martedì 21 nov
  • Eroe per caso

    Qualche giorno fa sono stato fortunato. Ho avuto modo di vedere da vicino, per caso un eroe. Mi trovavo sull’autobus verso le sei del pomeriggio. Il caos affollava il traffico, dentro e fuori. Improvvisamente sono saliti ben tre controllori dei biglietti. Le facce della gente chiedevano giustizia, il malcontento montava sordo, il livello di guardia superato. Finalmente dopo qualche minuto di estenuante attesa in cui l’adrenalina diventava adrenal…ona, l’eroe è sceso in campo. Ha puntato dritto negli occhi un extracomunitario “spardato”, con poco presente e senza futuro e gli ha dato una lezione esemplare. Dal momento che si trovava senza biglietto, gli ha esteso una bella multa «tanto cinquanta euro per pagare ce li hai…» minacciando di chiamare la polizia, che avrebbe dovuto sguarnire magari una periferia vicina, una di quelle come lo Zen dove i bambini giocano ad infilare i più piccoli nei cassonetti della spazzatura. Le ovazioni si sono succedute al limite della ola da una parte e dall’altra la gente abbassava gli occhi concentrandosi rapidamente sui propri guai. Ed io? Non dicevo nulla. Incassavo con me stesso per non avere una soluzione a portata di mano, qualcosa da dire o da fare. Farfugliare una reazione, sollecitare una condizione minima di buon senso. Niente. Non sono riuscito a fare le cose semplici. Ad essere anti-eroe. Chi non paga il biglietto ed infrange una regola per mancanza di possibilità o eccesso di furbizia, distrazione o indolenza, deve pagare. Chi deve fare rispettare le regole è messo apposta a fare il proprio lavoro. Questo, a scanso di equivoci, non è in discussione. Sarebbe stato giusto che l’eroe e gli altri due esponenti della professione proseguissero nel giro di controllo, cercassero altri autori di delitti e contravvenzioni. Invece alla fine “lo spardato” è stato fatto scendere e mestamente accompagnato, il giro di perlustrazione si era concluso. La situazione in materia di tolleranza è pesante e complicata e gli istinti negativi della società sono adeguatamente rappresentati tra tutte le razze, ceti ed etnie. Rientrando a casa mi sono inventato una delle mie conclusione romantiche. Ho sperato cioè che il controllore avesse fatto tutto quella scena per darsi un tono e recitare un ruolo. Magari alla fine, facendolo scendere gli ha pure messo in tasca dieci euro. Chi lo sa. Magari la prossima volta andrà cosìììììììììììì.

    Ospiti
  • 10 commenti a “Eroe per caso”

    1. Sì, giusto. Poi però quando sulla 806 o la 662 salgono le creature dello Zen, guai a chiedergli il biglietto…

    2. anche io tempo fa scrissi qualcosa riguardo ad un eroe. quella volta era un vigile urbano. peccato che questi vigili/controllori ignorino obiettivo esistono anche i palermitani e non solo gli stranieri magari ciò campano mangiando una sola volta al giorno. e ora.. sotto con le polemiche!!

    3. obiettivo? dannato xt9!!

    4. beh magari l’extracomunitario “spardato” è entrato in italia clandestinamente, non possiede il permesso di soggiorno …, il buon senso va bene, i valori ok, tutto quello che vuoi, ma purtroppo la giustizia deve esulare da queste “premesse” di … umanità.

    5. Maledetti controllori razzisti… vero?

    6. Forse siamo troppo abituati a vedere indigenti e spardati per strada e ci sembra normale e civile l’atto di carità che dovrebbero usare anche gli incaricati ad un servizio pubblico.
      Ma mi torna che il livello di civiltà si può misurare dagli indigenti per strada, ad esempio
      l’India non è considerata di alto livello e a Calcutta non hanno mai risolto con l’aumento delle elemosine.
      Uno spot pubblicitario in Tv per la destinazione dell’otto per mille alla Chiesa cattolica recita che tra le varie cose di cui le organizzazioni ecclesiastiche si stanno occupando c’è anche l’assistenza dei bambini dei quartieri poveri di Palermo. Unica città nominata di tutta l’Italia, non credo sia l’unica, però è significativo e soprattutto ci fa molta pubblicità.
      Tuttavia gli immigrati vengono considerati una risorsa. E per alcuni che riescono ad inserirsi nel nostro magro mondo del lavoro ci sta, ben venga.
      Ma l’aumento degli indigenti e spardati che risorse dà, a chi.

    7. la guerra tra poveri,dei poveri

    8. Il biglietto dobbiamo farlo TUTTI,quindi se i controllori salgono devono controllare TUTTI e fare le multe a tutti quelli senza biglietto.
      Trovare il bersaglio piu’ facile e’ da vigliacchi…perche’ non provano a chiedere il biglietto alle orde di ragazzacci che vanno a Mondello?perche’ verrebbero presi a pugni.
      penso che il senso del post sia questo.

      qualche anno fa ero sul 111 e stavo andando a lavoro ho fatto il biglietto, indossavo un giubbino bianco…dopo un po salgono 2 controllori ,fuori fermata,tutti si affollano verso la macchinetta pure una tizia con un giubbino bianco,controllano un paio di persone poi guardano il mio biglietto e mi chiedono il documento peche’ secondo loro io avevo timbrato quando loro stavano salendo…la tizia che effettivamente voleva timbrare era l’altra con giubbino bianco…niente non mi facevano spiegare e io ho dato il documento xche avevo fretta di entrare in ufficio e non potevo mettermi a fare casino.
      arrivata a casa ho scritto all AMAT spiegando la vicenda e specificando che i controllori avevano controllato solo pochi passeggeri e non avevano manco considerato la bella famigliola di zingari che oltre ad essere senza biglietto stavano imbrattando con cibarie varie tutto il bus…
      dopo qualche giorno ho ricevuto una lettera dell AMAT con la multa annullata e tante scuse.

    9. Non capisco perchè tutto questo macello per una multa fatta a un extracomunitario che tanto non la pagherà mai, dato che probabilmente è clandestino e sicuramente non ha proprietà da pignorare. Gli arriverà (forse) la lettera a casa e lui se ha un minimo di cervello la butterà via facendosi le migliori risate!

    10. Vado controcorrente. Vedo che spesso sono proprio gli extracomunitari, come li si chiama, a fare spesso il biglietto, proprio per paura di problemi legali. La maggior parte dei cittadini autoctoni non lo fa.

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