giovedì 2 ott

Archivio del 7 luglio 2007

  • Brancaccio

    Brancaccio nasconde un fondale d’ombra, sotto una luminosità intermittente. Inauguravano il busto di padre Pino Puglisi, davanti al centro Padre Nostro. La banda suonava motivetti allegri. Accanto al passaggio a livello della zona, le voci demolivano la festa, nata dal cordoglio. «Puglisi era un parrino tinto», sputò una giovane donna con i lineamenti tesi di rabbia. La vecchia Maria lasciava intravvedere appena uno spicchio di volto impaurito, dalle persiane socchiuse: «Non posso raccontare niente. Altrimenti, mi ammazzano…». Maria aveva un nipote che frequentava quel prete dal sorriso gentile. «Sono cattivi – narrava Maria -. non mi lasciano in pace. Mi hanno bruciato la porta di casa. La mafia è troppo forte qui. Vada via, per favore».
    Brancaccio conserva un midollo violento, sotto la pelle della retorica che la intende già redenta. Maurizio Artale, responsabile del centro Padre Nostro, impegnato in una difficile opera di costruzione del bene, è stato minacciato di morte. Ha lanciato il suo appello alle istituzioni contro la pericolosa solitudine che sempre circonda, a Palermo, chi vuole mutare in meglio la natura di qualcosa. Il giorno dopo è ancora più arrabbiato: «Apprezzo gli attestati di solidarietà e stima – dice -. Però sono insufficienti. Chiediamo una maggiore collaborazione, anche delle forze dell’ordine. La questione delle minacce è antica: ci hanno sfasciato il pullmino a più riprese. Una volontaria ha ricevuto un sms del tipo: “Se continui ad andare al centro ti ammazziamo”. Attendevamo una comunicazione del prefetto che non è mai arrivata. Io chiarirò ai nostri volontari quello che possono rischiare, stando qui. E se qualcuno farà la scelta di andarsene, saremo costretti a chiudere alcuni servizi. Lo zoccolo duro continuerà a lavorare. Eroghiamo prestazioni essenziali». Continua »

    Quello che resta nel taccuino
  • Partono gli sconti estivi

    Iniziano oggi e proseguiranno sino al 15 settembre i saldi estivi a Palermo. Si ritiene che ogni famiglia spenderà in media 261 euro, mentre l’acquisto medio per persona ammonterà a 104 euro. I saldi estivi incidono per il 35 per cento sul fatturato annuo delle vendite di fine stagione.

    Palermo
  • Oggi il primo flash mob a Palermo

    I° Flash mob a Palermo

    Si svolgerà oggi il primo flash mob palermitano. Gli iscritti alla newsletter hanno già ricevuto le istruzioni dettagliate. Se vi siete iscritti controllate la vostra casella di posta elettronica.

    Rosalio supporta il flash mob.

    AGGIORNAMENTO: flash mob riuscito. Queste erano le istruzioni.

    Palermo, Rosalio
  • Palazzo Steri aperto in notturna

    Questo weekend Palazzo Steri (piazza Marina, 61) sarà aperto in notturna per la visita delle sale affrescate, dei cortili e dei loggiati. Rimarrà aperta anche la sala Carapezza dove è esposto il dipinto della Madonna con il bambino. È prevista anche l’osservazione della volta celeste attraverso telescopi portatili e con la guida di personale specializzato. Verrà montato anche un planetario gonfiabile. La manifestazione si ripeterà anche il prossimo weekend. Ingresso 10 euro.

    L’apertura è cura della Fondazione società Federico II s.r.l.

    Palermo
  • Minacce ad Artale del Centro “Padre nostro”

    Maurizio Artale, responsabile del Centro “Padre nostro” di Brancaccio, fondato da padre Puglisi, è stato minacciato di morte in una telefonata anonima ricevuta il primo luglio scorso. Un uomo con spiccato accento palermitano ha detto: «Ti ammazzo, ti sparo in bocca».

    Ad Artale è giunta la solidarietà del presidente del consiglio Romano Prodi, del vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Lumia e del sindaco di Palermo Diego Cammarata.

    Palermo
  • Confiscati beni per 100 milioni di euro a Badalamenti

    Si è concluso l’iter relativo alla confisca di beni appartenuti al boss di Cinisi Tano Badalamenti (morto tre anni fa) per un valore di circa 100 milioni di euro. I figli Leonardo e Vito sostenevano l’acquisizione legale dei beni da parte del padre e ne difendevano l’eredità.

    La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, presieduta da Cesare Vincenti ed Emilio Alparone ha ribadito la confisca.

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