martedì 30 ago
  • Migliorare la qualità della vita nel centro storico

    I sindaci che si sono succeduti, dalla metà degli anni ottanta sino ad oggi, hanno contribuito, chi più chi meno, a favorire investimenti privati nel centro storico, una vasta area urbana abbandonata al suo degrado nel dopoguerra. Basta però, per il ben vivere dei cittadini, favorire la ristrutturazione di case, magari confortevoli al proprio interno, ma inserite in un contesto di inquinamento atmosferico ed acustico causato da un traffico veicolare caotico e paralizzante, quale quello del centro storico che conosciamo oggi? Evidentemente, no.

    È buona regola che le scelte coraggiose – e talvolta impopolari – vadano fatte all’inizio del mandato, quando l’elettorato avrà poi tutto il tempo necessario per comprenderle e apprezzarle. Quale potrebbe essere allora, per il prossimo sindaco di Palermo, una politica fatta di scelte, magari coraggiose, ma sicuramente idonee a trasformare il centro storico in un’area caratterizzata da una elevata qualità della vita urbana?

    Penso che la scelta fondamentale sia quella di arrivare a chiudere il centro storico al traffico veicolare privato, trasformando in un’occasione di lavoro la soluzione del conseguente problema della mobilità privata.

    Due osservazioni preliminari:

    • Il centro storico, a differenza di altre aree urbane, per la sua specificità architettonica e urbanistica, è godibile soprattutto a piedi oppure in bicicletta, magari con bici elettriche: i motorini non sono infatti meno inquinanti delle auto, sia per i gas che per i rumori che producono.
    • Una politica modernamente intesa dovrebbe avere ben presente come il proprio compito sia quello di creare le condizioni perché l’iniziativa economica privata crei occasioni di lavoro piuttosto che stipendiare direttamente – o indirettamente – i senza lavoro, impegnando risorse pubbliche per mansioni improbabili, anche se utili in chiave clientelare (si pensi alla “conta dei tombini” della tragicomica cronaca degli ultimi mesi).

    Senza andare lontano in cerca di qualità della vita, nell’isola di Panarea la mobilità privata, in assenza di auto, è efficacemente assicurata, tutto l’anno e 24 ore su 24, da servizi privati di auto elettriche (tipo golf car) che trasportano persone e merci a zero emissioni e con l’inquinamento acustico di un sibilo. Basterebbe allora favorire la costituzione di cooperative private in concorrenza tra loro (attingendo a tutte le declinazioni del lavoro precario) da impegnare nei servizi alla mobilità privata dei circa 250 ettari del nostro centro storico. Le auto private, di residenti e non, potrebbero essere custodite in auto silos posti ai limiti del perimetro chiuso al traffico (stranamente ce ne sono a Catania e a Messina, ma non a Palermo), costituendo così un’altra opportunità di business indotto. Mezzi pubblici, autoambulanze, forze dell’ordine e un numero controllato di operatori (es. rifornimento merci dei mercati storici e degli altri esercizi commerciali, mezzi dei cantieri, ecc.) avrebbero invece accesso alla stessa area attraverso colonnine retrattili telecomandate, così come avviene in molti centri storici del nord Italia e d’Europa.

    Se la chiusura del traffico privato dovesse risultare, almeno inizialmente, una misura troppo drastica per i residenti, si potrebbe consentire loro l’accesso, per un periodo di tempo limitato (ad esempio, alla costruzione degli auto silos), in modo da arrivare in due tempi all’obiettivo finale della completa chiusura al traffico veicolare privato.

    Per ottenere un sufficiente consenso sociale su di una misura di questa portata, bisognerebbe dimostrare ai commercianti (che sono comunque una minoranza della popolazione, anche se sovente pretendono di condizionare la città a miopi esigenze di bottega) e ai residenti del centro storico che, a fronte di innegabili limitazioni alla mobilità personale, essi godrebbero dei seguenti vantaggi:

    • il centro storico di Palermo si trasformerebbe in un’isola di qualità della vita (libera da inquinamento atmosferico ed acustico) in un contesto architettonico e urbanistico che avrebbe poco da invidiare ai più rinomati centri storici d’Italia e d’Europa;
    • come diretta conseguenza di questo salto della qualità della vita urbana, esso diverrebbe un’opportunità di investimento residenziale di ben altro livello rispetto all’attuale situazione, sia per i palermitani che per “immigrati ad alto reddito”, italiani e non, con creazione di valore immobiliare vero e riconoscibile (e non banalmente speculativo come avviene oggi);

    • conseguentemente, anche il valore delle location commerciali attualmente presenti nel centro storico subirebbe un innalzamento di valore che consentirebbe, a chi volesse cimentarsi con la nuova tipologia di residenti o di frequentatori e viaggiatori, di affrontare nuove opportunità di business mentre, a chi non le sapesse o non le volesse sfruttare, di monetizzare il valore di immobili od avviamenti commerciali, da reinvestire eventualmente altrove;
    • si creerebbe lavoro vero per il business della mobilità privata all’interno del centro storico, mentre anche i servizi di taxi, sicuramente disinteressati ai brevi percorsi interni, ne avrebbero una positiva ricaduta per i collegamenti da e per il centro storico;
    • il centro storico si dovrebbe dotare di infrastrutture (auto silos) il cui business sarebbe una conseguenza della chiusura al traffico con un “mercato” stabile quale quello dei residenti per i quali costituirebbe una sorta di “garage di quartiere”.

    Non è forse vero che il peggior modo per assicurarsi un futuro migliore sia quello di immaginarlo come la semplice continuazione dell’esperienza del presente o del recente passato?

    Ospiti
  • 52 commenti a “Migliorare la qualità della vita nel centro storico”

    1. tutto meraviglioso…
      non c’è che dire…
      ma se un residente dovesse aver bisogno di scaricare la spesa?
      e se per pura sfortuna dovesse anche avere un bebe’?
      sono certa che anche per questo si può trovare una soluzione…

    2. Per trasportare un carico, la spesa, un bebè o quantaltro il residente nel centro storico dovrebbe solo chiamare il servizio di auto elettriche che potranno infilarsi anche nell’ultimo dei vicoletti per portarti ovunque all’interno del centro storico o agli auto silos posti ai margini. Bisogna pensare anche che in un’area libera dal traffico veicolare le consegne a domicilio sarebbero più facilitate. Penso infine che sia più “lussuoso” disporre di un autista a propria disposizione che stressarsi incolonnati nel traffico o alla ricerca dei più improbabile parcheggio.

    3. Sai bene che nessun sindaco farà questo. Né all’inizio, né domani, né mai. Tanto varrebbe discutere sull’ipotesi di mettere un luna park al posto di Santa Rosalia…

    4. Cari amici di Rosalio, da persona interessata alla città ed a quello che ci accade dentro, vorrei fare alcune considerazioni.
      Partiamo dalla considerazione che la città è l’oggetto più complesso mai realizzato da mano umana.
      Il fatto che le scelte “impopolari” vanno fatte è vero, sulle soluzioni che ne devono derivare ne possiamo discutere ampiamente, abbiamo tecnologie abbastanza evolute per sostituire le nostre “stanche” gambe in molti modi “sostenibili”. E’ importante però comprendere che l’organismo urbano ha una sua “inerzia” fisiologica con la quale chiunque voglia intraprendere azioni trasformative deve fare i conti. Questa è una delle cause che rendono inefficaci molte delle politiche attuali sulla città. Non si può pensare di dire domani “tutti a piedi”! bisogna che ci sia una volontà (costante) delle amministrazioni non necessariamente tutto e subito ma applicando logiche “lillipuziane” (il singolo cittadino è parte integrante di questo processo) e “soft” per quanto possibile. Soltanto in questo modo (si badi bene) il progetto può adattarsi e “ascoltare” quasi in tempo reale le mutate condizioni che genera; tutto ciò però senza una volontà costante minima che animi il “progetto urbano” non può dare frutti duraturi. Infine (non mi stanco di ripeterlo) la riqualificazione del centro storico deve partire dallo “spazio pubblico”; non servono ad una rinascita del centro (ma a qualcuno si!) i “colpi di cantiere”!
      saluti

    5. […] Il commendatore aveva tanti figli. Decine e decine di figli che amavano giocare con le macchinine. Bambini un po’ stupidi che non studiavano, non leggevano, non si dedicavano ad altro che a giocare con le macchinine, da mattina a sera. E così il salotto di casa Palermo era pieno di macchinine. Macchinine ovunque. Tanto che il commendatore non riusciva più a passare. Il dipendente si guardava bene però dal togliere le macchinine dal salotto. Le guardava, rideva, e le lasciava lì. Anzi, ci aggiungeva anche la sua macchinina grandissima a fare ancora più confusione. […]

    6. mi sembra un’ottima proposta la appoggio tutta e in pieno. La cosa più ardua è però costruire il consenso…soprattutto quello dei lumpen residenti di lunga data. Comunque ben vengano tutte le iniziative di sostegno a quest’idea, coinvolgiamo l’associazionismo delle varie categorie di commercianti…potrebbe essere solo l’inizio.
      saluti

    7. Concordo con la proposta. Mi interesso di mobilità urbana con veicoli elettrici ed ho la testimonianza che la cosa funziona e potrebbe funzionare megli o. Qui a Firenze ci sono circa 3 mila veicoli elettrici, biic, scooter automobiline, mezzi di trasporto merci da 35 quintali, autobus. 110 colonnine di ricarica gratuita con oltre 500 prese elettriche. I mezzi elettrici non inquinano, sono silenziosi, permettono di vivere la città nel modo migliore.
      saluti.

    8. per costruire il consenso sù questa iniziativa DD basterebbe seguire il percorso preso da DEMOsfera http://www.demosfera.net selezionare firme e firmare il quesito n 8 e poi altri 4 quesiti (magari aNCHE il n.3) e spedire il modulo.questa è partecipazione ATTIVA ad un percorso….
      ciao
      Pequod

    9. Concordo su tutto quanto ben enunciato da Donato Didonna, ma le difficoltà esposte da Daniele Panzarella sono reali. Tuttavia sarebbero superabili se improvvisamente tutta la classe politica cittadina si “illuminasse” perseguendo strategicamente questi obiettivi in un ottica temporale non scadenzata e condizionata dalle tornate elettorali, ora favorevoli agli uni ora agli altri, con conseguenti e opportunistici cambi d’indirizzo

    10. in finlandia papà e mamma portano i loro bebe’ appena nati in bici, portano i loro sacchetti della spesa in bici, innamorati vanno in due in bici (anzicchè sfoggiare auto nuove comprate con decennali “mutui” in via libertà il sabato sera).
      In finlandia ho visto fare di tutto in bici, pure l’amore, ma ho subito cambiato traversa !!!
      In finlandia vanno in bici tutto l’anno, e per metà anno con la neve e con il buio.
      In finlandia si nasce in bici!
      In Finlandia nelle città puoi prendere una bici in noleggio dovunque, come i nostri carreli della spesa, con una moneta di due euro che ti riprendi quando lasci la bici al prossimo parcheggio.
      Le buone prassi ci sono, i mezzi pure, manca la volontà!
      Perchè i palermitani si devono sempre appigliare mentalmente a qualche scusa (bambini, spesa, ecc) per non rinunciare all’auto.
      Ma quanto soldi si risparmiano se si lascia l’auto a casa (benzina, assicurazione, manutenzione, MULTEEE).
      Fino a quando il palermitano non capira’ che l’automobile è la sua eterna croce, non sara’ in grado di compiere uno slancio “umano” capace di cambiargli la vita totalmente.
      Che ben vengano veicoli elettrici e piani strategici per la mobilità sostenibile (per i quali il POR 2007-2013 destinerà tanti soldi per investimenti !!!), parcheggi container e servizi privati….. ma quando si capirà che in una città dove splende sempre il sole la bici è uno straordinario mezzo che puo’ risolvere a costo zero tanti problemi ?
      Ma ci vuole tanto tempo (decenni) a capire questo semplice concetto ?
      Ma i finlandesi sono fuori di testa a stare sempre in giro con la bici sulla neve ?

    11. prendiamo esempio dai srilankesi che vendono i fiori in bicicletta per palermo,
      prendiamo esempio dagli africani che vendono i giornali al semaforo con la loro bici posteggiata al semaforo,
      ….
      a volte li osservo e mi accorgo che loro ci osservano e restano stupiti dei comportamenti dei palermitani al volante. Ci guardano come extraterrestri! Si stupiscono in silenzio. Si indignano in silenzio!

    12. Al di là delperché in Finlandia si gira in bici, direi che un’intera nazione come la finlandia fa 5.000.000 di abitanti e noi nella sola Sicilia. cerchiamo sempre di parametrare un rapporto fra territorio e popolazione, si spera.
      Io credo che sia necessario che l’amministrazione, o meglio noi, come cittadini, richiediessimo, viste ormai le dimensioni della città strutture pubbliche adeguate alla città. Che non possomo essere i Tram, che occupano la sede di superficie, che non possono essere le bici (ci si intossicherebbe, inutilmente).
      le cose logiche già adottate in altre città con dimensione analoghe sono le metropolitane interrate ed i parcheggi scambiatori. Ossia parcheggi la macchina in un parcheggio al limite della zona off-limits e da lì prendi tram/metro o altro, come servizio pubblico. Il problema casomai sono i costi pro-capite, diquesta operazione.
      Se no sarebbe straordinaria, come idea

    13. Assolutamente d’accordo sulla chiusura del centro. Ma, allo scopo di non provocare “rigetto”, va somministrata con gradualità.
      Partendo da via Belmonte (già pedonale) si potrebbe allargare di mese in mese.
      E comunque non credo sia utile estenderla anche dove poi non va a passeggiare nessuno: es. che senso ha chiudere via Maqueda fino alla Stazione ?
      Sarebbe ragionevole chiudere, per esempio, l’area compresa tra Massimo, piazza G. Amendola, Politeama, via Wagner fino a via Cavour.
      Se domani un sindaco si impegnasse seriamente su questo, giuro che lo voterei (anche se fosse di centrodestra!).

    14. Io credo che la proposta di Didonna abbia una valenza che va ben al di là del “dove si passeggia”. Individua nella diversa mobilità una molla per far compiere un salto quali-quantitativo al risanamentoe conseguente riqualificazione del Centro Antico, che, ricordiamoci, va visto come un unicum, mentre ora tutto procede ancora a macchia di leopardo. Per inciso, Antonio Lo Nardo cita invece altre zone al di fuori di questo perimetro, che comunque sarebbero da decongestionare.

    15. Ringrazio dei commenti e rispondo per argomenti:
      1. confermo: penso innanzitutto alla chiusura del perimetro dell’antica città murata;
      2. il traffico o l’inquinamento non sono nè di “destra” nè di “sinistra”: per questo la proposta è rivolta al nuovo sindaco, chiunque sia;
      3. nessuno sottovaluta le difficoltà, ma l’unico ostacolo che vedo è quello “mentale” che porta a dire che nessun sindaco adotterà mai un provvedimento del genere: se la pubblica opinione, specie quella più influente, venisse debitamente orientata e motivata (non a caso ho evidenziato i risvolti economici dell’operazione), un sindaco potrebbe intravvedere la convenienza politica a intestarsi una misura del genere;
      4. non tutti (penso a mia madre) potrebbero girare in bici e non sarebbe giusto limitarne, senza pratiche alternative, la mobilità;
      5. sottolineo infine quanto testimoniato da Massimo e invito a visitare il sito linkato al suo nick tutto dedicato ai mezzi di trasporto elettrici.

    16. Da città piu’ cool d’Italia Palermo si trasformerebbe nella città piu’ Chic d’Italia ,la piu’ lussuosa,nel centro appunto.
      Resta da vedere quanti cittadini a medio-basso reddito potrebbero pagare tutti i servizi privati sopra esposti.
      Effettivamente tutti coloro che non sono capaci di sfruttare le nuove opportunità,in termini di business e soprattutto in tema di di speculazione immobiliare,possono vendere i loro immobili per trasferirsi altrove.Infine si dovrebbero contare gli immigrati ricchi e gli investitori disposti a investire in un centro storico dove i prezzi esploderebbero e tra gli indigeni solo pochi rimarrebbero clienti potenziali.
      Forse questi ultimi sarebbero molti di piu’ di quel che la mia mente possa immaginare, in questo caso andrebbe a finire come a Parigi.
      Cosa succede a Parigi?
      I cittadini a basso reddito lavorano per pagare l’affitto,caro,e un po’ per mangiare,stop.Se aspirano ad altro se ne vanno in periferia.I cittadini a reddito medio pagano affitti cari o mutui, si possono permettere qualche svago ma non troppo.I redditi alti,i nuovi ricchi e i BO-BO vivono nella città ideale.I ricchi di vecchia data e i borghesi sono nei loro quartieri “esclusivi” da dove dirigono le operazioni.
      I poveri,gli emarginati sociali,coloro che non trovano posto nella città Chic vivono frustrati nelle periferie,le famose banlieus che bruciano.
      A tutti piace il Centro Storico di Palermo vivibile,pero’,siccome si tratta di uomini,si dovrebbe sorvegliare affinché sia vivibile per tutti i cittadini ,anche per coloro che non sono ricchi.

    17. Gli scenari descritti da Gigi sono assolutamente realistici. Un centro storico ad alta qualità della vita attirerebbe sicuramente residenti di reddito medio alto e investimenti privati che ci restituirebbero comunque un patrimonio momumentale che è stato troppo a lungo trascurato e creerebbero ricadute occupazionali vere (con gente messa finalmente in regola nei negozi e negli uffici). Sono sempre rimasto colpito dal decoro mantenuto negli anni nel centro storico dalle prime operazioni di recupero di case adibite ad alloggi popolari (prima metà anni ’80 nei pressi dell’ospedale dei bambini): iniziative dell’IACP così come il mantenimento dei mercati storici possono servire a non farne un ghetto per ricchi. Non mi scandalizza però il fatto che dei palazzi nobiliari tornino a essere abitati da nuovi ricchi: mi scandalizza di più il degrado morale e materiale ancor oggi sotto gli occhi di tutti.

    18. Donato, le auto elettriche acquistate dal Comune ai tempi di Orlando son ferme da molto tempo, perché ricaricarle é costoso, la tua proposta viene dal Comune che non sa che farsene, e cerca un modo per riutilizzarle?

    19. geniale! ma perchè limitarci al centro storico? chiudiamo dalla statua fino alla stazione e con il “metodo panarea” abbiamo risolto il problema del cciaffico. Hai per caso anche una soluzione anche per l’etna e la siccità?

    20. credo che prima di questa operazione si dovrebbero educare non solo i cittadini ma anche gli amministratori.
      non esiste un piano logico nel traffico, e non solo per colpa nostra (automobilisti). come mai si autorizza ilc ariso e scarico merci da negozi ed esercizi commerciali piccoli e grandi ad ogni ora? in germania o in gran bretagna per esempio è autorizzato solo la notte.
      e come mai alle 8 di mattina in piena vita scolastica in via notarbartolo passano le macchine per la pulizia della strada rallentando notevolmente la viabilità? e come mai si vedono vigili (non ausiliari, proprio vigili) a passeggiare nelle strade dove sono posteggiate tranquillamente macchine in doppia fila senza che venga elevata una multa? e come mai quasi nessuno è capace di andare a comprare qualcosa senza posteggiare DAVANTI al negozio?
      infine mi chiedo: quale sarebbe il candidato sindaco che non si impegnerebbe nella risoluzione di un problema così sentito dai cittadini? credo che tutti e tre abbiano manifestato il loro pensiero sul tema, e tutti e tre illustrano un validissimo impegno in tal senso. penso che si debba guardare a chi è sensibile al problema come impostazione mentale e di attuazione nella vita quotidiana e non solo a chi sposa -e cavalca- un tema per farsi campagna elettorale. anche cammarata a parole è tanto bravino….

    21. Uma, sei hai letto bene, mi riferisco ad una tipologia di veicoli elettrici ben diversi dalle FIAT 600 acquistate dal Comune. Quella fu una brutta storia …

    22. E perché non la raccontate questa brutta storia?

    23. L’intervento di Gigi, sebbene abbia delle ragioni, mi ha fatto venire in mente quello che è stato prevalente a Palermo come atteggiamento mentale ma anche a livello di cultura urbanistica, negli anni passati e cioè quell’ipercriticismo nei confronti delle esperienze altrui che poi è stato un comodo alibi per l’immobilismo. Si è spesso sparato a zero sulle soluzioni adottate altrove: ma almeno lì si realizzava qualcosa anche nel segno della discontinuità architettonica! Per molti anni si è considerato come un dogma che l’unica via fosse quella della riqualificazione attraverso la riconversione di tutti gli immobili in “contenitori” o in edilizia popolare attraverso la “mano pubblica”. Questo ideologismo ha avuto come conseguenza un enorme ritardo, ma sia chiaro che qui non voglio perorare la via della speculazione disinvolta o della terziarizzazione spinta che effettivamente avrebbero sul piano sociale le conseguenze descritte da Gigi. Si tratta invece di operare, anche con mezzi straordinari, per dare una forte accelerazione alla concretizzazione di quegli obiettivi che sono previsti dal Piano Particolareggiato. La nuova (prossima)Amministrazione si impegni, per esempio, per attivare gli espropri nei confronti di quei proprietari disinteressati alla sorte dei loro immobili e proceda con la demolizione degli agglomerati autocostruiti dopo la guerra al Capo o alla Kalsa riqualificando questi spazi, dove previsto dal piano, con giardini.

    24. Io non ho sparato su nessuna esperienza adottata altrove,tant’é vero che ci vivo dentro,e bene, da oltre 15 anni per molti mesi l’anno.Appunto,questa esperienza diretta mi fa mettere in risalto alcune controindicazioni,e le relative precauzioni che dovrebbero essere adottate.Il mio giudizio si basa principalmente su due elementi.
      1)I politici palermitani attuali(francamente provo difficoltà a utilizzare il vocabolo”politici”,in queto caso mi sembra di bestemmiare),spesso anche quelli nazionali,hanno dimostrato finora di essere buoni per litigare e particolarmente dotati per coniare slogans immotivati.
      2)per realizzare il progetto proposto da Didonna occorrono managers ed esperti di questioni finanziarie che attualmente non si notano sulla piazza o non hanno ruoli rilevanti.Laddove i suddetti esperti operano ,ho fatto l’esempio di Parigi,oltre a tutti i vantaggi innegabili sono evidenti anche i problemi sociali conseguenti,e mi sembra corretto menzionarli.E se questi problemi si verificano dove la “politica”,seppure imperfetta, vuol dire ancora qualcosa figuriamoci cosa succederebbe nella città dei paradossi e del dilettantismo dirigente.
      Faccio un esempio a prima vista aneddotico:le bancarelle del “pane con la meusa”,il pittoresco,la lambretta con l’uomo che “abbannia” 5 pacchi di sale 1000 Lire,etc. etc.,per noi palermitani hanno un importante valore affettivo, ma per gli investitori stranieri,i promotori immobiliari e gli esperti di finanza non producono plusvalenze.
      Quindi chi si occuperebbe del progetto di Didonna dovrebbe affrontare il compito nella sua globalità e deve essere,soprattutto,capace di trovare il giusto equilibro tra Business,Armonia Sociale e Identità Culturale.
      In conclusione voglio dire che finora ho apprezzato tutte le proposte di Didonna,quest’ultima mi sembra la piu’ interessante,affascinante in un certo senso,meno difficile da realizzare rispetto alle due precedenti.
      Le mie non sono critiche verso le idee di Didonna ma constatazioni della realtà nella quale dovrebbero essere applicate.
      Anzi,mi auguro che il prossimo sindaco ascolti i consigli di Donato Didonna invece di riflettere per coniare slogans.

    25. Si riporta un esempio-idea di
      “Piano integrato di mobilità sostenibile con interventi a basso costo”
      che contiene al suo interno una serie di interventi NON TIPICAMENTE INFRASTRUTTURALI. Interventi che varie città italiane ed europee adottando da tempo con risultati positivi per la riduzione del traffico urbano e dell’inquinamento atmosferico correlato.
      La realizzazione integrale di questo piano comporta la condivisione di una vasta area della città (amministrazione, cittadini, pubblica istruzione, aziende varie, categorie, sindacati, ecc).
      La realizzazione di questo piano non comporta grossi investimenti essendo tutti gli interventi non strutturali (non si prende in esame realizzazione di tram, metropolitana, anello ferroviario, parcheggi, ecc). Per tale caratteristica i tempi di realizzazione degli interventi sono abbastanza rapidi se confrontati con quelli di complesse infrastrutture di mobilità (da alcuni mesi ad un anno).
      Per la riduzione della mobilità privata è di carattere strategico che tutte le iniziative del Piano vengano avviate quasi contemporaneamente con una forte politica unitaria così da trasmettere al cittadino un segnale di vero e rapido cambiamento.

      AZIONI DEL PIANO:
      1. Utilizzare l’Information Communication Technology e il Networking (Reti informatiche cablate e wireless) per la fornitura di servizi al cittadino con vantaggi per la mobilità urbana (con conseguenti opportunità occupazionali per imprese che gestiscono il servizio). Dare la possibilità ai cittadini di ottenere le certificazioni comunali (anagrafiche, commerciali, urbanistiche, pass per la mobilità, pagamento tributi e multe, ecc.) direttamente da un pc a casa (con la stampante) pagando online con bancomat o carta di credito pre-pagata. Ciò evita l’uso del veicolo privato per raggiungere vari uffici erogatori di servizi. La carta sanitaria regionale, da poco inviata ai siciliani, potrebbe, ad esempio, costituire un documento identificativo del fruitore del servizio pubblico.

      2. Diversificare le fasce orarie giornaliere dell’inizio attività per Commercianti, Scuole e Uffici Pubblici così da evitare l’afflusso dei veicoli di più categorie contemporaneamente (ad esempio nella mattina e nel tardo pomeriggio a chiusura negozi).

      3. Utilizzare il sistema del Mobility manager per gli spostamenti casa-lavoro per aziende/enti pubblici con un elevato numero di dipendenti, favorendo l’uso collettivo di veicoli. Da rendere “cogente” per le aziende con centinaia di dipendenti ubicate nell’area centrale della città.

      4. Stimolare e sensibilizzare la creazione di servizi di taxi collettivi a basso costo per gli utenti (da 2 a 6 €uro, come da tariffe utilizzate in altre realtà europee), consistenti in veicoli van ecologici (metano/gpl) da 10-15 persone che effettuano delle tratte ben precise della città e che possono lasciare i cittadini in varie fermate a richiesta (con conseguenti opportunità occupazionali per imprese che gestiscono il servizio).

      5. Incentivare il sistema di noleggio di biciclette prevedendo più punti parcheggi nella città dove è possibile prelevare una bici per riconsegnarla in un altro parcheggio della città (con conseguenti opportunità occupazionali per imprese che gestiscono il servizio).

      6. Incentivare il servizio di scooter elettrici nel centro. La predisposizione di alcune semplici colonnine di ricarica (di facile e veloce installazione) in alcuni parcheggi della città potrebbe dare la possibilità a molti cittadini di utilizzare, tramite una carta prepagata, questi veicoli per spostamenti medi, da 2 a 10 km, all’interno della città (con conseguenti opportunità occupazionali per imprese che gestiscono il servizio).

      7. Prevedere l’uso di veicoli ecologici per carico e scarico merci nell’area centrale della città (centro storico e zone limitrofe) con l’effettuazione delle stesse operazioni, carico-scarico merci, nelle ore durante le quali non si registra il maggiore traffico veicolare (es. la sera dopo le 20, o fra le 14.30 e le 16).

      8. Effettuare lo spostamento dei siti di parcheggio per il trasporto passeggeri per le tratte extraurbane, individuando le aree di rimessa delle stesse aziende di trasporto come terminal (ove efficacemente distribuiti nell’area urbana) e predisponendo dei bus navetta gratuiti in coincidenza per il centro storico (analogo esempio: si scende dall’aereo e si prende il bus che porta al terminal dell’aeroporto, ove assenti i bracci).

      9. Attuare il Videocontrollo nell’area centrale della città (le infrastrutture sono in parte completate), per il monitoraggio della mobilità nella Zona a Traffico Limitato. Scoraggiare l’uso di veicoli inquinanti all’interno della centrale della città (Euro 1 e 2). Dare la possibilità di agevolazioni sugli abbonamenti ai trasporti pubblici a chi necessita di recarsi in centro ma non possiede un’autovettura Euro 3-4. Dare forti segnali di scoraggiamento agli automobilisti che continuano a esercitare cattive abitudini di sosta selvaggia, o che evitano di effettuare il controllo di gas di scarico.

      10. Istituire servizi di scuola bus sia per le scuole pubbliche che per quelle private in maniera tale da soddisfare l’esigenza di spostamento casa-scuola di una percentuale consistente di studenti-scolari. Detti piani di spostamento casa-scuola dovrebbero entrare a far parte dei bilanci finanziari e ambientali pubblici e privati. Sconti sui tributi comunali per le scuole private che dimostrano di aver avviato concretamente gli spostamenti con lo scuola bus.

      11. Sensibilizzare, pubblicizzare e incentivare lo shopping online con consegna e pagamento a domicilio per le categorie piu’ deboli (anziani e disabili). Sistema molto in uso per i supermercati di medie e grandi dimensioni in diverse realtà urbane. Sconti sui tributi comunali per gli esercizi commerciali che dimostrano, con i bilanci di esercizio, di aver avviato concretamente lo shopping online.

      12. Attivare varie forme di incentivazione all’uso del mezzo pubblico riconoscendo sconti, (grazie ad accordi tra amministrazione locale ed esercenti); ad esempio riconoscere al cittadino che dimostra di avere utilizzato il mezzo pubblico con il biglietto timbrato lo stesso giorno, uno sconto percentuale sulla merce acquistata in diversi negozi del centro. Sconti sui tributi comunali per gli esercizi commerciali che aderiscono all’iniziativa.

      13. Stimolare e incentivare le aziende che erogano servizi (consegne a medio e corto raggio urbano) ad utilizzare veicoli elettrici o metano/gpl. A tal uopo la Finanziaria 2007 prevede incentivi all’acquisto. Ulteriori sconti sui tributi comunali per le aziende che dimostrano di utilizzare veicoli ecologici per la consegna merci.

      14. Stimolare e incentivare le aziende locali di noleggio auto a prevedere (in convenzione con l’amministrazione comunale) delle tariffe particolarmente vantaggiose per i cittadini che, non possedendo un auto propria, decidono di noleggiarne, in maniera veloce, una per il fine settimana (per recarsi fuori città) o per un periodo più lungo in estate per consentire di effettuare in tutta libertà le vacanze con un automobile. Ciò consentirebbe di non pagare tutti gli oneri annuali riconducibili al proprietario dell’auto (assicurazione, manutenzione, tassa di proprietà, eventuali multe, pass zone blu, ecc.) e distoglierebbe molte famiglie dall’acquisto della seconda o terza auto. Sconti sui tributi comunali per le agenzie di noleggio che aderiscono all’iniziativa.

      15. Dare corso al riassetto e ottimizzazione del servizio di trasporto pubblico urbano su ruota (ridisegno tratte, bigliettaio fisso sul bus, ecc.).

      16. Incentivare l’uso di veicoli ecologici per i cittadini consentendo ai possessori l’accesso libero nell’area centrale della città (ZTL) e siglando accordi Comune-Compagnie Assicurative al fine di ridurre drasticamente i costi delle polizze per questi veicoli ecologici (metano/gpl, elettrici). Sconti sui tributi comunali per le compagnie assicurative che aderiscono all’iniziativa. Altri incentivi sull’acquisto dei veicoli ecologici sono riconosciuti nell’ultima Finanziaria 2007.
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      Per gli esercizi commerciali del centro che aderiscono all’iniziativa comunale: si potrebbe creare un logo comune da stampare nel biglietto e nella tessera che attesti lo status dell’avvenuto uso di biciclette, scooter elettrici, taxi collettivi e mezzi pubblici. L’esibizione del biglietto e della tessera con il logo darebbe diritto ad uno sconto negli esercizi commerciali che hanno preventivamente firmato una Convenzione con l’amministrazione comunale/provinciale.
      —-
      Infine la realizzazione di una serie degli interventi sopraelencati genererebbe opportunità occupazionali per nuove aziende e imprese chiamate, tramite bandi pubblici (per i servizi pubblici) o iniziativa privata (per i servizi privati), a gestire vari sistemi di mobilità sostenibile urbana a servizio del cittadino.
      Insomma ho lanciato un piccolo piccolo input ………

    26. Condivido più di un punto dell’intervento di Strategica che meriterebbe di diventare un autonomo post piuttosto che un commento …

    27. Tutto questo é molto bello, ma faccio una osservazione anche cretina. In tutta Italia esiste da molto tempo il Metano come combustibile per auto, é molto economico, anche. Da Roma in su lo utilizzano in molti. Stesso dicasi per il GPL.
      Problema. In Sicilia fino a 4 anni fa esisteva un solo distributore di gas metano per autoveicoli, ed era a Gela. Pochissimi anche per GPL.
      Anche tutto questo andrebbe integrato, ovviamente, nell’ottica di questi sistemi. Eiste una cartina dedicata per i distributori di metano e gas GPL in Italia, che ai tempi vidi.

    28. grazie, non merito tanto 🙂
      non ho creato/inventato nulla!
      Ho solo fatto un elenco di iniziative a basso costo per cominciare a realizzare un processo di mobilità sostenibile, che rappresentano già “abitudini consolidate” in molte realtà urbane italiane ed europee.
      Se fossi il prossimo sindaco palermitano, comincierei a lavorare per fare quanto elencato. Ma siccome non mi candido alle elezioni comunali, posso solo sperare che tutto cio’ venga realizzato dal prossimo primo cittadino. A buon intenditor queste parole !
      strategica …

    29. STRATEGICA for President.
      Sperando che non amministri come commenti.
      Altrimenti ci teniamo Cammarata,Orlando e compagnia varia con le loro strategie semplici.Keep Cool.

    30. sono d’accordo con te PatBum,
      non sono brava a commentare ! Davvero !
      Ma mi piace dilettarmi a captare e divulgare esempi di buone prassi sparsi qua’ e la’.

    31. http://www.demosfera .net
      clicca firme
      spedisci la tua on -line
      quesito n.8
      Vuoi una politica dei trasporti che prediliga i mezzi pubblici e porti alla chiusura del Centro Storico al traffico privato?
      è un modo per provare a dire la nostra sul programma al prossimo candidato alle primarie OGGI,magari ai candidati DOMANI.
      la possibilità di partecipare a questo esperimento scade doma ni alle 13.00 poi si vedranno i 5 quesiti vioncitori e andremo alla fase successiva.

      se voti mi permetto di segnalarti anche il quesito n.3
      Vuoi che si realizzi una casa comune per tutte le associazioni e i cittadini impegnati contro la mafia, per progettare e realizzare iniziative comuni?

      pequod

    32. Ciao a tutti,

      abito in Austria , paese notoriamente all’avanguardia nel settore dell’ecologia.L’ambiente descritto da Suomi e relativo appunto alla Finlandia e’ molto simile a quello in cui vivo, seppure non cosi’ estremo.Comprendo tuttavia quanto ribattuto da quegli utenti che ritenevano improponibile , per vari motivi, non ultimo quello della densita’ di popolazione, un paragone tra la realta’ palermitana e quella di paesi quali la Finlandia o l’Austria.
      Di sicuro il progetto o proposta del Sig. Didonna mi piace, sarebbe una rivoluzione , farebbe divenire Palermo all’avanguardia rispetto persino ad Helsinki. Ma, mi consenta Sig. Didonna, e’ pur vero che farebbe guadagnare un sacco di soldi alle aziende che producono i mezzi da Lei indicati, il cui utilizzo costante sarebbe pero’ troppo esoso per il cittadino medio palermitano.
      E qui entriamo nelle problematiche segnalate da Gigi.
      Il Centro Storico non deve, a mio parere, divenire l’isola paradisiaca dei miliardari, palermitani o di altre citta’ o nazioni.
      Il Centro Storico deve essere vivibile per tutti, e tutti , soprattutto le classi meno agiate che pero’ rendono il Centro Storico cosi’ caratteristico, dovrebbero avere la possibilita’ di viverlo e risiederci.
      Parlate di rivalorizzazione degli immobili, non so quanto guadagnate voi, io da semplice amministratore delegato di una piccola azienda svizzera, se oggi volessi comprarmi un appartamento nel Centro Storico di Palermo, avrei grossi problemi a potermelo permettere.
      Certo in gran parte si tratta di speculazione ma in un paese idilliaco quale quello descritto dal Sig. Didonna la speculazione salirebbe alle stelle e solo ricchi miliardari arabi o straricchi attori holliwoodiani potrebbero permettersi di godere del Centro Storico di una citta’ popolare quale vorrei resti sempre Palermo.
      Lungi da me l’idea di non voler far nulla per combattere l’inquinamento, che non e’ solo acustico, a Palermo.
      La situazione dell’inquinamento dell’aria e’ ancora peggiore e non e’ solo colpa delle comunnque eccessive automobili in circolazione.
      Io credo che Palermo abbia bisogno di grossi cambiamenti , ma affinche’ essi avvengano, credo che si debba andare per gradi.
      Il potenziamento dei mezzi pubblici, e mi riferisco alla realizzazione di una mentropolitana, dovrebbe essere il primo passo. Una volta realizzata quest’opera si dovrebbe , come avviene non in Finlandia o in Austria , ma a Londra e a Singapore, obbligare i non residenti a pagare un importo per attraversare il centro storico in automobile. Londra ha drasticamente ridotto il numero di automobili in circolazione a seguito di questa misura risolvendo in gran parte il problema del traffico.
      Ma abbiamo detto che non solo le automobili sono responsabili di questo inquinamento, bensi’ per esempio anche i bruciatori di rifiuti.
      Onestamente non capisco per quale misterioso motivo in Sicilia non si applichi la separazione differenziata dei rifiuti come avviene invece non dico in Austria ma in quasi tutti centri del Norditalia. Applicando questa norma che non costa nulla si risparmia bruciando appunto meno rifiuti, e gli stessi avranno un grado di inquinamento molto piu’ basso rispetto a quanto avverrebbe senza la separazione differenziata.
      Brescia rifiuto’ di bruciare i rifiuti di Napoli poiche’ non essendo separati avrebbero provocato eccessivo inquinamento . Gli stessi vennero “ceduti” alla Germania, pagando un importo altissimo, in Germania vennero separati, riciclati ( guadagnandoci) e i residui bruciati.
      Ecco a volte credo , prima di cercare di costruire piccoli paradisi utopici , mi scusi Sig. Didonna, bei sogni che sono comunque importanti, bisognerebbe a mio parere pero’ partire dal basso e risolvere un po’ alla volta i problemi, senza perdere di vista quello che deve essere l’obiettivo principale: la gente.

    33. ..complimenti!!! Ottima idea
      Riempiamo il centro storico di ricchi e ricconi…Cacciamo via la gente che da sempre ci ha vissuto… Continuiamo nella opera di “pulizia etnica” che da qualche anno si porta avanti…
      Se non ricordo male da sempre nel centro di Palermo hanno convissuto i palazzi dei Nobili, le “putie” e i “catoi”i negozi storici e i mercati. I colori, i suoni, i sapori, gli odori, la gente, si sono da sempre mescolati e fusi insieme per dare vita avie e vicoli. Senza tutto ciò ci ritroveremo con tanti palazzi color caffelatte, tanti localini identici a quelli di Milano, Firenze Parigi o Madrid.
      Cominciamo a rendere vivivibile in termini di pulizia, di parcheggi ordinati (intere piazze sono occupate da macchine), evitiamo le speculazioni di tutti i tipi facendo in modo che chi da generazioni vive in quei palazzi possa continuare a viverci.
      I silos, le macchine elettriche per farsi accompagnare a casa ,etc… i prezzi che lievitano… ottima idea per trasformare questa città in un bel contenitore senza vita.

    34. Rispondo per punti:
      1. la vita a Palermo oggi costa un 40% in meno che a Milano o Firenze: un dipendente che da queste città dovesse traferirsi a Palermo è come se ricevesse un aumento di stipendio, ma non di qualità della vita;
      2. per evitare che un centro storico riportato a parametri di decoro diventi un “quartiere per ricchi”, basta che l’edilizia popolare (Istituto Autonomo Case Popolari) faccia il suo dovere e che vengano preservati i mercatini storici così come le botteghe delle vecchie corporazioni di artigiani e commercianti ancora presenti e non ancora sostituite da negozi cinesi;
      3. in ogni caso l’investimento privato, anche immobiliare, è da vedere con favore anche perchè scarseggiano le risorse pubbliche che ormai servono a malapena a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici: bisogna scambiare ricchezza vera e non solamente redistribuire quella della mano pubblica;
      4. a Palermo abbonda la disoccupazione, intellettuale e non. C’è gente che spera di essere stipendiata dal Comune per realizzare i compiti più improbabili: sono stati pagati stipendi, per “lavori socialmente utili”, di poche centinaia di euro anche per contare i tombini. Un posteggiatore abusivo guadagna 30-50 euro al giorno. Se si creassero le condizioni perchè alcune centinaia di persone avessero di che campare dignitosamente nel settore della mobilità nel centro storico, personalmente, sarei contento.
      5. Se nel campo della mobilità urbana invece che l’industria automobilistica tradizionale dovesse fare qualche affare un produttore di veicoli elettrici non vedrei il motivo dello scandalo: passando da prototipi a veicoli comuni il loro prezzo si abbatterebbe.
      6. è vero bisogna andare per gradi e le misure suggerite da “Strategica” nel suo commento mi trovano più che d’accordo: il problema di Palermo, però, è più di mentalità e le “visioni” srvono a stimolare i processi mentali collettivi prima ancora che quelli sotto la responsabilità di chi ha il potere democratico per decidere.

    35. 1)La migliore qualità della vita andrebbe di pari passo con l’aumento del costo della vita,quindi il milanese,benvenuto,dovrebbe basare la sua scelta su altri parametri.E non mancano.
      2)manca il paragrafo:immobile residenziale a costi d’affitto moderati o facilitazioni d’accesso alla proprietà per redditi medio-bassi.Case popolari sa tanto di ghetti.Ha piu’ fascino la diversità(le melange)socio-culturale.Nel centro storico restaurato da cima a fondo uno accanto all’altro il palazzo pittoresco,rinnovato e pulito,e il Palazzo nobiliare.Bella foto.
      3)l’investimento privato capace di produrre ricchezza,mantenere l’armonia sociale e l’identità culturale à ideale,ben venga!
      4)centinaia di persone potrebbero campare grazie al settore della mobilità privata,certo, pero’ se non si verifica simultaneamente una crescità economica collettiva non si intravedono lunghe file di clienti in attesa del veicolo elettrico,a parte qualche privilegiato,o qualche viaggiatore di passaggio per moda.
      5)nulla da eccepire,pero’,anche in questo caso senza crescita economica collettiva sarebbero destinati a diventare in tempi brevi semplici gadget.
      6)E’ Vero.Anch’io a volte per stimolarmi penso di essere Wolfgang Amedeus Mozart,
      poi seduto davanti al pianoforte mi rendo conto di essere semplicemente Gigi e di avere in comune con Mozart solo la data di nascita (21 gennaio,ma di un altro anno)e un po’ di Sana Follia.

    36. Di Donna tutto concettualmente giusto, ma la tua non é che sia l’idea rivoluzionaria. L’idea é sempre esistita, dagli anni ’80 in poi.
      Il punto sono le strategie con cui attuarla. Per me costringere una popolazione anche pigra e poco sportiva ad usare la bicicletta, da noi, ti dico subito, avrà poco seguito.
      Molto in una certa fascia di popolazione (mettiamo il 10%), 0 nel resto.
      L’ipotesi ecologica per Palermo, credimi, é fallimentare. Ma io concordo.
      Per certi versi. Non si reagisce all’evoluzione di una città andando indietro.
      E quindi abbandonando la macchina, o il motore, per la bicicletta, tralasciando l’efficienza e la velocità contro il presunto benessere.
      In Cina che andavano tutti in Bicicletta, ora vanno tutti in auto, sono diventati svilupandosi, meno ecologici?
      E’ possibile che bisogni accresciuti richiedano mezzi accresciuti, non ridotti
      Le macchine elettriche cche dice di Donna costerebbero, molto. Costa molto la ricarica elettrica (molto più della benzina). Sono meno prestazionali e più costose. A che servono?
      Saranno anche ecologiche, ma quanti di noi possono sobbarcarsi autonomamente il peso di questa presunta ecologia?
      A parte che anche sul legame stravolgimenti climatici-ecologia-responsabilità umana, vi inviterei a leggerei due pagine di Zichichi in merito.
      IO credo nella funzionalità, non nell’ecologia. Chi va in bici al centro, non ci può andare da VIale Regione Siciliana. Ci devono essere dei mezzi di scambio.
      La cosa più ragionevole é una metro nei due assi, per il c.s., e poi diretta verso est e ovest, negli altri sensi nei due assi della città.
      ma ormai abbiamo perso i finanziamento come area metropolitana, perché sarebbe occorso istituire figure, che non abbiamo delineato.
      tutti molto distratti in Sicilia

    37. Ho parlato di golf car (con tantoi di link), non di auto elettriche e ho fatto l’esempio di Panarea dove le golf car sono utilizzate tutto l’anno. I danni per la salute dei cittadini, derivanti dal non affrontare il problema della sostenibilità del traffico, sono la realtà: le soluzioni possono cambiare, ma mantenere le cose come stanno oggi non è una soluzione e per avere una metropolitana ci vorranno almeno 10 anni.

    38. agree 100% with pequod about zichichi !
      e comunque sui veicoli elettrici le bufalate (sulla ricarica piu’ cara della benzina) le spari belle grosse !!!
      Awareness and knowledge before giving opinions !

    39. Dio santo. Panarea. dove i tragitti sono minimi, davvero.
      Cerchiamo di ragionare a scale di organismi urbani e funzioni di organismi urbani semplici o complessi.
      Panarea, sarebbe il modulo? Non mi fare ridere.

    40. Infatti, strategica parli per moduli fatti e non parli di cose praticabili e calabili in contesti diversivificati.
      fai un bellissimo discorso astratto, che in teoria, funzionerebbe se tu costringessei una certa comunità ad adeguarsi all’idea di servizi che tua hai pensato per quella comunità.
      lì il gioco é sottile, come chi nasce prima l’uovo o la gallina.

    41. Uma, Panarea ha una superficie maggiore del centro storico di Palermo (quello della cinta murata) i percorsi non sarebbero quindi tanto diversi. Ho citato comunque Panarea perchè le gilf car sono effettivamente adottate e non si trova in Svizzera …

    42. Che la qualita’ della vita a Milano o Firenze sia superiore rispetto a Palermo e’ molto soggettivo. Forse dimenticate o avete poca esperienza che per attraversare la Circonvallazione da Rho a per esempio Cormano si possono perdere anche due ore e la situazione non e’ piu’ brillante a Firenze.
      Mancano i mezzi pubblici, questa e’ la realta’, la gente e’ obbligata ad andare in automobile per raggiungere il posto di lavoro.
      E mentre a Milano c’e’ perlomeno un minimo di linea metropolitana a Palermo manca completamente.
      Occorrono 10 anni per farla? Benissimo se si fosse cominciato 10 anni fa ora sarebbe esistente.Che si cominci a fare qualcosa ora in modo da poterla avere in 10 anni.
      Io non sono contrario alle golf cars elettriche, meglio ancora se le stesse fossero a energia solare,ma ,se le stesse dovessero essere solo pubbliche e quindi a pagamento, dubito che il cittadino medio palermitano possa permettersele.L’idea e’ buona ma va ripensata in un’ottica di applicabilita’ e disponibilita’ per la gente comune.
      Il vero problema e’ comunque riuscire a capire cosa effettivamente si vuole fare del Centro Storico. Lo si vuole fare diventare una piccola Cannes o Montecarlo o lo si vuole fare ridiventare il centro di quella citta’ multietnica che e’ storicamente Palermo?
      Palermo e’ unica. Unica perche’ e’ forse l’ultima citta’ italiana dove si trovano i mercati in centro. Unica per le botteghe degli artigiani, per le vie dove ora ci sono solo case diroccate mentre prima convivevano principi e servi, poliziotti e delinquenti.
      E io amo questa Palermo. Altrimenti potrei andare a Montecarlo.
      Chiudere il centro storico alle automobili dei non residenti dopo aver realizzato una linea metropolitana, e , per cominciare a creare una societa’ ecologica , iniziare a educare la gente alla raccolta differenziata dei rifiuti in modo da limitare l’utilizzo degli inceneritori e renderli meno inquinanti. Queste dovrebbero essere le mosse nell’immediato , cercando in futuro di creare quella citta’ ecologica a cui fa riferimento il Sig. Didonna , purche’ sia alla portata di tutti.

    43. Quando dico di chiudere il centro storico alle automobili dei non residenti intendo in alternativa una misura quale il pagamento di un ticket per la circolazione di veicoli dei non residenti in quella zona. Direte che in questo modo si penalizza chi ha meno possibilita’ economiche ma in realta’ il problema non sussiste se antecedentemente all’applicazione di questa norma si creasse la linea metropolitana.

    44. Il sito degli amici palermitani di Beppe Grillo ha realizzato il video “S.O.S. Traffico” con una interessante intervista a Riccardo Canesi, Mobility Manager: su http://www.bispensiero.it

    45. Perdonami Uma… ma dovresti spiegarmi su quali basi (competenza specifica nel settore ovvero riferimenti a documentazione varia, link) affermi che “Costa molto la ricarica elettrica (molto più della benzina)”… A me risulta esattamente il contrario, ma se hai dati verificabili parliamone. Che le case automobilistiche non abbiano nessuna intenzione di spingere le alimentazioni alternative è evidente, e i motivi sono sotto gli occhi di tutti, ma se le aiutiamo noi coi pregiudizi… non si va da nessuna parte.

    46. infatti Pierluigi,
      credo che le informazioni in posseso di Uma sulle auto elettriche gliele abbia dato qualche alto dirigente di qualche società petrolifera…..
      Uma non c’è assolutamente paragone da fare tra il costo di una ricarica elettrica di un veicolo elettrico e il costo di un pieno di un veicolo a benzina/gasolio.
      E questo te lo dice uno che i veicoli elettrici li usa da anni !!!

    47. …..da quanto leggo nei suoi interventi, non si capisce cosa Uma intende realizzare a Palermo per ridurre traffico e inquinamento.
      Mentre gli altri propongono una serie interminabili di interventi (molti dei quali fattibilissimi) lei filosofeggia sull’impossibilità di realizzare questo o quello intervento perchè non si puo’ calare a Palermo (o non si puo’ imporre questo o quell’intervento).
      Pero’ nel frattempo a chi cerca di far rispettare la legalità gli recapitano la testa di capretto.
      UMAAAA a Palermo certe cose vanno imposteeee! I palermitani DEVONO e sottolineo DEVONO cambiare le loro abitudini (sulla mobilita’) che sono assolutamente negative se paragonate a quelle di mezzo mondo. Non si puo’ tutelare sempre la tradizione palermitana basata su ignoranza e nel non rispetto degli altri solo per il proprio comodo o tornaconto. Questa è inciviltà e va abolita con azioni forti.
      E chi non ci sta alla legalità ne risponde davanti ad un giudice in tribunale !!! O se ne va da Palermo se crede di continuare a perpretare le proprie cattive abitudini !
      Uma cosa faresti tu allora per ridurre traffico e inqunamento, dicci le tue proposte ?

    48. Condivido l’ultimo post di Franco-g e contesto le idee disfattiste di Uma.
      La proposta di Didonna é ottima,pero’ alcune forme di realizzazione in certi punti lasciano pensare a un impronta affaristica mentre invece si devono coniugare i tre elementi principali che ripeto:Business,Armonia sociale e Identità Culturale.Altrimenti finisce come dice Londoner o come a Parigi,che é la città ideale per i redditi medio alti,é chic,lussuosa,snob,al Comune lavorano piuttosto bene ,i servizi pubblici funzionano correttamente,l’identità dei quartieri popolari non é stata eliminata,anzi,sono luoghi ricercati per i Loft dei cosidetti Bo-Bo,pero’persino i quartieri popolari non tutti possono permetterseli,e quindi l’eccesso di frustrazione fa bruciare,ogni tanto macchine e quartieri.
      Sarebbe interessante,per esempio,se Didonna ci dicesse se ha fatto un bilancio previsionale e ci dicesse quanti veicoli occorrono per la città di Palermo,quanto costerebbero i trasporti,quanti passeggeri possono viaggiare per ogni spostamento,se a Panarea li usano tutti i cittadini o sporadicamente i turisti in vena di spese eccezzionali.
      P.S.
      Avevo visto il filmato di Bispensiero,il signore di Mobility Manager che parla é gentile,ci dice che a Palermo si mangia meglio che in un altra città del nord,ogni tanto si vede Toto’ che é come sempre Geniale,pero’ in 18 minuti di discorsi piu’ o meno burocratici non ho sentito proposte concrete.

    49. Il privato puo’ contribuire alla realizzazione della mobilità sostenibile a Palermo, cosi’ come avviene in altre città del mondo.
      L’amministrazione comunale DETTA LE REGOLE. Essa emana i bandi pubblici stabilendo requisiti ed esperienza che le aziende private debbono possedere.
      Facendo bandi comunitari, aziende da tutta europa possono concorrere e questo avvia un processo di concorrenza vera.
      Gli amici degli amici – se non hanno i requisiti richiesti – non potranno vedersi affidati servizi. Peccato per loro che non hanno investito in progfessionalità ed etica!
      In molte parti d’Italia e d’Europa i privati forniscono servizi di qualità ai cittadini ad un costo anche basso (perchè in fondo ormai la tendenza degli enti locali e’ quella di esternalizzare i servizi).
      Visitando vari siti web leggo di diverse esperienze dove il privato collabora efficacemente con l’ente pubblico locale.
      Palermo, credo fermamente abbia bisogno di GRANDI “slanci”. La gente deve abituarsi a cambiare abitudini, anche sacrificando un ora della propria giornata se questo comporta un aria piu’ pulita o meno stress nelle vie cittadine.
      Ma sappiamo tutti bene come i palermitani sono capaci di cambiare tutto nella vita, mogli, mariti, automobili, ma le abitudini quotidiane quelle sono sacrosante, non si cambiano. E forse è per questo che alcuni “individui” sono capaci di recapitare teste di capretto a chi cerca quotidianamente di attuare la legalità per una società migliore di domani. Già ! Credo che la gente che vuole fare della legalità il pilastro portante della propria esistenza sociale, non deve arrendersi davanti a queste scene, anzi deve continuare piu’ motivata. E deve lottare scacciando la paura che non porta a nulla nella vita.
      Le pagine dei nostri giornali sono scandite dalle teste di capretto reacapitate …. anzicchè essere scandite dalle possibilità occupazionali … o dalla legalità conquistata ….. o dalle conquiste sociali …. o dal miglioramento dei servizi.
      Fino a quando “almeno” la meta’ dei palermitani rimarrà sopita in questo limbo del nulla puo’ cambiare, dell’aspettiamo il prossimo sindaco per vedere se stabilizza i precari …. Palermo sarà una precarietà per antonomasia !
      I grandi cambiamenti vengono dalla gente, un sindaco, in gamba per quanto possa essere a soddisfare bisogni locali, non potrà mai essere l’artefice di un cambiamento radicale di una città. Palermo ha bisogno di cambiamenti radicali in vari campi, ambientale, sociale, economico, della legalità. Non ci si puo’ aspettare che una persona generi tutti questi cambiamenti per un milione di abitanti.
      …….mi rendo conto che “a Palermo” parlare in questa maniera e’ solo una folle esternazione di una idealista che non si stancherà mai di lottare per tentare di far comprendere che altre forme di esistenza possono essere possibili se l’obiettivo dell’essere umano è vivere in armonia con se stesso, col proprio ambiente e quindi con gli altri.

    50. Questo non è un commento vero e proprio, quanto piuttosto un invito.
      Sul tema della mobilità urbana (e perché solo della mobilità… anche non muovendosi si dovrebbe aver diritto ad essere in un’area fornita di servizi e vivibile) ci sarà un bel confronto (non scontro) al momento di discutere del programma per il governo della città.
      Invito quanti volessero contribuire a registrarsi sul mio sito http://www.leolucaorlando.it
      Solo così potranno essere aggiornati sugli appuntamenti (ed essere avvisati al momento giusto per poterci incontrare).

      Buon lavoro e a presto.

    51. tante ottime idee!
      io ne ho un’altra, che mi ha suggerito un mio amico di recente stato a Madrid.
      Inutile ovviamente fare paragoni tra le due città, ma è importante prendere a esempio alcune soluzioni. Come quella di allargare i marciapiedi delle viuzze del centro storico, ottenendo così ben tre risultati: consentire ai pedoni di camminare senza correre il rischio di essere travolti da un auto; permettere il passaggio ad una sigola auto utilitaria e non a camion di grosse cilindrate; evitare che le auto si posteggino dappertutto impedendo al traffico di scorrere fluidamente (ovviamente ai bordi dei marciapiedi occorrono dei dissuasori, tipo birilli, onde evitare che le auto salgano anche lì).
      che ne pensate?

    52. glory hole babes

      Fresh news on glory hole babes.

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Migliorare la qualità della vita nel centro storico, 5.0 out of 5 based on 1 rating