venerdì 20 ott
  • Io e la pioggia

    Forse sono io che non penso mai che possa piovere. Non solo non ho mai ombrelli, ma le rare volte che mi decido a prenderne uno perché già sta piovendo, penso di non saperlo reggere. O va avanti o va indietro. Alla fine mi bagno, e nel più fortunato dei casi riesco a farmi una tettoietta con il bordo e le goccioline si trasformano in cati, tutti sulle scarpe.
    Capita che è una giornata di fine ottobre, fresca ma non uggiosa, esco con una camicia bianca per andare a lavorare. Capita che non c’è un buco per parcheggiare e sono costretta ad infilare l’auto nell’unico metro quadro disponibile, praticamente a 1km dalla mia meta. Camminando mi specchio in ogni vetrina e penso che a pranzo è bene andare dal parrucchiere, prima che il corpo dei Nas sequestri il mio ufficio perché l’unto dei capelli ha contaminato il materiale di cancelleria e il cibo della macchinetta (ok la situazione non era così grave, ma era per intenderci). Sono le 18:30, acchiappo freneticamente il badge, timbro e scappo, ma piove. Ovviamente non ho ombrello. È acqua, le recenti disposizioni anti smog, targhe alterne e circa 21 giorni di pass, hanno senz’altro limitato i danni e quindi l’acqua ancora non scioglie la pelle. Puoi farcela, e anche se determinerà la fine della mia piega (ciao ciao 11 euri) mi incammino. Squilla il cellulare, non potevano scegliere momento migliore. Continuio a camminare, e dopo 600 metri stile rana mi accorgo che la simpatica e fashionissima pashmina – cintura si è slacciata e torno indietro a prenderla. Ok è ora di affrontare le mie paure e comprare un ombrello. Entro in negozio, la mia camicia bianca adesso è carta velina e ottengo un graziosissimo effetto miss maglietta bagnata. Il commesso mi porge l’ombrello super leggero e super caro (praticamente è lungo 15 cm e costa 10 euro, se faccio un rapporto veloce, costa quando un monolocale in periferia) e nonostante mi veda sgocciolare copiosamente, inizia a chiedermi se voglio calze, mutande senza elastico e reggiseni imbottiti. Rifiuto ed esco. Trovo un mazzo di chiavi per terra, entro al supermercato per darle al cassiere, la buona azione del giorno è compiuta. Adesso siamo solo io e il mio ombrello, non ci piacciamo ma forse è il caso di collaborare. Ma quando mai, l’uomo delle mutande senza elastico mi ha dato l’ombrello Polly Pocket che si chiude da solo, quindi continuo a camminare come le guide turistiche: l’ombrello in alto e mezzo moscio. Finisco il mio interminabile tragitto con i jeans bicolore e la camicia ormai tatuata. Intorno a me un concerto di clacson rende l’atmosfera intima e rilassante…

    Palermo
  • 57 commenti a “Io e la pioggia”

    1. O marò che stress!

    2. senza parole.

    3. Ho fatto un pò di fatica a leggerti:
      – acchiappo con freneticamente?
      – euri?
      – la entro al supermercato?
      – i jeans? (gli jeans)
      ma tutto sommato sei sempre divertente. ciao

    4. sono perplesso e disarmato. ma esercitarsi a scrivere in privato prima di sbaragliare, no eh?

    5. L’Accademia della Crusca frequenta Rosalio mi sa. 😀

    6. e sti cazzi…

    7. Figlia mia, ma se a fine ottobre sei ridotta così,che farai a gennaio??!!

    8. @rob lo snob
      1) Acchiappo feneticamente il bedge: e allora? Non vedo l’errore

      2)Euri. Una lira, due lire. Un dollaro, due dollari, Un rublo, due rubli, una sterlina, due sterline, un franco, due franchi. Un euro, due euri

      3) la entro al supermercato. Perché rob, tu non lo scendi mai il cane?

      4) Gli jeans? Ma per cortesia…..

      @Simona

      Ho apprezzato un sacco.Quelli che hanno il coccio della lettura dicono che questa è scrittura “still live” per dire che uno allavanca sopra il tavolino tutti i secondi che ha vissuto, per come li ha vissuti. Viverli è già buon segno. Ricordarseli è ancora più significativo. Io mi sono divertito, ho letto con piacere e spero di leggere ancora.

    9. Si vabbé che c’entra scomodare addirittura l’accademia della crusca.
      Abbasta un buon controllo editoriale e si risolve il pobblema. Chi si è lamentato ha ragione.
      Secondo me però è stato fatto apposta. No?

    10. Totò nulla da ridire sul pezzo dell’autore. Conosciamo Simona e l’abbiamo invitata a scrivere perché la stimiamo e sappiamo come scrive. Non è affatto una svista il fatto che sia stato pubblicato né ha uno scopo particolare (fatto apposta).

    11. Daniele, ci risiamo, prima con la recensione su Toroldo, adesso con questo pezzo “umido”! Che vuoi che ti dica? Dobbiamo per forza apprezzarlo altrimenti siamo i rompi della situazione?
      Vogliamo leggere per arricchirci,e con umiltà,o dobbiamo fare beneficenza?

    12. Il badge si timbra?!?! Mah!!!

    13. Simo…a me ha fatto ridere. Pure gli euri. ;-)Odio gli ombrelli quanto te. Ma ne possiedo tanti. Almeno una decina, il punto è portrseli appresso. Mani chisses

    14. Mi dispiace, evidentemente non riesco a farmi capire. Non mi riferisco a CON FRENETICAMENTE e LA ENTRO AL SUPERMERCATO, che sono refusi, dato che scrivo di getto e poi modifico, capita che qualcosa mi sfugge, complice l’ora e la stanchezza…
      Però non riuscire a capire che scrivo euri scherzando è un pò offendermi. Tra le altre cose si è a lungo discusso sulla flessione al plurale della parola euro, perchè tecnicamente sarebbe possibile, ma non sto criticando il fatto che non avete l’abbonamento a ” La crusca stimola”. Potete non cogliere l’ironia, per carità, ma non è ignoranza. Pensate anche che ho scritto CATO perchè non so che si dice secchio?!?!?!?!?!?!
      Ed infine, il De Mauro utilizza I JEANS. Perdonatemi ma lo ritengo un attimo più affidabile di tutti noi qui dentro.

      Grazie a tutti in ogni caso, ma non ho bisogno della beneficienza di nessuno.
      Buon arricchimento.
      p.s. la parola esiste, se ci fossero dubbi cito la fonte http://www.demauroparavia.it/8580

    15. Simò…unn’aveno nent’i fare e si sfogano qui!

    16. @Valentina. Nessun problema. Ognuno legge col suo “sentire”. Ho solo detto il mio. Come dice la stessa Simona, non ha certo bisogno della mia beneficienza. Poi lo sapete copme sono: io scrivo in palermitano dunque certe forme e modi di dire mi piacciono. Tutto qui 😉

    17. A me accadde una cosa del genere a Favara…alla fermata del pulman per Palermo, avevo l’orlo del vestito “appuzzatu” nell’acqua che continuava a salire, un ridicolo ombrellino zuppo e quando arrivò il pulman l’autista ebbe l’ardire di dirmi: Signora l’ombrello per favore lo getti a terra – e io gli chiesi se dovevo buttare a terra anche me medesima perchè colavo acqua peggio dell’ombrello” grrrrrrrrrrrr

    18. A chi non è successo almeno una volta nella sua vita di “cittadino”??
      Il ritmo frenetico rende la storia stressante e agreabile allo stesso tempo…
      A me è piaciuta.

    19. Beny, fore sei tu che non hai niente da fare e ti sfoghi con le persone LIBERE;e poi scusate io non mi
      riferivo mica all’uso di qualche parolina di dialetto o storpiata,nè intendevo arricchimento linguistico, ma quando spendo del tempo a leggere qualcosa vorrei trarne qualche gratificazione, ma , forse è difficile da capire!
      Scusa, Simo, la prossima volta leggerò soltanto!

    20. si, il cane lo possiamo anche scendere e le macchina uscire…poi un po’ di pioggia capita a tutti e gli ombrelli me li perdo sempre…lo stress è cosa di tutti i giorni e sulla maglietta bagnata lascio un po’ di immaginazione…e sbadiglio della la banalita di tutti i giorni.
      come contenuti mi sono annoiata.
      Hitchcock diceva: “il cinema è la vita senza le parti noiose”.
      direi lo stesso per la letteratura

    21. # e poi tocca che mi decido a mettere gli occhiali!
      …e sbadiglio della banalità di tutti i giorni

    22. tipo la corazzata potemkin…

    23. no caro, anche filmetti americani di spensierato intrattenimento.

    24. no tipo la corazzata potemkin è il succo di tale banalità quotidiana

    25. … e la pioggia che va, e poi torna il sereno!…
      ” singing in the rain” !…
      all’improvviso mi sento ispirata…

    26. Se questo è il suo “stream of consciousness” bhe, mi sembra un pò poco.
      Saluti

    27. addirittura scomodare joyce…

    28. ma la lasciate stare a questa graziosa ragazza??? io adoro il suo pessimismo cosmico pseudo metropolitano

    29. Raindrops keep falling on my head. Suggerirebbe, probabilmente, Bulgakov. Il fatto di scendere il cane ci potrebbe stare benissimo. Il fatto di scendere il cane a pisciarlo invece mi perplime un po’

    30. @ Totò: Ad essere sinceri avevo subito pensato a questa
      Post molto carino…

    31. ehehehe! Ottima scelta anche nella versione

    32. ribadisco quanto detto l’altra volta non ricordo per cosa: qua dentro ci sono dei rompipalle davvero fuori dall’ordinario! “quando spendo del tempo (di certo prezioso come l’oro) vorrei trarne qualche gratificazione”, “banalità quotidiana”…ma fatemi il favore! Ve la levate sta prosopopea da finti intellettualoidi quali ritenete di essere!
      Non riuscite MAI ad analizzare le cose ed a contestualizzarle! Non riuscite a distinguere un post leggero da uno impegnato! Per voi DEVE essere tutto “culturalmente aulico ed impegnato”!! Ma per piacere! Se proprio non riuscite a “sfilarvi la scopa” migrate verso altri lidi…chessò…www.lamiamenteètroppoimpegnatapersimilibanalitàquotidiane.org

    33. Ho riso mezz’ora! E poi nello stesso tempo mi è venuta la crisi isterica di pianto perchè ho pensato che anch’io ero alle prese con l’ombrello, appena uscita dall’ufficio, con il motorino che ormai andava a remi e io che tra ombrello, borsa e portadocumenti dovevo pure togliere la catena al motorino!!!

    34. Scusa Stalker ma un post su questo blog è o dovrebbe essere letteratura? Sei troppo pretenziosa figlia mia. Sbadigli della banalità di tutti i giorni? Scusa perchè non scrivi tu un bel pezzo e ci illumini tutti e perchè non ti fai aiutare da Valentina che la pensa come te? Quello di Simona è un pezzo che non pretende di essere studiato da nessun critico e non pretende di diventare una pietra miliare della letteratura del XXI secolo.
      Questo blog forse non è il posto per voi…qui vogliamo leggere anche qualcosa di leggero e spensierato.
      Simona, sei troppo simpatica, continua a scrivere e fregatene di certe critiche di certo non costruttive ma “sdirrubbanti”

    35. Ho solo detto che, nonostante qualche piccolo strafalcione, (perdonato ai lettori, un pò meno agli autori..) tutto sommato l’ho trovato divertente come anche le altre volte in cui la sig.ra Cerami ha scritto. Non pensavo arrivassero tante arringhe da molti avvocati ad hoc, e nemmeno tante critiche un pò pesantucce ad alcuni di noi. Direi che non dovremmo essere noi i criticati a rilassarci, ma.. comunque sig.ra Cerami, lei è un pò monellina, perchè il post che abbiamo tutti letto (ed io conservato) diceva: “acchiappo con freneticamente” e “la entro al supermercato”. Ora invece abbiamo “acchiappo freneticamente il badge” e della frase “la entro al supermercato” nessuna traccia. Monelluccia.

    36. ribadisco…il sito dell’Accademia della Crusca è http://www.accademiadellacrusca.it/…questo è http://www.rosalio.it/

    37. Io riesco a distinguere un post leggero e basta, da un post leggero e grazioso. Voi, paladini della leggerezza, sapete essere pesanti con chi la pensa a modo suo e non al vostro ; lasciate libere le persone di esprimere il loro pensiero, oppure Rosalio ha dato l’autorizzazione solo a voi?
      Cara Simona, qundo lavoravo al teatro, mi facevano tantissimi complimenti, però qualcuno faceva delle critiche; sì, faceva male, però faceva anche bene.

    38. Noi paladini siamo stanchi di leggere sulle pagine di questo blog commenti di persone che sono buone soltanto a criticare!!
      Esprimere il proprio pensiero è DIFFERENTE dal criticare qualsiasi cosa non rientro nei propri canoni!

    39. Amelia, ho semplicemente detto che questo pezzo l’ho trovato noioso. posso?
      poi ci sono cose leggere e divertenti che leggo volentieri.
      o se una cosa è leggera deve piacere per forza?
      perchè non ti rilassi tu se c’è chi non la pensa come te?

      ps. poi d’accordo che è un blog e non letteratura, ma le parti noise si possono tagliare lo stesso!

    40. Beny, credo di aver espresso più volte apprezzamenti, ad esempio a Billitteri, che con linguaggio leggero infila anche dei contenuti!

    41. Ma non è detto che dentro ad un testo debba eserci anche un contenuto “serio ed impegnato”! Un testo/film/libro/argomento può essere ANCHE definito “leggero” perchè non ti induce a pensare a NULLA! Lo leggi e basta! Magari non ti lascerà nulla dentro..ma per lo meno ti sei passato 10 minuti senza pensare a nulla…sai…ogni tanto fa bene 😉

    42. In realtà, quella che non mi sembra mai rilassata in questo blog sei proprio tu Stalker che polemizzi sempre su tutto…però ognuno è a suo modo…e la “disturbatrice” si incontra sempre in qualsiasi gruppo.

    43. Beny, secondo me tu di tempo senza pensare a nulla ne passi fin troppo.
      Amelia, pensala come ti pare.

    44. si cara stalker…hai proprio ragione…vivo in un mondo di fate ed elfi e non penso mai! Poi, grazie a dio, incontro persone come te che mi danno spunti per riflettere ed attivare il cervello…devo esserti grato in effetti!!
      Stalker…se non ci fossi dovrebbero inventarti!
      Sei come una Fiat Panda del 1988!!

    45. vorrei solo farvi notare che mi sono permessa di dire che trovavo questo post noioso, senza insultare nessuno. punto.
      poi mi sono sentita dare della rompipalle, intellettualoide, “disturbatrice”, pretenziosa…che se se na va da un’altra parte e meglio!
      tanto per intenderci trovo molto divertenti i post di maria cubito che sprizzano ironia da tutti i pori e mi fanno sorridere dell’umanità varia che descrive con intelligenza.
      ad ognuno le proprie risate, a voi il vostro livore.
      statemi bene.

    46. come dicono a Castelbuono…c’è pkkè!

      ps: dimentichi che t’ho definito anch euna Panda del 1988 che andrebbe inventata!

    47. Ah,Beny, menomale che ci sei tu che sai come disattivare il cervello!
      Amelia, anche tu potresti scrivere un post insieme a Beny, sono sicura che Rosalio non aspetta altro!

    48. Anche secondo me il pezzo è poco interssante.
      E ciò che lo rende superfluo non è l’argomento trattato(vedi i post di Maria Cubito sono meravigliosi, per me è una donna molto brillante),ma il modo di raccontarli.
      Si può parlare di noccioline ed essere brillanti e si può parlare di letteratura ed essere dei perfetti idioti.
      Cmq sono sicura che Simona sappia fare di meglio.
      Per Simona: Accettale come critiche costruttive per il futuro!

    49. @Valentina: rosalio i miei post li ha già pubblicati…usa il “cerca” prima di parlare! Uno di questi l’ho scritto con l’aiuto di Amelia (mi ha dato qualche notizia precisa sulla mafia)…quindi ripeto…prima di parlare informati.

    50. Grazie x l’informazione, mica potevo saperlo!
      Se avrò tempo, andrò a “cercare”.
      E comunque non credo sia obbligatorio scrivere qui!

    51. “Scende la pioggia ma che fa…!”
      Alla fine sarà un successo :50 commenti!

    52. quoto stalker, valentina e totò…( e anche gli altri se siam tutti d’accordo che commentare liberamente è sacrosanto :))per l’autrice aggiungo che son pure intenerito ormai, ti è anche discolpata, questo non va bene! scherzo, ma proporrei un premio pseudo-pulitzer per il numero di commenti collezionato. se il fine era questo ottima performance. per il resto sono come quei saputelli odiosi che hanno questa insana mania di leggere, quindi è messo in conto che si incappa in questo, io non vedo il problema…

    53. se ti trovavi in centro potevi prendere un ombrellino dagli ambulanti a 3 euro, appena piove a Palermo spuntano tutti come i funghi

    54. @ Rob non li ho corretti io gli errori, non posso intervenire sul blog in quel modo! 😀

    55. tutto sto macello per un post inutile…

    56. Io amo i post “inutili”. Che palle i post “utili”.

    57. l’ultima pioggia copiosa che c’è stata a palermo l’ho assuppata anche io arrivando a bagnare anche le mutande che erano dentro il borsone della piscina sotto miliardi di altre cose.
      Non ero così fradicia dal 1992.
      Raramente accade ma avviene.
      Sarebbe stato meglio uscire direttamente in costume.

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