mercoledì 23 ago
  • Ma che freddo fa

    C’è caldo in questi giorni a Palermo, è dicembre ma il termometro ha superato i 24 gradi Celsius .
    Queste giornate ricordano quelle di una calda primavera, che va verso l’estate.
    Ci si aspetterebbe di vedere per le strade, gente con un abbigliamento adeguato al clima, magari una camicia ed una felpa accompagnata da una giacca leggera.
    Cosa accade, invece? Tu intanto sudi, e sull’autobus sei circondato da gente che sembra appena tornata dal Polo Sud! Si alternano sciarpe, cappelli, piumini e ai loro piedi trovi anche gli immancabili stivali, magari quelli in gomma, per la pioggia. Non si sa mai, metti che gira il vento e ti trovi impreparato!
    Mi chiedo per quale motivo accada tutto questo, esiste qualcosa di profondo che spinge i nostri concittadini a sfoggiare pellicce e piumini d’oca, quando non c’è la reale necessità di farlo?
    Sento caldo solo io?
    Ho ipotizzato un paio di motivi pratici- filosofici che possano giustificare questo fenomeno:

    • Cambio stagione: i palermitani, al primo giorno di freddo, hanno spostato nel loro armadio, quattro stagioni, tutti i vestiti estivi nella parte superiore, per non toccarli più fino a maggio 2011, adesso a disposizione ci sono solo quelli invernali. Ci si contenta di sudare dentro un bel maglione di lana, accompagnato da un bel piumino, pur di non prendere nuovamente la scala, salirci sopra e aprire tutte le buste sottovuoto in cui si sono conservati gli abiti di cotone freschi e leggeri.
    • Punto di non ritorno: ormai è dicembre, abbiamo fatto l’albero, il presepe, appeso Babbo Natale al balcone, cominciato a mangiare “scaccio” e a giocare a carte, possiamo mai camminare in canottiera per la strada? Non sta bene, non si sposa con il clima natalizio. Al calendario non si comanda!
    • L’eleganza invernale: fingiamo di essere in una città di montagna, perché d’ inverno siamo più eleganti, un cappello può darci il fascino che la salsedine tra i capelli ci aveva tolto, un cappotto nero, lungo fino ai piedi, può avvolgerci e tenerci stretti allontanando le grida che abbiamo ascoltato in una spiaggia affollata.

    E voi? Come vi siete vestiti in questi giorni? A quale scuola di pensiero appartenete?

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  • 16 commenti a “Ma che freddo fa”

    1. A tutte e tre le scuole di pensiero 🙂 ma previdentemente il mio guardaroba è più autunnale che invernale…

    2. Abbiamo fatto le stesse valutazioni, ne parlavo in radio proprio stamane secondo me è solo esibizionismo…sono gli stessi che a Maggio, quando ci sono ancora 18/19 gradi metono su le magliette a 1/2 maniche e le canotte al primo sole …Maurizio

    3. io appartengo alla scuola di pensiero di quella che ci va fottuta! nel senso che la mattina scende quasi estiva e la sera torna morta di freddo!!

    4. Concordo con quanto detto da Maurizio! Molto a maggio, anche se c’è ancora fresco, escono in magliettina perché ormai il calendario lo impone, a prescindere se c’è fresco o meno! Personalmente io in questo periodo vado a “cipolla”, ovvero magliettina a maniche corte sotto, sopra una felpa e una giacca leggera antivento. Così se c’è vento mi copro, appena entro in qualche locale, sia esso ufficio, bar o qualcos altro, mi scopro! Teniamo sempre presente che sono giornate tiepide ma ventose, il vento di questi giorni ti frega, senti caldo, sudi, ma il vento ti colpisce e ti ritrovi con un bel raffreddore/tosse/mal di gola in breve tempo!

    5. Anch’io noto quanto esposto e non so capacitarmi del perché alcuni si ostinino a non andar di pari passo col meteo.
      Secondo me vale l’ipotesi del calendario.
      Ovvero ormai è dicembre e non sta bene mettere maglietta e pulloverino leggero.
      Gioca il suo ruolo anche una piccola convinzione preoccupata, che alleggerirsi in inverno, a prescindere dalla botta di caldo improvviso, porti a polmonite certa.
      Un carissimo pediatra amico mio, rimproverava sempre le mamme troppo accorte che in certe giornate di scirocco andavano a visita col bimbo infagottato che manco i piccini svedesi li porti così in gita al circolo Polare Artico.

    6. Forse dimentichi l’estate di san martino,vestiti leggero,magari cammina con il finestrino della macchina aperto,basta una folata di vento freddo no
      “chicchiriddu”…………..e benvenuto raffreddore.

    7. Io appartengo a quella categoria che la mattina prima di vestirsi esce in balcone e controlla che temperatura c’è fuori. Certo però mi è pure capitato di uscire con ciabatte e canottiera e tornare a casa col gelo o viceversa !

    8. Ovvio mettere il nso fuori prima di vestirsi per uscire (oggi niente soprabito, ad esempio, solo abitino smanicato e golf leggero e ad un certo punto ho pure tolto il golfino).
      Gli errori nel vestiario nascono il più delle volte dalla variabilità metereologica: a dicembre non è difficile che nel giro di qualche ora si passi da 27° C a 15° C o viceversa.
      Determinante, comunque, è anche l’abitudine tutta palermitana di andare “a calendario”: siamo a maggio? maniche corte… prima pioggia il 2 settembre? piumino (però smanicato!)… siamo ad ottobre? piumino e maglione… e così via!

    9. dato che è la temperatura a dirci come ci dobbiamo vestire, e dato che alle 6 del mattino il termometro esterno di casa segnava 20°C… pantaloni in cotone, camicia e spolverino leggero, ma domani si cambia musica, a quanto dicono :):)

    10. e quelle che mettono gli stivali ad Agosto come si spiegano? ah sì..è la moda!! 😛

    11. In realtà la gente si veste in base al calendario e non in base al termometro…
      Io appartengo alla scuola di pensiero del termometro!

    12. In questo periodo vanno benissimo il gabardine e le grisaglie, camicie in oxford, twill o piquet. Però, per sarti e camiciai, a Palermo non saprei proprio; un tempo c’era un grande maestro, La Parola, che purtroppo non ha lasciato allievi alla sua altezza. Anche Napoli, che ha avuto una scuola sartoriale di grande rilievo, è al momento sopravvalutata. Ne sono un esempio le giacche di Berlusconi. Da scartare pure Milano, che fa troppo Tronchetti Provera/Moratti. A Roma posso segnalarvi qualche indirizzo di sicura affidabilità, anche per le scarpe su misura ( bellissime, con questo tempo, quelle di camoscio – ma se siete di bellezza non comune potete osare le “Clarks” su tutto – ). A vostra disposizione quindi. A patto che possiate permettervi di non chiedere i prezzi.

    13. Lagnusia, ..trattasi di sana e genuina lagnusia. Riprendere i vestiti estivi.. ..noo troppa fatica..!

    14. io sono della scuola di pensiero che …
      benedetti stì post scritti con l’anima, parlano di Palermo, del momento.
      Ebbasta tatticismi, i post scritti e riveduti per giorni, basta ai commentatori “sgarbiani”, basta all’ipocrisia.
      In buona sostanza …….. Rosalio torni ad essere la voce di Palermo ( tutta).
      Serena fra gli autori per esempio nn sarebbe male.
      per finire ed entrare in OT, Serè …. bello il post ma si racchiude in due parole qui da noi.
      “Chistu è tiempu rì mali vistuti”.
      qualunque scelta tu faccia ………
      è quella sbagliata.
      😉

    15. Quando in una cittá non arriva mai a 0º non si puó parlare di freddo. Una camicia, un jeans e la giacca vanno bene. A limite uns sciarpa al collo se c’è un pó di vento.

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