martedì 19 set
  • Berlusconi, Lombardo e i siciliani

    Qualche giorno fa riflettevo sulla nota storiella che Berlusconi ha raccontato a Lombardo, quella del Giuda siciliano. Non riuscivo a capire che avesse Lombardo da riderci su, poi ho capito. Il cavaliere ha ragione, la Sicilia gli porta sfiga.
    Il numero di siciliani che hanno creato imbarazzi al premier è impressionante. Basti ricordare, senza scendere nei noti particolari: Dell’Utri, Mangano, Sindona, Spatuzza, Ciancimino, Fede, Micciché, Ingroia.
    Non ultimi la Bongiorno, che lo accusa pubblicamente di calpestare la dignità delle donne; Angelino Alfano, che non riesce a fare approvare una legge che gli dia l’immunità totale e, inoltre, viene anche indicato come suo probabile successore; infine la stessa Ruby, di origini marocchine ma cresciuta a Letojanni.

    Perché Lombardo ridesse non mi è dato saperlo, magari pensava ad un’altra storiella. Qualcosa del tipo:

    Dio, a seguito delle lamentele dei vescovi e dell’Avvenire su Berlusconi, decide di farlo chiamare.

    Dio: «Pietro, chiama Berlusconi, devo parlargli. Hai il numero?».
    Pietro: «Sì, me l’ha dato Sant’Oro».
    Pietro dunque, chiama il Cavaliere: «Silvio, il principale vuole parlarti».
    Silvio: «Digli che sono impedito, devo inaugurare un nuovo BungaLove a Villa Certosa. Vi mando la Santa ‘Nché».
    Pietro: «No grazie. Non ci sono Santa ‘Nché che tengano, Lui vuol parlare proprio con te».
    Silvio: «E vabbe’…il tempo di passare al trucco-parrucco e salgo…».

    Così Silvio si ritrova davanti al Padre celeste.

    Silvio: «Uééé Papi, che volevi dirmi?».
    Dio: «Figliolo…così non può continuare. Sempre con le prostitute…tutti quei processi…quei ladroni».
    Silvio, che cominciava a sudare: «Beh, ma anche tuo figlio Gesù frequentava le prostitute».
    Dio: «Sì, ma per redimerle, non per farci sesso».
    Silvio, sempre più rosso: «Beh, ma anche tuo figlio fu condannato dai magistrati».
    Dio: «Sì, ma lui non mi chiese l’immunità, si fece giudicare.
    Silvio, a quel punto ansimante: «Beh, ma anche tuo figlio…».
    Silvio non finì di parlare che Dio agitandosi l’interruppe: «Vabbe’ ho capito…adesso molla la gamba, rialzati i pantaloni e vattene, che ho da fare. Ho Lombardo fuori che aspetta, per una discussione di trenta euro».

    Ospiti
  • 15 commenti a “Berlusconi, Lombardo e i siciliani”

    1. La storiella te la potevi risparmiare, è oscena!

    2. :-S

    3. Non fa ridere.
      L’unico significato che le si può attribuire è che è emblematica della cretinaggine del berlusconismo, e se l’inventore del berlusconismo cretino diventa talmente potente c’è da riflettere sulle condizioni intellettuali del popolo itagliano.
      Per la precisione: berluscoso senza i siciliani oggi, probabilmente, farebbe il piccolo impiegato di una piccola banca, come suo padre prima del… “cambio di rotta”…

    4. @Gigi:
      in Italia oggi i cretini sono due: il berlusconiano e l’antiberlusconiano.
      E’ triste che oggi in Italia non si parli altro che ad attaccare/difendere Berlusconi.
      Personalmente ho trovato davvero sconcertante tutta la vicenda di Ruby: per punire un reato se ne sono commessi altri, per punire un abuso se ne sono commessi altri. Che Italia è questa?

    5. non esageriamo.
      io trovo che ci sono piu’ cretini nella coalizione di SX,per la scelta di campo che continua a fare,cioe’ attaccare Berlusconi nei suoi vizietti,(vizietti che poi stanno nei sogni di almeno la meta’ degli italiani).
      Conclusione:pare che stiamo a bocce ferme.
      Ci sarebbero mille motivi per attaccare il Governo
      per le innumerevoli situazioni di difficolta’ in cui si trovano ad operare quasi tutti coloro che devono dare un servizio(vedi la paralisi dei bulldozer all’Amia di Palermo,proprio in questi giorni,pare che non riescano a fare nemmeno la manutenzione dei mezzi).

    6. Non ho capito se siamo d’accordo, sulla stessa lunghezza d’onda, o se mi sono spiegato male… ma stavo dicendo cose simili a quelle scritte da KK e Giorgio.
      Si, i più cretini stanno nella sinistra (ammesso che la gauche caviar possa definirsi sinistra) che rincorre berluscoso nello stesso suo delirio, e per la politica che non fanno, basta ascoltare “walter i care”, tutte le belle frasi retoriche MA CRETINE (per i danni che fanno) che dice ogni volta che apre bocca, lui che è il principale responsabile dell’espulsione delle idee dal parlamento.
      Insomma, volevo dire che berluscoso ha perfidamente, DA SOLO, fatto entrare, trascinato, quasi un intero popolo dentro il suo delirio, un po’ come Sarkozy riesce a fare entrare i suoi interlocutori dentro il suo cinema. Non per niente entrambi si disputano il ruolo di maestro l’uno dell’altro.
      Pero’, il delirio di berluscoso, purtroppo, è diventato la realtà del similpaeseitalia; il cinema di Sarkozy per la fortuna dei francesi riesce a condizionare solo una minoranza.

    7. Ebbene sì… avete perfettamente ragione:
      è oscena, come la realtà;
      non fa ridere perchè a parte forse una facile, rubo la parola, oscenità, rispecchia la situazione di un paese che dovrebbe essere di esempio per gli altri;
      sono cretino e me ne onoro, come mi onoro di essere coglione e tante altre cose dal duce mal riuscito inventate;

      Ma vi do una mano e dico anche:
      sono ancora più cretino perché penso che nel paese (non azienda) Italia, al momento, il discorso DX – SX dovrebbe essere messo momentaneamente da parte. Restituire dignità al paese non è di DX né di SX, è una priorità per tutti.

      Chi non riusce a capire questo… o è veramente cretino o non è veramente di Dx e neanche di Sx.

    8. La tristezza italica è che non c’è alcuna alternativa politica alla destra. Ed è triste non avere almeno la possibilità di scegliere.
      Consiglio la lettura di:
      http://www.thefrontpage.it/2011/01/24/cari-compagni-per-il-nostro-bene-fermatevi/

    9. KK, sicuramente hai visto che uno dei firmatari dell’appello che hai linkato è l’ultimo segretario del PSI (’93-’94), Ottaviano De Turco.
      QUESTO DETTAGLIO SI CHE FA RIDERE.
      A proposito, un passaggio del suddetto appello dice: “Giusto, la corruzione va perseguita. Ma non è l’emergenza delle emergenze. E la corruzione va perseguita, ma non, come fu nel ’92-’94, decapitando una classe politica, o esercitando la pressione della carcerazione preventiva, a volte abusiva. E’ troppo lunga la lista di errori, di vittime, di interferenze nella vita politica dovute a processi mediatici o sbagliati”
      Chissà quanto c’è anche di Del Turco – come autore o suggeritore – in questo passaggio.

    10. Pessima…senti evita, ste barzellette politiche comunista rosicone…

    11. LA 7 ore 20,30 in data 24 gennaio 2010
      Veltroni va da Lilly Gruber e parla,parla,parla…+
      ma non c’e’ nessuno che lo puo’ avvertire che
      “a minestra arriquariata” non piace a nessuno?
      .
      Sempre LA / 7 stessa data ore 21,00
      “L’infedele” si guadagna in diretta
      da S.Berlusconi
      l’appellativo di “postribolo televisivo”
      ed il conduttore
      gli aggettivi:
      spregevole
      turpe
      ripugnante.
      .
      Ma che razza di lavoro stanno facendo a LA /7 ?
      .
      a proposito:
      quando fate le previsioni del tempo,potreste almeno rendere piu’ visibili i caratteri che indicano le temperature?
      Il bianco su verde pallido e’ illegibile.
      vediamo di migliorare il contrasto?

    12. Gigi ti invito a essere rispettoso nei tuoi commenti.
      Giorgio ti invito a rimanere in tema.
      Grazie.

    13. Credo che la barzelletta sia fuori luogo, completamente fuori luogo!
      Alla faccia del “Novello Foscolo”, come si spaccia costui (chi gli ha fatto l’autobiografia, Walt Disney?).
      Non dirò di che “colore” sono, se rosso o nero (va di moda, attribuirsi un colore…) o se sono di dx o sx (anche la posizione ha un suo “must”!) ma semplicemente dirò che con il Berlusconi/Contro-Berlusconi non si va da nessuna parte.
      Forse con il “ignoriamo Berlusconi e Anti-Berlusconi” potremmo rimanere senza argomenti di discussione e di contrasto e, finalmente, sederci attorno a ciò che rimane del nostro paese e, pazientemente, confrontarci per ricostruire sapientemente, come italicamente da storica memoria sappiamo fare, un paese più sano, più robusto, e guardare e fare guardare le future generazioni ad una prospettiva di responsabilità.
      Meditate, gente, meditate…
      “Il Conte di Montecristo del Terzo Millennio”

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