lunedì 20 nov
  • Il sultano dell’Oman

    Nell’attenzione mediatica suscitata dalla visita a Palermo del sultano dell’Oman, c’è qualcosa di più di un ritorno alla memoria ancestrale degli arabi di Sicilia.
    Si favoleggia sulle sue ricchezze, persino sul numero delle mogli: Sei, nientedimeno, ha detto qualcuno a un certo punto, e che delusione invece quando si è scoperto che l’unica consorte è pure una ex. Gli si tendono le mani per un’elemosina, gli si offrono le chiavi dell’antimafia. S’è capito che se l’Oman facesse tanto per annettersi la Sicilia, noialtri, insomma, un pensierino ce lo faremmo.
    Lo spettacolo è da commedia plebea, alla Franchi e Ingrassia, ma il risvolto malinconico di tutta questa devozione risiede nell’invincibile vocazione dei siciliani alla sudditanza. I due gioiellieri cittadini che hanno portato doni al sovrano sono una piccola metafora di quest’Isola, specializzata nel dare a chi già possiede, sperando che poi paternalisticamente decida di portarci via con sé. I doni dei gioiellieri sono stati rifiutati, stavolta: e questa rappresenta una piccola lezione di civiltà.

    (In collaborazione con www.robertoalajmo.it)

    Palermo
  • 71 commenti a “Il sultano dell’Oman”

    1. E’ da due giorni che ascolto di sfuggita questa notizia..e non riuscivo a comprendere i moti del mio animo.
      E allora ti ringrazio Roberto perchè hai scritto proprio quello che sentivo : malinconia, riso amaro,consapevolezza di come i soldi,e solo quelli,cancellino pregiudizi,razzismo,paura del diverso ecc…perchè quegli stessi che ora sono a sbavare sognanti dietro il sultano…son sicura che se incontrassero per strada il primo Mustaphà o Kalid o Youssef Oman ,che vive a Palermo da 15 anni senza avere ancora il permesso di soggiorno,un certo fastidio lo continuerebbero a sentire!!

    2. se non ricordo male, federico secondo di svevia fu l’unico imperatore incoronato a gerusalemme, per far questo portò in dono al sultano della città una cassa d’oro. penso che rifiutare un dono sia mancanza di cortesia

    3. Tutto cio’ che hai scritto è vangelo…o corano…che dir si voglia..credo che hai sintetizzato, con molta eleganza riferendoti alla sudditanza. Ma potrebbe essere che non si tratti di sudditanza ma piu’ semplicemte di una meschina e spregevole avidità. L’episodio dei gioiellieri palermitani (che per fortuna loro rimangono anonimi) mi fa vergognare di vivere in questa città. Il loro gesto potrebbe essere il simbolo della provincialità culturale della nostra città. Il rispetto verso gli altri la predisposizione e la civiltà viene riservata solo per quello che hai e non per chi sei e per cosa rappresenti. Quello del sultano infatti è un esempio eclatante di quello che poi accade nella vita di tutti i giorni tra i piu’ o meno potenti di turno.Chissà, tra le stanze del suo panfilo, cosa pensa il sultano di noi.

    4. sono d’accordo…. è un TEATRINO DELLE MISERIE UMANE….

      gente che si presenta per chiedere “mance” o “regali”…. gente che favoleggia storie incredibili,
      chi invece prova in tutti i modi a farsi ricevere…
      ma insomma non è una visita ufficiale di un capo di stato, è solo un Sultano che è in visita privata… sarà anche pieno di soldi, ma che c’è bisogno di fare tutta questa confusione, cercando il clamore e il Protagonismo a tutti i costi??

    5. non potrebbe solo essere la folkloristica espressione della sana, secolare, meridionale indole votata all’accoglienza???????

      Ma non lo vedete come da noi sbarcano a centinaia a Lampedusa???????

      Si vede che come accogliamo noi meridionali nessuno al mondo!!!!

    6. Caro Salvatore P. credo che voler insegnare l’educazione al sultano sia un pò troppo arrogante. Se provi ad analizzare la questione del sultano e dei nostri concittadini gioiellieri, senza fare associazioni storico-sociali inappropriate (forse) riuscirai a capire il perchè il sultano ha deciso di non accettare i doni.
      O forse tu credi nella buona fede dei gioiellieri?? Forse pensi che il regalo era solo e soltanto un gesto di affetto e amicizia verso il popolo arabo e la loro cultura???Perchè se pensi cio’ ti voglio raccontare una cosa.Conosco personalmente uno dei proprietari di una delle storiche gioiellerie palermitane(e sono quasi certo che uno dei due che hanno fatto dei doni al sultano sia proprio lui e la sua importante famiglia).Bene questo signore molto carino, divertente , educato ed estroverso…quando capita (soprattutto durante le feste natalizie) che alcuni venditori (di origine araba) poggiano la loro merce sul marciapiede dove si trova il proprio negozio, ci manca poco che li fa cacciare a calci nel culo.

    7. La naturale vocazione del siciliano al “tragediare” si capovolge in una altrettanto spontanea vocazione al “favoleggiare”.
      La visita del sultano (o di un suo sosia, tanto è lo stesso)si sovrappone di metafore e di simboli indebiti per una semplice vacanza o per un viaggio di affari. L’assenza di una identità culturale e sociale specifica nel palermitano, consente e giustifica la questua, l’iperbole mediatica, il clamore terzomondista, l’innata vocazione all’accattonaggio esistenziale.
      La sublime assenza di una specificità etnica nel siciliano permette che di volta in volta egli parteggi per un sovrano arabo, per un re normanno, per un vicerè borbonico o per un presidente etneo (a patto che si chiami Lombardo).
      Un monito agli esegeti dell’antropologia sicula: smettiamola di sentirci unici…in realtà siamo “tanti”.
      E’ ovvio che condivido l’analisi lucida di Roberto Alajmo.

    8. e se fosse che…la gente ha solo voglia di spettegolare un pò????esattamente ciò che si fa acquistando le riviste rosa, solo che ci illudiamo di essere noi dei poveri paparazzi!!!!
      condivido comunque ciò che scrive alajmo…

    9. condivido pienamente il pensiero di Alajmo…le interviste sull’argomento (grande argomento di attualità)che ho visto al tgr fanno davvero pena…gente che spera nella beneficenza del sultano: ma a quale titolo? Forse che a Palermo siamo tutti inabilitati al lavoro,tutti malati? Peccato che si abbia il tempo e la voglia di stare al porto a guardare lo yacht del sultano….ma per favore!

    10. Con l’arrivo di Alajmo non sono più spinto a scrivere un commento. Scrive meglio di me quello che vorrei scrivere io…!

    11. Condivido ed apprezzo questa lettura degli eventi, anche se mi lascia con l’amaro in bocca…

    12. Anch’io sono perfettamente d’accordo con Alaimo e ne condivido le valutazioni.

    13. Certo se c’era ancora Governatore Totò Cuffaro era un’altra storia, altro che gioielli, ci offriva al sultano una bella ‘nguantiera di cannoli, e voglio vedere se li rifutava.
      E poi tutti e due si mettevano sul ponte nobile in canottiera, pantaloncini e calzini corti bianchi su sandali color pelle, a parlare del caldo e del problema del ciaffico a Palermo.

    14. meglio portargli in dono una bella cassata ….in ricordo di quello che la cultura araba ha lasciato a Palermo e in noi

    15. Pia, ci sarebbe stato un incidente diplomatico: a chi sarebbe toccato il verde ?

    16. Non c’è proprio nulla da fare, siamo e ci comportiamo da mendicanti…..ma quale accoglienza, usiamo solo luoghi comuni e basta! I palermitani sono diffidenti e stanno solo con chi è più conveniente stare. Lo dimostrano i nostri rappresentanti politici, che pur collusi pur e non facendo nulla per questa città, continuano s star lì perchè sostenuti incomprensibilmente dalla gente. In fondo basta assicurare qualcosa, anche il minimo e siamo pronti a portare su un vassoio d’argento anche chi non merita nulla.

    17. Il lecchinaggio è l’attività nella quale eccelliamo.

    18. A primo acchitto(ma solo al primo) darei ragione al Sig. Alajmo quando parla dell’atavico senso di sudditanza dei siciliani. La cosa strana però la riscontro nel fatto che si compiaccia di quella sorta di “sudditanza” letteraria mostrata da molti, troppi, utenti nei suoi confronti con frasi,secondo me esagerate, di complimenti e salamalecchi vari. Vorrei accennare, se pur brevemente, ai Vespri Siciliani ed a quei ciciri che gli angioini non riuscivano a pronunciare e che ahiloro non riuscirono mai a digerire.
      Quanto alla plebea commedia inscenata da Franco e Ciccio mi chiedo quale ne sia, per il Sig. Alajmo, l’aristocratico contraltare. Suppongo il megaculturato Woody Allen, che importaza possono avere i suoi discussi matrimoni o le più o meno provate morbose attenzioni rivolte alla prole della compagna di turno. L’importante è che parli bene, che dai suoi concetti sprizzi intelligenza, cultura, acume.
      I miei genitori ci hanno riso con Franco e Ciccio, i genitori di tanti altri trovavano divertenti le loro gags e non sapevano che un bel giorno un presuntuoso scrittore di poco interessanti libercoli(è un mio sindacabilissimo parere) avesse avuto l’ardire di così spudoratamente spregiarli.
      E le mance? devo supporre che il Sig. Alajmo pur nel più semplice dei gesti, il più comune, pigghiarisi u cafè, dimostri tutta la sua arroganza perchè non lascerà la ricompensa alla gentilezza ed all’affabilità del barman, gli avrà fatto solo l’elemosina.
      Quanto al mio pensiero sullo scrittore Alajmo posso solo dire di aver comprato, ancor prima del suo “discendere” sul blog, un suo libro che pur impegnandomi, giusto per il piacere di rientrare della somma esborsata, per non avere la sensazione di aver buttato i soldi, non sono riuscito a finire quanto, per me, poco interessanti fossero le prime pagine(non entro nel merito della bontà del libro perchè, per l’appunto, non ho finito di leggerlo ma il fatto di non averne terminato la lettura la dice lunga sul giudizio che a torto od a ragione ho del suo modo di scrivere).

    19. Vi prego di rimanere in tema. Grazie.

    20. Ma quale ‘sana’ accoglienza! Sì, sarebbe stato più logico donare dei dolci e dei souvenir a mo’ di benvenuto, se proprio qualcuno voleva fare il ruffiano. Mi permetto di ricordarvi che questo signore da noi non rappresenta nessuno, solo il dio danaro.
      La cosa più triste di questa storia e che mi porta a riflettere, è che a un arabo ricco, ponti d’oro:-) a un extracomunitario, calci in c… 🙁
      Sono convinta che i medesimi gioiellieri si guarderebbero bene dall’aiutare un disoccupato, palermitano o straniero. Essere magnanimo con chi non bisogno è un tipico comportamento del palermitano ‘coi piccioli’ (o parvenu, per dirla alla francese, così i gioiellieri in oggetto mi capiscono meglio).
      Spiegatemi perchè ‘sto sultano dovrebbe regalare i suoi soldi a destra e a manca. Passi per le mance in hotel e ristoranti, quelle le elargiamo anche noi comuni mortali. Al limite può sempre comprarsi la città, così il nostro sindaco avrà più tempo libero.

    21. @ Ninni. Vorrei solo ricordarti che dopo il Vespro i siciliani da bravi sudditi, invece di organizzarsi in liberi comuni, si precipitarono ad offrire la corona a Pietro III d’Aragona e dopo il 1848, altra grande rivolta siciliana, Ruggero Settimo e i suoi invece di organizzare una repubblica indipendente si precipitarono ad offrire la corona a Ferdinando, figlio di Carlo Alberto. Avrebbe dovuto assumere il nome di Alberto Amedeo ma rifiutò per non inimicarsi i Borbone. C’è una strada a suo nome a Palermo. Credo che sia un caso unico al mondo quello di una strada intestata ad un re inesistente

    22. invece di continuare a parlare della presunta ricchezza di questo sultano andatevi a leggere le cifre riguardanti l’economia del suo Paese, che si basa su un numero limitato di risorse, e che, peraltro, è popolato quanto mezza Sicilia. Il PIL è di circa 24 miliardi di dollari USA, il reddito pro capite è di circa 9000 dollari USA. Ma si sa, ormai gli organi di informazione si occupano di gossip e di manipolare le informazioni per usi diversi, tra i quali quello principale: manipolare le menti per metterle in fase di torpore prolungato.
      Mi piacerebbe solo per curiosità conoscere i reali motivi di questi viaggi e dell’immotivata campagna pubblicitaria orchestrata da chissà chi… a prima vista questo sultano -che è arrivato al potere in maniera per niente pacifica, e che non è un esempio di democrazia- mi ispira meno fiducia che i giocatori delle tre carte.
      P.S. Alajmo non mi sembra lo scrittore preferito dell’utente Ninni.

    23. @fabio bagnasco: molto intelligente la contrapposizione fra la presunta unicità dei siciliani e la loro “tanticità”.
      @alessandra cauchi: bisognerà riflettere sui danni antropologici provocati dalle interviste alla cosiddetta “gente comune”. Tu vai in televisione senza avere niente da dire, senza nessuna competenza, per il semplice fatto che passavi da lì quando il giornalista ha deciso di far prendere aria al microfono. Per forza poi la gente impazzisce.
      @pia: un giorno ti racconterò la storia della cassata siciliana. Intanto di dico questo: malgrado tutti credano sia un dolce di origini arabe, in realtà ha poco più di cento anni.
      @apropositodisudditi: lo sai che non ci avevo mai fatto caso? Alberto Amedeo non esiste! E’ una constatazione illuminante sul carattere dei palermitani. Te la rubo senz’altro.
      @gigi: ma vedi, il sultano dell’Oman è un problema degli omaniti. Per quanto mi riguarda può fare tutti i viaggi che vuole. Io mi preoccupo di questa vocazione al servilismo di noi siciliani. Una vocazione che con il passare del tempo si accentua, a quanto pare.

    24. Strettamente correlata alla vocazione al servilismo ed anzi ad essa complementare e’, a mio parere, una sorta di mancanza di pudore che caratterizza il comportamento di molti (troppi) palermitani.

      Avete mai avuto, come me, il “piacere” di vedere un locale che parla con “forestiero”?

      E’ di tutta evidenza che i mali e i problemi di Palermo non possono e non devono essere taciuti se vuoi spiegare la città a qualcuno, ma quello che, da sempre, mi lascia sgomento è il piacere quasi fisico che sembrano provare queste persone nel farlo, la ricchezza di dettagli utilizzata allo scopo di stupire, negativamente, l’interlocutore, la mancanza di pudore, appunto, mostrata nell’illustrare i ns. guai e, scusatemi, i ns dolori.

      Mi chiedo se oserebbero mai utilizzare lo stesso tono nel mostrare, magari alla stessa persona alla quale un attimo prima hanno indicato, sempre provvisti del sorriso finto-amaro , un cumulo di immondizie in pieno centro, o un quartiere degradato, eventuali difetti o problemi riguardanti, chessò, la loro abitazione.

      E’ appena il caso di aggiungere, poi, che a questa “acutezza”, condita da sorrisini finto-amari, ad ampia gestualità finto-incazzata, molto spesso non fa alcun riscontro alcun tipo di attività posta in essere per risolvere o quanto meno denunciare il problema. Lettere al giornale? al Comune? Ma quando mai…ma neanche un avviso condominiale!

      Il tutto nella convinzione di mostrarsi così, forse, migliori degli altri.

      Cos’e’, spesso, l’odio se non una mancanza di amore?

    25. Il problema non è tanto quello della ricchezza, ma lo è il considerare ciò che questi individui fanno e hanno fatto per l’umanità. Per tutti i secoli della storia ad eccezione dell’ultimo , sono stati carovanieri beduini , attaccati al minimo che gli offriva il deserto. Poi hanno trovato l’oro nero sotto i loro piedi e senza sforzo alcuno , una immensa ricchezza è finita in poche mani. Quando non ci sarà più il petrolio torneranno a possedere ciò che hanno prodotto con la loro intelligenza.

    26. @maurizio: veramente le lettere di protesta al giornale abbondano. Il problema è che al di là dei mugugni di corto respiro non si riece mai ad andare.

    27. Si, è un problema degli omaniti, che sta mettendo in risalto una serie di problemi, peraltro conosciuti, del similpaeseitalia, a cominciare dagli organi di informazione che definisco perversi. E’ questo che ho sottolineato. Stampa e Tv, locali e nazionali, pubblicizzano regali anche milionari, navi, aerei, vetture di lusso, altro gossip; hanno creato un popolo di giocatori per quiz dai guadagni facili, ora vogliono gli invidiosi miserabili elemosinanti. L’orgoglio leggendario siciliano si sta rivelando inesistente. Io mi vergogno della mafia come mi vergogno di quelli che vanno al porto, dopo accurato lavaggio di cervello, con le bave in bocca a sperare nell’elemosina. Ma l’elemosina da chi? Ecco, altra cosa che sottolineo, se gli organi di “disinformazione”, superficiali, si informassero sulla storia di questo sultano e sulle condizioni economiche e politiche del suo Paese…
      quest’uomo ha preso il potere spodestando il padre, in un Paese che era “in bolletta” (peggio di ora) nel 1970, non è un esempio di democrazia, è presentato come ricchissimo* e particolarmente generoso, quando, invece, la verità è altra: il suo Paese vive di risorse limitate (per numero) principalmente grazie al petrolio (50% del PIL), ha un PIL di circa 24miliardi (la Sicilia ca. 85 miliardi di euro) di dollari USA e un reddito pro capite di circa 9000 (in Sicilia ca. 17000 euro) dollari USA. Ora, la mancanza di dignità e il servilismo sono gli stessi, siano essi rivolti a un sultano, a Zamparini (altro caso grave…) o a pseudo-politici da similpaeseitalia e locali, ma perchè Stampa e TV li alimentano?
      In ogni caso nelle manifestazioni di servilismo e sudditanza c’entrano quelle dosi massiccie di falsa furbazia e falsa intelligenza, mal riposte, che ormai fanno parte del DNA di molti, troppi, siciliani, e che consistono “nell’allisciari u pilu pi futtillu megghiu” del “potente-oggetto” adulato, pensano loro, non rendendosi conto che fanno male a se stessi e a tutta la comunità. Come sempre le origini di tanta mancanza di fierezza bisogna ricercarli nel percorso storico che ha creato il BISOGNO.
      * addirittura certi pseudo-giornalisti hanno parlato di patrimonio personale del sultano di 500 miliardi di dollari USA, ora, se si considera che ha preso nel 1970 un Paese in rovina e che il Pil è di 24 miliardi di dollari USA…

    28. @gigi: Non sperare di farmi dire nulla di più sulla categoria dei giornalisti…

    29. Genuflettersi agli sceicchi, ci
      dovrebbe far vergognare…….. Il mondo affamato aspetterebbe da queste facoltosi capi di Stato atteggiamenti di vera civiltà! lo sceicco anzichè comprare pane agli indigenti sperpera il suo denaro regalando rolex

    30. No Alajmo, non spero niente. Perchè quello che penso sul similpaeseitalia, sugli pseudo-politici palermitani e nazionali, sulle varie lobby italiane socio-economiche-politiche, su certo giornalismo italiano, sul teatrino politico che politica non è perchè nel similpaeseitalia la politica neanche esiste, queste cose le ho sempre scritte in questo blog (devo riconoscere che su queste idee Rosalio e Tony non mi hanno mai censurato; lo hanno fatto raramente su cose meno importanti dove non sempre eravamo d’accordo, qualche volta si, lo ammetto) senza chiedere complicità ad altri utenti. Tu sei libero di non esprimerti sulla categoria dei giornalisti. E’ vero che vivendo prevalentemente a Parigi e trovandomi a Palermo solo due o, in certi anni, tre mesi l’anno a Palermo ormai solo da turista non ho piu’ nulla a che spartire con certa gente, che comunque mi ha costretto, piu’ o meno direttamente, ad andare a ossigenarmi il cervello altrove, per non morire …di tutto, quindi, è piu’ facile, forse, per me esprimermi su certi argomenti.
      Preciso che viaggiare non è vigliaccheria ma ci vuole una buona dose di coraggio per lasciare le comodità, anche quelle che in fondo si trasformano in barriere mentali, sono pur sempre punti di riferimento facili, anche per combatterli, aiutano a vivere, ma quando si capisce che è già difficile modificare se stessi quindi impossibile cambiare il DNA di un popolo meglio provare a conoscere la terra sulla quale viviamo piuttosto che morire lentamente di torpore solo perchè in un punto di questa terra ci si è nati e si ama comunque e nonostante tutto.
      P.S. in ogni caso, se non interpreto male, mi sembra una richiesta di silenzio che… dice molte cose.

    31. @MARIIA : ma che ne sai tu se lui fa beneficienza o no. Io non lo so e neanche tu lo sai, di questo ne sono sicuro. Non lo difendo ma mi danno fastidio quelli come te che additano e giudicano e criticano senza sapere. Leggo sempre fra le righe un pizzico di invidia in tutte le critiche negative che si sono sprecate in questi giorni. Chiddu a noialtri sta pensando! E noi invece gli abbiamo dedicato diversi post, centinaia di blog ecc ecc.

    32. Da ieri posto cifre, consultabili in questo sito ufficiale:
      http://www.diplomatie.gouv.fr/fr/pays-zones-geo_833/oman_437/presentation-oman_1152/donnees-generales_22735.html
      non sono state scritte da un buontempone su Wikipedia o simili.
      Eppure qui si continua a scrivere delle presunte ricchezze di questo sultano esibizionista, si auspicano gesti di generosità…a parte il fatto che piu’ che generosità o elemosine varie serve LAVORO REALE, VERO, di quelli che si produce, per tutti.
      Il PIL dello Stato di questo “generoso” sultano equivale a quello dell’intera provincia di Palermo. E deve venire a fare beneficenza a Palermo? Che si occupi del suo Paese! forse è proprio quello che fa, occuparsi del suo Paese, con questi viaggi esibizione?
      Nel 1970 si impossesso’ di un Paese alla rovina, oggi, secondo certi giornalisti, il suo patrimonio ammonta a 500 miliardi di dollari USA, vuol dire che in questi 38 anni la metà del PIL del suo Paese se l’è fottuta lui? E’ solo una domanda, preciso…

    33. Complimenti veramente…devo dire che il titolo stava per trarmi in inganno: pensavo all’ennesimo articolo di lecchinaggio…Invece sorprendentemente hai reso parole i miei pensieri…Bravo.
      Ecchissenefrega del sultano dell’Oman!!

    34. Gigi hai un’idea distorta del meccanismo della rimozione dei commenti. Qui non si pratica la censura. I commenti non vengono MAI rimossi per le opinioni che esprimono in contrasto con chissà quali opinioni di una linea “ufficiale” che non esiste. Ci sono delle regole (discendenti principalmente dalla legge italiana) e se vengono violate il commento viene rimosso.

    35. io, ogni volta che introduco la pompa della benzina nel serbatoio della mia auto (per fortuna sempre meno spesso…) “penso” sempre al sultano dell’Oman e a tutti i suoi “cugini” arabi

    36. Scusa Rosalio, quale regola discendente dalla legge italiana ho violato io? Zoro m’ha chiesto di tradurre in inglese e io l’ho fatto. E tu hai rimosso. Avesse ragione Gigi….

    37. Dai Rosalio…degnati di rispondermi….E’ davvero un mistero! La stessa identica frase, in italiano passa il tuo severissimo filtro e tradotta in inglese viene prontamente cancellata. L’unica spiegazione possibile è che tu abbia riscontrato tanti di quegli errori che ti sia preoccupato di difendere la mia reputazione di noto poliglotta. Comunque una risposta è gradita.

    38. Calpurnio questa non è la sede per i chiarimenti. Ti rispondo per e-mail. Ad ogni modo l’ho cancellato motivatamente. Vi invito a rimanere in tema, inoltre. Grazie.

    39. Rosalio, non ritengo di avere un’idea distorta sui meccanismi ai quali ti riferisci. Anzi, io ho riconosciuto che voi non mi avete mai censurato per le idee espresse o per le mie opposizioni alla pseudo-politica teatrino com’è vissuta oggi nel similpaeseitalia.
      Ho semplicemente ricordato che qualche volta non sono stato d’accordo sulla rimozione di certi miei commenti, altre volte, dopo riflessione, si, e l’ho ammesso.
      Non sono stato d’accordo quando i miei post rimossi si limitavano a replicare a commenti di utenti amici di Rosalio non rimossi ma, secondo me, perlomeno discutibili, e alcune volte offensivi.
      Rosalio, forse non hai notato la cosa piu’ importante del mio post precedente: ho riconosciuto a questo blog il rispetto delle idee, anche quando sono scomode.

    40. Gigi questa discussione è fuori tema e non credo che interessi i lettori. Ti invito a rimanere in tema. Grazie.

    41. Rosalio
      sei il solito ridicolo

    42. bel post, che mette bene a fuoco una certa sicilianità, quella che non mi piace, quella di gente che si fa sempre abbagliare dai “leggendari” rubinetti d’oro e dai politici che ti promettono mari e monti e poi ti comprano per un piatto di pasta. tu ti mangi la pasta e loro la sanità. tu neanche te ne accorgi e continui a chiedere l’elemosina. se arriva uno sceicco poi già ti immagini gran visir.
      hai ragione..ciccio e franco ed un po’ di totò milionario!
      gigi, hai fatto bene ad andare a vedere quello che succede altrove, quando ci si allontana l’occhio si disabitua a vedere sempre le stesse cose e la visuale si espande.

      ps. l’unica cosa che non mi quadra che abbia rifiutato il dono dei due re magi questuanti…che i gioielli non fossero all’altezza di tanto splendore?

    43. voglio dire, per uno che, se gigi ha ragione, s’è mangiato mezzo pil del suo paese, di carati ce ne volevano parecchi, non parlerei di lezione di civiltà. chi lo sa???? 😉

    44. rosalio, manca un pezzo, il “voglio dire” delle 18 e 52 era una sorta di ps 🙂
      la faccina te la metto sempre che ti piace!!!!!

    45. Quando venne in visita in Sicilia Bill Gates, uomo molto più ricco del sultano dell’Oman, non ricordo analoga attenzione dei siciliani. Probabilmente Gates segue altri criteri per elargire le sue molto più generose liberalità.
      Alaimo ha perfettamente ragione: i siciliani sono orgogliosi della loro intelligenza, ma un popolo veramente intelligente non si comporta o si riduce così.

    46. in effetti anche a me era venuto in mente bill gates e le possibili diverse accoglienze, lo stesso che non ha più ormeggiato in sardegna dopo che soru (giustamente) aveva messo la sovratassa ai diportisti per incrementare l’economia dell’entroterra.
      una tassa che per mr gates sarebbe stato l’equivalente per me offrire una coca cola ad un amico!
      diciamo che non elargisce proprio!!!!
      tanto per dovere di cronaca.

    47. Forse l’idea del sultano rievoca antiche memorie. Son convinta che se fosse venuto Sarkozy con il suo panfilo o Bill Gates, niente di tutto questo sarebbe successo.
      Allora perché il sultano dell’Oman riscuote tutta questa deferenza e servilismo?
      Inanzitutto, forse perché non è un capo di un paese democratico, ma assume un’area favoleggiante, che l’ha preceduto mediaticamente dopo la sua visita in Puglia. Di certo Cammarata si aspetta il Rolex d’oro.
      Forse i palermitani l’hanno scambiato per un eccentrico Babbo Natale, desideroso di spendere il suo sterminato patrimonio personale, e quindi si son detti, perché non provarci?
      Irrazionalmente, ovviamente, perché casomai la domanda era un’altra, che ci viene a fare il sultano dell’Oman, a Palermo?
      Forse questa è la domanda giusta. Non credo sia un signore annoiato della sua ricchezza e dei suoi troppi soldi, che vada in giro a fare tappe in luoghi in cui la cultura araba si sia distinta nella storia.
      Neanche posso credere, che sia venuto per curarsi all’Ismett,come si era detto in prima battuta, perché, pur non sottovalutando l’altissima qualità di questa struttura, credo che in USA, o in altri paesi di straordinaria eccellenza medico-scientifica,ce ne siano di altrettanto buone,se non migliori.
      Quindi la vera domanda è,che c’è venuto a fare qui,questo signore?
      Ed in questo, prevale l’aspetto della diffidenza Palermitana, rispetto all’accoglienza indifferenziata, che è altra cosa.

      L’altro aspetto, che tocca rilevare, è casomai,come certi siciliani, siano ormai più abituati all’idea della fortuna casuale (si chiami gratti e vinci o cercare di avere qualcosa dal Sultano dell’Oman in visita),più che all’idea della costruzione delle cose (fenomeno peraltro neanche così ‘siciliano’, ma forse ormai italiano, od italiota).
      Questo è casomai il fenomeno preoccupante. Che di fronte alle difficoltà numerose e reali, invece di sbracciarsi le maniche, si preferisca uno stato di attendismo inoperoso. Da qualunque parte possa pervenire.

    48. che pazienza, più di due ore, il sultano sarebbe già arrivato sulla luna, fatto beneficenza a mezza palermo, ricevuto otti gioiellieri, e chi più ne ha più ne metta!

    49. Rosalio, ho semplicemente replicato al tuo post.
      Stalker, non si tratta di aver ragione o meno, il link che ho postato sopra è del ministero degli affari esteri francese, cifre ufficiali; da quasi miseria per il popolo aggiungo io. Eppure da giorni si si vuol far passare per ricchissimo questo sultano. Se realmente è ricco è logico chiedersi da dove provenga la sua ricchezza dato che il PIL del suo Paese è di 24 miliardi di dollari USA l’anno,
      ripeto, solo quanto la provincia di Palermo.
      Ma qualcuno è andato a leggere per informarsi su come vive il popolo dell’Oman? Piuttosto che lasciarsi ingannare da due aerei, un panfilo, un elicottero e qualche automobile di lusso? Certo non sono gli attrezzi dei giocatori delle tre carte ma mi sembra di vederci qualche similitudine. E poi, questo andare in giro con 800 cortigiani mi sembra una scena di certi films della commedia all’italiana.

    50. gigi, purtroppo c’è un mio post appeso in attesa da più di due ore, dove il mio pensiero era più chiaro e articolato. quello che leggi ora è un’appendice senza senso senza il prologo!!!
      se lo avessi letto mi risponderesti in maniera ben diversa!
      ciao

    51. diciamo che è passato in post in cui si dice che il sultano mangia mezzo oman ma non quello dove i nostri “amici” si mangiano tutta la sanità!!!
      sintetizzando….

    52. Ma il migliore, picciotti miei, come al solito è stato il nostro sindaco. Sentite che perla. Alcuni giorni fa, nel ricevere l’ambasciatore dell’Oman a villa Niscemi ha espresso apprezzamento e sottolineato la grande tradizione di fratellanza che lega la cittadinanza con gli immigrati islamici. (Giornale di sicilia).Ora io mi chiedo: ma si sono mai visti immigrati dell’Oman in Sicilia? Non credo proprio visto che i sudditi di sua maesta se la passano meglio di noi. Ma il sindaco aveva tirato un po’ di bicarbonato come al solito o aveva calato qualche vermuttino di troppo? Mah.
      Non oso pensare che avrà detto fra se e sè l’ambasciatore.

    53. …continuando, i siciliani sempre con la scoppola in mano a genuflettersi con “signorile” deferenza e doni e salamelecchi, ricordi di di antica dominazione ben più illuminata!
      ohhhh….luogo comune per luogo comune, ormai il sultano sembra uscito dalle mille e una notte riletto da novella 2000!!!

    54. …e commentato da emilio fede!
      ho finito, tolgo il disturbo.
      spero che appaiano cose più serie che ho detto.
      arevuar….

    55. Federico nessuno ti obbliga a subire il mio essere ridicolo.

    56. Ninni
      ti dico subito che sono di parte, sono fan di Roberto Alajmo. Io non condivido la tua critica spietata, anche se è un tuo diritto. Ti chiedo solo una cosa: quando critichi aspramente Roberto perlomeno cura meglio la punteggiatura, in particolar modo gli spazi dopo le virgole e prima delle parentesi che utilizzi pure quando ne potresti fare a meno. Senza animosità.

    57. Il post è DI Roberto Alajmo, non SU Roberto Alajmo. Vi prego di rimanere in tema. Grazie.

    58. e’ in viaggio in cerca di affari, per fare investimenti, per fare business.
      E nel frattempo si porta un tir di pubblicazioni sul suo paese e cd musicali della peggiore banda musicale al mondo e cartine geografiche per fare pubblicità turistica.
      E vuoi vedere che fra qualche mese spuntano i voli low cost per l’oman con graziose hostess arabe? Almeno nel fare pubblicita’ turistica al suo paese dimostra di avere un efficace piano di comunicazione a giudicare da come andavano a ruba cd e libri davanti al teatro massimo. Poi le cornamuse il sultano le poteva lasciare in scozia! Le cornamuse dall’oman, mah…mi manca di vedere che gli eschimesi in corteo suonano il marranzano !
      (Immaginate raffaele lombardo, o ancora meglio toto’, che per fare pubblicità alla sicilia va nel quebec portandosi la banda musicale del corpo dei vigili urbani di palermo, un migliaio di depliant turistici su mondello, lo spasimo e taormina e piazza il tutto in una piazza cittadina! Fa 4 giri con la sua lancia thesys scura e saluta in maniera gentile. Non se lo calcolerebbe nemmeno un canadese sbronzo).
      In fin dei conti il sultano se ne intende di marketing del territorio! Perché non va a fare marketing territoriale a londra o a barcellona secondo voi?
      Beh anche questa mi pare una minestra riscaldata, questa volta preparata da un sultano ma gradita ai palermitani schiffarati di agosto

    59. ottima lettura da parte di “minestra riscaldata”… condivido

    60. @Panormus:
      Sei un fan di Roberto Alajmo? ma non hanno già inventato il condizionatore d’aria? forse volevi dire che ne sei un fanatic, un aficionado, non lo condivido però anche questo è un tuo diritto.
      Quanto al non interporre lo spazio ante parentesi potrei dirti che è un mio vezzo, ma tu potresti anche non crederci e per quanto riguarda quello post virgola credo di averne rispettato la postura.
      D’altro canto mai avrei immaginato che per muovere una critica(anche due) al tuo scrittore preferito bisognasse preventivamente iscriversi all’accademia della canigghia o crusca che dir si voglia.

    61. Ninni! Via, alle 5 del mattino pensi già ad Alajmo!!! Ti ci vuole una vacanza!!!

    62. ad oggi ho trovato due chiavi di 2 lettura della presenza del sultanato dell’Oman a Palermo:
      1)
      il TURISMO è una delle prime industrie al mondo per fatturato, e l’Oman tutto sommato è un bel posto dove andare a fare un certo tipo di vacanze, sport acquatici, rally su sabbia,….. e questo il sultano lo sa. Il petrolio rappresenta una delle principali ricchezze del paese, ma un giorno finirà e quindi pensare a nuove economie quali quella del turismo è un idea che va molto di moda nei paesi arabi negli ultimi anni. Ecco quindi un semplice ed elementare piano di marketing che attraverso l’occupazione della principale piazza di una grande citta’ italiana, permette di contattare i cittadini e omaggiarli di cd musicali, pubblicazioni sul paese e cosa che mi ha colpito di piu’: cartina geografica del paese per dare un idea chiara del territorio, affiancato da un poster con meravigliose foto di sport di terra, di aria e di acqua che si possono praticare. Notevole! Un piano di marketing semplice, ma con azioni di contatto efficaci e immediate. Riflettete: il sultano si è portato banda, addetti alla distribuzione dei materiali pubblicitari del paese, …. vacanza si’, ma soprattutto lavoro per il suo staff, lavoro mirato ad un obiettivo preciso e chiaro.
      Dubai ad esempio sta diventando una città futurista per un nuovo tipo di turismo,… queste città arabe in fondo non hanno nulla da offrire e allora si stanno inventando nuovi ruoli e vocazioni tramite le quali far conoscere e visitare quei luoghi attirando turisti e generando economia parallela a quella del petrolio. Un vero e proprio piano strategico di valorizzazione del territorio.
      2)
      L’altra chiave di lettura è sempre di carattere economica. Diversi paesi arabi stanno investendo in altri paesi del mondo, attraverso la realizzazione di strutture turistiche ricettive in luoghi strategici per turismo. Sempre turismo in prima linea! Inoltre investono in strutture commerciali e immobiliari che possono rendere sia nell’immediato che nel medio-lungo termine, come storia insegna.
      Con il petrolio spillato dal loro sottosuolo per decenni gli arabi hanno iniziato, da tempo, la colonizzazione economica di altri continenti e in un era di globalizzazione dei mercati, loro sono in piena sintonia con i tempi.

      Una considerazione che mi viene spontanea: se fosse stata una visita istituzionale, avremmo visto numerose foto e video di strette di mano e sorrisi tra il sultano e le autorità locali (clero incluso).
      Sta facendo quel lavoro che, penso, dovrebbero fare tutti i governanti di un paese, cercare di attirare turisti nel proprio paese generando occupazione locale, essendo questa oggi una delle principali fonti di reddito per i territori, e cercare di investire le proprie finanze in attività economiche lecite in altri paesi del mondo, generando a sua volta occupazione permanente in quei paesi dove si decide di investire.
      Del turismo, breve o lungo, vicino o lontano, il mondo sembra non ne possa fare a meno….. 🙂

    63. Ha ragione Rosalio, c’è troppa aggressività e sempre fuori luogo. Fra le altre cose, cito testualmente dal post di Ninni:
      “(…)i genitori (…) non sapevano che un bel giorno un presuntuoso scrittore (…) AVESSE AVUTO l’ardire di così spudoratamente spregiarli.”
      Iscriversi all’accademia della crusca no, ma se uno vuole atteggiarsi a critico letterario, almeno il congiuntivo dovrebbe sapere come usarlo.

    64. Condivido il post di Alajmo e alcuni dei vostri commenti. Non so se ridere o piangere, ma un diversivo agostano forse ci voleva… A Babbo Natale non avevo pensato, bella questa ;D

    65. Visto che non ci capiamo rimuoverò ulteriori commenti fuori tema.

    66. Roberto Alaimo scrive:
      @pia: un giorno ti racconterò la storia della cassata siciliana. Intanto di dico questo: malgrado tutti credano sia un dolce di origini arabe, in realtà ha poco più di cento anni.

      ….Roberto aspetto con ansia quel giorno. Mi piace conoscere le origini di tutto quello che è siciliano e palermitano in particolare. 🙂

    67. @Pia: come diceva la compianta Lady Barbara: dobbiamo sentirci in privato. Qui saremmo fuori tema.

    68. Riguardo ai due gioiellieri “lecchini” non mi pare affatto che siano rimasti anonimi… su Repubblica c’era nome e cognome, e mi aspetto che nel prossimo numero del favoloso “I Love Sicilia” ci sarà un bell’articolone sul sultanazzo con tanto di fotografie, se i due sono riusciti a incontrarlo.
      Poi un pensiero… chissà se il sindaco gli ha offerto un aperitivo? 🙂

    69. Ma vero è che ha 36 mogli e più di 60 figli??
      Si ricorderà i loro nomi, uno per uno, in ordine di età?
      E quanti suoceri ha?

    70. Quante favole sul Sultano…
      Sarebbe bello se fosse venuto a cercare la sua Cenerentola..
      Favola più favola meno…
      Potrebbe anche aiutare tutti i poveri dell’Oman senza restare in bolletta… bellissima favola.. solo favola..
      Ciao Sultano
      Laura

    71. […] come in una fiaba.”Ma va a cagare!Caro palermitano, ancora una volta sei vittima dei tuoi stessi stereotipi. Una fiaba? Che fiaba è quella dove una ressa di persone dietro una rete di protezione fa […]

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