giovedì 19 ott
  • Qui a Palermo noi facciamo così

    «Qui ad Atene noi facciamo così…» comincia con queste parole il celebre discorso di Pericle agli ateniesi sulla democrazia, tenuto nel 461 a.C. Dev’essere dovuto al fatto che qui in Sicilia, durante la colonizzazione, i greci non esportarono la democrazia se tuttora abbiamo difficoltà ad attuarla e la scambiamo con la sua caricatura, la partitocrazia.

    Vi immaginate una piazza greca dove il più votato dei cittadini non venisse eletto per lo sbarramento della sua lista? Come si fa a favorire il sano ricambio politico se si spezzano le gambe ai nuovi soggetti che si affaccciano alla vita pubblica? Eppure, è quello che sta succedendo in queste ore: il cittadino più votato, con oltre 3.000 preferenze, Riccardo Nuti del M5S, non entrerà in consiglio comunale per un pugno di voti.

    È targata Antonello Cracolici, capogruppo PD all’ARS, big sponsor assieme a Giuseppe Lumia di Fabrizio Ferrandelli (lo sfidante al ballottaggio di Leoluca Orlando per la poltrona di sindaco di Palermo) così come del presidente della regione, Raffaele Lombardo, di cui sono convinti alleati di governo, la legge elettorale dello scorso anno che ha portato al 5% la soglia di sbarramento rispetto al 3% che vige sul continente.

    Riporto una perla di questo testo che tanti problemi interpretativi ha creato, sul prossimo tema del ballottaggio:

    «Per i candidati ammessi al ballottaggio rimangono fermi i collegamenti con le liste per l’elezione del consiglio dichiarati al primo turno. I candidati ammessi al ballottaggio hanno tuttavia facoltà, entro sette giorni dalla prima votazione, di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quella o quelle con cui è stato effettuato il collegamento nel primo turno. Tutte le dichiarazioni di collegamento hanno efficacia solo se convergenti con analoghe dichiarazioni rese dai delegati delle liste interessate».

    Sono certo che Pericle, alla lettura di questo testo, inseguirebbe gli autori brandendo minaccioso il suo inseparabile elmo.

    Palermo
  • 8 commenti a “Qui a Palermo noi facciamo così”

    1. Mi domando quanti, tra i commentatori e tra gli stessi politici incaricati di formare le liste, abbiano studiato questa legge elettorale PRIMA delle elezioni.
      Col senno di poi, è evidente che la legge favorisce le personalità forti e penalizza duramente l’eccessiva frammentazione delle liste.
      E invece, in molti casi sono state presentate fino a quattro liste per ciascun candidato sindaco, come se la numerosità dei candidati consiglieri attraesse voti anche per il candidato sindaco, cioè come se ci fosse ancora l’estensione del voto dalla lista al sindaco.
      Forse gli unici che l’avevano capito PRIMA sono i grillini e gli orlandiani; Orlando oltre a saper fare il sindaco, evidentemente sa fare anche il candidato.

    2. Secondo me questa legge elettorale è incostituzionale perchè annulla scelte valide come chi ha votato il sindaco e non la lista e viceversa e la votazione andrebbe annullata e rifatta.

    3. E’ chiaro cosa voglia dire la norma incriminata: perché quindi Pericle brandirebbe l’elmo?

    4. Perchè è un invito a fare inciuci

    5. Si, in effetti questo sistema elettorale non è tra i più lineari, anche se gli sbarramenti hanno la funzione di eliminare forze politiche prive di consistenza ma di enorme potere di ricatto, quando non addirirrura mafiose. La norma da te riportata sopra, poi, favorisce gli inciuci, vero.

      Ma tornando a Pericle, se un qualsiasi candidato avesse detto nell’agorà ateniese ciò che Grillo ha detto a piazza Croci su mafia e Stato, arebbe stato punito con la pena di morte. Diciamo che più che dalla legge, Nuti è stato punito dagli elettori per colpe non direttamente sue, anche se certo, chi lo zoppo frequenta, all’anno zoppica.

    6. Orazio, mi pare di capire che in Piazza Croci non c’eri, visto che la frase incriminata e’ stata detta in conferenza stampa. Ti rimando all’intervento integrale cosi’ che possa avere un idea che non si limiti a quanto riportato sui media http://www.youtube.com/watch?v=fTabdIF_alk. Ti accorgerai che la frase non era detta in tono polemico o provocatorio, bensi’ faceva parte di un contesto i cui contenuti, a mio avviso, erano di un certo spessore.

      Vediti il video, fai le tue considerazioni e commentale pure qui. Almeno darai pareri informati!

    7. E aggiungo, pareri informati e non per sentito dire!

    8. Ermanno: a parte piazza Croci, messa li per contraltare l’agorà ateniese, quello che Grillo ha detto l’avevo sentito, prima nella sintesi dai mass-media, poi contestualizzato come mi hai tardivamente suggerito tu, e tra tante cose vaghe e i soliti insulti a tutto e tutti (stavolta Fini ad es…) ha detto esattamente quelle parole ed espresso quel concetto.

      Può essere che sia solo un cretino, però per me non lo è ed ha cercato il voto mafioso: non so se lo abbia ottenuto, ma una semplice lettura dei dati dai seggi (chi li ha ed ha voglia di farlo) potrebbe farci sapere se e quanto ne ha ottenuto: ma ha perso tanto voto normale. Ecco perchè ho detto che ad Atene lo avrebbero condannato.

      E credo che nessuno avrebbe il buon gusto di dire a Tel Aviv per esempio, che lo stato soffoca più del gas…

      Pure lui, l’insetto, è un film già visto, caro Ermanno…

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