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e-mail: santorotommaso@yahoo.it

Biografia: All'inizio fu il Big Bang, (vabbè taglio).

Palermitano d'oc, nato il 4 settembre del ' 66 (quando festeggio il compleanno è in festa tutta la città). Un passato...controverso che va dal muratore all'animatore turistico, dall'attore, al postino.

Qualche annetto in giro per l'Italia, tanti nel Nord, molti a Torino.

Diciamo che sono stato sempre “piegato”: oggi sono un “pubblico piegato” (perciò, approfittate di me, sono pagato per questo).

Femminista ad oltranza...(o nel mio caso si dice fimminaro?), tifoso rosanero fin da bambino (siamo pochissimi gli “originali”). Diplomato Geometra col massimo dei voti (nella vita ci vuole culo, quando sostenevo gli esami la commissione era a prendersi il cafè). Sposato con 2 figli.

Hobby: squash, calcio, tennis, nuoto...poi quando mi sveglio...divano con libro, divano con dvd, divano a dorso e...stile libero.

Tommaso Santoro
  • LOST…ò capendo!

    Che ci volete fare? Non riesco a seguire in tv film, telefilm, sceneggiati o come diavolo si chiamano che siano a puntate o seriali, per me Sì E Sai, I Ar, En Sì Ai Ess, dottorAus e tutti gli sbirri, avvocati e medici, potrebbero fetere dove sono.
    Eppure…….qualcuno mi futtìu! Qualche anno fa, in una serata di prima estate, di quelle che finisci a scaricare le pile del telecomando a forza di “zappingare”, fui costretto dall’esasperazione a fermarmi su un “film” che solo alla fine scoprii essere a puntate e che sarebbe durato negli anni, e scopri…che non ne avrei potuto più farne a meno, si trattava di…LOST.
    A questo punto tutti quelli che non sanno di che parlo faranno bene ad abbandonare il post, vi ringrazio dell’attenzione accordatami e spero in futuro vogliate viaggiare (con la fantasia) ancora con “Tom Air”, signori…discesa.
    A tutti gli altri…benvenuti a bordo, il volo Tomeanic 815 si appresta a partire. Continua »

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  • Valentino vestito “di nuovo”

    Era una strana domenica di febbraio, il generale inverno mostrava tutta la sua imponenza sferrando un attacco di gelo sulla città che viveva uno strano giorno; coincidevano infatti il Carnevale, la festa degli innamorati e l’ennesima follia dell’amministrazione cittadina.
    Il blocco totale (per un solo giorno) della circolazione automotomobilistica.
    Come se uno che ha il colesterolo alto digiunando una volta al mese risolvesse il problema.
    Alla fermata dell’autobus di via Ruggero Settimo, sotto i portici, all’improvviso quel piccolo Zorro scappò, veloce, mimetico, come solo i bambini sanno fare.
    Svanì in un attimo tra la folla di adulti che “gestivano” piccoli “uomini ragno”, “Gormiti” e “coniglietti”. Continua »

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  • Bonus/Malox

    Diciamoci la verità, quest’estate abbiamo fatto malafiura con quei chili di troppo, arrivò settembre e cominciammo a pensare ad una dieta seria, il pensiero ci portò ad ottobre e cominciammo a programmare cibi ed esercizi fisici, l’avvento di questo novembre piovoso ci sconsò un poco i piani (mi nni vaiu a curriri cu ‘stu tiempu?). Dicembre lo prendiamo di petto: riso, verdure, ‘na mela a colazione e appena se ne accorgono colleghi, amici e parenti Ncà tu fissa, uora ‘a dieta l’ha accuminciari? Vero è, ragione hanno. Dicembre manco comincia che dedichiamo le nostre giornate festive a Pantagruel e le nostre nottate a pregare San Pellegrino, l’inventore della Magnesia.
    La “Madonna” appena passò, pizza e sfinciuni alla vigilia ci uscì dalle orecchie, l’otto dicembre poi che fa? Non rispetti la tradizione? Non te lo mangi il “Baccalaro”? E che fa finiu? Se rimane un pezzo di sfincione che fa lo butti? “È peccato”. Cominceremo a capire il significato di “stocca fisso”. Cipolla, caciocavallo, carciofini e baccalaro ci stroncheranno regolarmente. Finiremo le giornate sempre allo stesso modo, bussando alla vicina: «Signora Mancuso che c’hà un Malox?». E la vicina sperta regolarmente ci risponderà: «Aspettasse che ci do di meglio» e allontanandosi si ripresenterà con una scatola di iniezioni e sempre la stessa frase: «Si facissi una Bivitassi ca ci passanu tutti cuosi».
    Stiliamo un patto di non belligeranza col nostro fegato che dura appena quattro giorni.
    E arriva! Santa Lucia. Ode all’arancina, marchio doc, docg, igt, dop, del palermitano verace, vero e fiero inno alla “palermitudine” che prevede un “fioretto” alla santa di turno. Proibiti pane e farinacei, pena…la perdita della vista di cui Santa Lucia è protettrice. Continua »

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  • Coi ioni!

    La fisica mi ha sempre affascinato, a partire dal nome, “fisica”, mi fa pensare alle donne, ma è meglio che non lo sappia il mio psichiatra, dice che c’ho una “fissa” in testa.
    Ricordo le prime lezioni alle medie…i “vasi comunicanti” e il terrore che mi credevo che io e il vicino potessimo condividere il water…(quindi quando tiro lo sciacquone l’acqua si abbassa e va da lui, poi ritorna perché lui…).
    In questi tragici giorni si fa un gran parlare di “statica”; io non so se esiste una legge matematica, una formula o che, ma più loro parlano di statica e più mi affligge la “stitica”…massì quell’effetto che ti prende quando hai paura e ti si chiudono “le felle” e…ti blocchi.
    Quella notte del 6 settembre 2002 ce l’ho ancora impressa, erano le 03:21, miiinchia chi scantu; abballavano tutte cose, l’angoscia per prendere i bambini, il cuore che batteva forte (non ce la faccio non ce la faccio), la testa allazzata (forza Tomma’ ce la fai ce la fai), la moglie in confusione, spiritata, le grida…FUORIIIIIIIIII, FUORIIIIIIIIII! Le cose imparate da “Quark”…(no l’ascensore no, le scale…piano…verso l’interno…un passo…dopo un passo, “lentamente svelti”) …Hhhhhh…hhhhhhhhh…hhhhhhhh…il portone……… Continua »

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  • Karaoke (Ca mma ra tà)

    Verità per verità, io c’ho pensato subito, ma non sono stato l’unico, c’è un proliferare, ma come si dice da noi? 30 e 2 = 28; e allora perché non dare a tutti la possibilità di divertirsi? Cari amici, trovatevi la base musicale di Sincerità di Arisa, il testo…ve lo do io (eh eh)!

    Ca mma ra tà
    Ca mma ra tà
    Adesso è tutto così semplice
    Con te che sei un po’ anche complice
    Della faccenda dell’Amià

    Ca mma ra tà
    Sei un elemento inaccettabile
    Ti sei piazzato in pianta stabile
    speriamo no all’eternità

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  • Piromani un po’ egiziani con le arterie pulite

    Seh, lo so, pare un titolo di Lina Wertmuller, non mi dite niente che c’ho appizzato la nottata.
    Questo m’è venuto, non è che posso telefonare a Sellerio e consigliarmi.
    Dunque, chiariamoci subito, io, come i grandi pittori, vado a “periodi”; loro c’hanno le tele del periodo blu o rosso o che, io sono nel periodo…incarognista; mi gira storta (ma l’andrologo dice che è normale) e scrivo un po’ incazzuso.
    19 marzo, San Giuseppe o, come meglio diciamo a Palermo, ‘u Santu Patri; protettore degli orfani e degli indigenti. E qua mi pare a me mi potrei pure fermare, tanto, hai voglia di indigenti a Palermo, fra veri e finti, fra vecchi e nuovi…diciamo…l’80% della popolazione?
    Comunque, c’erano delle cose che volevo scrivere sul 19 marzo panormita e siccome sono ‘gnorante, come un “cecio secco” volevo dare anche un tocco di cultura a questo post. Andai da un collega che è un pozzo di sapere e chiesi: “Andrea, volendo parlare del 19 marzo che ti viene in mente?”. Continua »

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  • Attasso ZERO

    Freddo fa, le cose giuste va’, bisogna dirlo.
    I cocci di grandine fetono e il vento gelido di “maestra” s’appizza nel collo come un Dracula anemico.
    Vi chiedo scusa!
    Io…non immaginavo, insomma come dire…io a certe cose cose non ci credo! sì vabbe’, spesso me lo hanno detto, ci siamo fatti una risata, ma stavolta…
    È giusto spiegare meglio, per quelli che ancora magari non sanno.
    Tre settimane fa mi hanno fottuto lo scooter, altrimenti chiamato a Palermo motore; non rubato, grattato, sottratto, eluso, NO, s’u futtieru.
    Ora, non è che l’ho presa tanto bene, non è che in quel momento ho avuto modo di ripassare lezioni filosofiche, non è che ho pensato ai sermoni del mio padre spirituale, non è che ho riflettuto con equilibrio e sobrietà, noooo, ma quando mai.
    Dall’apparente inutile appendice, seppur sfiorando il canale anale e via via su per il colon, attraversando il pancreas, lungo lo stomaco tutto, nonostante la resistenza di ettolitri di bile che si riversavano in senso contrario, raccogliendo anche gli umori colisteroidei dei miei ventricoli che pompavano con forza assieme alle valvole, con potenza, a superare l’esofago per arrivare alla gola, dove con magica rabbia, come uno perfetto xilofono, toccando le corde vocali esatte…mi scappavano dalla bocca una serie di…“ASTIMI”. Continua »

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  • ‘Gnazio

    a Erminio Favalli e Gianni De Rosa

    Ignazio non sapeva di chiamarsi così, quella “i” davanti, era di troppo nella lingua parlata dalla sua gente.
    ‘Gnazio lo chiamavano, anzi ‘Gnazziddu per la precisione, e lui, era convinto che quello era il suo nome.
    ‘Gnazio non aveva i genitori e aveva imparato in un segreto di piombo a non chiedere e soprattutto non chiedersi…dove…come… Era così e tanto bastava.
    ‘Gnazio viveva con i suoi zii, brava e povera gente che non faceva niente di particolare per lui se non…dargli un tetto e da mangiare, questo era per ‘Gnazio abbastanza eccezionale da pensare di dovergli essere grato a vita, era così.
    ‘Gnazio ogni giorno all’uscita da scuola, si fermava con i compagni nello spiazzo davanti, si toglieva sveltamente il “falaro”, scioglieva il nastro sul collo e giocava “a pallone” , ma ‘Gnazio non era un granché con la palla ai piedi, non aveva “il tocco vellutato”, e così quando La Vardera e Giuffrè (i due più bravi) si “spaievano” i compagni, lo evitavano come la peste, sino ad arrivare all’ultima scelta che…più che tale, era, a guardare la faccia dei due, una condanna (“Tocchi tuuuuni, – 6 ! comincio io,…Robberto. – Giuvanni. – Pippo. – Salvo. – Piero. – Totuccio. – Antria. – Federico. – io Vicè e….’Gnazziddu sta ppì tia..he,he”).
    ‘Gnazio non se la prendeva più di tanto, conosceva i suoi limiti e le sue…potenzialità. Continua »

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  • Suca!

    Schhiuuk, schhiuuk.
    Eccomi qui a sucare babbaluci in attesa di Italia-Francia, partita dell’europeo 2008, ma quanta gente c’è? Sembra che il consumo di babbaluci incrementi notevolmente nelle vigilie delle partite, i babbaluci quindi alternativa estiva allo scaccio? No mi risponde il venditore, “a babbalucia” con o senza partite è ancora un’istituzione per buona parte della città, anzi per noi venditori di babbalucia pronta (bollita e condita) negli ultimi anni c’è stato un incremento notevole nelle vendite, perché?, ma siggnòmio senz’offesa, ‘i fimmini r’avannu su’ lagnusi e i mariti…chiossa’ r’i mugghieri, ma lei ‘a viri cchiù una pignata n’tò balcuni, c’u sali a giru, sutta ‘u suli, pi’ fari niesciri ‘i cuorna ri fuora? No? E allura,….oh peccarità, cuorna ri fuora nnì niescinu chiossa’ di prima….ma….ch’i balcuna chiusi.
    Schhiuuk, schhiuuk. Continua »

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  • Vincenzo

    Difficile decidere da dove cominciare, difficile cominciare.
    Abbiamo perso Vincenzo, lo abbiamo perso tutti, lo ha perso questa città che di “ Vincenzi” ne ha ormai pochi.
    Vincenzo era…..(che angoscia coniugare i tempi dei verbi), era…mio suocero, ma per me era un padre, un fratello, un amico. Vincenzo era un nonno stupendo, di quelli che fregandosene delle artrosi si metteva in ginocchio a giocare con i nipotini.
    Vincenzo era memoria storica di questa città, era cresciuto a Villa Pantelleria, proprio quella dove ora fanno gli spettacoli; che bello Vincenzo quando raccontava, “…a villa Pantelleria ci fecero un “campo” gli americani, io allora con un furgone scassato andavo a Salaparuta a comprare del vino scarso, quando tornavo, dicevo ehi boy, to change? You have gasoline for me? E così io gli davo il vino e loro in cambio i fusti di benzina vuoti dove al fondo c’erano almeno venti litri che rivendevo guadagnando bene”. Vincenzo vide sparire la campagna attorno a lui, sorse il viale Strasburgo. Continua »

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  • ‘U pupu cu l’anchi torti

    ‘U sai chi mi misiru i morti? ‘U pupu cu l’anchi torti.
    Faceva così la tiritera che dicevamo da bambini quando si avvicinava il 2 novembre, giorno dei defunti.
    Eravamo eccitati e speravamo di ricevere in regalo l’ultimo modello di “colt” come quella che avevamo visto usare nell’ultimo western; le femminucce parlottavano e si facevano i dispetti ancor prima “‘u sai, i morti mi porteranno Cicciobello chi chianci e si piscia ‘i supra”; si sperava inoltre in lecca lecca enormi e coloratissimi, liquirizie a metro e bomboloni.
    A provvedere naturalmente erano i genitori che si facevano accompagnare dai nonni “vivi” (con la speranza che mettessero mani in sacchetta); “a’ Liviedda” (a piazza Olivella) dove si organizzava “la fiera dei morti”.
    Si trovava di tutto, pupi ri pezza, Barbie e Ken, cavadduzzi ri plastica russi, machinicchi ra polizia, camiuna ri pumpieri, bambole ri porcellana, ecc.
    A me è rimasto impresso un giocattolo fatto dagli artigiani locali, era una semplice basetta in legno dipinta con colori forti, aveva ruote ai lati e sopra una specie di pulcinella in cartapesta che reggeva tra le mani due piattini in alluminio da banda musicale, al tutto erano applicate due barre ed un “manubrio”, bastava spingerlo ed un “magico” congegno faceva sì che il pulcinella battesse i piattini (sdang, sdand, sdang), certo, non era la PlayStation3, ma sicuramente poesia pura. Continua »

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  • La prima volta non si scorda mai

    – Salve.
    – Ciao.
    – Che faccio? mi distendo?
    – no, no, mettiti…così…viene meglio.
    – Scusi ma che fa?… S…sà sono un po’ in disagio, per me…è la prima volta…

    Me lo avevano detto, stai tranquillo, vai rilassato, riuscirà meglio.
    Eppure non avevo il coraggio, capita, mica siamo tutti pronti subito, sarà un retaggio mentale generazionale e perché no anche geografico; sì perchè, diciamolo, a Palermo “‘u Masculu è masculu” e certe cose……….
    Non dovevo essere poi così bravo a fingere visto che anche a casa mi dicevano “tutto a posto?” ed io “sì, perchè?”, “no è che ultimamente ti chiudi in bagno…un pò troppo spesso…”. Continua »

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  • Il piccione

    Parliamoci chiaro, ormai è un problema serio e va affrontato.
    Ma come? Dico io, manco neanche 48 ore da casa, dimentico solo una finestra aperta e…trovo…uno scempio?
    Il problema va affrontato!
    Io non sono in grado adesso, con la mia ira, di trovare soluzioni, del “soggetto” non so tesserne le lodi, ma la mia emotività suggerisce di scrivergli una ODi (licenza poetica).

    N.d.P. (nota del POSTeggiatore): il post non è consigliato ai minori per il linguaggio scurrile, ed agli animalisti estremi, tutti indistintamente comunque, vogliate cogliere l’aspetto “comico” del POST. Grazie.

    No al piccione

    OD”i”E al PICCIONE

    O piccione che siedi e risiedi sulla mia finestra,
    gli ingenui bambini ti chiamano “colomba” e fanno festa.

    Colomba simbolo di pace, immagine di spirito capace.

    Piccione sulla mia finestra, non essere felice, perché sto già arrivando…all’appendice.

    La poesia…è finita, ora…È GUERRA! Tu devi sparire dalla faccia della terra! Continua »

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  • La cabbina

    Si è aperta ufficialmente la stagione balneare e se c’è una cosa che ci fa palermitani è…“la cabbina”.
    Quand’ero “schietto” me la facevo scogli scogli e che fossero assolutamente “free” (‘nchia come parlo moderno, où); da quando arrivarono “ i picciriddi” mi accostai ad un’elemento che ritenevo odioso, “la rina” (nel caso assai raro ci fosse qualcuno che non capisse è la sabbia, ma se non lo capisce…è inutile che legga tutto il resto).
    La “rina” a Palermo è associata ai “lidi”, i lidi a Palermo c’hanno le cabbine.
    Ho scoperto quindi un universo nuovo, molto più complesso di quel che credevo.
    Questo primo wikèn, di solito, è caratterizzato dalle “operazioni preliminari”.
    Ci si accosta con la machina il più vicino possibile all’entrata del lido, si apre il bagagliaio e si scarica una mole impressionante di roba, infatti solitamente, ci vogliono 2 viaggi.
    Il masculo scende con borsa da carpentiere, la fimmina coll’attrezzatura di taglio&cucito; i figli se sono grandicelli collaborano con ombrelloni e vari; se sono “nichi” ci si mette il salvagente a tracollo e si ci dice: almeno portati il secchiello! Continua »

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  • Uscire dalla scoccia

    Preambolo (forse è il cugino del cazzicattommolo, ma nei libri si usa quindi ce lo metto).
    Al giorno d’oggi, se non “apparisci” non ci sei, quindi… (stando al parametro di prima), sono anni che non vivo.
    La nascita dei bambini, l’acquisto della casa con maxiextrasupermutuo, hanno fatto sì che io e mia moglie sono anni che non usciamo più con amici, non frequentiamo locali ecc.
    Qualche volta ci abbiamo provato e lo stress è stato enorme (i picciriddi sempre con noi), probabilmente non riusciamo a goderci le cose, io personalmente, con un passato da animatore turistico, comico (?), attore (?), trovo tutto trito e ritrito, non riesco a guardare uno spettacolino senza fare a meno di pensare…io lo farei meglio; per sfortuna, inoltre, ho una moglie che mi ama, e quella volta che finalmente non ci penso….., lei mi guarda e fa : – tu lo faresti meglio! (Facciamoci del male). Continua »

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