Ma tanto!
Ricordo che nei corridoi della mia scuola elementare c’erano affissi dei manifesti raffiguranti un ragazzino mutilato, sorretto da stampelle, che invitava a non raccogliere da terra oggetti che potevano rivelarsi degli ordigni ed in classe avevo davvero un compagno con le stampelle, non per danni collaterali post-bellici, ma perché poliomielitico, malattia da cui, fino a qualche lustro fa, ci si vaccinava.
Pensando alle elementari, ho un argomento con il quale mi è sempre facile stupire l’interlocutore: consiste nel chiedergli di indovinare quanti eravamo in classe. Vi risparmio i tentativi: 64! Continua »
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