lunedì 18 dic
  • Addiopizzo all’arresto di Provenzano

    Una macchina arriva ad alta velocità, un uomo ne esce confuso e disorientato, la folla inferocita lo riconosce. Gli urla, lo sbeffeggia e lo accoglie gridandogli “bastardo!” finché la sua sagoma non scompare tra due ali di poliziotti che lo accompagnano dentro la sede della squadra mobile di Palermo.

    11/04/06. Con la cattura di Bernardo Provenzano, l’ultimo capo dei capi di cosa nostra, termina la latitanza del ricercato numero uno in Italia, ma non solo. Con la presa del proprio capo un’ organizzazione potrebbe uscirne al breve termine confusa e disorientata, con ogni sua parte che agisce da sé senza coordinamento con le altre. La piovra è stata decapitata. Si rifletterà dopo che il risultato arriva dopo 43 anni, e la successione è pronta, che a lungo non lo si voleva prendere e che per la mafia non cambia nulla. La dietrologia di una latitanza, dopo. C’è qualcosa da festeggiare, c’è il lavoro nascosto e lunghissimo di tanti poliziotti, che avranno un grazie soltanto oggi.

    Tra la folla accorsa a partecipare all’evento c’erano curiosi, giornalisti di molte testate locali e nazionali, gente comune di Palermo venuta apposta dall’altra parte della città per ringraziare le forze di polizia e in prima fila (lo dico con una punta d’orgoglio) noi di Addiopizzo.

    La notizia della cattura di “Binnu” comincia a circolare di prima mattinata. Ricordo di avere ricevuto la telefonata da una ragazza del gruppo che mi avvisava che ci si sarebbe dati appuntamento davanti alla squadra mobile, noi attacchini (è il nome che ci siamo dati noi di Addiopizzo, in ricordo delle nostre prime azioni sul territorio, quelle di attacchinaggio dei nostri adesivi). Nemmeno il tempo di uscire che altri due miei amici mi chiamano, uno quasi con la voce rotta dall’emozione per l’evento. Anche a loro do appuntamento al luogo stabilito.

    Prendo la macchina e vedo scendere la pioggia. Penso che magari non ci sarà tanta gente visto il tempaccio, ma per fortuna arrivato lì davanti mi devo ricredere e constato che siamo proprio in tanti!
    La pioggia nel frattempo si infittisce e la polizia fa mettere delle transenne per garantire un cordone di sicurezza per le macchine blindate che arriveranno a breve e la folla. Ci stringiamo fra di noi così per ogni ombrello aperto riescono a ripararsi ben 5 o 6 persone. L’attesa si allunga, dopo tre ore arriva un auto con la scorta. Pensiamo che sia Provenzano, invece con piacevole sorpresa riconosciamo gli agenti della scorta di Pietro Grasso che lo accompagnano al primo piano. Le persone lo riconoscono e lo salutano affettuosamente, lui ricambia con un sorriso e saluta con la mano. Nel frattempo, noi attacchini cominciamo riscaldarci con cori da stadio adatti all’occasione, così da potere accogliere ‘u zù Binnu come si deve. Cantiamo sotto la pioggia che cade incessantemente, non importa, siamo troppo felici.

    Arriva finalmente il famoso latitante. Lo capiamo subito, perché arrivano molte macchine a sirene spiegate e perché si vedono le prime teste di cuoio che arrivano di corsa. La folla si eccita d’improvviso, le luci dei flash dei fotografi si fanno più numerose, la polizia si stringe attorno a lui per difenderlo da possibili lanci di uova marce. Noi cominciamo a gridargli “bastardo!” senza un attimo di tregua, incessantemente. Altra gente si unisce al nostro coro. Dopo un paio di minuti, terminata la baraonda, molti se ne vanno via. Alcuni giornalisti ci intervistano per sapere a caldo le nostre opinioni, così finiamo sulle pagine di molti giornali.

    Questo nostro gesto spontaneo di passione civile ci ha dato molta visibilità anche nei media nazionali, fino ad arrivare ad essere contattati dalla trasmissione “Le iene”, diventando famosi per “quelli che hanno dato del bastardo a Provenzano”.

    Ma non solo questo è Addiopizzo. Da quando siamo nati ci siamo posti come obiettivo quello di vivere in una città senza la costrizione del racket delle estorsioni, che grava sull’80% circa degli esercenti, a quanto riferiscono le fonti ufficiali. Proprio per questo stiamo finendo di portare avanti l’iniziativa “Contro il pizzo cambia i consumi”, che prevede come primo obiettivo la pubblicazione di una lista di 100 commercianti che non pagano o che hanno denunciato. Questi nomi verranno comunicati entro poche settimane di modo che i cittadini che si sono impegnati a fare acquisti in questi esercizi economici conoscano i punti vendita che aderiscono alla nostra iniziativa. È stato un lavoro lungo e complesso, affiancato a una attività di sensibilizzazione nelle scuole, alla partecipazione a convegni contro la mafia per tutta Italia, alla elaborazione di strategie di comunicazione che comunichino ai cittadini le nostre attività e a tante cose di cui avrò modo di parlarvi a breve.

    Comunque, per qualunque informazione, o per entrare in contatto con noi visitate il nostro sito www.addiopizzo.org

    Ospiti
  • 9 commenti a “Addiopizzo all’arresto di Provenzano”

    1. Davvero credete alla favola di una Mafia che barcolla o che vada in crisi per l’arresto di “provenzano”.
      Io credo che a 73 anni il BASTARDO possa godersi ” la libertà”, sono convinto che si sia fatto arrestare perchè ha ceduto il posto a qualcuno, non credo che un uomo di questa età possa continuare a vivere in stalle o alloggiamenti di fortuna, lo dimostrano anche le voci che circolano sul fatto che nella topaia di Corleone ci vivesse da pochi giorni… giusto il tempo di farsi arrestare… che casualità!
      Sarà un caso ma le modalità mi ricordano l’arresto di “TOTO'”, e anche li mi pare che la mafia non abbia barcollato o perso potere, o mi sbaglio?
      Mi dispiace disilludere l’avvenimento ma le favole a lieto fine succedono solo nelle fiabe.
      Questo ovviamente resta il mio modesto parere.
      In ogni caso trovo bellissima l’iniziativa di addiopizzo e faccio a loro i miei migliori auguri.
      Ciao a tutti
      Carmelo

    2. Non ti sbagli, non è questione di disilludere, viene detto chiaramente che ‘per la mafia non cambia nulla’.
      Si voleva solo descrivere l’euforia del momento dell’arresto.

    3. bravi ragazzi, vi ammiro tanto…

    4. euforia ? e di cosa ? di aver “assicurato” alla giustizia un ormai 73enne che non ha più nessuna valenza nel mondo mafioso ?
      Beh se è per questo che si esulta siamo messi proprio male .
      Concordo a pieno con quello che ha scritto Carmelo ovvero che la mafia non vacillerà e che l’arresto di Provenzano era già in programma proprio perchè lui stesso ha deciso che finalmente è arrivato il momento di “andare in pensione” in una comoda carcere Italiana che per quanto carcere possa essere vedrete che con lo scemare dell’attenzione dei media il Sig. Provenzano sottobanco ed usufruendo dei benefici di legge previsti troverà il modo di organizzarsi una vecchiaia serena.
      Tutto questo oggi l’Italia della giustizi a lo festeggia e viene tutto inneggiato come si trattasse di una grande vittoria ma così non è .
      Bye

    5. Inquietante l’affermazione di La Licata, giornalista della Stampa, che ha affermato che le dichiarazioni dell’avvocato di Provenzano circa la sua morte prima della cattura alludessero a un messaggio chiaro, che ne preannunciasse la cattura e quindi la fine del suo ruolo.
      Credo che al di là di tutto ciò che può significare questo arresto, rimane la forza di una coscienza civile forte, che non ha mai dimenticato di lottare contro la mentalità mafiosa, contro il potere oscuro di questo male che ci impedisce di crescere e che ha incancrenito per anni la libertà di vivere, di lavorare, di essere tutelati dalla legge.
      Un grande plauso ad Addio Pizzo e a tutti coloro che credono ancora negli ideali che tante persone che oggi non ci sono più hanno inseguito anche al prezzo della morte.

    6. Bravi i ragazzi di addiopizzo almeno ci siete voi in questa città e in questo blog dove appena si parla di andreotti mannino e cuffaro in tanti sono prontissimi a fare apologia di “quelli che… il concorso esterno in associazione mafiosa…”.
      La politica si può rappresentare anche con i colori… ci sono i rossi , i neri, i bianchi a Palermo e in Sicilia abbiamo tanti grigi, quelli di cui parlano Grasso e Manfredi Borsellino…

    7. Anch’ io sono convinto che le dichiarazioni del suo ex avvocato erano messaggi subliminari. In poche parole credo che la parola “è morto” si riferisse proprio all’arresto, credo sia stato un modo per avvertire gli “amici” e per decretare il passaggio delle consegne al nuovo Boss.

    8. Sto facendo una raccolta sulle notizie apparse nei quotidiani post arresto.
      Questo è il link.
      http://spaces.msn.com/binnuprovenzano/
      Ciao Carmelo

    9. Ho inviato questa email all’ufficio stampa della feltrinelli; fallo anche tu!

      “Sono un cliente delle vostre librerie da molti anni,vivo a Palermo dove è in corso una iniziativa contro il taglieggiamento dei commercianti da parte delle organizzazioni mafiose,l’organizzazione “addio pizzo”che ha promosso l’iniziativa ha pubblicato l’elenco dei commercianti che hanno aderito alla campagna. Con mio vivo rammarico non ho trovato la libreria Feltrinelli di Palermo e neanche il Ricordi megastore.
      Come mai i responsabili di questa struttura non hanno avuto la sensibilità di aderire a questa meritoria campagna?
      Per tale motivo mi trovo costretto per dovere civile a non acquistare più prodotti nei vostri negozi,e a diffondre questo messagio con un chiaro offuscamento dell’immagine delle librerie e della casa editrice Feltrinelli che negli anni si è distinta per impegno civile e democratico.
      certo di aver sollevato una problematica per voi meritevole di attenzione esprimo insieme alla speranza che tutto ciò venga chiarito cordiali saluti.

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