domenica 22 ott
  • Estorsioni ai negozi di Addiopizzo? Sono più le “camurrie”

    Abbiamo appreso che il nuovo collaboratore di giustizia Di Maio, che ha fatto parte dell’importante e violenta famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù di recente colpita dall’operazione Paesan Blues della Squadra Mobile, racconta che evitavano di estorcere denaro ai commercianti aderenti ad Addiopizzo per non correre il rischio di essere denunciati.
    Per la prima volta abbiamo prova diretta dell’efficacia della denuncia preventiva e pubblica di quegli imprenditori e commercianti che non pagano e aderiscono al nostro circuito del consumo critico antiracket.

    È una notizia importante che ci accredita ulteriormente ma che ci carica di altrettanta responsabilità. È fondamentale che tutto ciò si sappia e sia reso di dominio pubblico.

    La scelta di far parte del nostro circuito e di schierarsi pubblicamente funziona proprio perché tiene lontani gli estorsori.

    Vi invitiamo a divulgare questa importante notizia, noi continueremo a stare al fianco di chi deciderà di compiere il passo di aderire al consumo critico di Addiopizzo.

    Rispetto al passato, oggi c’è una grande opportunità per affrancarsi definitivamente dal racket dell’estorsioni. Facciamo in modo che altri operatori economici possano aggregarsi al nostro movimento per essere sempre più numerosi e più forti.

    Articolo sul Giornale di Sicilia.

    Palermo
  • 88 commenti a “Estorsioni ai negozi di Addiopizzo? Sono più le “camurrie””

    1. Pensare che il 99% della gente che legge questo articolo ci crede e’ molto deprimente.

      A Palermo la mafia sono i palermitani.
      La prossima riunione di mafiosi sara’ sotto gli occhi di tutti, il 23 maggio, sotto quel poveraccio di albero a cui far espiare le colpe.

    2. “Palermo”, mi sembra eccessivo quanto scrivi. E’ vero che la mafia è “mentalità mafiosa” più che “grande organizzazione”, però non sono d’accordo sul fatto che tutti i palermitani siano mafiosi. Avere un atteggiamento negativo di fronte ai problemi non aiuta a cambiarli.
      Voglio credere che tra quei palermitani, alcuni (molti, pochi, non so) che credono veramente in un ideale di giustizia sano esistano ed è per loro che alzo anch’io la mia voce quel giorno. E’ per loro che tento, nel mio piccolo, di mostrare un modo diverso di affrontare la vita.
      Ciao,
      Emanuele

    3. Credere in un ideale non significa ricordarselo solo 2 giorni l’anno per poi, i rimanenti 363, fottersene di tutto posteggiando in terza fila, scavalcando le code alla posta, dichiarando 3000 euro se si possiede una panetteria e 1000 se e’ una pizzeria.

      La Mafia (nota adesso il maiuscolo) siamo noi. Ed e’ sempre piu’ dentro di noi.

      Preferivo quando i mafiosi si ammazzavano fra di loro, 30 anni fa, mentre oggi ci tocca eleggerli per governarci, TUTTI indistintamente.

      L’albero di Falcone e’ un totem che non ha senso: e’ da sdradicare subito.
      Falcone non e’ da ricordare per l’attentato, ma per quello che avrebbe potuto fare. E quello che avrebbe potuto fare e’ stato gia’ dimenticato da un bel pezzo.

    4. Palermo, ripeto, non faccio parte di quella schiera di “furbi” da te descritta e come me saprei indicarti un bel gruppetto di persone. Non sono un santo ma provo ad essere quanto più corretto possibile. Faccio volontariato e sono stra-convinto che l’educazione del prossimo (e lo stimolo al cambiamento) passi dalla testimonianza della propria vita più che dalle belle parole proclamate dietro un megafono: ecco perché mi impegno in tal senso. Sicuramente nessuno è perfetto ma Palermo non è abitata solo da “mafiosi”.
      Ciao,
      Emanuele

    5. In un paese di 9 stupidi e un saggio, il saggio e’ lo stupido.ù
      Tocqueville.

    6. Dai un’occhiata ai commenti di questo articolo
      http://www.rosalio.it/2010/05/03/stasera-a-striscia-la-notizia-si-parlera-del-consiglio-comunale/
      Renditi conto che palermo VUOLE fortemente questo, che ti piaccia o meno.

    7. Io credo più che altro che sia deprimente scrivere determinate cose…
      non c’è cosa peggiore che dire, ah..sono tutti mafiosi, le cose non cambiano, non ha senso fare questo o quello..e tu che parli, cosa fai?
      perkè ognuno di noi non analizza la propria coscienza e vede di fare qualcosa?
      io credo che le cose stiano cambiando, e quello che fa addiopizzo ne è una dimostrazione, e non solo addiopizzo, ma tante altre realtà siciliane, che non sono mafia, che fanno qualcosa ogni giorno, che investono, che si sacrificano, che lottano..e anke loro sono palermitani..sai?
      tutto questo non lo guardiamo e ci tappiamo gli okki?
      è tutto uguale?
      gacciamo finta di non guardare e non capire?
      e allora non mi sembra giusto esprimersi in questo modo ed essere cosi disfattisti..
      ma bisogna crederci e fare qualcosa, altrimenti davvero non canbierà mai nulla..per ki continua a pensarla in questo modo..
      non c’è dubbio che ci sia tanta “mafia”, che ci sia tanta politica marcia, è come fare la scoperta dell’ acqua calda..e allora? stiamo solo a guardarla? e diaciamo..o mio dio come è tutto brutto, però io nel frattempo per non guardare mi giro la facia da una altra parte…?
      cerchiamo di ricordare falcone per ciò che disse…la mafia è un fenomeno umano, e in qualnto fenomento umano destinato ad estinguersi..
      e allora impariamo a stare un po piu zitti e a fare di piu sentendo sempre nelle orecchie qs parole…

    8. Il punto è che finché ci ostiniamo a dire “siamo tutti stupidi”, ci convinciamo che non si può far nulla e ci piantiamo la zappa sui piedi. Dobbiamo CREDERE nel Cambiamento. Credere che sia possibile. Credere che ci riusciremo, non importa quanti siamo ad iniziare, non importa quanto tempo ci vorrà. Solo Dio ricostruì il suo tempio in 3 giorni (e anche lui impiegò del tempo…).
      Addiopizzo è un esempio lampante che, partendo da dei volantini attaccati qui e li si può arrivare persino ad essere menzionati (volenti o nolenti) durante dei processi. Non è cambiamento questo? Non è un segnale positivo questo? Non vi sono delle persone dietro?
      Io sarò cieco ma anche tu hai un occhio che non vede distante…
      Ciao,
      Emanuele

    9. gufetta, mi hai tolto le parole di bocca! 😛
      Ciao,
      Emanuele

    10. meno amle che ci sono persone che le pensano come noi:)
      qyuesti discorsi mi fano proprio incaz….
      vanno a svilire tutte le persone che invece si fanno un mazzo cosi per cambiare questa città..
      non lo reputo giusto…

    11. Beh, forse e’ meglio ritrattare: Palermo non e’ piena di mafiosi, ma di bigotti.

    12. e si ce ne sono tanti…hai ragione…e sono molto più vicini di quanto crediamo:)sono proprio tangibili…..

    13. Palermo mi dispiace per te se intorno non riconosci neanche UN esempio di correttezza e rettitudine. Ti auguro di incontrarne quanto prima e… che bello, quelli di Addiopizzo se non son mafiosi sono bigotti. Spero la tua sia una semplice provocazione (che potevo condividere quando parlavi di “mafia”=”mentalità mafiosa visibile nelle piccole cose”).
      Ciao,
      Emanuele

    14. ma se quelli di addiopizzo sono bigotti…
      SONO BIGOTTA ANKE IO!!!!!!

    15. Non voglio essere polemica, ma.. basta addio pizzo per non far cadere i commercianti nella morsa del racket? Benissimo! Sono sempre stata una sostenitrice di questo gruppo, ma mi appare strano come un pentito possa dire con questa semplicità che chiedere i soldi a chi aderisce ad Addi Pizzo sono camurrìe. Basta mettere quel logo e non avere più rotte le palle? Allora apro anche io un esercizio commerciale!
      Resta da capire perchè, in corso Finocchiaro Aprile, un noto negoziante di abiti partito da una putìa e arrivato a possedere quasi un palazzo, ha l’adesivo di Addiopizzo, più per moda che per altro… non ci credo che questo commerciante sia stato taglieggiato o non lo sia mai stato e abbia deciso di aderire ad organizzazioni non racket.. non ci credo, mi spiace.
      Con questo non voglio però dire che Addio pizzo non sia efficace o sono solo idealisti, conosco una persona che ne fa parte e ovviamente vedo che si impegna mattina e sera, e lo fa anche per me e per tutti noi.
      Voglio solo dire che le dichiarazioni di questo pentito mi sembrano un attimino esagerate..

    16. Cara Cetty, esagerate o no sono dichiarazioni vere e che non avrebbe avuto motivo di dire per qualke altro motivo..è un deterrente per loro il fatto dell’ adesivo, perkè siccome le persone stanno cominciando a denunciare, e sono sempre di più, si scantano..ed è un dato di fatto..perkè, come è risultato anke oggi, dall’ articolo sul gds, con l’ arresto di qs che kiedeva il pizzo, a 23 anni, è stato arrestato proprio perkè il commerciante si è rivolto ad addiopizzo e libero futuro, e ha fatto mettere le telecamere..quindi stanno cominciando anke loro a scantarsi e vedere che la gente si sta smuovendo..è un dato di fatto, non un’ esagerazione..corrono dei riski in piu ofggi..perkè vedono ke ne stanno arrestando tanti..infatti gli mandano i ragazzini..sanno che il fatto di far parte di addiopizzo, significa essere skierato in un certo modo, e avere anke magari vicinanze con la polizia, ecc..quindi, non conviene…
      il commerciante a cui ti riferisci tu, sicuramente ha un passato complesso, ma adesso ha deciso di cambiare e di porre fine al pagamento ecc..perkè non credere’ se pensiamo ke le cose e le persone non cambino..dove andiamo’ perkè dobbiamo sempre veder il marcio? ti posso assicurare che ha ricevuto delle serie minacce, basta leggere i giornali..poi se non credi neanke a quelli..ti assicuro che è cosi..
      Basta kiedere e informarsi un po di piu..dato che conosci qualcuno di addiopizzo, perkè non kiedi?
      e poi, se ti va di aprire un’ attività commerciale, perkè non lo fai?
      è una buona idea…:)

    17. Palermo a parte (capisco il senso ma è deleterio l’effetto sui pochi che lottano)
      @cetty. la risposta è no, non basta addio pizzo è ovvio, ma senza addio pizzo è mooolto più difficile.
      addio pizzo è uno stimolo pazzesco per i commnercianti in dubbio e una dose di energia fondamentale per le forze dell’ordine, che per la prima volta dopo anni di parolacce vedono la gente far festa quando catturano un fetente.
      spero tu abbia visto la differenza con reggio calabria, io guardando quelle scene pietose mi sono sentita fiera (come non sempre riesco ad essere) dei miei concittadini.
      tutto ciò, va ammesso: lo dobbiamo ad addio pizzo.

      per cui credo che la frase di questo di maio sia il più grosso risultato per questo folle gruppo di ragazzi che dedica tempo e fatica a migliorare la vita di tutti noi.
      io ne sono felice e li ringrazio
      stefania

    18. ringrazio anche io i ragazzi di addio pizzo, questo è fuor di dubbio, ma il commento di questo pentito mi è parso come se la situazione del racket a palermo si fosse appianata di botto e così non è.
      Riguardo ai fatti di reggio..non capisco come certe persone entrino in chiesa, si battano il petto, preghino Dio e poi chiamano uomo di pace uno che ha ordinato omicidi.
      Uomo di pace.. mah…dovrebbero arrestare anche lei.
      Sono orgogliosa di tutti quelli che esultano sotto la questura ad ogni arresto, ma è una manifestazione che è nata in seguito ai màrtiri di mafia, addio pizzo ha seguito quella scìa mi pare.

      Stefania concordi con me che c’è chi espone l’adesivo solo per moda?

    19. Tutto ciò che di buono viene fatto non può essere sempre sminuito! Invece di continuare a sparare a zero su noi stessi, cerchiamo di migliorarci ed essere orgogliosi di coloro che combattono in prima fila a diverso titolo!
      Grazie ai ragazzi di addio pizzo!

    20. gufetta.. non per essere malfidata o malpensante, ma anche Berlusconi ha detto di avere ricevuto delle minacce..
      pure io posso dire di avere ricevuto delle minacce…
      Se non ricordo male qualche anno fa vidi un documentario dove un mafioso diceva al proprietario di Migliore di iscriversi ad un’associazione antiracket per depistare gli inquirenti.
      Un’attività? no grazie ma non per la mafia, preferisco al momento godermi la mia condizione di lavoratrice dipendente con le responsabilità di dipendente. sei sei proprietario hai troppe camurrìe, e non parlo solo di pizzo.

    21. Addio pizzo è il segno tangibile di una città che crede ancora nella possibilità di cambiare. Avere il coraggio di denunciare da parte dei commericanti è assai difficile, ma cercare di convincerli lo è ugualmente. Troppo facile riempire di retorica gli spazi, troppo difficile andare in giro per Palermo cercando di far notare ai commercianti che conviene stare dalla parte dello Stato.
      1) L’azione sociale che la mafia ha compiuto in questi anni è sotto gli occhi di tutti: la città, rispetto a tante altre metropoli è più tranquilla. 2) Il pizzo è solidarietà verso i fratelli che sono carcerati anzi come si dice “ospiti dello Stato”.
      Queste alcune delle convinzioni, purtroppo, diffuse in città, soprattutto in quelle zone dove si lamenta l’assenza di un Stato che non si vede.
      Ho chiesto più volte a dei bambini cosa ne pensassero e mi hanno sempre risposto alla stessa maniera, in sintesi: la mafia è più forte perchè è più comoda e conveniente e arriva sempre prima a risolvere i problemi. Esempio fra tutti, meramente simbolico: muore una bimba piccola, di famiglia indigente, Dramma e tragedia, chi interviene?? lo Stato (in questo caso rappresentato dal Comune non può o è troppo lento) a chi si chiede aiuto?? Al capoccia di turno che con spirito di estrema soldiarietà cavalca l’onda emotiva e autorizza la COLLETTA fra tutti gli esercenti del quartiere. Risultato ottenuto: per tutti i piccoli compagni della defunta ancora una volta essere amico dell’illegalità ti aiuta.
      Soluzioni:
      – Potremmo giocare anche noi d’astuzia: aiutiamo i bambini, nessuno ci attaccherà, e potremo dimostrare ai più piccoli che esistono altri modelli di società
      – Aiutiamo le famiglie dei carcerati per evitare che siano sempre dipendenti ed eternamente grati ai mafiosi.
      – per dimostrare di crederci veramente nello Stato potremmo chiedere ai negozianti, soprattutto quelli che hanno denunciato, di dare testimonianza di legalità non assumendo in nero il personale.
      – le forze dell’ordine devono avere più mezzi ed arrivare in tutto il territorio sempre non solo durante le emergenze
      – Dovrebbero esserci più blog e più giornali in cui si possa parlare di tutto ciò, anche avendo il coraggio di ammettere che queste notizie tirano meno di qualche litigio politico.
      P.S. non faccio parte di Addio Pizzo, solo perchè non ho tempo, ma li ringrazio e li stimo molto.

    22. Qualcuno ha mai sentito parlare della parola “PROPAGANDA”?
      Quanto e’ costato “far dire” a Di Maio quella frase?
      Che ritorno si ha sulle menti deboli che credono ancora nei giornali?
      Gia’ vedo il business degli adesivi “addiopizzo” su Ebay a 10 euro l’uno…

      Ma per favore, dai… apritevi gli occhi…
      Mi raccomando: appuntamento il 23 maggio insieme a tutti gli altri bigotti.

      @stefania (se e’ vero lei)
      manco tu ci credi in quello che fai. E’ lodevole, ma e’ deprimente vedere che non cambia nulla comunque.

    23. Palermo, per me sei solo un troll che aizza gli animi!
      Attento ad uscir di casa che ti scippo il portafoglio! 😉
      Ciao,
      Emanuele

    24. Emanuele, se io sono un troll tu sei il tipico occhimprosciuttati, mi spiace.
      Ed e’ proprio per colpa vostra che palermo fa cosi’ schifo mentre chi ruba di meno se ne pente.
      Ora scusami, ma vado a scrivere e pubblicare un articolo pro la-mia-causa per far dire in giro “l’ho letto sul giornale quindi e’ vero” oppure “l’ho sentito alla televisione quindi e’ vero”.

    25. Io la gente per bene non l’ho letta sul giornale.
      Ciao,
      Emanuele (occhimprosciuttati)

    26. Palermo, perché devi vedere per forza vedere business e propaganda dietro qualunque atto teso a migliorare questa città? Sospetti di tutto, madonna santissima. Lo sappiamo tutti che Palermo è una città assurda ma io, se proprio vuoi essere sincero, non mi sento affatto un incivile. Oltre a “militare” in Addiopizzo (asociazione che tu attacchi parlando di vendite di adesivi e roba del genere, cosa mai avvenuta), rispetto anche le norme del codice della strada, rispetto il verde pubblico, faccio attraversare i pedoni etc. E come me, molte altre persone lo fanno. Palermo è così semplicemente perché non vengono puniti i furbetti che occupano le corsie preferenziali, che parcheggiano sui marciapiedi e che fanno tutte quelle cose di cui tu ti lamenti, io mi lamento, NOI ci lamentiamo. E per far tornare la normalità (o crearla) a Palermo basta semplicemnete applicarle le norme. Cosa che purtroppo non viene fatta. Ribadisco l’importanza del Comitato Addiopizzo: grossi risultati, tantissimo impegno, “0” introiti per noi. Mi dispiace deluderti ma è così. Se vuoi credermi, ok. Altrimenti niente. Sei libero. Ma io non credo nella Palermo che vedi tu. Almeno, non al 100%. Un utlima cosa: i simboli servono a una città. E noi abbiamo i nostri. Se il 23 maggio qualcuno partecipa alla commemorazione per farsi bello, cavoli suoi. Io sarò lì per lui. Chiudo che ho esagerato.

    27. Per Palermo:
      Conosci l’espressione “notte nera in cui tutte le vacche sono nere”?
      Meditala.
      E ti voglio fare un po’ di “propaganda”:
      Un popolo intero che non paga il pizzo è un Popolo con la dignità!
      Lo hai detto: per te sarebbe meglio se si vivesse come 30 anni fa, quando la mafia “non esisteva”.
      E questo marca un abisso tra i palermitani come te e gli altri, come quelli di Addio Pizzo.
      Ti sembro duro nella polemica? Ebbene, sono anche piuttosto educato.
      Quelli come te o sono depressi in lotta col mondo intero, incapaci perciò di distinguere il bianco dal nero, o sono in perfetta malafede, e ho detto tutto.
      Meglio bigotto che mafioso.

    28. http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=352474

      http://www.sicilianews24.it/index.php?option=com_content&task=view&id=13227&Itemid=

      http://www.hercole.it/index.php?option=com_content&task=view&id=15677&Itemid=111

      Evidentemente questi non conoscevano ancora Di Maio, ma adesso che Di Maio ha fatto propaganda…

      Raga’, la vostra iniziativa e’ lodevole, ma aprite gli occhi e guardate OLTRE l’annuncio di un pentito.
      Saluti improsciuttati.

    29. @massimo
      > Un popolo intero che non paga il pizzo
      > è un Popolo con la dignità!

      Quindi stando a questa “massima” tutti quelli che pagano il pizzo sono degli emeriti c0gl10n1… lo fanno per buttare via soldi e alimentare la “mafia”.
      Se non pagano il pizzo invece restano dei c0gl10n1, ma con dignita’ (e senza piu’ il loro locale).

      Ora, non ho mai detto che chi paga il pizzo e’ un benefattore, ma stai tranquillo che lo Stato (NOI) lo costringe a farlo perche’ al 99% se sei un pincopallo non gliene puo’ fregare di meno. Sei solo un numero.
      Chi non paga non ha mai pagato perche’ non ne ha bisogno oppure ha il negozio nella palermo “bene”, oppure il culo guardato da amici.
      Chi paga lo fa perche’ deve mangiare, e di certo con la dignita’ non ci cali la pasta…
      Portami il nome di qualcuno a cui hanno bruciato il negozio e da quando e’ “iscritto” a addiopizzo non glielo bruciano piu’.
      Semmai ti porto io esempi di chi pagava e da quando si e’ “iscritto” a addiopizzo gli hanno bruciato pure la pentola dove cuoceva la dignita’.

    30. Grazie Ste!
      un abbraccio e vediamoci presto c’è da chiaccherare un pò…

    31. … se tutto è mafia, niente è mafia. E poi mafia cos’è?
      Per evitare discussioni poco utili e fuorvianti è meglio rivolgersi
      all’esperienza di chi l’ha contrasta e a chi da diversi decenni studia il
      fenomeno in modo scientifico e autorevole.
      Il nostro movimento è convinto che il contrasto al pizzo sia una delle azioni
      strategiche necessarie per superare il sistema di potere mafioso, perché, come
      diceva Libero Grassi, “ l’estorsione è la madre di tutti i crimini perché
      funzionale a stabilire, consolidare ed estendere il governo sul territorio
      rappresentato da una strada, una spiaggia o un quartiere. Il pizzo è
      manifestazione della signoria territoriale di Cosa nostra sulla città di
      Palermo, con il pizzo la mafia si fa Stato”.
      La signoria territoriale, in quanto peculiare esercizio di potere di Cosa
      Nostra, come ci ricorda il Centro siciliano di documentazione Giuseppe
      Impastato, è un fenomeno complesso e risulta possibile combinando i seguenti
      elementi:
      1. un sistema di violenza e di illegalità
      2. l’accumulazione del capitale
      3. l’acquisizione e la gestione di potere politico
      4. un codice culturale e un relativo consenso sociale

      Il pizzo dunque, non manifesta solo un sistema di violenza e di illegalità, ma
      anche un codice culturale. Può esserci estorsione senza Cosa Nostra, ma non
      viceversa. Il pizzo intreccia intimidazione, consenso, violenza, contingente
      convenienza, omertà, tollerabilità. Il pizzo e la mentalità implicitamente
      espressa è Cosa Nostra al posto della Repubblica e della sua Costituzione. E
      nel misconoscimento della cittadinanza repubblicana il pizzo accomuna vittime e
      carnefici. Sotto questo specifico profilo il pizzo costituisce “l’anello di
      congiunzione tra il mondo sommerso di Cosa Nostra e la società visibile. Per
      l’organizzazione mafiosa non solo un uno strumento che garantisce entrate
      certe da redistribuire in reddito minimo garantito agli affiliati, ma
      soprattutto un mezzo di controllo sociale, un viatico di rapporti, di fedeltà e
      riconoscenze. E’ il canale attraverso il quale Cosa Nostra entra nel mondo degli
      affari leciti, li scruta e li controlla, giocando ruoli diversi a secondo delle
      necessità. Tanto più che la tassa non è generalizzata ma individualizzata. Non
      esiste un tariffario unico: nello sconto, nella riduzione del prezzo imposto
      Cosa Nostra finisce per giocare un ruolo ambivalente. Rappresenta la minaccia
      ma è anche il gancio per opportunità che un commerciante spregiudicato sa
      immediatamente cogliere” (Enrico Bellavia, Maurizio de Lucia, “Il Cappio”,
      Milano, giugno 2009, p. 37.)

      Preso per buona questa analisi si può comprendere meglio la portata delle
      dichiarazioni degli ultimi pentiti. Pasta dice che cominciano ad
      avere paura a chiedere il pizzo, Di Maio parla esplicitamente di Addiopizzo. La
      capacità intimidatrice di Cosa nostra è ancora grande, ma ora anche loro
      cominciano ad avere paura. E scusate se è poco.

      Presa per buona questa analisi si può capire meglio perché nei processi ci
      costituiamo parte civile anche contro i commercianti favoreggiatori. Chi ha
      pagato e nega l’evidenza fino a farsi imputare il reato di favoreggiamento a
      cosa nostra rende la vita più difficile a chi invece decide di denunciare.
      L’omertà ostacola e scoraggia chi vorrebbe denunciare.
      Lo diciamo ormai da tre anni, anche le grosse associazioni di categoria
      dovrebbero costituirsi parte civile contro i favoreggiatori, farlo solo contro
      i mafiosi non è più sufficiente. Se si stigmatizzano socialmente le condotte
      omertose si agevola chi invece denuncia. E nel mafioso si fa aumentare il
      timore di esser denunciato.

      Sotto le insegne del consumo critico addiopizzo , da anni ormai, si stanno
      raccogliendo attività economiche che non hanno mai pagato e chi hanno deciso di
      denunciare e avviare un nuovo percorso di riscatto personale e civico.
      Contrariamente a come non capivano, non capiscono e non voglio capire le grosse
      associazioni di categoria, fare un elenco di tutti quelli che esplicitano
      pubblicamente il proprio no al pizzo si sta rivelando una strada molto
      promettente. Così si è creato quel contesto sociale che sfocia in denunce,
      fatti processuali e confessioni di umanissimo timore della galera.

      Certo, se poi avessimo una classe dirigente – economica e politica – all’altezza
      della situazione i numeri della ribellione al racket mafioso sarebbero ben
      altri. Fatta questa puntualizzazione però sarebbe bene cominciare a prender sul
      serio la seguente ipotesi: Non è lo Stato che può vincere Cosa Nostra, sono i
      cittadini della Repubblica.

      Certo, l’errore è sempre dietro l’angolo. Ma è vero o no che non sbaglia mai
      solo chi non si mette in gioco?

      Ciascuno cerchi la maniera di diventare parte del cambiamento che vorrebbe
      vedere. E’ faticoso, ma scorciatoie non ne esistono.

    32. Ti smonto con una domanda.

      Oltre a “esprimere incondizionatamente il loro sostegno ai titolari dell’attivita’ per il vile atto intimidatorio subito e denunciato” e a “stare a fianco di questi imprenditori che come altri decidono di denunciare” (stessa identica frase copincollata in vari articoli di incendi e distruzioni varie), ADDIOPIZZO cosa fa?
      Nella pentola non si mette la dignita’, e come si dice a Milano “il sostegno mu manciu squaratu”.
      Portami lo Stato, e poi parliamo.

    33. @palermo, ti ho letto con attenzione e ho capito tutto quello che non condividi, e allora e mi chiedo: tu che faresti concretamente?

    34. Tra le altre cose (consumo critico,scuole ecc), che non sono poche, cito giusto un’attività che è proprio quella che altri soggetti come le associazioni di categoria non fanno.
      Entriamo in contatto (vedi ultimo arresto a seguito di denuncia di ieri) con i commercianti e gli imprenditori che non vogliono pagare e li accompagniamo fisicamente,mettendoci la faccia e scusando la coloritura anche qualcos’altro, a denunciare dinanzi gli organi di polizia giudiziaria,assistendoli fino oltre il processo (problemi con le banche,fornitori,risarcimenti processuali,assietnza psicologica ecc).

      Il punto è che a svolgere quest’attività mancano importanti soggetti datoriali di questa città.

      buon lavoro

    35. tornando OT.
      grazie ad addiopizzo, che tra mille distinguo su mode o sete dissetata di giustizia…intanto FA!

    36. @stalker
      Noi siamo la gente, non possiamo nulla.
      Serve lo STATO, LO STATO.
      Lo Stato non e’ Addiopizzo, non e’ un gruppetto di persone perbene che vorrebbe ribellarsi senza avere alcun potere.
      Sono lodevoli queste iniziative ma sono paragonabili al bambino di 5 anni che vorrebbe cambiare il mondo scrivendo la letterina a Babbo Natale.
      E ci crede; per forza: ha 5 anni.
      Aspetto da Addiopizzo una risposta alla mia domanda: A CHE SERVE legarsi ad Addiopizzo se non solo a non essere espulsi da Confindustria?
      Oltre al danno anche la beffa… anzi un altro danno ancora piu’ grave.
      Piu’ grave del pizzo stesso: un pizzo nel pizzo.
      L’imprenditore palermitano nel mirino del pizzo si trova fra l’incudine e il martello, mentre lo Stato non esiste, talmente occupato a sniffare coca o andare a trans, tra un indulto e un lodo, mentre cerca a tutti i costi di allungare la legislatura per procurarsi una pensione in pochi mesi, tra una legge a favore suo e una a favore delle sue imprese.
      Lo Stato e’ morto.

    37. @palermo, sembrerà strano ma non ti prendo per un troll e ti leggo.
      fermo restando che lo stato non esiste e che in italia e specialmente in sicilia il voto del popolo “sovrano” la dice lunga, tu che faresti per tamponare una barca che affonda?
      addiopizzo ha preso chiodi e martello cercando di tamponare la falla, e altri forti di sentirsi meno soli, hanno trovato il coraggio – o forse la convenienza, che male c’è? – di prendere chiodi e martello per tamponare le falle. è nato qualcosa, piccolo o grande che sia, ma qualcosa si è mosso.
      tu cosa proporresti, cosa faresti concretamente?
      se nessuno si fosse mai mosso, sentiremmo ancora brava gente dire che la mafia non esiste.

    38. Senti io non lo so cosa si deve fare, ma se io fossi su una barca che sta affondando e vedessi uno che cerca di aiutare tappando la falla con le bolle di sapone lo manderei a cagare, specie se questo mi chiede se io ho una idea migliore della sua.
      Perche’ di bolle di sapone si tratta.
      Ancora nessuno mi ha detto cosa sta facendo Addiopizzo per le povere persone con la scavatrice da 100mila euro incendiata o il negozio appena aperto bruciato e quindi l’attivita’ ferma, oppure ancora l’autosalone con le auto date alle fiamme.
      Non basta la solidarieta’. Non serve l’appoggio, ne’ il sostegno, ne’ lo stare a fianco.
      Non bastano le bolle di sapone.
      Lo sappiamo benissimo che siamo tutti a favore di questa povera gente.
      Solo un cretino ha bisogno di gridare “Io sono contro la mafia”.
      E secondo me tutti quelli che vanno a gridare “Io sono contro la mafia” sotto casa del defunto Falcone sono degli emeriti cretini.
      Io non ho bisogno di gridarlo, cosi’ come il 99% dei palermitani.
      Quello che ci serve, pero’, e’ lo Stato, quello vero.
      Capisci quello che voglio dire, oltre a continuare a leggermi?

    39. ps sull’espulsione da confindustria anche io ho avuto dubbi, la questione è meno semplice di quello che appare, specialmente per le piccole ditte che non hanno a che fare con i finanziamenti e gli apparantamenti politici, dove gli accordi sono già fatti prima della stipula.

    40. palermo, capisco quello che vuoi dire, credimi.
      ti invitavo solo ad esprimerlo meglio….

    41. E allora giorno 23 verro’ con uno striscione a gridare “Io non ho bisogno di gridare che sono contro la mafia” a tutta la Palermo bigotta, quella stessa Palermo che credeva DAVVERO che quelle 4 cartacce le avesse strappate dall’albero Toto’ Riina in persona, evaso per un paio d’ore solo per fare uno “sfregio” ai palermitani, cosi’ come raccontato dai media.
      La mafia, PURTROPPO, non e’ piu Toto’ Riina o Bernardo Provenzano, e questo accade NON perche’ loro sono in gabbia o ultrasettantenni.
      Accade perche’ la mafia oggi e’ dentro lo Stato, ma si manifesta senza fare morti.
      Oggi si ammazza in TV.
      E ho detto proprio tutto.

    42. Un ringraziamento alla redazione (minuscolo) che non pubblica piu’ i miei messaggi. E poi parliamo di addiopizzo e di mafia… vabbe’…

    43. dormi…. palermo… dormi
      e odierai chiunque vorrà svegliarti perchè tu non vuoi cambiare perchè ti credi perfetta…
      in te la vanità è più forte della miseria.
      ……………….
      le solite stronzate gattopardiane … tutto cambia per non cambiare nulla.
      Il problema è che un bel giorno un mucchio di picchiatelli ha detto e parlato di DIGNITA’ e qualcosa è successo…il popolo ha cominciato a svegliarsi..certo siamo all’inizio ma..ma vuoi mettere la soddisfazione di aver un pò scompaginato le carte? vuoi vedere che qualcosa cambia davvero?
      ..dormi ..palermo ..dormi..e poi…poi alzati e…

    44. ….Ancora nessuno mi ha detto cosa sta facendo Addiopizzo per le povere persone con la scavatrice da 100mila euro incendiata o il negozio appena aperto bruciato e quindi l’attivita’ ferma, oppure ancora l’autosalone con le auto date alle fiamme…

      se te lo dicesse e ti desse qualche numero ..non ci crederesti…da Guajana in poi di cose addiopizzo ne ha fatte così tante che voi umani…
      scherzo facciamo solo quello che si può fare..niente di più..ma lo facciamo
      prova a RILEGGERE..
      Entriamo in contatto (vedi ultimo arresto a seguito di denuncia di ieri) con i commercianti e gli imprenditori che non vogliono pagare e li accompagniamo fisicamente,mettendoci la faccia e scusando la coloritura anche qualcos’altro, a denunciare dinanzi gli organi di polizia giudiziaria,assistendoli fino oltre il processo (problemi con le banche,fornitori,risarcimenti processuali,assietnza psicologica ecc).

      dormi…palermo…dormi..e poi…poi alzati e..

    45. > Entriamo in contatto con i commercianti > e gli imprenditori che non
      > vogliono pagare e li accompagniamo
      > fisicamente, mettendoci la faccia

      C.V.D.
      Qua stiamo tappando la falla direttamente coi piriti, altro che con le bolle di sapone.

    46. Ragazzi..
      mi sembra inutile continuare a rispondere al signor palermo…mi fa solo pena..non ho altro da dire..miskino lui..tutto qui..
      riguardo a quello che diceva Cetty, ti assicuro che le minacce a quel commerciante sono fondate…non posso dirti altro..ma è cosi…
      poi puoi crederci o no…e non sono come quelle del Berlusca…e non dico che tutto quello che dono i giornali sia cvero..ma è vero quello che dicono le persone che ci hanno a che fare con tutto questo..
      si è vero che migliore ha detto quelle cose..ma non è entrato..le intercettazioni ci sono anke per questo..perkè aiutano..e poi appunto, addiopizzo non mette in lista kiunque..ci sono tanti di quei controlli prima..e la dimostrazione è che fra tutti i libro mastro usciti, neanke uno della lista di addiopizzo era in questi libri..questa penso sia la risposta migliore…
      poi certo, in futuro, piu saranno gli aderenti, e speriamo, i controlli saranno sempre piu difficili, e non siamo la cia…ma si sta sempre motlo attenti..
      dico solo, che a quelli che dicono, ma addiopizzo di concreto cosa fa..dico solo che in alcune cose, molto delicate, addiopizzo non mette gli striscioni.ma fa tutto con molta delicatezza..senza farsi vedere, perkè non deve farsi vedere…
      e per questo la gente che non è molto informata se lo kiede..
      povero palermo..mi fai solo ridere…ahahahahahahahaha

    47. > ma fa tutto con molta
      > delicatezza..senza farsi
      > vedere, perkè non deve farsi
      > vedere…

      Insomma, come la dici tu e’ una mafia nella mafia, come ho gia’ detto.
      Complimenti.

    48. DUBITO ADESSO DAVVERO DELLE TUE CAPACITà INTELLETTIVE…SE NEANKE CAPISCI CIò CHE VOGLIO DIRE..SEI DAVVERO UN Pò LIMITATO…
      ANCORA POVERO…HIHIHIHHIHI

    49. Lo stolto guarda il dito che indica la Luna.

    50. Credo che la rabbia e le teorie di Palermo siano in un certo senso comprensibili. E’ davvero deprimente vedere come la prepotenza e l’arroganza sia entrata a far parte dei nostri comportamenti quotidiani. Ma la soluzione non sta solo in noi, non dimentichiamo che dall’alto questo cambiamento non si vuole, questo è chiaramente deducibile. Quindi colpevolizzarci va bene, ma non bisogna esagerare dal momento che i vertici vogliono che niente cambi. E’ come remare contro corrente. I palermitani sono mafiosi, va bene, ma fino a quando si vorrà che lo siano. Speriamo ancora per poco. Badiamo al nostro voto, che già è quanto dire…

    51. si infatti..io non dico che tutto sia rose e fiori, che non ci sia tanto da cambiare, da fare, ma io non credo che comunque sia giusto non apprezzare e non vedere quello che invece di buono c’è..
      mi sembra davvero deprimente, infimo, e da depressi…
      è l’ atteggiamento e determinate parole che sono motlo fuori luogo e irrispettoso di chi fa..senza alcun marcio dietro…
      io vorrei tanto sapere chi parla tanto, cosa fa di buono nella vita? fa qualcosa per cambiare?

    52. Gufe’, ti rispondo come a stalker.
      “Senti io non lo so cosa si deve fare, ma se io fossi su una barca che sta affondando e vedessi uno che cerca di aiutare tappando la falla con le bolle di sapone lo manderei a cagare, specie se questo mi chiede se io ho una idea migliore della sua.
      Perche’ di bolle di sapone si tratta.”

      Da domani aiutero’ anche io la lotta: mi tagliero’ il pizzetto che porto cosi’ a tutta la gente che me lo chiede potro’ rispondere che lo faccio perche’ combatto la mafia.
      Evviva: anche io faccio qualcosa!
      Ora mi faccio gli adesivi e scrivo articoli di giornale in modo da “esprimere incondizionatamente il sostegno ai titolari dell’attivita’ per il vile atto intimidatorio subito e denunciato” e a “stare a fianco di questi imprenditori che come altri decidono di denunciare”.
      Sono frasi copincollate in TUTTI gli articoli scritti da Addipizzo nei vari “giornali”.
      Se questo e’ aiuto…

    53. gufetta, la prima volta si spiega con impeto. La seconda con calma, la terza con pazienza. Poi basta.
      Palermo continuerà in questo gioco stupido ad oltranza e ognuno è libero di professare le proprie idee (persino che gli asini volano), non c’è da convincere nessuno, soprattutto su un blog… semplicemente con parole.
      Lascialo vivere in questa Palermo mafiosa e auguriamogli che tutti i mafiosi che incontra non gli rubino l’auto, non gli facciano pagare il conto più salato per un caffé, non gli mettano l’autoradio a palla alle due di notte e così via… perché i palermitani sono tutti così. Tutti tutti tutti. Pure io, adesso, se potessi, metterei la radio a palla per dar fastidio. Anzi, corro ad alzare il volume…
      Ciao,
      Emanuele

    54. guarda..mi apre alquanto inutile parlare con te…quindi mi asterrò dal risponderti..sul terreno arido non cresce nulla

    55. Rimane il fatto che non hai ancora risposto su cosa faccia EFFETTIVAMENTE Addiopizzo per quelli col negozio bruciato dopo essersi iscritti, a parte il necrologio copincollato sui giornali con cui i negozianti si puliscono il sedere.

    56. chiedi a Guayana

    57. Vi invito a essere rispettosi nei confronti degli altri commentatori. Grazie.

    58. per “Palermo”
      addiopizzo ha fatto, tra le altre, una cosa molto semplice. ha fatto una lista di immprenditori che dichiara di non pagare il pizzo.
      La lista è di circa 430 commercianti attualmente.
      Chiunque, consapevolmente, può decidere di fare i propri acquisti in questi negozi sapendo così che non contribuirà a finanziare la mafia.
      Si chiama consumo critico contro il pizzo.
      Sulla base di questo consumo critico addiopizzo entra nelle scuole, va per le strade e fa molto altro.
      Avrei il piacere di incontrarti in occasione della fiera del consumo critico che si terrà al giardino inglese dal 28 al 30 maggio e sono sicuro che riusciremo a parlare serenamente dell’attività del comitato in assoluto relax.
      Io sarò un consumatore critico e parteciperò ad una festa. Mi auguro che anche tu riesca ad apprezzare un momento di partecipazione “positivo” in questa nostra terra sempre tanto martoriata.

    59. > Si chiama consumo critico
      > contro il pizzo.

      No, si chiama pizzo nel pizzo, perche’ non solo gli bruciano il negozio ma non riuscirranno manco a vendere, con questa politica delle iscrizioni.
      Chi paga il pizzo e’ costretto.
      Chi non paga il pizzo non ha bisogno o ha le spalle gia’ coperte.
      Non credere che a Palermo ci sono solo 430 commercianti…
      E soprattutto non credere che a Palermo a tutte le DECINE DI MIGLIAIA di commercianti chiedano il pizzo.
      Il commerciante al quale non chiedono il pizzo non ci mette nulla a iscriversi nella lista, ma, di fatto, non passa e non conta.
      Togliete Guaiana e la Focacceria S.Francesco: chi rimane?
      4 gatti?
      Servono FATTI, non adesioni.

    60. @ Palermo

      Forse non te ne accorgi,ma hai l’atteggiamento tipico del palermitano-pessimista tipico di una volta(forse ancora di oggi) che non riconosce i grandi passi che sono stati fatti in una città difficile come Palermo.
      Sei la persona tipica che non propone niente di niente,salvo criticare perchè “sunnu tutti fissarie,futtitinni”!
      Ti propongo una cosa,fai un giro fuori Italia,fatti tre anni di lavoro all’estero,apri la tua mentalità,e quando hai voglia di tornare a Palermo con nuove idee come sto facendo io,ne potremo riparlare.
      A vita è bella e a Palermu u nnu sapiemu!!
      Saluti

    61. Alessandro e’ proprio perche’ viaggio di continuo che reputo questo clima completamente fuori da tutti gli schemi esistenti e visti finora.
      Le gente che lotta lo fa con gli striscioni “io sono contro la mafia” e con gli articoli copia-incolla sui blog che vengono visti da 10 persone al giorno.
      In Nigeria forse lo Stato e’ piu’ presente che qui da noi, specie a Palermo dove lo Stato proprio non esiste.
      Se siete DAVVERO convinti che la mafia si stia per estinguere perche’ non ci sono piu’ ammazzatine per strada e la gente si iscrive ad Addiopizzo… beh…

    62. @ Palermo

      Appunto,tu VIAGGI di continuo,prova a risiedere in un posto per un pò di tempo e,con le dovute proporzioni,ti accorgerai che tutto il mondo è paese.
      I “comitati d’affare” esistono dappertutto,solo che noi siciliani siamo convinti che certi atteggiamenti esistano solo da noi.
      Due cose sono necesarie per debellare la mafia:
      -staccare i contatti tra mafia e politica
      -confisca dei beni.
      A quel punto i mafiosi diventano criminali come tutti gli altri.
      Hai seguito la storia del “comitato d’affari” a Firenze per la storia della scuola dei Marescialli?
      E quello che c’era stato a settembre sempre al comune di Firenze?
      Decidevano a chi assegnare i lavori,quando e come dicevano loro.
      Bene,in quel caso non eravamo nè a Palermo nè a Catania,segno che l’atteggiamento mafioso non ha latitudine.

    63. @palermo, secondo me ormai ti stai avvitando su te stesso.
      se ho capito bene i tuoi commenti, alquanto contorti devo dire, ci vorrebbe l’intervento e la presenza dello STATO, e non le minc…te di addiopizzo.
      vorrei però farti presente che la mafia prolifera proprio dove lo stato latita.
      e allora come la mettiamo?
      aspettiamo questa mamma stato, o cominciamo ad agire?
      addiopizzo, con tutte le critiche che gli puoi muovere, ha agito!
      ha sicuramente avuto successi il suo operato, e avrà avuto insuccessi.
      intanto ha aggregato, svegliato, agito.
      l’alternativa è l’ignavia.
      cosa faresti tu non te lo chiedo più, credo di averlo capito.

    64. Alessandro, hai poche idee e MOLTO confuse. Dei bigotti presenti qui dentro sei quello che vale meno la pena di leggere.
      Prima mi dici “Ti propongo una cosa,fai un giro fuori Italia,fatti tre anni di lavoro all’estero”
      Poi, visto che lo faccio gia’ mi dici “Appunto,tu VIAGGI di continuo,prova a risiedere in un posto per un pò di tempo”
      Ma ti rendi conto che non sai manco che giorno e’ oggi? Ma siete tutti cosi’ voi giovani oggi?

      @stalker
      Coi PIRITI non si lotta contro il pizzo e la mafia, e voi fate solo i piriti e ve ne vantate pure.
      Come ti ho gia’ detto, siete come i bambini di 5 anni che scrivono a Babbo Natale chiedendo di risolvere il problema della fame nel mondo, e a detta loro hanno fatto la loro parte e si sentono orgogliosi.
      Ora, se davvero vuoi risolvere il problema del pizzo con 2 adesivi e una “confessione” pilotata (perche’ e’ LAMPANTE che lo e’) mentre fate chiudere i poveri imprenditori gia’ straziati dal pizzo (QUELLO VERO) con le scavatrici bruciate e i punti vendita dati alle fiamme estromettendoli pure da Confindustria beh… forse la vera mafia siete voi. Pensateci bene.
      E aspetto ancora una risposta (che so che non verra’ MAI DATA perche’ NON C’E’): in che maniera Addiopizzo aiuta i negozianti CHE PRIMA PAGAVANO IL PIZZO e da quando si sono iscritti hanno subito attentati, incendi e distruzioni?
      Se non sai rispondere smettila di girarti su te stesso, e non rispondere a “specchio riflesso” come i bambini di 5 anni di cui sopra.
      Ora da te mi aspetto in risposta una delle cagate che scrivete sui giornali (copincollate), oppure che mi avvito su me stesso e non so piu’ cosa dire, o che devo dare IO una risposta al pizzo perche’ voi gia’ fate qualcosa (i piriti di cui sopra e che a detta tua sono molto efficaci).
      Per me argomento concluso, visto che non sei assolutamente in grado di argomentare.
      E mi raccomando grida forte “io odio la mafia”. Questo e’ l’importante.
      @Moderatore che mi legge
      Non preoccuparti: come avrai capito pure tu… cchiu scuru ‘i menzannuotti un po’ fari.

    65. @palermo, sarà per follia ho cercato un dialogo con TE rispettandoti, o forse per cercare di capire cosa si cela dietro persone come te che in fondo sei rappresentativo di un certo modo di pensare, tu mi rispondi VOI bambini di 5 anni e volendo o no mi insulti, fosse solo il fatto che non riesci ad ascoltare e dialogare.
      mi arrendo, tempo sprecato.
      sei un disco rotto.

    66. @ Palermo
      Non sono giovane come credi tu,se non vuoi leggere i miei post non so che farci,non è compito della mia vita cambiare le teste delle persone,ognuno può pure decidere di fare quello che vuole nella vita.
      Cu nasci cucuzza………
      Salutamu e mi raccomando…….rimani nel tuo brodo

    67. ragazzi, mi scuso per il mio impeto in alcune mie risposte, io sono una perosna molto aperta e rispettosa dell’ altro, ma davanti a tali parole, dopo aver provato a discutere, c’è solo da ignorare…
      mi pare inutile controbattere ogni singola parola di Palermo…è davvero sterile..
      alla fine credo che chi sta meglio, chi vive meglio, non è che la pensa in questo modo…ma chi rende la sua vita utile dandosi da fare..
      ogni testa è tribunale…

    68. Allora, la risposta alla domanda che vi ho posto e che tutti aspettano qual e’?
      Nessuno e’ in grado di darla?
      Ridicoli.

    69. La politica di Mr.”Palermo” è chiara: non so che fare, non faccio niente, non tocca a me fare qualcosa. Voi fate, ma è talmente poco che son più bravo io che non faccio niente.
      Caro Palermo, tra un mesetto torno in città, se hai voglia di far qualcosa (progetti a lungo termine però, attento!), sei ufficialmente invitato nel mio gruppo scout: ti spiegheremo come fare “educazione attiva e concreta” possa cambiare il futuro di un popolo che per anni ha vissuto come sei abituato a far tu. Inoltre, se non dovesse bastare, ti porterò esempi concreti di “persone salvate” da un futuro precedentemente segnato (vuoi per l’ambiente di nascita, vuoi per cultura, vuoi per tanti altri fattori…): insomma, esempi concreti e LAMPANTI (giusto per usare i tuoi termini) di come un cambiamento sia possibile, esiste ed è semplicemente un obiettivo da perseguire più che un miracolo da vedersi calato dall’alto.
      E’ il secondo invito concreto che ricevi, il primo è quello Roberto che hai elegantemente schivato nelle discussioni. Ignorerai anche il mio?
      Ciao e buona giornata,
      Emanuele
      PS: e rispondimi solo se sei interessato all’invito, non ho intenzione di discutere ulteriormente qui qualcosa che, palesemente, ci porta in direzioni opposte: si è già parlato abbastanza, ora rimbocchiamoci le mani. 😉

    70. L’invito ad andare ad una festa in “onore” di Addiopizzo?
      Scherzi?
      Ho gia’ risposto a Roberto: il “consumo critico” e’ un pizzo nel pizzo.
      Un commerciante che non paga il pizzo (perche’ non ne ha mai avuto bisogno) non ci mette niente a iscriversi a questa pagliacciata aderendo a “consumo critico” (non ha niente da perdere, anzi), partecipando all’iniziativa e vendendo piu’ di uno che e’ vessato dal pizzo, con il locale pluribruciato e pieno di debiti e che NON PUO’ NON PAGARE il pizzo perche’ altrimenti gli bruciano tutto mentre voi siete a gozzivigliare a questa festa vantandovi di proteggere i commercianti incitandoli a non pagare il pizzo.
      Secondo te chi dei due trae giovamento?
      Vedi come non vuoi capire?
      Te lo spiego in parole semplici: chi non paga il pizzo non lo ha mai pagato perche’ non glielo hanno mai chiesto.
      Non puo’ andare in giro vantandosene e una organizzazione (la vostra) non puo’ metterla in quel posto a chi e’ costretto a pagarlo perche’ nessuno lo protegge.
      Ora e’ piu’ chiaro?
      Altrimenti armatevi di ronde 24h/7g e piantonate i negozi, lasciando a casa gli adesivi e le feste: solo allora verro’ a darvi una mano, aggratise.
      E il mangiare me lo porto da casa.

    71. E riguardo il mio invito? Per i negozi non possiamo far nulla (per come la vedi tu), ma per le nuove generazioni, si può far qualcosa? Sono qui ad ascoltarti, mi farebbe piacere poterti mostrare concretezza più che parole su un blog.
      Ciao,
      Emanuele

    72. (ovviamente la mia è una domanda retorica, a questo so rispondermi/ti/vi con sicurezza, però son curioso di sapere come la pensi in tal senso…).
      Ciao,
      Emanuele

    73. Emanuele, tu credi sul serio che una educazione “antimafia” oggi serva a qualcosa?
      Io credo che al massimo serva una educazione “anti-maleducazione” perche’ non c’e’ nessuno che ti costringa a essere maleducato e trattare Palermo come un immondezzaio, per esempio.
      Che informazione puoi dare alla gente che non ha mai visto un morto ammazzato? Puoi educarli?
      A cosa? A non pagare il pizzo?
      Non e’ che il pizzo si paga perche’ e’ una “devianza”, una abitudine, un vizio.
      Uno paga il pizzo perche’ e’ costretto, capisci? COSTRETTO, altrimenti non mangia.
      Non e’ che se oggi tu vai in giro a professare il verbo allora domani la gente che apre un negozio sara’ educata a non cercare il boss per pagargli il pizzo.
      Non e’ il negoziante che cerca il pizzo, e’ il pizzo che cerca il negoziante e nessuno protegge quest’ultimo.
      Oggi vedo bambini di 12-14 anni andare all’albero come ogni anno con gli striscioni “noi di qua, noi di la’”.
      Poi se gli domandano cosa faceva Giovanni Falcone non sanno manco rispondere. Una marea di frasi retoriche ma la verita’ e’ che Falcone e’ morto.
      Ammatula “Le loro idee cammineranno sulle nostre gambe”…
      Se a questa gente gli chiedi chi era Boris Giuliano lo scambiano per uno di Amici.
      Sai, paradossalmente (rispetto a quello che scrivo) se si facesse qualcosa per educare i giovani a combattere la NUOVA MAFIA ITALIANA forse sarei il primo a scendere in strada, prima di finire come in Grecia o come in Argentina.
      La mafia palermitana non esiste piu’, mettiamocelo in testa.
      Oggi ne abbiamo una piu’ grande e piu’ potente, ed e’ quella che (fra le tante cose) permette che a Palermo ci sia ancora il pizzo pur facendo finta che non esiste piu’ o che lo sta lottando.
      Ed e’ quella che vi sta educando ad occuparvi delle cazzate piuttosto di vedere cosa stanno combinando col nostro futuro.

    74. Sono d’accordo sul fatto che non è il negoziante a cercare dove pagare il pizzo ma viceversa. Questo è fuori ombra di dubbio. Però c’è anche tanta gente che sentendosi “sola”, per paura, si abbandona alle richieste. Sai, a volte una mano amica può valere molto più di supporti economici e quant’altro. Sottovaluti tantissimo quest’aspetto tu (e tornerai a dirmi che non val nulla, già lo so) ma nella vita te ne sarai reso conto anche tu nelle piccole cose: quante volte una pacca sulla spalla ti ha incoraggiato in un momento difficile? E capisco che la pacca in se non porti il piatto in tavola, ma può dare la forza e il coraggio per AFFRONTARE. Non mi dilungo perché ti reputo abbastanza intelligente da comprendere dove finisca questo discorso.
      Riguardo l’educazione, per l’appunto, non si educa *strettamente* verso l’antimafia, piuttosto verso una cultura del rispetto del prossimo, dell’inseguimento di sani ideali, del lavoro come mezzo di gratificazione personale rispetto al guadagno facile. Sono aspetti che tu definirai teorici che però sono importantissimi: la futura società un giorno dovrà decidere tra posto di lavoro impegnativo e “guarda, se facciamo così, in quattro e quattro otto ce ne usciamo e viviamo comodi…”. E’ li che ciò che si semina oggi verrà fuori. E credimi che questa cosa esce fuori, lo vedo su tanti ragazzi che in questi anni ho visto crescere e prendere scelte difficili e coraggiose.
      Non so realmente in che ambiente vivi tu, però a Palermo esiste anche quest’aspetto, esistono queste persone.
      Capisco che ci sia tanta ignoranza in giro… e proprio per questo si portano i ragazzi a fare esperienze dirette (e ti sto dicendo esperienze dirette, non racconti dietro i banchi). I ragazzi del mio gruppo incontrano tossicodipendenti, incontrano carcerati, incontrano parenti di vittime di mafia, incontrano politici e associazioni di tutti i tipi. Si creano una MENTALITA’ che darà loro quel substrato utile a coltivare un PROPRIO futuro diverso.
      Queste persone un giorno saranno in tutti i settori della società e non tutte necessariamente ai piani più alti, ma il bello è proprio quello: ovunque sai di poter incontrare persone che hanno certi valori dentro.
      Non saranno 30 milioni di italiani, saranno di meno… ma sicuramente porteranno la loro dose di “buono” nel mondo, nella politica, nell’economia, nell’industria.
      Ecco cosa possiamo fare noi, ecco cosa puoi fare tu visto che hai tanta coscienza del problema Mafia.
      Educare, dal latino “educo”, significa “condurre fuori, liberare”. E’ forse questa la chiave di volta di tutto.
      Non puoi pretendere il cambiamento in trenta secondi, devi costruirlo con una continua testimonianza. Ripeto, se hai voglia di rimboccarti le maniche l’invito è ancora valido, se invece ti piace solo lamentarti su questo blog, è stato un piacere conversare un po’, io continuo a credere in ciò che faccio, tu continua pure a cantare la fine del mondo.
      Ciao,
      Emanuele
      PS: se ti serve il mio indirizzo e-mail fammi sapere che ti dico dove trovarlo.

    75. @Palermo
      non facendo nulla come sostieni tu, i pentiti arrivano a dichiarare che addiopizzo è una camurria…. questi pentiti saranno stati pagati da addiopizzo?

    76. Palermo ti invito a essere rispettoso nei confronti degli altri commentatori. Non lo rifarò.

    77. @palermo, per te 😀
      http://www.youtube.com/watch?v=yaiH2lGIvVw
      .
      scusate l’OT, ma quando ce vò….

    78. Stalker ti invito a rimanere in tema. Grazie.

    79. Moderatore, questa me la consenti?
      E’ tutto il succo del mio discorso.

      Poi, se anche tu sei colluso, zittiscimi.

      http://palermo.blogsicilia.it/2010/02/racket-a-palermo-incendiato-il-ciros-di-via-emerico-amari/

    80. Palermo il canale corretto per comunicare con me è l’e-mail.

    81. Si Palermo, il succo del tuo discorso è chiaro. Io ti ho mostrato un’altra prospettiva invece, cosa ne pensi?
      Ciao,
      Emanuele

    82. Avevo scritto cosa ne pensavo, ma non hanno pubblicato il mio post visto che sono “osservazione” e la cosa non conveniva a chi gestisce.

      La Mafia, si sa’, e’ dovunque.
      Anche dove si dice si combatterla.

    83. Palermo il tuo commento è stato rimosso perché violava la policy dei commenti. Non esistono commentatori in “osservazione” più di altri. È pseudo-mafioso il comportamento di chi viola le regole e ritiene di essere legittimato dall’essere se stesso a violarle, certo. Rimuoverò ulteriori commenti fuori tema. Saluti.

    84. A lavare la testa all’asino si spreca acqua e sapone.
      “Palermo” incarna in maniera dichiarata e lampante il palermitano medio di trent’anni fa che crede che ancora lo Stato sia un’entità astratta e impalpabile.
      Non si rende conto che lo Stato siamo noi, ma non per frasi fatte o per buttare giu’ parole piene di retorica. Le cose cambiano, lentamente ma cambiano, grazie a questi ragazzi e ragazze che hanno il coraggio di rischiare in prima persona, di denunciare e impegnarsi concretamente.
      Ciascuno di noi è Stato, è cittadino che partecipa alla vita pubblica, ne fa parte e contribuisce alla sua crescita. Chiaro che un concetto del genere, a Palermo, fa sorridere a molti,e per storico e secolare pessimismo, e per uno scetticismo presente nel DNA di noi palermitani.
      Per noi che viaggiamo tra i cinquant’anni d’età, alle scuole elementari le frasi che ho stampate nella memoria erano :” I spiuna muorinu ammazzati..” ” Megghiu latru ca sbirru” ” To patri è sbirru..” e frequentavo una scuola di media borghesia, in un contesto “civile”.
      Oggi, nel 2010, quei ragazzini delle scuole elementari li portano all’albero Falcone, li èducano alla legalità, a rispettare le cose di tutti. Certo un cammino lento, lentissimo, ma come diceva Falcone, un palermitano come noi,la mafia, come tutte le cose umane,prima o poi verrà vinta e finirà. E si vince partendo dall’educazione delle nuove generazioni, insegnando loro i doveri e i diritti, quelli che a molti di noi diventati adolescenti e poi adulti ci propinavamo come favori, dei politici che ti sistemavano per tutta la vita alla Regione, o al Comune e nei posti sicuri. Lì si innestava il meccanismo di “riconoscenza”, di “rispetto”, di quello che oggi chiamano voto di scambio.
      Giusto per chiarezza, chi scrive a vent’anni rifiutava tutti questi salamelecchi, prese i piedi e si andò a costruire la vita fuori Palermo.
      Scusate lo sfogo…

    85. grazie Giuanni e credimi non ci sono solo ragazzi e ragazze ma anche chi come te viaggia tra….e più ..che avrebbe voluto costruirsi una vita fuori ..e che un giorno ha avuto la fortuna d’incontrare ..ragazzi e ragazze…GRANDI DAVVERO!

    86. Solo che “Palermo” continua a parlare ma di incontri simili non vuole farne. Ha ricevuto persino un paio di inviti qui… ma c’è poco da fare, preferisce lamentarsi come una cicala che annuncia l’apocalisse.
      Forse ho già sprecato troppo tempo qui, pensavo si potesse passare dalla discussione all’Azione, ma si vede che non c’è interesse in tal senso… fortuna che da queste parti sembra essere una mosca bianca: da senso agli sforzi compiuti da chi, come me, crede nell’educazione come strumento per portare cambiamento.
      Ciao,
      Emanuele
      PS: non aggiungerò altre parole, rinnovo l’invito per “Palermo” (chiedimi l’email e arriva subito) e scompaio da questo post. Bye.

    87. Ho letto oggi sul giornale di sicilia che Giglio pagava 18 mila euro di pizzo all’anno.
      Lo vedo come pubblicità su Rosalio, che ne dite di toglierlo?
      Almeno come fa Confindustria, che espelle!!!

    88. Anto no perché non pagano più e hanno denunciato e ti invito a rimanere in tema.

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