Diciamola tutta! Penso che negli ultimi quindici anni sia stata di concreto aiuto alla promozione di un turismo di qualità più un’organizzazione “straniera” come Think Sicily (peraltro senza finanziamenti pubblici) che non tante iniziative “nostrane”, sia pubbliche che private, caratterizzate da un comune ed esclusivo modello incentrato sulla cementificazione e sulla continua erosione del territorio e del paesaggio. Con speciale menzione di quelle che fanno capo a nostri politici, improvvisatisi albergatori, detenute direttamente o attraverso prestanome e realizzate grazie a finanziamenti pubblici da loro stessi intermediati.
Cosa hanno fatto di bello e di intelligente quelli di Think Sicily? Sono partiti pensando che la Sicilia, oltre ad essere potenzialmente un bel posto dove trascorrere le vacanze (N.B. – il loro punto di partenza coincide con quello di…arrivo delle “analisi di mercato” di coloro che pensano – sbagliando, salvo poi lamentarsi della crisi delle presenze – che, per il solo fatto che la Sicilia abbia queste potenzialità, per forza i turisti «di qui devono passare»), disponeva anche di un “privato” di grande pregio a fronte di un “pubblico”, normalmente, molto trascurato. Mi riferisco alle seconde case dei siciliani che, assieme al loro tradizionale senso dell’ospitalità, rappresentavano un punto di forza da valorizzare in termini imprenditoriali. Cosa hanno fatto, quindi? Continua »
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