giovedì 19 ott
  • Movimenti dal basso e movimenti dall’alto

    La politica è la principale industria dell’Isola, molti ci campano e molti di più ci vorrebbero campare pronti a saltare sul carro del vincitore di turno oppure a fiutare nuove tendenze da intestarsi. Persino concetti sacri come la legalità o l’impegno antimafia vengono usati strumentalmente per fini elettorali e per costruire carriere politiche. Ciò che altrove (mi riferisco soprattutto all’estero) provocherebbe civile indignazione, da noi, purtroppo, provoca al massimo invidia e così parassiti, incapaci e corrotti sopravvivono grazie al concorso esterno di chi si rassegna a votare sempre il meno peggio. Poi c’è il marketing politico, la costruzione a tavolino del consenso e c’è la straordinaria diffusione delle tecnologie digitali. Gli esempi dall’estero (Tunisia, Egitto, Spagna, Usa ecc.) offrono nuovi spunti e fioccano, in aria di elezioni, i movimenti, visto che la tendenza è bottom-up, dal basso.

    Come riconoscere allora i veri movimenti dal basso da quelli calati dall’alto da politici di professione con l’immancabile supporto di giornali che, invece di raccontare la realtà per com’è, la descrivono per come vorrebbero che fosse, secondo la loro personale e interessata visione del potere?

    1. I veri movimenti non hanno niente a che fare con i politici di professione. Sarebbe una contraddizione: i movimenti nascono normalmente per correggere gli abusi della partitocrazia, non certo per esserne usati.
    2. I movimenti dal basso nascono e crescono parlando innanzitutto dei problemi dei cittadini (qualità della vita urbana, mobilità, ambiente, efficienza dei servizi, decoro urbano ecc.) e di soluzioni possibili, molto meno di candidature e di candidati sotto elezioni.
    3. I movimenti dal basso parlano con cognizione di causa dei problemi e immaginano soluzioni ritenute giuste indipendentemente dal calcolo del ritorno elettorale. E poiché i fatti contano e convincono più delle parole, passano dalle parole ai fatti con azioni e iniziative concrete e utili alla collettività.
    4. I movimenti veri danno fastidio ai politici e ai giornali sovvenzionati dalla legge sull’editoria: diffidare da quelli di plastica pompati dai giornali e seguire tramite la rete quelli che, pur senza pubblicità, crescono e agiscono nel territorio attraverso una effettiva e trasparente partecipazione.
    5. Nei movimenti veri le candidature sono di servizio, quali portavoce di una cittadinanza attiva e sono necessariamente “svantaggiose” in termini personali e comunque a termine: la Politica per i movimenti non è certo un mestiere, ma un impegno temporaneo.

    Impugnare con decisione questa griglia e setacciare con forza: qualcosa di buono resterà!

    Palermo, Sicilia
  • 48 commenti a “Movimenti dal basso e movimenti dall’alto”

    1. Concordo sui punti 2,3,4,5.
      Sul primo punto farei degli opportuni distinguo :il movimento ove fosse presente quale aderente un politico deve avere quel politico in conto come un comune cittadino promotore di quello stesso movimento,senza identificazioni ,leaderismi,individualismi di sorta.A questa condizione ,di dialogo inter pares ,se il poltico si spoglia delle sue vesti partitiche e partecipa con vero abito democratico,disposto al servizio con passi avanti e passi indietro ove necessari,allora a mio avviso anche quel movimento puo’ dirsi dal basso.Se il vero motore del movimento,il cuore e’ nella societa’ civile,quel movimento e’ dal basso.

    2. At Folklorista, se io fossi il promotore o semplicemente un partecipante di un movimento dal basso, non vorrei assolutamente la presenza all’interno di un politico come parte attiva. Il politico non parteciperà mai come semplice cittadino, ma il suo unico scopo sarà quello di captare voti. Senza dubbio i movimenti devono dialogare con i politici, perchè purtroppo sono loro a governarci, ma dialogare a 360° destra sinistra centro. Nel movimento ORA invece c’era solamente un politico e i suoi adepti, non ho visto partecipare altri politici di altri schieramenti. Inoltre questo stesso politico, se non era il solo promotore e se non voleva sfruttare l’occasione per captare voti, non si sarebbe fatto intervistare da la Repubblica, e soprattutto avrebbe scritto due righe di rettifica quando veniva citato come promotore del movimento ORA…ma ogni mezza verità fa sempre comodo… I movimenti cittadini sono una cosa, la politica è ben altra cosa. E’ ORA di dirlo, apriamoci gli occhi….. ps sono un elettore di IDV.

    3. <>

      Penso non ci sia altro da aggiungere.

    4. “non vorrei assolutamente la presenza all’interno di un politico come parte attiva. Il politico non parteciperà mai come semplice cittadino, ma il suo unico scopo sarà quello di captare voti. ”

      Ho quotato questa parte.

    5. Sbaglio o nel movimento Palermo Più rientrano i famosi comitati di viale delle Alpi che ci hanno fatto spendere un bordello di soldi??

    6. Antony….Palermo Più soldi spende 🙂

    7. Che dire…L’articolo di Donato Didonna è da fare girare ovunque,soprattutto tra quelli che continuano ad “abusare” dei termini società civile e movimenti dal basso. Un movimento dal basso, nasce proprio perchè dei politici ne ha fin sopra i capelli, di tutti i politici indistintamente!

    8. E che dire di quelle persone che creano “movimenti” solo perchè hanno tentato di entrare in politica in qualsiasi modo e non c’è riuscito?
      Tutto questo sentimento anti-politico non farà altro che indebolire ulteriormente il nostro paese.
      Ben venga il politico che si butta fra la gente, accoglie le critiche e le proposte e cerca di far meglio!

    9. Ottimo vademecum! Aggiungerei che i veri movimenti non hanno niente a che fare con i comici di professione. 😛
      Vogliamo fare qualche nome di movimento “inquinato”?

    10. Origines, su rosalio ho visto politici buttarsi fra la gente scrivendo quattro righe piene di ipocrisia senza neppure degnarsi di rispondere alle semplici domande poste dalle persone da cui “pretendere” il voto.

      Politici non ce ne sono, politicanti si!

    11. Il problema dell’italia debole è proprio la politica…se tieni conto che dobbiamo pagare mensilmente uno stipendio di circa 20000 euro a circa 900 tra deputati e senatori, e localmente altri 15000 euro a 90 deputati regionali 3000 euro a circa 50 consiglieri comunali, circa 1200 euro ai consiglieri di circoscrizione che saranno un 100 a palermo..Quanto ci costa la politica? Soldi che potrebbero essere spesi per industrializzare il paese, soldi che potevano essere usati per creare infrastrutture…un esempio stupido….Seppur io sia contrario al ponte sullo stretto e tralasciando considerazioni sul fatto che esiste una società stretto di messina dal 1981 con dipendenti e presidenti (pagati da noi per non fare nulla), in altre realtà internazionali questo ponte sarebbe stato fatto da decenni in Italia non è stato possibile perchè mancano i soldi per realizzare queste tipologie di opere. In America, Cina, Giappone, Inghilterra, Germania, Taiwan etc etc annualmente vengono spesi milioni per la costruzione di infrastrutture, perché in Italia non si fa lo stesso?

    12. Tony, ORA lo facciamo… dacci tempo 😉

    13. Tony, ti riferisci al Movimento Sociale Italiano? 🙂

    14. Donato mi riferisco a un altro buffone! 😀

    15. eheehehe siino ma non confondiamo i comici di professione con gli attivisti di un movimento che lavora…(poi ovviamente è facile giudicare dall’esterno senza conoscere, ma mi fermo proprio per evitare inutili diatribe sull’argomento, visto che il tuo pensiero è ormai noto) 😉

    16. Mi sembra un ottimo inizio,i pro e i contro piu’ topici sono stati piu’ o meno adeguatamente ed opportunamente espressi.
      I “topici” contra sono:
      1 )no ai politici nei movimenti dal basso
      2)no ai comici (come sopra) 🙂
      3)necessita’ di dialogo a 360 gradi
      4)le critiche rivolte a determinati fatti e prese di posizione storiche di alcuni sia individualmente che in associazione.
      Andiamo per ordine.
      1) V’e’ in questo atteggiamento un doppio male:la pretesa purista e la sottintesa diversita’ ontologica tra cittadino e politico.Ebbene la prima e’ quasi irrealizzabile ,a meno di organizae vagoni interi di deportati ex politicamente impegnati in qualsiasi tempo e modo (per coerenza all’assunto).LA seconda semplicemnete perche’ la differenza ontologica presunta non esiste.Il cittadino E’ il politico.
      Tra l’altro questa posizione contraddice profondamente la teoria del dialogo a 360 gradi.
      2)I comici : Aristotele risponde con il suo saggio sul riso .Ricordate il filo conduttore del “Nome della rosa ” ? Il riso,l’ironia sono le piu’ grandi forze rivoluzionarie della storia .Spesso infatti su esse si esercita la censura dei regimi totalitari. 🙂
      3)A questa rispettabilissima tesi io non dico un no apriori,ma un NO che trova ragioni meramente STORICHE.Io non posso dialogare con gli artefici del collasso politico amministrativo degli ultimi 15 anni, in Italia e in Sicilia come a Palermo.
      Potrei accogliere nel progetto a braccia aperte chi “dal basso” e con lealta’aiuta a compiere una chiarificazione del programma e del suo raggiungimento/adeguamento alla realta’ palermitana.Comunque il dialogo sara’ sempre fatto salvo in sede di dialettica politica.QUESTA E’ VENUTA AMANCARE NEGLI ULTIMI ANNI SOSTITUITAcon uno sistema di scontro muro/muro.
      4) e’ la posizione di chi fa le pulci alla storia e alla credibilita’ di ognuno.Ebbene se questa si tratta di critica a un comportamento immorale o antisociale o palesmente illegale e’ da accettare in toto.Altro significato assume invece la semplice differenza legittima di vedute nell’affrontare un determinato problema o una soluzione tecnica.

      UN’ULTIMA COSA:il tema del post e’ generale.COMUNQUE a me fa piacere che si parli E SI INIZI A masticar qualcosa di PAlermo ORA o d PEr PAlermo e’ ora o di PAlermo PIU’.

      Tuci:io NON voto IDV .
      IO SONO SOCIETA’ CIVILE.
      TErmine sul quale ,non per me ,ma comprendo bene il perche’,occorre fare delle opportune riflessioni e chiarificazioni di significato.MA queste le lascio a dopo,penso che nello sviluppo di questo post ci sara’ senz’altro occasione.
      GRAzie
      Saluti

    17. @Giuseppe Tucci,
      la parola “adepti” è offensiva per qualsiasi persona abbia speso anche un solo minuto della propria vita nel condividere o spendere una parola nei confronti del movimento (basso,medio,alto…fate un pò come vi pare!) con la propria PROPOSTA e, quindi, secondo il proprio desiderio riferito “alla Palermo che vorrei”!!!
      Secondo io, al contrario, premetto che sono sempre stato un elettore di centrodestra e devo dire che non mi ha dato nessun disturbo vedere un solo politico…basta andare lì parlare confrontarsi e vedere le sue ragioni in termini di presenza e di impegno!!!
      A questo aggiungo che, non me ne vergogno anzi ne sono fiero, ho la fortuna di avere amici/amiche politici…(di svariate coalizioni) che SEMPRE sono per strada, ciò che il 90% dei colleghi non fa…
      A questo punto perché puntare il dito sul “PARTITO DEL FARE???”…PERCHE’ NON ACCUSARE E DENUNCIARE CHI NON MUOVE UN DITO DA DECENNI????

      LA REALTA’ E’ CHE NEL PALERMITANO “L’OCCHIO DESTRO NON PUO’ VEDERE QUELLO SINISTRO” CERCHIAMO DI ESSERE UNITI INVECE E SE SI HANNO PERPLESSITA’ SOSPETTI CHE CI SI CONFRONTI CON APPUNTAMENTI INCONTRI….SE NO SONO SOLO COMMENTI E PAROLE CHE “LASCERANNO IL TEMPO CHE TROVANO”…

    18. PS LA PROSSIMA VOLTA CHE A QUALCUNO VENGA IN MENTE DI FAR PARTIRE UN MOVIMENTO MEDIO-ALTO-BASSO PRIMA DI TUTTO CERCHI DI EVITARE DETERMINATE CATEGORIE E DI RICHIEDERE UN CV: POLITICI, PRESIDI, COMICI, SCRITTORI, CANTANTI, “NOTI” PROFESSIONISTI, UOMINI DI CHIESA, ECC….

    19. @Michele:
      Sei sicuro che sia un partito del fare ?
      Rischio di diventare ripetitivo, ma un movimento che si presenta al pubblico “ignorante” come portato da un vento di rinascita e guidato da un personaggio che ha dimostrato negli anni di essere buono solo per i partiti del dire (E nemmeno..), non merita la benchè minima considerazione.

      La sola presenza (unitamente alla panza piena…) non può e non deve bastare.
      E’ offensivo e lesivo della nostra dignità di cittadini, sentire che certa gente facente parte all’attuale consiglio comunale, si riempia la bocca con la parola “FATTI” quando la nostra città muore lentamente nell’immobilismo.

      Chi aveva la possibilità di fare in questi anni, non ha fatto nulla. Che altre possibilità vuoi offrirgli ?

    20. p.s.
      maiuscolo equivale ad urlare.
      Se questa è la tua idea di confronto, parti malissimo…

    21. Rosario, perdonami, ma come ho avuto modo di scrivere…in 5 anni da destra a sinistra ho visto sempre in giro i soliti 5…6 ragazzi a “sbattersi” per le strade dalla mattina alla sera…e avvicinandomi a loro ho sempre costatato che non hanno mai dato false speranze alla gente che hanno incontrato…ma hanno offerto semplicemente e sempre 2 orecchie per, quantomeno, ascoltare tale malessere!
      Per questo, ripeto, da destra a sinistra, risottolineo, non mi sorprende vedere i “soliti” politici, in termini positivi, comunque con la cittadinanza……poi ognuno ha le proprie sensazioni ma nella melma generale io queste mosche bianche le incoraggio ogni volta che le sento le vedo e mi confronto….sono persone “reali” no personaggi mitologici rinchiusi in 4 mura…poi tramite commenti in un blog sicuramente non riesco ad esprimermi in pieno…almeno questa volta non ho urlato dai 😀

    22. concordo pienamente con Di Donna, i movimenti civici hanno o dovrebbero avere funzione diversa, propositivi e di controllo a Palermo e non solo, ma non da ora, il termine “società civile” è stato usato ed abusato per costruire percorsi di carriera politica da ambo gli schieramenti. Basti contare il di consiliature che alcuni consiglieri hanno già collezionato, c’è chi è da 20 anni al consiglio comunale. Ecco cosa dovrebbero fare i movimenti civici, denunciare chi ha fatto del <Consiglio Comunale un "posto fisso".

    23. Sul punto 5 non concordo. Sul resto si. La politica deve essere fatta da persone che vi si dedicano con competenza e il grado di competenza richiesto (specialmente in contesti ampi come quello nazionale o quelli delle grandi aree sia comunali che regionali) presuppone una dedicione totale. non è togliendo credito alla figura del politico che si fa il bene del popolo e si promuove il bene collettivo, ma valorizzando una nuova modalità di espressione politica, in un nuovo paradigma della rappresentatività… che andrebbe costruito con serietà e non con l’approssimazione e la superficialità (spesso voluta) con cui spesso ci si approccia al problema

    24. Tutti possiamo essere utili, ma nessuno deve sentirsi indispensabile, specie in politica. Due mandati possono bastare per servire la società e tornare a svolgere un onesto mestiere di cui vivere. Se vogliamo che ad amministrare la cosa pubblica vadano i migliori, costoro non dovrebbero avere problemi a reinserirsi nel lavoro: avranno ricevuto in più visibilità. Se invece intendiamo la politica come mestiere a vita favoriremo questa gerontocrazia senza lasciar spazio alle giovani generazioni. La politica buona guarda al futuro e il futuro riguarda innanzitutto i più giovani.

    25. Concordo con Michele.
      E poi,come nel mio commento ancora in attesa di moderazione delle 15,25, (sigh! 🙂 ritengo che bisogna chiarire bene cosa si intende per societa’ civile.Se la societa’ civile e’ davvero protagonista di questo cambiamento si vedra’ dalle liste ,dai programmi,dalla gente davvero nuova che in percentuale dovra’ rappresentare almeno il 98 per cento del movimento.
      In caso contrario si tratta di bluff e di maschere e dizioni improprie

    26. Della serie:incassare soldi parlando e promettendo,parlando e promettendo,parlando e promettendo……è un caso che molti politici sono avvocati?

    27. donato, sono argomenti qualunquisti. io credo che i rimedi alla malapolitica non siano nel limitare la professionalità e la carriera in termini quantitativi, ma nello scegliere persone oneste e fortemente motivate dall’amore per il bene. ti assicuro che non passerà molto tempo che coloro che finora hanno militato per il movimento 5 stelle e sono stati eletti faranno fatica a mettersi da parte. se hanno lavorato bene è giusto che continuino anche a vita se è il caso. se hanno fatto male non occorrono 2 legislature, deve potersi prevedere una maggiore partecipazione popolare piuttosto che puntare a limitare la democrazia rappresentativa.

      il tuo teorema crolla. non ci credono nemmeno i grillini eletti. ti immagini Calise come farà quando dovrà “tornare” al lavoro, dopo che avrà bruciato i migliori anni della sua vita senza pensare a costruirsi una carriera.

      l’idea dell’intercambiabilità offende il valore dell’essere umano, è una idea che massacra la meritocrazia, e inibisce la crescita. una idea illiberale.

      come la soluzione al capitalismo di rapina è data da una funzione regolatrice della politica, così la soluzione alla malapolitica va ricercata in una maggiore partecipazione ed in un maggiore potere dei cittadini (occorre regolamentare la partecipazione consentendo perfino la revoca dei mandati attraverso una congrua raccolta di firme tale da sfiduciare il politico di turno (congrua, però, onde evitare l’ostruzionismo lobbista).

      purtroppo aveva ragione grillo tanti anni fa, in tempi non sospetti, nel 93, quando temeva la salita al potere da parte della gente comune. ma anche in quel caso lo diceva solo per convenienza. come ogni cosa che dice (o che gli fanno dire)

    28. http://www.youtube.com/watch?v=U6lS5lKgH3k

      ora so già che qualcuno mi dirà che è facile estrapolare una frase da un contesto. bene, guardatevelo tutto e vedrete che il senso non cambia, anzi… a un certyo punto auspica la salita di Berlusconi e fa la sua esplicita dichiarazione di voto in suo favore. http://www.youtube.com/watch?v=rzEhAvFdMgs

      ecco il video integrale, senza stralci.
      http://www.youtube.com/watch?v=HXCxrUtyhh0
      http://www.youtube.com/watch?v=SjHJ6fZdeZ0

    29. penso che i movimenti dal basso saranno bloccati dalla legge bavaglio:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011

    30. MAssimo
      mi spiace ,
      apprezzo la Tua capacita’ e la consueta sensatezza e garbo dei tuoi interventi ,ma dissento profondamente :un politico non puo’ MAI esserlo di professione.Il mio ideale e’ SAn MArino dove a turno per brevi periodi di qualche anno due cittadini quasi oserei dire per sorte ricoprono la carica di capi del governo(anche se ovviamente c’e’ un indirizzo nella scelta) sanno benissimo che il loro compito per quell’anno sara’ servire lo stato e farlo con dedizione e orgoglio e decoro.
      La politica come servizio e’ questo.Non si scappa.Il politico non epuo’ mai essere ‘ lo stipendiato delle masse politicamente imberbi .
      Questo e’puro paternalismo e gerontocrazia.

    31. “tornare al lavoro dopo aver bruciato gli anni etc etc ” se la pensi cosi’ non ti impegnare MAi in politica.
      L’intercambiabilita’ e’ la massima espressione di democrazia

    32. ..e comunque trovo che tu dici cose molto opportune e vere e soprattutto belle riguardo al senso delal partecipazione.E Se credi davvero nella bellezza delle cose che scrivi non dovresti avere difficolta’ ad ammettere la possisbilita’ che cio’ si realizzi con quelle modalita’ non individualistiche

    33. se volessimo raggruppare gli argomenti contra sono i seguenti :
      a- no ai politici nei movimenti dal basso
      b-no ai comici
      c – necessita’ di dialogo su tutti i fronti
      d -le critiche rivolte a determinati fatti e prese di posizione storiche di alcuni sia individualmente che in associazione.

      Queste sono le obiezioni di :Giuseppe Tucci,Toni Siino,di nuovo Giuseppe e un po’ Michele,Anthony.
      Ma andiamo per ordine:

    34. la realtà di un paese come l’Italia è ben più complessa di quella di San Marino. come i paralleli fra l’Italia e L’Islanda. Io ritengo che sia la logica individualista il problema, e che tale problema non abbia necessaria correlazione con la politica di professione. occorre un nuovo paradigma politico, non più individualista e competitivo, ma comunitario e cooperativo. un politico “professionista” può essere espresso anche dal secondo paradigma, quello cooperativo. ciò che oggi infatti contestiamo e come viene svolta una determinata funzione, in relazione ad un paradigma politico superato (come quello economico).

      Il mio auspicio è che una nuova classe dirigente possa nascere e mettersi al servizio di una nuova idea della politica. dove per nuova intendo MAI attuata finora.

      in questo senso io intendo la carriera e la competenza. intesa in senso specialistico. e per giungere a questo risultato occorre necessariamente che l’auspicato nuovo paradigma possa garantire risultati nella direzione di rendere più efficace il controllo del popolo sui suoi amministratori.

      la tua conclusione, che uno con idee simili alle mie è meglio che non si candidi sarebbe giustissima nell’ambito della politica comunemente intesa, quella attuale. ma in una ottica nuova, che sia il risultato di un processo di rinnovamento dal basso occorre che intanto il “basso” sia in grado di conquistare consenso e di esprimere una nuova idea della politica, a cominciare da come si organizza la cosiddetta “società civile”. cosa attualmente molto utopistica.

      ma non ci sono soluzioni diverse a questo unico problema. ce n’è una sola. i surrogati non servono ad altro che a rendere faticoso il processo di rinnovamento.

      PS: ti ringrazio per il rispettoso dialogo.

    35. perdonate gli orrori di ortografia (soprattutto quell’è senza accento)

    36. Ho letto con attenzione i punti proposti da Donato, e vorrei proporre qualche riflessione su di essi.
      1) I movimenti, a mio parere, nascono per individuare e puntare su nuovi politici, che devono esserlo di professione per non rimanere attaccati ad interessi di parti o lobby ( vedi la rivolta degli avvocati quando si parlò di liberalizzare le professioni). Inoltre, la nostra Costituzione prevede ancora che siano i partiti gli strumenti per avvicinare i cittadini alla politica, ed allora io credo che la frase vada letta ” che i politici siano onesti e competenti, anche iscritti a partiti ma non assoggettati alle logiche, alle strategia ed alle gerarchie dell’immodizia che è oggi il sistema partitocratico.
      2) In merito agli altri punti sono daccordo sulla concretezza delle attività sul territorio e sulla chiarezza di programmmi e proposte, ma da liberale rifiuto ogni pregiudizio, per cui ognuno di noi farà la propria scelta, puntando su idee e progetti, e spero davvero che tutti sapremo fare la scelta giusta. Chi mi conosce sa che non ho mai fatto dietrologia o giocato a fare lo smascheratore di impostori,e ciò per il semplice fatto che resto convinto che chi in questi anni ha lavorato per il bene comune, indipendentemente dal confronto elettorale, avrà il riconoscimento che merita, viceversa chi ha solo millantato e si è spacciato per paladino della giustizia con l’unico intento di soddisfare il proprio narcisismo e la propria ambizione andrà a sbattere la faccia al muro, senza il minimo bisogno di un mio commento o intervento.

    37. MAssimo
      come Tu dici il pilastro fondante della tua proposta(realizzato il quale questa diventa anche praticabile e condivisibile) non e’ tanto la SPECIALISTICA DEGLI AMMINISTRATORI ma e’ proprio LA FUNZIONE DI CONTROLLO dei cittadini sugli amministratori,una funzione che dovrebbe avere mezzi e maturita’ qui ancora non raggiunte.
      Devo riconoscere che a queste condizioni,l’idea e’interessante.

    38. Non penso che i movimenti debbano sostituire i partiti: i movimenti, intestandosi delle battaglie civili, fanno politica in senso lato mentre i partiti la fanno in senso proprio e istituzionale.
      I movimenti possono intervenire in particolari momenti di crisi dei partiti -è il caso d’oggi- quando, per esempio, essi dimostrino di non soggiacere più ad elementari norme etiche, selezionando personaggi impresentabili, incapaci, corrotti, ecc.
      Corretta questa fase, i movimenti dovrebberotornare a occuparsi di ciò che gli è proprio.
      Mentre l’impegno in un movimento può durare tutta la vita, quello nelle istituzioni, secondo me, dovtrebbe comunque essere temporaneo per favorire un opportuno ricambio ed evitare comprensibili attaccamenti al potere e alle poltrone.
      I movimenti possono quindi contribuire a selezionare la classe dirigente e ciascuno si candiderà nel partito più vicino alla propria visione politica ovvero ad altre scelte di opportunità.

    39. Concordo pienamente, grazie per il confronto. A presto

    40. L’ultimo intervento del dr di Donna e’ anche importante perche’ introduce nella riflessione il carattere della STORICITA’.
      “Adesso” “ORA” noi siamo chiamati a questo.
      E ritengo che in parte l’onda di marea dei movimenti, ritirandosi , per sua stessa natura dovra’ dar spazio a forme NUOVE e dalla setssa onda seminate,(piu’ evolute anche rispetto ai partiti ),di partecipazione e controllo come MAssimo ha sostenuto.

      A proposito riscrivo per MAssimo l’ultimo mio poiche’ ancora in attesa di mderazione:
      il pilastro fondante della tua proposta non e’ tanto la specializzazione degli amministratori quanto l’importanza e la possibilita’ di un efficace e continuo esercizio del controllo pubblico,cioe’ dei cittadini verso gli amministratori,funzione da esercitare con mezzi e maturita’ qui ancora non raggiunti .
      Verificandosi tali condizioni l’idea e’ senz’altro praticabile e interessante ,ricca di senso civico diffuso

    41. ..NB : con STORICITA’ intendo che anche e soprattutto i movimenti (quelli che sentono impellente e naturale l’impegno )OGGI DEVONO avere la forza e il coraggio di partecipare DIRETTAMENTE alla vita politica propriamente detta.
      Cioe’:lista civica partecipata .
      Sia a livello cittadino che reginonale che nazionale.

    42. Siino e Merighi che attaccano il movimento 5 stelle continuando a parlare di Grillo sono uno spasso! Un po’ disco rotto ma veramente spassosi.
      Certo peccato che il blog venga gestito da chi ha pregiudizi e non fa passare le nostre iniziative, dichiarazioni, eventi, altrimenti si potrebbe fare un confronto più costruttivo con gli utenti del blog (che non sono solo loro due) basato sui fatti ed invece dobbiamo per es. accettare il post di Faraone che cita tutti tranne se stesso e riflettere seriamente solo con qualche post di Donato Di Donna, ma tant’è.

    43. Riccardo siamo disponibili come sempre per la pubblicazione di post. Sui comunicati stampa facciamo una lecita selezione. Saluti.

    44. Ohh cavolo Didonna non potevi scegliere argomento migliore….direi oggi pane per i miei denti! 🙂
      Ho fatto parte, (penso che lo posso dire) del Movimento Impresa Palermo fino alla settimana scorsa, con il ruolo di pubbliche relazioni e direttore web content..insomma ero quella in prima linea..
      Concordo in pieno sui consigli che dai al fine di riconoscere la serietà di un impegno sociale da parte di qualsiasi movimento.
      Mi permetto di aggiungere che oggi, chiunque si sveglia la mattina e decide di aprire un movimento sociale e apartitico per fare del bene alla città..niente di più falso e ridicolo se:
      – Compra metri di carta stampata sui quotidiani, perchè l’opinione pubblica e dei giornalisti non lo considerano.
      – Invita finti sostenitori a dare voti virtuali sui sondaggi on line per le prossime amministrative
      – Finge opere di bene per il proprio tornaconto personale..
      …e la lista potrebbe continuare quasi all’infinito…
      La credibilità delle intenzioni vere o presunte non si compra. Penso che è nel manifestare un profondo senso di libertà la vera credibilità di un Movimento.

      Annalisa Messina

    45. Annalisa, con il suo post, aumenta la mia convinzione che i cittadini non sono più pecore elettorali, sanno scegliere, valutare e tirare le somme. A noi basta semplicemente mostrare ciò che siamo, ciò che abbiamo fatto e ciò che vogliamo fare, loro sapranno premiare i meritevoli e punire chi ha cercato di prenderli in giro. Non abbiamo bisogno di guru portatori di verità assolute o di gente che spaccia i segreti di pulcinella come misteri di fatima.
      Ho citato Annalisa senza un riferimento particolare alla sua testimonianza, poichè non conosco i fatti,lo dico per onestà intellettuale.

    46. Annalisa
      d’accordo a svelare le falsita’.
      Tuttavia i movimenti nascono generalmente con pochi mezzi e si alimentano con ben poco.QUello di cui facevi parte e’ ben sostenuto finanziariamente .PRobabilmente l’errore e’ proprio in chi ha scarsa attitudine all’incedere democratico mentre ne ha molta con le modalita’velocifere dei consigli di amministrazione aziendali.
      Finche’ questi non cederanno il passo a modalita’ decisionali diverse….

    47. Folklorista,
      conosci bene ciò di cui parlo….
      Non è solamente una questione di ovvio e facile finanziamento…C’è chi offende l’intelligenza del popolo palermitano, già gravemente calpestato dall’attuale situazione sociale e politica.
      Come dice l’amico Antonio Ferrante fortunatamente non siamo pecore elettorali e il mio impegno sarà quello di sostenere iniziative e progetti per il bene comune per la città di Palermo.

    48. Vi invito a essere rispettosi nei vostri commenti e a utilizzare correttamente il maiuscolo (equivale a urlare se utilizzato per intere frasi o commenti).
      Il folklorista se un commento finisce in coda di moderazione bisognerebbe attendere pazientemente che un moderatore lo legga invece di costringerlo poi a leggerne cinque.
      Grazie.

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