sabato 18 nov
  • Professore’ (atto secondo)

    Non lo volevo scrivere questo post. Sono in partenza per Londra. Una settimana. Vado a trovare mio fratello e mi disintossico un po’. Ne ho bisogno, a scuola ci sono un po’ di vacanze di Carnevale. E parto. Ma mi sento con le ali calate. Per usare la metafora delle ali. Non lo volevo scrivere no. Perché non volevo tornare a parlare di scuola. Così come pure a settembre avevo detto “questo è l’ultimo anno in questa scuola media. Provo il tutto per tutto e me ne torno al liceo. Pure se dovrò chiedere la provincia. Anche se ho una prima media. Pazienza. Non mi affeziono troppo e via. Vado a fare la professoressa con la P maiuscola. A insegnare finalmente quello che mi piace. Le lettere classiche, il greco, il latino…”. E invece sono ancora qua. Ma con le ali calate.
    Quando decisi di fare questo mestiere, la scuola non era questa. Tre scioperi hanno indetto i sindacati e tre scioperi ho fatto. E che è cambiato? Le mie resteranno parole. Tutte parole. Sono una professoressa quaquaraquà. La domanda del passaggio di ruolo scade il 28 febbraio e io manco so come è fatto il modulo. Mi arrabbierò, fingendo di non essermene ricordata, magari me la prenderò con una circolare che non mi hanno fatto leggere in tempo…ma non me ne andrò da qua. Sono stata fortunata quest’anno. Ho una classe sveglia. Sono vivi. Interessati. Hanno voglia di imparare. Certo alcuni li devi assicutare. Ad altri devi promettere che gli restituirai le figurine sequestrate mentre spiegavo storia. Ma non me ne vado. E volevo dirlo a qualcuno, visto che il ministro non lo saprà mai che l’insegnante Maria Cubito rinuncia al passaggio di ruolo. E anche quando lo sapesse che gliene importerebbe, al ministro della pubblica istruzione?… Che ne sa che non me ne vado per restare con Marco, che quando ha paura si infila sotto il banco e mentre tutti ridono si tappa le orecchie? Con Stefano che viene a scuola con le felpe lise e un poco fituse nei polsi? Con Alessandro che guardando a terra mi dice che non ha il pranzo per la mensa, perché picciuli ‘unn’avi e quando gli compro un panino mi dice piano piano grazie professore’. Resto per lui e per tutti gli altri. Per Alberta, Monica e Andrea che sembrano pronti per il liceo tanto sono bravi già in prima, ma resto soprattutto per Michele che quasi non sa leggere e scrivere però mi guarda con la bocca aperta quando leggo la storia del ciclope Polifemo dall’Odissea e tutto priato mi chiede professore’ oggi facciamo lepica? (tutto attaccato). Ma il ministro che ne sa? Tira dritto lei. Che ne sa che mi levarono all’improvviso Paoletta dalla classe? Arrivarono a prendersela senza dare spiegazioni. Gli assistenti sociali. Muti senza dire niente. Perpetrano la stessa violenza da cui dicono di volere proteggere i bambini mi pare a me… Quanto ha pianto quel giorno Paoletta e chissà ora dov’è! Che ne sa il ministro di che significa andare tra i banchi giorno per giorno tutte le sante mattine? Hanno rimesso il voto in condotta. Mi viene da ridere. Hanno trovato la soluzione! Che geni! In colpo solo sono riusciti a cancellare 20 anni di progressi! Facciamo così: ai cosiddetti bulli mettiamo 5 in condotta e li bocciamo. Così loro non vengono più a scuola e li troviamo a spacciare sotto casa. Perché per alcuni quella è l’alternativa. Ma chi vuole bocciare per il voto di condotta lo sa. Eccome se lo sa. E allora io non me ne vado. Qua resto. E se Alessandro non ha il mangiare glielo compro. Pure ogni giorno.
    Tanto c’è l’autonomia. E alla faccia dell’autonomia io ho deciso che il latino glielo faccio fare lo stesso. Alla scuola media. In prima, sissignori. Servirà ai bravi che usciranno con una bella carta in più da giocarsi e servirà a chi manco il libro di latino può comprarsi, ma mi chiede professore’ come si dice madre e padre in latino? (gli stessi che lo mandano a scuola coi jeans spardati e senza la merenda) e quando gli rispondo pater e mater osserva tale’ quasi ‘u stissu è! Mentre io penso a quando, al ricevimento dei genitori ho detto al pater in questione (che mi si presenta con la pagella in mano, apostrofandomi “appena arrivo a’ casa, ‘u scannu a lignati, ‘u lassu muortu”) Ma no, il voto è una formalità Alessandro è già migliorato molto” e il pater a guardarmi incredulo… Resto per loro. Per Renato che tutto serio mi dice professore’ ‘un faciemu ca ti mariti, fai un figlio e poi non vieni più? ‘Un mannari a supplente ca ‘a faciemu sfasari, t’u staiu dicennu. Resto, resto. Quasi a sfregio. Il latino e il greco prima o poi lo insegnerò di nuovo, per ora servo qua. Anche se il ministro non lo sa.

    Palermo
  • 51 commenti a “Professore’ (atto secondo)”

    1. Penso che: chi ha visto “La scuola tagliata” su “Presa diretta” di Iacona si sia reso conto (non che non fosse già chiaro) del disastro…
      Penso che sei una persona speciale e che questi bambini siano fortunati.
      Penso che “resti” anche un pò per noi…per la gente che continua a stimarti per come sei.
      E penso che un viaggio faccia sempre beneeee!!!
      (alla facciazza del ministro…) 😀
      Bella Londra! 😉

    2. leggerti è sempre un piacere
      la ministro non può capire..
      sei giovane, prima poi insegnerai ciò che ami
      buona vacanza!!

    3. He già, il ministro che ne sà che esiste anche l’amore?
      Che ne sà che esiste La Cubito?
      Lei numeri vede, non occhi lucidi e scarpe “spaiate”.
      .
      Grazie Professorè.

    4. ah e non mancare troppo 🙂
      poche persone che leggo sono comunicative quanto te

    5. Professorè, fai bene a non passare. Tanti anni fa , quando cominiciai ad insegnare al superiore mi sembrava di parlarmi addosso. La media è un’altra cosa . C’è bisogno di gente in gamba. Resisti.

    6. E’ da quando mi sono iscritta a lettere classiche che mia madre (insegnante di scuola media) mi fa del sano terrorismo psicologico per convincermi a non andare ad insegnare (lei dice: combattere) nel suo territorio; a quanto pare devo puntare all’America: il liceo. Ma io, pur amando il greco, provo un’irresistibile attrazione per quell’ambiente a metà, tutto da formare (e da riparare)… E’ forse colpa di un’insana sindrome da Superman?
      Chissà! Tanto, ‘grazie’ al 3+2, ho ancora un paio d’anni per pensarci su…
      Complimenti per il post! Ti leggo sempre con piacere… 😉

    7. la storia dei luoghi la scrivono persone come te, non i ministri.
      Questa è la consapevolezza che ti muove a fare le tue scelte.

    8. Di recente mi è stato detto che il vero guaio dell’educazione è tutti fanno i “professori” ma nessuno sa essere vero “MAESTRO”. Devo fare leggere il tuo post alla persona in questione. Credo ci ripenserà. 🙂
      Brava Maria.
      PS. mi accetti su faccialibro? 🙂

    9. Brava Maria, certo che sequestrare le figuriiiine, ma daaaai, aggiornati… oggi ci sono metodi di insegnamento più persuasivi.

    10. Cattivo il ministro Gelmini, gli ha tolto agli editori la possibilità di far comprare ai ragazzi un libro nuovo ogni anno per ogni materia…ora lostesso libro lo devono tenere 5 anni…non si fa ministro!!!

    11. Maria ma posso chiederti dove insegni ??
      Sembra la classe del Malaspina , quella del film “mary per sempre ” per intenderci .

    12. …cruda realtà che diviene poesia pura, complimenti!

    13. Ciao Maria

      sarò che sto per tornare a Palermo per un week end e sono emotivamente più coinvolto ma mi hai fatto venire i lucciconi

      sei GRANDE ! sono le persone come te che cambiano il mondo…

      ciao

      G

    14. La scuola oggi più che mai ha bisogno di essere vicina ai ragazzi, che ormai trovano nel bullismo, nella birretta, nei giochi sul web, il surrogato alla famiglia e all’amore di cui hanno tanto bisogno.
      A volte vedono in un insegnante una guida, poi se è la Cubito, è un insegnante al…….CUBO !
      ciao, Maria, coraggio,e ti dico, alla maniera di Werner, tieni duro!

    15. Grazie Collega!
      Leggerti è una boccata d’aria fresca e uno stimolo in più per andare avanti.

    16. L’obiettivo principale di questo governo, come di quelli precedenti, è quello di distruggere la scuola pubblica dove insegnanti indipendenti come te hanno la possibilità di formare ed istruire intere generazioni al libero pensiero. Purtroppo per loro chi pensa in modo indipendente è meno controllabile socialmente ed è per questo che spingono i poveracci verso l’ignoranza (allontanando i bulli dalle scuole) ed i benestanti verso le scuole private (dove è più facile controllare cosa si insegna). Il martellamento mediato del nulla (vedi programmi della De Filippi) ed la continua disinformazione di massa (le vere notizie ormai le trovi solo in rete)fanno parte del piano diabolico della casta e servono ad annullare definitivamente le poche menti pensanti ancora rimaste.
      Non hai idea del potere che avete in mano voi insegnanti in questo particolare periodo storico. Loro lo sanno e faranno il possibile per mettervi il bastone fra le ruote. Tenete duro e forse l’Italia fra 10-15 anni non sarà più lo schifo che è oggi.
      Buone vancanze.
      Giuseppe.

    17. ……resitere, resistere, resistere!

    18. Hai ragione Maria. Ma penso che in molti licei a istituti superiori, a parte quelli della Palermo borghese, incontreresti situazioni simili e avresti la possibilità di contribuire a formare degli individui. Quindi anche se passi di ruolo non smetti di essere in prima linea!

    19. bellissime parole!

    20. Ciao professoressa…

      Grazie che rimanga con noi…
      sa chi ha scritto questo ?? professore’ ‘un faciemu ca ti mariti, fai un figlio e poi non vieni più? ‘Un mannari a supplente ca ‘a faciemu sfasari, t’u staiu dicennu

      xDDD

    21. bel post, ma quello che è bello è soprattutto ciò che vige nella testa di chi l’ha scritto, in questo caso.

    22. Molto obligada, come dicono i portoghesi!;-)
      Andreaaaaaaaaaaaaa!sgrunt!

    23. Maria sei davvero GRANDE!!! 😉

      farei leggere questo post ad una certa ragazza…che si spaccia per “professoressa”…ma non ha capito nulla di cosa significhi INSEGNARE… per lei solo i bravi vanno avanti, gli altri “si arrangino”…ma inutile farle leggere…non capirebbe…

      un abbraccio forte forte

    24. Brava, il tuo post è molto bello e mi sono immedesimata tanto che mi facisti arrizzari i carni!! Questi ragazzini hanno tanto bisogno di te, e anche la nostra città. Un bacio e buone vacanze.

    25. Gentile professoressa,leggendo ciò che Lei stessa scrive,consiglierei di approfondire l’italiano prima di iniziare latino e greco,lingue indispensabili per la crescita culturale ma astruse per buona parte della nostra cittadinanza,ben rappresentata nella sua classe.

    26. GRAZIE

    27. nella mia vita gli insegnanti hanno avuto un ruolo importante. se ora sono quella che sono, se faccio quello che faccio lo devo certamente in parte alla mia maestra michela lombardo pedone (bonarmuzza!), alla prof alibrandi, alla mia prof di inglese di liceo lauretta, al maestro/amico divita che mi ha seguito per la tesi di laurea… tutti sono andati oltre il mero insegnamento della loro materia. tutti mi hanno dato una dose di umanità in più. tutti hanno lasciato un segno. lo stesso segno maria, che lasci tu nelle loro vite.
      complimenti per il pezzo e grazie.
      grazie alle persone come te, ai prof come te, forse una speranza c’è. la speranza che la scuola anche per chi è meno fortunato sia un luogo di opportunità e non un parcheggio per bambini/ragazzi… un luogo in cui si cresce.
      salutami londra marì 🙂 e pottati la magghia di lana!

    28. Ho gli occhietti lucidi a leggerti!Sei la professeressa che tutti i ragazzini meriterebbero di avere!grazie davvero per quello che fai, e se mai un giorno avrò un figlio spero che abbia la fortuna di avere un’insegnante di vita come te!

    29. Abbiamo già iscritto Samuele in classe tua…. dal nido alla laurea! Un bacio.

    30. Grazie a tutti…ma vi assicuro che nella mia scuola quelli come me sono davvero la maggioranza!E detto questo chiudo la valigia!;-)

    31. Sei una grande Maria.
      Questo post è magnifico. E fai bene a non andartene, perché ormai, per come sono messe le cose, solo noi singoli possiamo fare il cambiamento che vorremmo vedere in questo mondo.

    32. Professoré, sintissi a mia, sinni futtissi ri l’italianu, ca ci sunnu cosi chiù mpurtanti, e s’assicuta a forma quannu manca a sustanza.

    33. Complimenti: scritto bene, dice cose verissime. Figlia di insegnanti, so bene come vadano queste cose.. e ci vuole tanta tanta tanta volontà e bravura per non lasciarsi trascinare e smettere di fare il proprio lavoro con motivazione!

    34. proff. Cubito devo dire ke lei e bravissima a scrivere storie…

    35. grazie per il tuo impegno. mi regali un po’ di speranza…

    36. sei troppo “corna rura”. Mi hai ricordato la mia prof delle medie di 20 anni fa, anche lei ci insegnava il latino. Ma hai mai pensato dis crivere un libro (…non quello delle ricette della tua amica che ti chiama in radio però , hihihi 😉 )

    37. Si lasciano sempre pezzi di cuore, Maria.
      Io da giovane precaria, ancora mia manca la classe terribile del 3. ° geometra di Partinico, con cui abbiamo passato i primi 2 mesi a lancio di palline di carta.
      Per poi dire a me stessa, che erano, la classe migliore della scuola. Lì c’é un deserto di stimoli, ed é normale che persone mediamente sveglie sentano anche la scuola, vedendo certe cose (favoritismi vari, insegnanti che se ne fregano, lassismo indecente), come un’altra specie del fenomeno tutto italico del disimpegno, e me, che non mi allineavo, come una povera sfigata.
      Alla fine, con qualcuno sono riuscita a comunicare. Ma certe convinzioni o certe abitudini sono difficili da estirpare ormai a quell’età, eppure mi mancano.
      Perché difatto condividere non dico tutti i giorni della settimana, ma almeno 3 su 6 con le stesse persone, ti costringe a condividerci le emozioni, i pensieri, le paure, le sciocchezze….
      Pur nell’inferno da docente che mi hanno provocato, perché entrare in classe per me era quasi una sfida a cercare di trovare il modo di fare, e di dialogare con loro, mi mancano.
      Sarò masochista.

    38. Grazie Maria. Sono stata anch’io “professorè” nelle medie al Borgo Vecchio e allo Sperone…non potevi dire meglio ciò che hai scritto.
      Coraggio, coraggio, sentirai da sola quando è il momento di andare, come per adesso è quello di restare.
      un abbraccio

    39. Sono la tua cara stellina annalais sono stata molto fortunata a trovare una professoressa come lei, perchè sopratutto è molto disponibile con ogniuno di noi .
      perchè oltre ad essere la mia professoressa lei è per me una grande amica.

      bye annalais p.s t.v.t.b baci baci…………….

    40. Cara proff;
      sn il suo alunno Tommaso…..

    41. Auguri Profesorè e buona domenica…..!!!
      By
      !!!!Tommy!!!!

    42. Cara proff le volvo dire ke in classe spess gli dico ke nn faccio i compiti ma inrealtà la faccio solo ke nn li voglio leggere in pubblico.

    43. Le v.1.k.d.b. e spero ke se forse andiamo alla gita lei viene con noi, xk lei è la mia proff. preferita..
      P.S:L’adoro…..!!!!!……!!!!!!!…..!!!!

    44. ciao prof sono annalais le voglio tanto bene bun fine settimana ci vediamo martedì bye annalisa

    45. ciao!!!!!!!!!!!!!!!! prof sono la sua stellina annalais buon fine settimana ci bediamo martedì ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    46. si na cornarure professore’ 😉 !!!!!!!!!!!

    47. Per Tommy e Annalisa: la vogliamo finire di salutarci e inviarci messaggi su rosalio ah?Il blog non è mio!Altrimenti…minaccia seria e voi sapete di che parlo!Ohhhhhhh. Ciao.

    48. Finchè non ci costringeranno a “esiliare”..restiamo a Sfregio,Marì…restiamo a Sfregio!!!
      Grazie,
      Vale

    49. prof le hanno scitto tutti..non posso mancare di certo io..!!!
      le volevo dire che ogni volta che leggo i suoi post li trovo tutti bellissimi…specialmente questo…
      ma sì prof, lei deve restare..!!!! ormai le vogliamo tutti troppo bene. ci dispiacerebbe troppo se se ne andasse!!!buon week end.
      baci, sofia

    50. GRAZIE MARIA, MILLE VOLTE GRAZIE !

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