lunedì 21 ago
  • Mental coaching a Palermo

    Incuriosita dai risultati che molte persone hanno ottenuto in ogni ambito della propria vita mi sono avvicinata al mental coaching e da qualche tempo me ne occupo facendo diventare il mio interesse un mestiere. La voglia di cambiare, di superare i miei limiti, che vi assicuro sono tanti, di fare sempre meglio e di non fermarmi al primo ostacolo, mi accompagnano ogni giorno e mi fanno trovare, nonostante le numerose difficoltà, le risorse necessarie per essere migliore rispetto a quanto lo fossi ieri. Per questo motivo vorrei sottoporvi alcune domande, le stesse che mi sono posta io prima di iniziare la mia storia d’amore con il coaching. Avete mai pensato che potete migliorare la vostra vita? Pensate di poter ottenere più di quanto avete? Credete che sia arrivato il momento di assumere il controllo del vostro destino o volete continuare ad essere spettatori dei successi altrui reagendo agli eventi che vi capitano in modo passivo? Volete ancora continuare a ripetervi fino a farvi sanguinare le orecchie che il lavoro al Sud non c’è, che questa meravigliosa città non offre nulla a chi non ha santi in paradiso, che ce l’hanno tutti con voi, che l’intero universo congiura contro di voi, che i soldi sono pochi, che le porte sbattute in faccia sono sempre molte, anzi troppe, ma le opportunità poche, che ce la fanno sempre e solo gli altri? Insomma che come cantava qualcuno qualche anno fa «è un mondo difficile». Lo so che state pensando che sarebbe tutto più facile se aveste avuto vantaggi di background, non so magari se foste nati in una famiglia con un cognome importante e tanti soldi in banca, o qualcosa del genere. Sono tutte credenze depotenzianti, sono tutte convinzioni prive di fondamento. Sono solo scuse delle quali è molto semplice dimostrarne la debolezza. Sapete perché? L’unico ostacolo al vostro successo siete voi? L’unico blocco per la realizzazione di tutti i vostri sogni siete voi? Sicuramente in passato avere raggiunto qualche obiettivo, trovare l’uomo o la donna della vostra vita, avete superato una prova importante, avete risolto un problema apparentemente senza soluzione. Pensate a come vi sentivate quando avete raggiunto l’obiettivo per voi importantissimo, come vi sentivate quando ce l’avete fatta. Perché ce l’avete fatta? Perché ci credevate e lo volevate. Ricordate: «NON ESISTONO LIMITI ALLA VOSTRA FELICITÀ E AL VOSTRO SUCCESSO!!!».
    I sogni non costano nulla e realizzarli neppure perché se volete il meglio e non vi accontentate di null’altro probabilmente lo otterrete. Pensate ancora, se già non lo sapete, che persone meravigliose, uniche e speciali siete. Bisogna solo credere in se stessi e correre incontro ai propri sogni. Sembra facile e vi assicuro che lo è! Che cosa aspettate? Iniziate a pianificare la vostra vita e siate felici.

    Ospiti
  • 12 commenti a “Mental coaching a Palermo”

    1. Sembra scritta da Cammarata.

    2. Io sono daccordo, secondo me è più difficile trovare la felicità in questo modo, mentre per molti la strada più facile è attribuire agli altri le colpe della loro impossibilità nel riuscire, rispetto a qualsiasi cosa, in qualsiasi ambiente. In sostanza l’ottimismo è di pochi responsabili determinati. L’importante è non danneggiare il prossimo nella ricerca della propria felicità.

    3. @Antonio Lo Nardo: xchè, oltre a sapere fare il sindaco dovrebbe anche sapere scrivere? Tu pretendi troppo, figliolo…!

    4. il coaching è la professione più vergognosa che il mercato del lavoro si possa potuta inventare dopo il consulente filosofico, infatti ambisco alla prima più che alla seconda 😛

    5. raccapricciante, nella forma e nella sostanza.

    6. “…Si appassiona alle risorse umane ma viene folgorata da tutto quello che riguarda la crescita ed il miglioramento personale. Decide infatti di iniziare un nuovo percorso personale e professionale e diventa mental coach. Entusiasta della vita e delle occasioni che si possono presentare a chi sa coglierle si occupa di formazione, sta per trasferirsi a Palermo e ha fatto suo il motto «Non esistono limiti alla mia felicità”

      ma non ho capito, in pratica, che fai? cosa è il “mental coach” ?

    7. Il messaggio positivo? La strada per il successo la trovi da te, analizzando i tuoi obiettivi, e non lamentandoti degli altri. Il resto mi sembra fuffa.

    8. tipo Roberto Re… in versione ridotta

    9. Se volete assistere all’esperienza più “raccapricciante e vergognosa” a cui potrete mai prender parte nella vostra vita che vi darà l’impressione di essere ad un corso, “in versione ridotta”, di Roberto Re vi invito all’incontro, libero e gratuito, che terrò venerdì 28 ottobre alle ore 18.00 presso il Grand Hotel Wagner. Potete portare tutta la frutta che volete se non dovesse piacervi, insomma se dovesse sembrarvi tutto una “fuffa”, a patto che però sia nostrana. Se dovesse piacervi non avrete sprecato il vostro tempo e al ritorno a casa potrete preparare per cena una bella insaltata, che fa bene alla salute e se magari vi va potremmo fare quattro chiacchere a proposito del pensiero efficace che preferisco di gran lunga a quello positivo. Vi aspetto.

    10. Erika, chiedo scusa a nome dei civili internauti che x esprimere la loro perplessità sputano di getto la loro sentenza senza riflettere un secondo che quello che stanno x dire possa ferire la sensibilità di questo o quell’ essere umano(anche questo fa parte di tutta quella serie di nefandezze che fanno di un siciliano un Cattivo Siciliano)
      Tralasciando le poco galanti ed educate osservazioni dei COLLEGHI, devo dirti che in buona parte mi trovi d’ accordo con il tuo discorso.
      Mi è capitato più e più volte nella mia breve vita di avere a che fare cn xsone riuscite a metà, cn xsone fallite, o cn xsone inermi…e tutte riconducevano il loro status(quando se ne rendevano conto)al “destino”.alla crisi.alla situazione.alla città. alla famiglia.
      C’ è sempre qlksa in qsto genere di persone che impedisce loro di intraprendere la strada della vita, della realizzazione, della costruzione di un progetto..e questa cosa ha sempre un comune denominatore:l’ inerzia.Inerzia data, secondo il modesto parere di uno studente che da poco si affaccia alla vita, ma che ha già raggiunto alcuni dei piccoli risultati che si era prefigurato(senza essere un genio, o un figlio di, o un miracolato) da un MODO di VIVERE e di PENSARE ERRATO.
      Questo nn vuol dire che se credi in qualcosa al 100% essa si realizza,ma sicuramente l’ impegnarsi e il non arrendersi alla prima difficoltà, o peggio ancora preventivamente,è UN FATTORE DETERMINANTE
      Se poi le cose nn vanno come previsto possiamo sempre dire di averci provato, e nn avere rimorsi nè rimpianti.A volte, e con questo chiudo, bisogna anche saper riconoscere i propri limiti:ho sentito parlare gente che nn è entrata in medicina, collocandosi al 2000posto dire:tanto erano tutti raccomandati!…ragazza…i raccomandati ci sn, ma che 1999 si siano concentrati tutti li è 1 pò difficile nn trovi??

    11. Grazie Vittorio, è molto gentile da parte tua chiedere scusa ma non è questo che voglio. Ognuno di noi ha per fortuna delle convinzioni, delle credenze, che non sono altro che le finestre attraverso le quali vediamo il mondo. Determinano le nostre decisioni, i nostri sentimenti, la direzione che prendiamo nella nostra vita. Controllano tutto di noi perchè ci fanno decidere che persone vogliamo essere. Non mi aspetto che tutti concordino su quello che ho scritto ma mi piacerebbe che le persone che mi leggeranno e mi hanno letto, indipendentemente dal fatto che nel loro percorso vogliano essere seguite o meno da un mental coach, decidano di vivere la vita plasmandola a misura delle proprie ambizioni, grandi o piccole che siano. Tutti siamo immersi e sommersi dai problemi che sono i pesi che la vita ci mette a disposizione per forgiare la nostra mente e le nostre emozioni, come se fossimo degli atleti in continuo allenamento. Tutti inoltre abbiamo il coraggio e la forza per affrontarli e superarli. Ne usciamo sempre più forti e robusti di prima. Tu stesso hai raggiunto dei traguardi dovendo superare, immagino, qualche difficoltà e non hai attribuito i tuoi mancati successi agli altri o alle circostanze come mi hai fatto capire dalle tue parole. Ce l’hai fatta da solo. E questa non è una grande soddisfazione? Ricorda che non sempre è importante l’esperienza… l’essenza di un uomo sta in ciò che egli pensa. Grazie per aver lasciato un commento e grazie anche a coloro che hanno espresso il loro parere dopo aver letto quello che ho scritto. Ovviamente sei invitato anche tu all’incontro che terrò. Mi farebbe piacere conoscerti e conoscere anche gli amici che si sono espressi prima di te. Continua così e sono sicura che riuscirai a fare della tua vita un sogno e non dei sogni la tua vita.

    12. Spingersi oltre alle proprie, presunte, capacità non è facile, per osare e rischiare bisogna credere fortemente in se stessi per ottenere quello che desideri o che vorresti raggiungere. Io sono andato oltre il mio “limite” che IO credevo fosse ad un certo livello ma grazie ad una persona a me vicina che mi ha incitato, sostenuto e motivato a credere su di me e alle mie abilità ho raggiunto un obbiettivo per me inimmaginabile due anni fa, prima di entrare nella filiale siciliana di una della prime 10 aziende italiane per fatturato e diventare in pochi mesi responsabile di un reparto che sviluppa più di un milione di euro all’anno al comando di 18 persone solo grazie alle mie capacità, scoprendo che si possono raggiungere obiettivi apparentemente lontani da noi, basta crederci. Sono stato indubbiamente fortunato ad avere qualcuno che mi spronasse ma se non fosse esistita l’avrei cercata e forse tu Erika, in veste di mental coach, saresti stata quella persona e mi avresti incoraggiato ad andare al colloquio di gruppo che ho sostenuto e superato fra oltre 3000 candidati.
      Forse se la gente la smettesse di aggredire ciò che non conosce e si informasse prima aprire bocca o scrivere cattiverie sarebbe un mondo migliore. Scusate quest’ultima banalità ma dopo i primi commenti non sono riuscito a fare di meglio non superando, in questo caso, il mio limite.

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