venerdì 24 nov
  • Progetto per una dorsale ferroviaria tra Palermo e Catania

    Ieri mattina la Fondazione Sabir, costituita da professori universitari, imprenditori e ingegneri, ha presentato un progetto per una dorsale ferroviaria per collegare Palermo a Catania in treno.

    Il progetto permetterebbe, razionalizzando i servizi a costo zero, di passare inizialmente da cinque a tre ore di percorrenza, poi a due e mezza (con razionalizzazione delle infrastrutture e costi per 90 milioni di euro) e poi a un’ora e un quarto con la costruzione di nuove infrastrutture.

    Palermo
  • 12 commenti a “Progetto per una dorsale ferroviaria tra Palermo e Catania”

    1. Beh, se scavano un tunnel lungo lungo lungo, lo pressurizzano e ci piazzano dentro un treno a levitazione magnetica, magari si arriva addirittura in un quarto d’ora.
      Poi col teletrasporto invece ci si sta un paio di minuti (un nientesimo di secondo per il tragitto e un paio di min per il check in/chek out).
      Ma la soluzione migliore è di estendere le due città fino a farle toccare, in modo che il tempo necessario per andare da una all’altra sarà zero, visto che sarebbe una sola metropoli.

    2. @isaia panduri
      non capisco il motivo del tuo cinismo.. ho cercato di reperire i dettagli del progetto ma sul sito della fondazione sabir non c’è nessuna traccia dello studio presentato, quindi posso solo pensare che tu fossi presente e che quindi trai questo giudizio da dati che non sono di dominio pubblico..

      in caso contrario, sparare a zero su una proposta che oltretutto parla di razionalizzazione (giacchè spendere 5 ore per una tratta palermo-catania già dovrebbe far capire che ci sono ampi margini di miglioramento) almeno nelle prime due fasi, mi sembra fuoriluogo.. non sconfiggeremo mai la miseria e la corruzione dei costumi in sicilia se non ci impegnamo ad essere un minimo più fiduciosi.

    3. Andare in treno da Palermo a Catania in treno oggi?
      Secondo Voi c’è ancora qualcuno disposto ad impiegarci 5 ore?
      Probabilmente portare a buon fine un progetto di collegamento ferroviario veloce tra le due città da un lato creerebbe danno alle società di trasporto passeggeri su gomma, ma dall’altro sarebbe un bel passo in avanti nella direzione dello sviluppo dell’isola. Senza dover sopportare dei costi faraonici fra l’altro.

      Mi sembra si tratti di un’opera a priorità maggiore rispetto al ponte sullo stretto.

    4. Al di là del progetto quasi fantascientifico di collegare Palermo e Catania in un’ora e un quarto, spendendo una cifra variabile tra 2,5 e 4 miliardi di euro a seconda di quale studio di fattibilità si metta in pratica, mi sembra davvero scandaloso che basterebbero appena 90 milioni di euro e una semplice razionalizzazione delle infrastrutture già esistenti per portare a due ore e mezza la durata del tragitto Palermo-Catania. Scandaloso perché se è vero trovo davvero assurdo che non venga data priorità assoluta per un progetto del genere.

    5. “Il costo è di 4 miliardi …. abbiamo finito lo studio di fattibilità e avviato il progetto preliminare dell’intervento. Naturalmente occorrono i finanziamenti. Potremmo portare i tempi di percorrenza a 1 ora e 18 minuti”.
      Questa di sopra è una dichiarazione rilasciata dal direttore del settore Investimenti di Rfi, secondo quanto riportato in questo sito.

      Guardate come cambia la musica se fosse stato detto:“abbiamo i 4 miliardi e occorre che i soggetti istituzionali approvino immediatamente il progetto esecutivo – e relativa V.I.A. – per l’avvio dei lavori all’inizio del 2010”.

      Domande:
      Chi li caccia 4 miliardi per una ferrovia veloce CT-PA?
      Quale analisi di mercato sui flussi merci e persone giustifica un finanziamento di 4 miliardi, che è dietro solo a quello del ponte sullo stretto (almeno lì c’è la scusa dell’Asse Berlino-Palermo che fa sognare idilliaci e strategici collegamenti cultural-economici)?
      Ve l’immaginate l’Asse Catania-Palermo ? E’ da considerarsi talmente strategico da spenderci 4 miliardi di euro ????
      Allora qual’ è il ritorno economico dell’investimento – considerati i flussi di percorrenza attuali e previsti ? 1300 anni ????
      E quindi…ritornando alla prima domanda …. chi investe in tal opera ?
      😉

    6. Appunto. Capisco che si possa scendere a 2 ore e mezza con sufficiente facilità, ma ipotizzare un tratto ad alta velocità che si snodi… (dove? nella stessa zona occupata dall’autostrada?!) senza tenere conto delle cifre da spendere equivale né più né meno alle proposte assurde che ho fatto io.
      Ed in ogni caso, il mio era un commento scherzoso che continuava il gioco al ribasso cominciato dal post, nessun intento distruttivo, quanto ironico/sarcastico.

    7. D’accordissimo con isaia panduri.

      Inoltre non capisco cosa si intenda per razionalizzazione dei “servizi a costo zero”, visto che poi subito ci si appresta a chiarire che servono i fondi.

      Forse se ci si rendesse conto che esiste una florida pattuglia di autobus di una ditta chiamata Cuffaro (coincidenza?!?!?!) che ti fa fare PA-CT nella metà del tempo impiegato dal treno si capirebbe come mai la ferrovia in sicilia non funziona.

      Non parliamo poi del sito della Sabir…magari mi sbaglio e pecco di superbia…ma non mi ispira fiducia per niente. Ve lo immaginate voi il sito delle ferrovie con sotto scritto “Software by MarcoMedi@”…e da quando una società seria ha bisogno di spiegare che esiste il tesoriere, il segretario etc?!?! Mi sembra tanto il sito di un’associazione universitaria…

    8. @ davide rizzo
      infatti la fondazione sabir è, in un certo senso, un’associazione universitaria! è formata da professori e da professionisti.. ora, non nè faccio parte, ma non ci vedo nulla di male a lasciare la firma del webdesigner (anche perchè a parte le grandi corporations, tutte le associazioni lo lasciano..); inoltre, concordo che non ci sono dati sufficienti per valutare il piano della sabir, però mi è sembrato di capire da vari spezzoni di agenzia che si tratterebbe di eliminare alcune fermate intermedie e dare priorità differenti ai convogli; poi sul discorso “traporti cuffaro”, è vero che il servizio su gomma è stato favorito dalla regione, però le infrastrutture in sicilia sono un problema trentennale e non di competenza regionale: se lo stato non ha investito per decenni in strade e ferrovie, cosa si doveva fare (a parte non favorire la ditta cuffaro)?

    9. Mai contenti
      Se non se ne parla è un problema
      Se se ne parla è un problema
      Vi vorrei vedere costretti a viaggiare 3 volte la settimana tra Palermo e Catania e poi qualcuno scriverebbe altri commenti su questa tematica.

    10. E’ giustissimo che se ne parli. Ma torno a ribadire che se veramente bastano 90 milioni di euro e una semplice razionalizzazione per portare i tempi di percorrenza su livelli accettabili e competitivi col mezzo gommato (2 ore e mezza) allora non ci sono scuse per non dare priorità assoluta a questa opera, che dovrebbe diventare operativa il più presto possibile. Non posso credere che la Regione o lo Stato non riescano a trovare appena 90 milioni tra i 10 e più miliardi di euro di fondi europei che dovranno spendere da qui al 2013.

    11. Mah…90 milioni o 4 miliardi…a me pare che per “abolire” qualche fermata non ci vogliano soldi.

      Non ci scandalizziamo però se poi i comuni “penalizzati” vorranno i soldi per il disagio. Ricordo a molti come quando si completò (se di fine di lavori si può parlare) la Palermo-Messina, comuni come Santo Stefano di Camastra si lamentarono perché “l’autostrada non passava dal centro come la strada statale, e quindi i viaggiatori non potevano permarsi a comprare le ottime ceramiche e ristorarsi al bar”.

      A Numeroprimo rispondo che non solo chi viaggia 3 volte la settimana ha diritto di parola, visto e considerato che anche se vivo a Parigi, continuo a pagare le tasse come residente a Palermo e cittadino siciliano, e sapere che i MIEI soldi vanno ad un gruppetto di geniali colleghi (anche io sono un ingegnere uscito dalla facoltà di Palermo) che si fanno pagare per abolire 1 fermata su 5 non mi va proprio.

      Oggettivamente é tempo di smetterla di riempirci la bocca di discorsi “mitteleuropei” quando tutta la nostra pubblica ammninistrazione inventa di giorno in giorno idee nuove per chiedere finanziamenti.

    12. Concordo Davide sul tema finanziamenti.
      L’imprenditore siciliano è una razza fondata sul finanziamento che speriamo si estingua presto

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