martedì 17 ott
  • I “parigini” a San Vito Lo Capo

    Penso di aver visto di tutto.
    Dalla reception del piccolo hotel di San Vito Lo Capo, dove lavoro, è passata tanta di quella gente da potermi sentire un po’ Noé tra tutte le differenti specie animali.
    Non esiste il vacanziere tipo. Ma è pur vero che delle tipologie possono essere ben delineate.
    È quasi famoso il milanese che non riesce a rilassarsi neanche in vacanza, che guarda l’orologio in continuazione, per fare colazione, andare al mare, prendere il gelato: è cronometrato, e niente può farci.
    Da smentire il ligure spilorcio. Non parla piuttosto, sta per i fatti suoi.
    E i siciliani?
    Beh, ci sarebbe da sbizzarrirsi! Non me ne vogliano gli amici palermitani, ma i peggiori sono loro; i “parigini” per noi del settore.
    Il palermitano è “sempre mandato da qualcuno”. “È amico di..” se deve prenotare una camera o un tavolo per la cena! “…l’ha mandato tizio”, pure se deve comprare una Coca Cola.
    La cosa bellissima è che spera sempre e comunque di fare una vacanza a cinque stelle senza sborsare un euro. Chiede il servizio in camera e pure i giornali, chiede la colazione anticipata e la cena posticipata “picchì ci piace stare a mmare fino a tardi”. Cerca una sistemazione per figli e nipoti, due-tre famiglie tutte in una stanza “per stare tutti insieme”…e mai per risparmiare…
    Ovviamente non dice grazie, tutto è dovuto, e l’unico nome che conosce è “signorina”.
    La pazienza per fortuna mi accompagna sempre e sono riuscita a resistere anche quando due coppie, ovviamente del capoluogo, mi hanno chiesto il tappeto verde per giocare a carte nel salottino dell’hotel. Alla mia risposta negativa uno di loro ha recuperato un pile blu che ha finalmente risolto i loro problemi e permesso di giocare fino a notte inoltrata, noncuranti dello sguardo allibito degli altri ospiti.
    Per fortuna che le vacanze durano poco…e che fuori dal posto di lavoro, qualche volta, si può pure alzare il braccio…..!!!!

    Ospiti
  • 37 commenti a “I “parigini” a San Vito Lo Capo”

    1. applausi!

    2. I parigini… questa non la sapevo!!!! sicuramente per il nostro dialetto: elegante, musicale, soave e dolce all’udito… come il francese…

    3. Michele, non è un dialetto è una lingua.

    4. Il parigino non mi piace, preferisco il filone o la mafalda.

    5. complimenti per la semplice ed essenziale descrizione dell’homus e fimmina panormensis in vacanza (almeno a san vito).
      Confermi uno status: non vivono di luce propria.

    6. beh, con i “parigini” i palermitani non hanno proprio nulla a che spartire…immagino sia solo pura ironia la tua…

    7. Parvenue? C’è da dire, anzi : Abbituato c’era!” (con due “b” che fa più palermitan-tascio-truzzo)

    8. E aggiungo anche: quest’estate due miei amici-conoscenti-secivediamo3voltel’annoèassai hanno fatto le vacanze a S.V. e volendo fare un pò di schiuma hanno prenotato nell’unico 4 stelle appunto di S.V. Scopro poi che non facevano nemmeno un pasto in hotel preferendo pasteggiare con la rosticceria a pranzo e cena da Crik Crok.
      ma statevene a casa piuttosto!
      Mi sembra questo incalzi lo stereotipo del “parigino”

    9. rob ma smettila!!! Uno può benissimo dormire in un cinque stelle, e fare schiuma come dici tu, e mangiare fuori. Io personalmente non mangio mai in albergo, se sono in vacanza mi piace andare a mangiare nei ristoranti tipici e perché no da crikcrok.
      Purtroppo il parigino incarna il tuo stereotipo, sempre pronto a giudicare gli altri, sempre pronto a prendere le distanze (amici-conoscenti-secivediamo3voltel’annoèassai) ma fammi il piacere. Vatti a fare la mezza pensione a cervia e lascia liberi gli altri di fare quello che vogliono.

    10. Tutto vero ma, se non ci fossero stati i palermitani, a San Vito ci sarebbero ancora le pecore. E tu saresti senza lavoro.

    11. Nella zona di Cinisi e Terrasini invece veniamo apostrofati con il termine di “Totucci” che ritengo renda ancor meglio l’idea 🙂

    12. Scusa, ma trovo questo post un po’ irritante. E’evidente che si deve sempre sindacare/giudicare su tutto e tutti. Io per esempio, adoro stare al mare sino a tardi, non essere legato a rigidi orari per la cena o per il pranzo
      “almeno durante le ferie”. Allora che faccio niente alberghi? Se un cliente viene da te, ti dice che e’ mandato da mister x, per me, significa che mister x gli ha così suggerito, perché è a conoscenza del fatto, che tu riservi trattamenti differenti asseconda di chi hai d’avanti, e se un cliente per star meglio in un luogo anche al ristorante o altro, si deve far “raccomandare” e’ il ristoratore o l’albergatore che manca di professionalità, e significa che vi sono appunto delle differenze di trattamento, e la colpa è di chi gestisce l’attività e della quale così si parla. Che alla base vi sia comunque una malsana diffidenza è evidente, neanche tanto ingiustificata. A San Vito, conosco tante persone, con le quali ho ottimi rapporti, e sono proprio loro che mi danno punti di riferimento asseconda delle mie esigenze…in passato passavo due splendide settimane a Calampiso, ho anche campeggiato nei vari camping” direi tutti negli anni” e ho visto quanti soldi noi “parigini” portiamo a S.V da decenni, anche se mangiamo da Crik Crok!
      Inoltre mi viene da pensare, che forse la situazione economica di molti siciliani li obbliga a fare certe scelte. “l’arte dell’arrangiarsi”.

    13. x stanco:non volevo essere offensiva, anche perchè ci lavoro, appunto. e adoro farlo. Ma credimi, quando qualcuno si presenta come “l’amico di..” se dico che non c’è posto per mangiare…che fa..l’amico me lo fa costruire apposta per lui il tavolo?credimi…ci vuole pazienza

    14. a cefalù i “parigini” vengono denominati “paluzzi”. sappiatelo. ps carino il post

    15. Stancò s’il te plait! 🙂 Io trovo il post molto divertente e ovviamente io penso che l’autrice non faccia di tutta l’erba un fascio ma riporta alcuni dei tratti piu’ caratteristici di alcuni parigi..ehm palemmitani…mica c’è bisogno di prendersela come fai tu….

    16. Stanco,non capisco il tuo attacco a questo articolo…il sindacare/giudicare su tutto e tutti fa parte della specie umana,è un modo di analisi della societa in cui s è inseriti cosi da poterne comprendere gli andamenti e farne parte..
      In un albergo si fanno pulizie e pasti in un determinato orario per permettere un efficiente servizio a tutti rientrando in un costo accettabile. In vacanza sei liberissimo d rientrare dal mare qndo vuoi, ma in qsti casi sarebbe meglio che affittassi un appartamentino, perchè la tua libertà in vacanza non vuol dire costringere chi lavora li a rifare piu volte lo stesso lavoro…

    17. Giuseppe, tu parli di civiltà e i pariginitotuccipaluzzi…sono portati a pensare che loro sono i piu’ scaltri di tutti e quindi tutti gli è consentito…poi figuriamoci se si presentano come amici di quell’altro totuccio…. 😉

    18. Anch’io, palermitanoo doc, ho villa da quelle bande. In effetti in estate c’è l’invasione delle cavallette. Discorso a parte per gli abitanti del luogo, che pensano di passare l’inverno a oziare speculando e tagliagendo noi villeggianti e i turisti. A san vito e castellamare ti spillano soldi a profusione, soprattutto per i parcheggi, nel mio caso siamo anche andati a finire dai vigili urbani.
      Sono quindi in parte daccordo con virus, se non ci fossimo noi a portare i din din l’economia sarebbe ancora basata sulla ricotta, ed è anche vero che noi palermitani abbiamo il complesso dell’amico di…
      Ma sinceramente, il turismo basato sul tentare di estorcerti soldi non mi è piaciuto proprio!

    19. @federica barbera
      Bell’articolo, brava.
      E quelli che tu chiami “parigini”, capita che delle volte prendano l’aereo…chi lavora in aeroporto li chiama “cardoni” 🙂

    20. Concordo in linea di massima con Stanco, ma volevo sapere: cos’è ‘sto Crik Crok che menzionate in tanti?

    21. turismo a San Vito? pessima qualità, natura devastata, altezzosità da Costa azzurra o Mauritius. Il Comune dovrebbe fare dei corsi intensivi in primo luogo di buona educazione e cortesia e poi su come si fa turismo di qualità. Esperienza da dimenticare anche nei sedicenti posti a 5 stelle (max 1 stella in realtà)
      Un palermitano che non metterà più piede da quelle parti e farà di tutto per scoraggiare chi intende recarsi in quel luogo

    22. @fede: Nussuna offesa.Qui ci si confronta e si espongono i vari punti di vista.

      Mi piace stare al mare sino a tardi,ma questo non significa che vado a pretendere di cenare alle 22.
      Vado in albergo, e liberamente decido dove mangiare,ma questo non significa fare schuima e che devo satare a casa!. Non attacco ne il post ne l’autrice,non gradisco questo parlare dei palermitani accumunandoli tutti.( Non me ne vogliano gli amici palermitani, ma i peggiori sono loro); E come se noi siamo tutti uguali e i turisti che vengono da altrove sono dei turisti modello.Il post divertente? sicuramente lo e’ per te. Per me mette in evidenza usi e costuimi discutibili e non condivisibili,che però non sono imputabili esclusivamente al turista palermitano/Parigino,tanto che alla fine qualcuno che non e’il parigino ti fa’costruire il tavolo,per l’amico,quindi se si fosse presentato un perfetto estraneo li non avrebbe mangiato di sicuro,perchè tu avresti detto no tavoli no lunch! Trattamenti differenti, un dato di fatto che noi conosciamo bene e che coinvolge tutti i settori,pochi esclusi.

    23. Dovunque io vada, noi palermitani non siamo visti di buon occhio, un motivo ci sarà… uno dei tanti!

    24. X tutti: sono la prima a criticare l’amministrazione comunale di san vito lo capo, che non fa niente di sicuro per “costruire” il turismo…quello giusto, con i servizi.
      Stanco, ti assicuro, che se critico certi atteggiamenti è perchè nella mia vita, e ancor di più nel mio hotel, non ci sono ospiti di serie A e ospiti di serie B.
      Vi assicuro che di gente davanti i miei occhi ne passa tanta.. e se ho scritto così un motivo ci sarà. Ovviamente se avessimo paura di fare tutta l’erba un fascio, di criticare e offendere..non si farebbe statistiche, non si approfondirebbe nessun argomento, nessuno scrittore scriverebbe libri e nessun giornalista farebbe articoli. Non ho parlato di un siciliano mafioso, o delinquente, semplicemente di un atteggiamento, che è difficile da poter smentire. Vivo a Palermo, adoro la città. Ma questo atteggiamento se ci rifletti, è lo stesso che sicuramente a volte ti farà arrabbiare in mezzo al traffico o in un bar.

    25. Fede@:Anche io come te, critico e non gradisco certi atteggiamenti, li “condanno”, ma come gia’ detto ritengo che siano il frutto di trattamenti diversi perpetrati per anni.Atteggiamenti impossibili da smentire,d’accordo, ma che fortunatamente riguardono molti ma non tutti.Quindi riguardo al fare di tutta l’erba un fascio,non sono d’accordo.Credo che si debba dare risalto a tutti i comportamenti,civili o incivili,addebitandone la paternità in giusta misura,cosi da invogliare chi fà bene a fare meglio e comunque a fargli sentire approvazione e rispetto, chi fà male a farsi un esame di coscenza e a migliorarsi.

    26. il parigino non viene buono con le panelle!

    27. Siamo d’accordo…allora una promessa: il prossimo post su quello che adoro dei palermitani!scherzo..comunque, leggere le critiche a volte, serve per migliorare gli atteggiamenti, che ho capito, che a volte sono proprio innati!..

    28. Eh..mi scusa, Signooriina, cosa, come si chiama, Federica… che pè ccaso cià un tappeto rosso?
      E’ per mia moglia che cià le scarpe nuove col tacco e siccome a noi altri ci piace restare a mare fino a tardi, non vorrei che poi col rumore dei tacchi ci sveglio tutto l’albergo. Ha capito? Vabbene. Buonasera

    29. Noi palermitani chiamiamo i sanvitensi , i cinisensi , i cefaludesi etc. etc. semplicemente paesanazzi . Tocca trovare nuovi appellativi per ognuno di loro !!!
      Ciao ,ciao .

    30. san vito… c’ho villeggiato quand’era un paradiso sconosciuto, dai miei 8 ai miei 22 anni … … ora ne ho 45 … diciamo che sono andato a san vito per la prima volta 37 anni fa.
      dalla casa di piazza marinella sentivo il jokeboke del sea garden. nel marciapiede davanti casa, stavano piantando i pali della luce!.
      turisti, pochi o niente… tutti in affitto per un periodo che in maniera inflessibile cessava il 31 agosto.
      giorno 1 settembre, tutti fuori, case lavate fino ad odorare di lavanda a 1 km di distanza. per fortuna noi restavamo fino a fine settembre perche’ a settembre san vito era il paradiso di sabbia bianca, di silenzio e mare blu…
      san vito, con le acque di scolo lungo i marciapiedi, con nin’u pazzo a seguire tutti i cortei funebri o le bande del paese.
      mattia, “bryan” il nome d’arte, che cantava alla festa di san vito, a settembre, quando 20 palermitani e 100 trapanesi facevano compagnia ai paesani in festa.
      cous cous a valanga, vino a fiumi, fuochi d’artificio.
      profumo di sincero, di pulito, di paese…
      dove il mio amico matteo rizzo, nel tempo che suo padre gli consentiva di trascorrere lontano dal banco salumi dell’unico conad (di 150mq) del luogo, giocava con me a tennis con racchette ma soprattutto palle di fortuna.
      Oggi quel conad non c’e’ più. C’e’ un bell’albergo a 4 stelle ed un ristorante a 2 forchette.
      Il mio amico matteo non fa piu’ il salumiere, ma l’albergatore .. anzi di più…. fa pure il sindaco.
      E la mia stanza? la mia adorata stanza a livello marciapiede,in piazza marinella, dove potevo entrare senza disturbare il resto della famiglia e dove una rete con materasso, una bici, un windsurf e qualche canna da pesca mi aspettavano per trascorrere la notte assieme…. adesso li’ c’e’ il tabaccaio, con distributore 24h che si affaccia su strada!!!
      Ora non c’e’ più la casa della zza vita con ‘u cristiano che a 95 anni spaccava le noci e mandorle con i suoi denti (e non con la sua dentiera) e teneva i punti dello scopone in corso, mentre parlavano di fucili, pallettoni e conigli.
      Adesso c’e’ una pensione.
      Accanto la pensione? Un ristorante. E accanto al ristorante? Un albergo. E accanto all’albergo? Una pizzeria? E accanto la pizzeria?……. Ma dove sono andati i sanvitesi!?
      Quanti ricordi ha smosso questo post di Federica. Mi compiaccio per la sintetica presentazione dei suoi clienti “pittati” in maniera talmente chiara, che m’e’ sembrato di vederli tutti, dal milanese al … “parigino”. E dire che dal titolo, mi sembrava si parlasse di pane a san vito.

    31. @laconico. io veramente sapevo “paisani”, tu la butti più sul dispregiativo: c’è dell’astio? allora per rabbonirti ti confido un’ulteriore variante a “paluzzi” e “parigini”: palamiti. bye

    32. beh, ma S V è fatta apposta per questa tipologia di turista!

    33. Dopo tutti questi commenti sinteticamente dico la mia:
      di certo non è corretto fare di tutta l’erba un fascio, ma è assolutamente vero che una fascia di questi “parigini”che si parla, pensano di essere superiori al resto del mondo; ero seduto in un locale a s.v., accanto al nostro tavolo arriva un signore che con tono minaccioso e arrogante rispondeva al cameriere ” io ho pagato e faccio quello che voglio “….era palermitano. Questo signore appartiene a quella fascia di Parigini. Capisco benissimo Fede ed il suo sfogo. Non sono di s.v. ma lo frequento tutti gli anni e da molti anni.
      S.V. negli anni ha avuto un crescita turistica sotto gli occhi di tutti, direi invidiabiale.
      Naturalmente proprio perchè lo frequento tutti gli anni vedo quello che funziona e tante altre cose che non funzionano. Purtroppo non sta ne a me ne a voi migliorarle.

    34. La tua esperienza è interessante perchè non la riporti anche qui?
      nel guestbook di san vito lo capo:
      http://www.sanvitoweb.com/guest/

    35. il post è del 2009, ma la mia esperienza attuale : nel bar più centrale e famoso di san vito due stranieri tentavano in tutti i modi di chiedere il conto, le ‘signorine’ nell’ordine gli hanno chiesto se desideravano gelato, caffè, acqua…….quando hanno lasciato i soldi sul tavolino e sono andati via, le cameriere hanno pensato che si fossero arrabiati…….. probabilmente non siete in grado di accogliere altri che parigini……i palermitani ‘raffinati’ vanno altrove.

    36. invece noi vi chiamiamo “viddani”

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