giovedì 23 nov
  • Il gioco delle biglie

    Scavò con cura un fosso dove nascondere le sue biglie di vetro colorate. Temeva che qualcuno, figlio dell’ignoranza dei tempi, le scambiasse per gioielli e gliele sottraesse. Per lui erano molto di più perché ognuna conteneva uno dei suoi tanti preziosi perché. Quando, tempo dopo, tornò, trovò piante rigogliose piene di risposte. Aveva saputo aspettare.

    Il gioco delle biglie (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

    I racconti di tre righe
  • 5 commenti a “Il gioco delle biglie”

    1. Abitavo a Genova, giocavo con le biglie che si dovevano inbucare nelle “cille” , Le ho ancora sopra un mobile in soggiorno in una vecchia zuppiera di Capodimonte tenute ,come dici tu ,come gioielli, ma purtroppo , anche se ho saputo aspettare, non ho trovato risposte, anzi mi trovo davanti a tanti quesiti che non capisco e che non riesco e risolvere e soprattutto nessuna pianta rigogliosa.

    2. Devo ammettere che gli ultimi due non mi erao piaciuti…Ma questo è bellissimo, almeno per me! La bellezza della scrittura (come di ogni tipo di espressione artistica) è nella libertà di esprimersi (per l’autore) e nella libertà, da parte delle emozioni di chi ne fruisce, di uscire allo scoperto…!

    3. Sei biglie grandi, una piccola. L’avevo inventato io il subbuteo, alcuni anni prima. Gironi all’italiana, andata e ritorno, tornei che duravano un pomeriggio intero. I nomi delle squadre non quelli altisonanti delle grandi : Fanfulla, Pro Patria, Ivrea, Sambenedettese, squadre così, minori: A San Benedetto del Tronto….A Busto Arsizio….Poi un giorno l’inquilina del piano di sotto si lamentò per via di strani rumori. ” Non lo so mamma, sto tutto il giorno chiuso qui dentro a studiare, non ce la farò mai, maledetta maturità ! “. Non mi è restato nulla di quelle biglie, di quel gioco. Ah no !..Il volum della sfera qual’è ? Quattro terzi pi greco erre tre….

    4. @titti. Di Genova si poteva parlarne prima, tra i commenti del racconto ” Musica “:” Sai, da giovane è facile, poi diventa difficile/ si diventa cinici, pigri e malinconici:/ non si sa più se val la pena di lasciarsi andare/ come il mare, come il mare….”

    5. spero che il libro che ho comprato( il gioco delle perle di vetro) che però ancora non ho potuto iniziare, mi possa colpire come questo bel pensiero.

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