giovedì 14 dic
  • La fiamma olimpica a Palermo

    Viaggio della Fiamma Olimpica

    Oggi Palermo accoglie la fiamma olimpica di Torino 2006.

    «Il passaggio della fiaccola è un evento straordinario al quale i cittadini palermitani risponderanno con il calore e la partecipazione che da sempre li contraddistingue. Sarà una grande festa e, soprattutto, un’occasione unica per vivere in presa diretta la passione olimpica e cogliere i sani valori intrinseci nei Giochi e nello sport». Parole del sindaco del Comune di Palermo, Diego Cammarata.

    La fiamma viene portata in città e a Monreale da 117 tedofori, tra i quali la campionessa olimpica di pallanuoto Alexandra Araujo (palermitana d’adozione), il tre volte campione del mondo a squadre di pesca in apnea Nicolò Riolo, i surfisti Riccardo Giordano e Paco Wirz, i comici Salvatore Ficarra e Valentino Picone, il fondista Rachid Berradi, il giornalista Candido Cannavò e Salvatore Antibo, tedoforo d’eccezione.

    La manifestazione nella Sala delle Lapidi vede presenti l’assessore alle infrastrutture del Comune di Palermo Lorenzo Ceraulo, Alessandro Comoglio (responsabile della promozione del viaggio della fiamma olimpica) e i presidenti dei comitati regionale e provinciale del Coni Massimo Costa e Giovanni Caramazza.

    L’itinerario della fiamma in Sicilia aveva toccato Marsala e Trapani e la fiaccola rimarrà ben custodita oggi e domani nella sede del Comune di Palermo per poi proseguire alla volta di Caltanissetta, Enna e Catania.

    Palermo
  • 14 commenti a “La fiamma olimpica a Palermo”

    1. Vedere Carlo V coperto da un mega cartellone pubblicitario non è stato un bello spettacolo.

    2. fortuna vuole che avevo 30 minuti esatti per andare a comprare un regalo e poi raggiungere una mia amica.. -_- ebbene in via val di mazara ho “incocciato” (lasciatemi usare questo termine che rende il concetto..altrimenti che rosalio è ;)) il passaggio della fiamma olimpica..
      per carità, posso dire di averla vista e mi sento partecipe.. ma i bei trenta minuti sono finiti XD

    3. La fiaccola è passata sotto casa mia, questa è la foto.

    4. Ma sopratutto quanti “puntunieri” c’erano?

    5. C’erano tanti “puntunieri” perché a Genova qualche “stupidottero” ha pensato bene di spegnere la fiaccola con un assalto squadrista.

    6. Se “Rosalio” fosse quello che io penso, ovvero un modo per legare Santa Rosalia alla città di Palermo e quindi ai Palermitani a cui questo blog dovrebbe essere dedicato, credo sia una idea di pessimo gusto.
      Ancora una volta si pensa che il proprio pensiero debba essere quello di tutti, che il proprio credo debba essere da tutti condiviso.
      Ancora una volta assistiamo al tentativo dei cristiani di imporre (se pur sotto forma di battuta ironica)i propri simboli e i propri santi-pop, ritenendo di poco conto il fatto che i cittadini Palermitani, se non cristiani, potrebbero non riconoscersi in una santa.
      Se questo legame non esistesse e se io avessi frainteso, chiedo ovviamente scusa, in caso contrario, chiedo come mai questo spazio sia stato esclusivamente riservato ai cristiani e non hai palermitani tutti.
      Lorenzo Canale
      (Studente di Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale presso l’Università di palermo)

    7. grazie per il commento. Rispetto il tuo modo di interpretare gli elementi culturali che caratterizzano questa città, ma non è il mio. Innanzitutto non è certo “Rosalio” a legare Santa Rosalia alla città di Palermo visto che è un legame centenario. In secondo luogo non pensare che le tradizioni, per quanto riguardino dei santi, appartengano soltanto ai cristiani. Sono di tutti. Sono “cultura”. Puoi non credere alle virtù taumaturgiche della santuzza, ma puoi comunque essere partecipe della baldoria del festino. Il nome “Rosalio” riecheggia un attributo culturale fortissimo di questa città senza imporre niente a nessuno, visto fra l’altro che il blog riflette le opinioni diverse dei suoi autori, è uno spazio di confronto fra tutti i lettori, e si tiene alla larga da dogmatismi ideologici, politici o religiosi. Nessuno ti obbliga a fare l’ “acchianata”, ma non puoi vivere ogni lontano riferimento a Santa Rosalia come un’imposizione.

    8. perfetto allora potresti crearlo tu un blog veramente ‘laico’ di ‘non santi’.Se Vai su splinder è facilissimo .Vai che poi ti raggiungo.
      P.S. (ai palermitani si scrive senz’ ‘h’)
      saluti

    9. questi dovrebbero essere commenti sulla fiamma olimpica..!?!? perchè prima di chiedermi il senso epistemologico della nostra esistenza e del significato delle parole che legano credenze o fatti, non rispettate le semplici regole di una sana vita in comunità 😉
      alla fine il mondo è bello perchè è vario.. e, credetemi, c’è veramente di tutto on line.. quindi?!?

    10. quale tragedia…per protesta…si è spento il fuoco olimpico…marììììaaaa.
      io sono parecchio solidale alle cause antitav…e devo dire che mi hanno fatto anceh ridere pensando di fare una cosa molto simbolica…cercando di fare spegnere un fuoco sacro del piffero!
      si è spenta la fiaccola olimpica ORROREEEE!
      chi è lo stupidotto? chi senza fare male a nessuno crea scalpore o chi grida allo scandalo per lo spegnimento di una torcia?(peraltro brutta :D)

    11. …tornando a parlare del passaggio della fiamma olimpica, ero bloccato in motore davanti allo stadio, alla mia sinistra c’era uno che ha preso il lungo stop molto a ridere..quello a destra probabilmente era un maniaco depressivo le cui intenzioni erano scendere e inseguire il tedoforo per farlo spicciare, parole sue:”seee a iddi cci pari ca semu tutti schiffarati, è na innata ca mi rumpu u culu e uora un pozzu tuinnari a casa, ma lei s’ummaggina?” e cosi, su questi binari, è continuata la conversazione per tutto il passaggio della carovana olimpica…ma non mi sento di biasimarlo, avrà avuto i suoi problemi..e le parole di cammarata:”..al quale i cittadini palermitani risponderanno con il calore e la partecipazione che da sempre li contraddistingue” diventano realtà.

    12. Ah Lorenzo Canale,sei sempre lo stesso!!!
      Ce l’hai sempre con la Chiesa ….da buon gay che sei!!! A tutti… Lorenzo è un bravo ragazzo (abbaia ma non morde) con le sue idee certo, dice di essere gay ma è sempre circondato dalle più belle ragazze di P.T.U.A….sarà?

    13. Salvatore Antibo ha quarantatre anni.
      Quarantatre anni e un volto da bambino.
      Salvatore Antibo è, invece, un uomo grande.
      Di quelli che fanno sperare, sognare, esultare.
      Salvatore Antibo ha un passato da campione.
      E’ uno di quei pochi che, correndo, ha vinto di tutto: due ori agli europei, una coppa del mondo e un argento alle Olimpiadi.

      Salvatore Antibo, il 23 dicembre, era bello come un Dio.
      Chissà che pensava mentre portava alta la Fiaccola Olimpica, per le vie di Palermo.
      Il sorriso tremante su quegli occhi brillanti, commossi, orgogliosi.
      E la corsa regale, fiera, sicura, proprio come quando aveva ventanni, proprio come quando era un eroe.

      Il mezzofondo è una scelta coraggiosa.
      Ci vuole fiato, forza, anima e cervello.
      E volontà, sudore e sofferenza.
      Ci vogliono giorni, passati di corsa su una pista.
      E ci vuole cuore, e ce ne vuole tanto.

      Salvatore Antibo, il 23 dicembre, a Palermo, non ha detto una parola.
      O ,se l’ha detta, nessuno ha sentito, perchè tutt’attorno c’erano quei ragazzi con la kefiah ad urlare “Buffone”.
      Quei ragazzi che l’hanno bloccato, mentre saliva sul palco.
      Quei ragazzi che, coi loro striscioni l’hanno coperto, deriso, insultato, proprio mentre l’emozione era ovunque e Salvatore aveva di nuovo ventanni e correva, correva con la fiaccola in mano, tra le strade della sua città.

      Forse, a quei ragazzi, va detto che quell’omino piccolo porta dentro di sè un male grande.
      Che un incidente d’auto gli ha rubato gli anni, i sogni, le speranze.
      Che non può guidare, che non può lavorare, che non può stare solo.
      Che la corsa è l’unica cosa che gli resta.
      La corsa e i ricordi, e le medaglie di un grande Campione.

      Forse, a quei ragazzi, va detto che non sono solo le Multinazionali o la Tav ad uccidere il mondo.
      Perchè, molto spesso, la superficialità e l’ignoranza fanno danni peggiori.
      Come, ad esempio, chiamare “Buffone” un uomo valoroso, che lotta ogni giorno contro la malattia .

      Salvatore Antibo ha quarantatre anni.
      Quarantatre anni ed è uno che resta; per i valori in cui crede, lui rimane e tiene alta la Torcia.
      Perchè lui è uno che corre veloce, ma non è uno che scappa.
      E, al di sopra dei cori, lui si eleva più in alto di tutti.
      Più delle kefiah, più degli insulti, più degli striscioni.

      Forse a quei ragazzi va detto che non è mai troppo tardi per chiedere Scusa.

    14. brava stefania.
      ci voleva!

    Lascia un commento (policy dei commenti)