venerdì 24 nov
  • Forconi, una protesta sbagliata

    Negli ultimi giorni il movimento dei forconi siciliani ha attirato l’attenzione dei media nazionali; al momento in cui scrivo, la protesta si è estesa ad altre parti del paese e vi è stato, purtroppo, persino un morto. I forconi, riuniti sotto il cartello “forza d’urto”, hanno coagulato attorno a se numerose persone disperate per la grave crisi che ormai da oltre tre anni attanaglia il nostro paese. È dunque necessario osservare con cura e capire meglio questo fenomeno. In primis, cosa vogliono i forconi? Considerando la natura “composita” del movimento, oggetto di profondi dibattiti sul web è difficile identificare una leadership e quindi una serie di richieste “genuine”. Nonostante tutto, sulla pagina Facebook ufficiale del movimento dei Forconi ho potuto identificare qualche giorno fa le tre richieste seguenti:

    1. la defiscalizzazione dei carburanti;
    2. l’applicazione dell’articolo 37 dello statuto siciliano che prevede di trattenere nell’Isola le imposte sulle imprese che hanno in Sicilia stabilimenti e impianti e quindi le accise sulla benzina;
    3. la possibilità per la Regione di stampare autonomamente moneta.

    Cercherò di commentare brevemente tutte e tre le istanze:

    1. Sulla benzina, il problema principale sono le tasse: nell’ambito di un’audizione Parlamentare sulla crisi del settore della raffinazione, l’Unione Petrolifera ha fatto notare che il prezzo della benzina dipende al 58,9% dalle tasse (accise + iva al 21%), come ricordato peraltro da Carlo Stagnaro – sostanzialmente in Italia più che comprare la benzina si pagano le tasse e si riceve la benzina come contropartita. Perché mai i forconi dovrebbero pretendere tale defiscalizzazione a loro esclusivo beneficio? La risposta è che la Sicilia raffina una percentuale fra il 30 e il 40 della benzina in Italia. Una motivazione abbastanza ridicola: forse che a Dalmine si chiede uno sconto sui trafilati di Acciaio? E che dire dei sardi? Dovrebbero forse chiedere uno sconto sull’alluminio per via dell’Alcoa (problema tra l’altro giá risolto).
    2. La questione dell’art. 37 dello Statuto, o più in generale dell’autonomia “tradita”, è lunga e complessa. Sebbene il dettato dell’art. 37 dello statuto(che è legge costituzionale, ossia fonte super primaria) sia abbastanza chiaro, va ricordato che in passato la Sicilia ha giá ricevuto (e riceve) ingenti trasferimenti probabilmente in grado di compensare i mancati introiti delle accise. Oltretutto, la Sicilia già trattiene, come compartecipazione (al 100 per cento), l’IRES e l’IRPEF (http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/ecore/2011/analisi_s_r/1120_sicilia/sicilia.pdf). Inoltre, la Regione Siciliana continua a dimostrare, anche in questi giorni, di saper soltanto spendere, spendere e spendere, invece di tagliare (le consulenze), tagliare (i 2000 dirigenti) e tagliare (le società partecipate). Infine, nessuno ha mai parlato di ridurre i trasferimenti in contropartita della trattenuta delle accise; ergo, l’operazione sarebbe on top delle risorse già disponibili. Aggiungiamo una piccola nota di colore (politico): il Governatore Lombardo è da sempre favorevole alla trattenuta delle accise: il movimento dei Forconi gli offre un assist pazzesco e lo stesso Lombardo, difatti, da brava volpe, non perde un secondo per farsi difensore delle istanze dei forconi. Paradossalmente, il PdL, che detesta Lombardo con tutte le proprie forze, sostiene il Movimento dei Forconi, così come sostiene il Grande Sud di quel Micciché che piange le miserie della Sicilia dopo una vita trascorsa fra le stanze dei bottoni di Roma e Palermo. I casi sono due: o i pidiellini siciliani hanno una concezione così articolata della strategia, da far impallidire Sun Tzu, oppure…
    3. La proposta è talmente ridicola che si merita una risposta altrettanto ridicola: ma si, cari forconi, battete pure moneta, anzi, perché non fate un bel “siculo d’oro”, con l’immagine di Salvatore Giuliano come Padre della Patria? Dall’altra parte potreste metterci Fiorello, patrono dei pischelli. Andiamo su, certe fesserie lasciamole ai pescatori di trote.

    Adesso alcune considerazioni sulle specifiche categorie che hanno costituito il movimento dei Forconi:

    1. Agricoltori: il peso dell’agricoltura sul PIL siciliano è del 3,5 per cento del PIL regionale nel 2009 (ultimo anno per cui sono disponibili i dati Istat). Considerando che nel tempo gli agricoltori siciliani hanno ricevuto decine di miliardi della Politica Agricola Comune, e che, ancora oggi, il Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale gli assegna una dotazione di 2,1 miliardi (su 11 totali, la stessa destinata, per esempio, alla riqualificazione dei lavoratori licenziati o ai progetti di inclusione sociale del Fondo Sociale Europeo), è abbastanza chiaro come il problema non sia affatto la mancanza di risorse! Gli agricoltori siciliani dovrebbero fare autocritica e chiedersi perché, ad esempio, sia Cantine Settesoli che il Consorzio Tardivo di Ciaculli funzionino nonostante l’elevato prezzo del gasolio (il costo dei carburanti non è un grave problema per l’agricoltura, a differenza dei costi di raccolta); invece di fare autocritica e soprattutto, di fare squadra per sviluppare economie di scala, è più facile reclamare sussidi. Perché puntare alla valorizzazione della qualità (la c.d. “brand equity”), come hanno fatto i trentini di Melinda, quando ci si può sempre rifugiare nella teoria del nemico “straniero” (sotto forma di arance brasiliane o di limoni cileni) ? Inoltre, come piccola nota polemica: quel Salvatore Cuffaro, giá Presidente della Regione, non diventò l’astro nascente della politica proprio da assessore all’agricoltura?
    2. Autotrasportatori: perché non chiedete che il Governo realizzi infrastrutture più sicure (vedi autostrada Palermo-Messina) o nuove (autostrada Catania-Gela) che vi permetterebbero di raggiungere gli stessi luoghi in tempi ed a costi inferiori? Vogliamo parlare del fatto che per andare in treno da Palermo a Catania sono necessarie più di cinque ore? Oppure di come un aeroporto nuovo di zecca nella parte più produttiva della regione sia chiuso per dissidi su chi debba pagare i pompieri?. Perché non chiedete che il gasolio diventi meno caro per TUTTI invece che soltanto per voi?
    3. Cittadini siciliani martoriati dalle tasse: carissimi concittadini, motivi per lamentarsi se ne contano innumerevoli – telefonini per gli amici a carico del contribuente, auto blu per le tate, consulenze d’oro e di piombo tra gli altri. Scegliete voi quale indigna di più. Ma i responsabili non stanno di certo a Roma o a Palazzo Chigi in questo momento. I responsabili sono all’Ars, occupano le sedi del Comune di Palermo e Catania, nelle nostre belle province “regionali”. Non sono le auto blu che sono rimaste a secco in cinque giorni di protesta, ma i comuni cittadini, persone come voi, che dovevano andare a lavoro; non è la buvette dell’Ars ad essere rimasta senza cibo e acqua, ma le famiglie dei vostri vicini di casa, dei vostri parenti. E cosa avete ottenuto, cari concittadini, indignati come me, nell’appoggiare questa protesta? Chiedete a Cettolaqualunque.

    Last but not least, sarei contrario al Movimento dei Forconi anche se le loro proposte fossero state totalmente condivisibili, semplicemente osservando i metodi di protesta: abbiamo assistito a violenze, coercizioni e denunce di infiltrazioni mafiose.

    Cari concittadini siciliani ed italiani, temo che Ivan Lo Bello abbia terribilmente ragione quando dice che questa protesta, come tutte le forme di ribellismo, è stata funzionale alla conservazione di una classe dirigente parassitaria, che oggi si schiera compatta con voi, ma ieri e soprattutto domani, vi spremerà fino all’ultimo centesimo per continuare a fare la bella vita. Non è con la violenza o con queste richieste che riusciremo a risollevare le sorti della nostra terra.

    Ospiti
  • 13 commenti a “Forconi, una protesta sbagliata”

    1. Hai ragione! in Sicilia non abbiamo nessun motivo di protestare e siamo diventati tanto “sifrini” da meravigliarci sbigottiti dell’intolleranza di alcuni (metodo sbagliato). Nel 1968 io ero a Milano e ho vissuto gli scioperi dei metalmeccanici. All’epoca, gli impiegati della IBM erano equiparati a quella categoria. Così, gli scioperanti si sono presentati in massa davanti all’ingresso della sede IBM, dietro il grattacelo Pirelli (come si chiamava allora) e li hanno obbligati, tutti, a uscire tra due ali di folla urlante. E ci sono scappati pure scappellotti. Nessuno all’epoca, si sognò di tacciare nessuno di mafioso e simili. Ma è chiaro che se le stesse cose accadono al sud, noi siamo notoriamente incivili, come minimo. Ma poi, perché scioperare se io ho un lavoro e non me ne frega niente di chi non ce l’ha e non lo avrà mai? L’importante è che con i nostri soldi la CASTA possa vivere nel lusso, tra un invito televisivo e l’altro, dimostrando sempre la solita arroganza e sicumera. Sopratutto se questi scioperi indegni mortificano chi possa a breve farmi un favore, magari procurarmi una piccola raccomandazione o un posticino al comune. Mi piacerebbe sapere cosa va bene in Sicilia, oltre il clima. Ci hanno chiuso gli ospedali e tutto va bene. Le università sono sbrindellate e costano un patrimonio. Le infrastrutture si disfanno senza rimedio. Le banche applicano costi più alti che nel resto del paese. etc.. etc… In non vedo nulla di buono e se guardo avanti, vedo solo nuvole tempestose. Speriamo che non siano in arrivo tornado!

    2. Luciano, sul punto uno mi permetto di dissentire. Su acciaio e alluminio non si pagano le accise. Inoltre prezzo del carburante, come ogni cosa, risente del costo di trasporto, che in questo caso è quasi a km zero. In ultimo la riduzione delle accise spetterebbe come compensazione per i danni ambientali. Tutto ciò ovviamente non deve essere ad esclusivo vantaggio dei forconi. Ma, e contraddico tutto quello che ho scritto prima, tassare la benzina è l’unico sistema per far pagare le tasse a coloro i quali non le pagano.

    3. Motivi per proteste popolari serie, in Sicilia, certo non mancano: peccato che la maggioranza della popolazione ami essere presa per i fondelli, specie al momento del voto nelle urne.
      Se oggi Monti non dovesse concedere la foto ricordo alla nutrita (e un po’ patetica perchè basterebbe il presidente da solo) delegazione di politici siciliani pro-forconi, Lombardo tornerebbe sconsolatamente a mani vuote.

    4. Ma si dai queste sono proteste sbagliate! è tanto bello pagare la benzina 1,80 al litro! anzi sarebbe meglio farla arrivare il prima possibile a 2 euro al litro. E poi la smettano gli agricoltori siciliani di lamentarsi, a noi piace mangiare le arance israeliane!

    5. Lombardo tornerebbe ‘sorridente’ a mani vuote, come accade da 40 anni. Credo, correggetemi se sbaglio, che gli agricoltori, autotrasportatori etc non paghino il gasolio a 1,8. Vorrei ricordare che comunque non si è passati da 50 cent a 1,8, sono 10 anni che ci massacrano con i carburanti. tutto questo casino perchè allora, non voglio credere, assolutamente no, che vi sia una regia politica dietro tutto questo…….

    6. @Federico: se la richiesta è di abbassare le accise PER TUTTI, scendo anch’io per strada. Ma non mi sembra di aver sentito questo.
      @Renzo e Daniele: dove ho scritto che viviamo nel migliore dei mondi possibili e che noi siciliani non dobbiamo lamentarci? Nuovamente, se domani si organizza una protesta a Palermo per chiedere meno tasse per tutti, ditemelo che prendo un giorno di ferie e mi metto a stampare i volantini se volete. Ma al momento le richieste presentate sono abbastanza circoscritte a un gruppo, più o meno esteso. E questa è un’azione da lobby, pura e semplice.

    7. @ Luciano LAvecchia: SVEGLIAAA!!! Vivi nel mondo dei sogni?

    8. Condivido il post di Lavecchia a 100%, ottima analisi.

    9. ahahah grande luciano! hai copiato i miei post su fb? 😀

    10. Io vorrei dire soltanto che imporre la propria protesta ai cittadini, costringere con la violenza i negozianti alla serrata “altrimenti ti sfasciamo il negozio” e uccidere l’economia di un’intera regione è mafia. Al petrolchimico di Gela ci sono state persone costrette a fare 20 ore di lavoro continuato perché un gruppo di criminali impediva il cambio del turno: poteva esserci un disastro ambientale per colpa di questi criminali e nessuno ne parla. A mio parere queste persone che hanno continuato a lavorare e a fare il proprio dovere sono degli EROI, ci danno l’esempio e ci permettono di distinguere in questa protesta cosa è GIUSTO da cosa è SBAGLIATO, chi sono gli EROI e chi sono dei volgari CRIMINALI. Io penso che eroe non è chi agita un forcone ma chi ogni giorno si alza la mattina e nonostante la crisi fa il suo dovere, chi tiene il negozio aperto anche se non arriva la merce, chi lavora nonostante la crisi, chi va a studiare nonostante tutto e in definitiva non è un eroe chi brucia la nostra vera e unica bandiera ITALIANA e disprezza la politica: è troppo facile prendersela con i politici. Attacchiamo la casta perché vogliamo sentirci NOI CASTI e puliti, ma la verità è che siamo stati noi a votarli, siamo stati noi a portare in parlamento degli incompetenti e dei criminali a sinistra e destra, siamo stati noi a portare l’Italia allo sfascio, e il governo Monti sta cercando soltanto di riparare a un danno che NOI CITTADINI abbiamo fatto. Quelli che adesso imbracciano i forconi sono gli stessi che hanno votato per anni la destra e che ora si fanno guidare nella protesta dalle terze file del Movimento per l’Autonomia e Forza Nuova, gli stessi che li hanno traditi quando sono saliti al potere. Volete che la benzina costi di meno? La maggior parte degli impianti attualmente sono di proprietà delle compagnie petrolifere. I gestori degli impianti di distribuzione, quelli contro cui molti cittadini si alterano quando aumenta il prezzo, non hanno la possibilità di fare nulla. Volete fare una protesta significativa? Coprite negli impianti di distribuzione le bandiere delle compagnie petrolifere con la bandiera Italiana in segno di protesta, che i gestori abbiano la proprietà degli impianti, che si separi definitivamente produzione e distribuzione, abbattendo il monopolio delle compagnie petrolifere e senza inutili 50 e 50. Chi distribuisce la benzina dev’essere libero di decidere da chi comprarla al minor prezzo. Solo ribadendo la nostra LEALTA’ di cittadini e l’APPARTENENZA al nostro paese, possiamo avere la forza di combattere I VERI “poteri forti” della nostra economia.

    11. quelle di apertura sono considerazioni troppo logiche per essere prese sul serio!
      E’ fin troppo chiaro che questi FORCONI in questi anni hanno contribuito a mandare avanti questa bellissima classe dirigente!!!!
      Voglio avere la presunzione du pensare che forse in troppi, in nome del quieto vivere e di un rassegnato distacco, abbiamo dato delega in bianco agli idioti che hanno messo radici dappertutto!
      Vi invito a vedere il film: IDIOCRACY!!!!
      Dobbiamo trovare un modo per riprenderci il nostro mondo!

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