giovedì 23 nov
  • Gli ebrei in Sicilia

    La presenza ebraica in Sicilia è antica e importante. Antica perché, seppure le tracce non siano sempre chiare, i primi insediamenti ebraici nell’isola si possono far risalire agli anni immediatamente successivi alla diaspora, importante perché, nel tempo la comunità ebraica siciliana, è cresciuta in numero fino a divenire la più numerosa della penisola. Verso la fine del medioevo, secondo le puntuali ricerche di Slomo Simonshon, ammontavano a circa 25.000, «più della metà si tutti quelli presenti in Italia». Le condizioni in cui vissero in Sicilia e il peso che hanno avuto nell’economia isolana, consiglierebbero quindi di non parlare di ebrei in Sicilia quanto di siciliani-ebrei. Gran parte degli ebrei siciliani erano impegnati nell’artigianato (lavoravano il ferro, i metalli preziosi, il corallo), erano anche impegnati nella pesca, molti erano i mercanti che si muovevano all’interno del territorio isolano, altri prestavano la loro manodopera nei cantieri, c’erano anche contadini, anche se in percentuale ridotta rispetto alla consistenza complessiva della popolazione. Di benestanti, e quantomeno di ricchi, ce n’erano pochi e si trattava di una delle fasce più povere della popolazione residente nell’isola. I siciliani-ebrei, rispetto ad altri luoghi dell’occidente cristiano, non furono sottoposti a particolari discriminazioni e, almeno fino all’arrivo degli Aragonesi, vivevano, gomito a gomito, con la maggioranza cristiana, in pacifica convivenza. Le prescrizioni discriminatorie e degradanti nella vita quotidiana vigenti in altri luoghi, salvo brevi periodi, in Sicilia venivano in parte o totalmente ignorate con il tacito assenso della stessa Chiesa. Nella storia dell’isola, almeno fino al XIV, non si ha memoria di episodi eclatanti di antigiudaismo e questo, come appare evidente, é un dato eccezionale rispetto all’Occidente. Nel XV secolo, soprattutto nella seconda metà, però la storia comincia a cambiare. L’antigiudaismo penetra in alcune parti dell’isola anche se ha natura episodica e locale. L’ eccidio di Modica, del 1474, fu l’episodio più grave di questo mutamento di clima, in quell’occasione il popolo eccitato da fanatici, irruppe nel ghetto uccidendo senza giustificazione circa 360 siciliani-ebrei e fra essi anche donne e bambini. La rottura della convivenza – che, si ribadisce, non fu mai generalizzata – si formalizza con l’editto d’espulsione del 1492. Un editto voluto dalla monarchia spagnola e accolto in Sicilia con poco entusiasmo dai ceti dominanti. Come conseguenza di quell’editto la gran parte dei siciliani-ebrei, spogliati dei loro averi, lasciò l’isola per raggiungere Roma e altri luoghi della penisola ma, anche, le coste nordafricane (la Tunisia e l’Egitto) e i territori, soprattutto europei come la Grecia, dell’impero ottomano. I siciliani-ebrei, che non lasciarono l’isola, furono costretti alla conversione e, nonostante questo, subirono vessazioni e spesso furono vittime dell’Inquisizione.
    Dalla diaspora dei siciliani ebrei, l’isola ne ebbe un danno notevole, essi costituivano infatti quello che avrebbe potuto essere “in nuce” il nucleo originario di una borghesia che nell’isola non si é mai formata. Delle pesanti conseguenze dell’espulsione, sulla vita economica della Sicilia, si resero conto dopo molti anni i governanti dell’isola, tanto che Carlo III, il principe illuminato che principiò la dinastia dei Borbone di Sicilia, nel 1736 emanò un atto con il quale, nonostante l’opposizione degli ecclesiastici, si invitavano quelli che erano stati siciliani-ebrei a rientrare nel Regno. Quell’appello cadde nel vuoto, risposero ben pochi a quell’invito. Altri tentativi furono fatti nel tempo ma la frattura del 1498 si manifestò come insanabile.

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  • 24 commenti a “Gli ebrei in Sicilia”

    1. Post interessante, soprattutto da un punto di vista stilistico: 58 virgole in 53 righe, praticamente un’alluvione, senza contare punti, punti e virgole e due punti.
      Cos’e’? La nascita di una nuova corrente letteraria? Prima c’era il Verismo, oggi c’e’ il Virgolismo. Bah.

    2. David, apprezzo molto i tuoi commenti sempre pungenti e puntuali. Sei sempre molto critico, però il tuo dire non nasce mai dall’improvvisazione o dall’accanimento contro un determinato autore. In questo caso, la tua analisi addirittura porta al rendiconto della punteggiatura. Ammirevole.

    3. Oh mamma mia, mrs. Colorina mi ammira: la fine del mondo e’ vicina. Si salvi chi puo’.

    4. Sarebbe il caso che l’ortografia, questa sconosciuta, venisse ogni tanto riesumata. Comunque, la ringrazio della sua puntuale lettura, l’importante che la punteggiatura , che lei giudica eccessiva od ossessiva, non comprometta il conenuto sostanziale del testo

    5. Di certo, sig. Hamel, non compromette il contenuto, direi piuttosto che l’annacqua.
      A mio parere se il suo post fosse destinato ad una lettura in pubblico, la punteggiatura cosi’ esagerata avrebbe un senso, perche’ indicheredbbe all’oratore dove marcare una certa enfasi. Ma trattandosi di un intervento scritto, la suddetta e’ decisamente sovrabbondante.

      D’accordo che melius abundare quam deficere, ma est modus in rebus, diceva un popolo saggio.

    6. In molti paesi della Sicilia c’erano, fino all’avvento del fascismo, molte strade che si chiamavano Via Giudea, o quartieri detti “ghetto ebraico”. Queste vie mutarono magicamente nome in Via Roma, Via Vittorio Emanuele ecc., cancellandone volutamente la memoria storica. Solo alcuni anziani ricordano il vecchio nome.
      @ David…Contare le righe e le virgole di un post è il nuovo passatempo sotto l’ombrellone? Ah dimenticavo, ci sono software che lo fanno automaticamente.

    7. Ma chistu unn’avi chiffari??? a irnata ci passa a nquitari cristiani su rosalio???

    8. Ombrellone? In questo momento mi trovo da EAT in Vigo Street, Londra, vicino alla nuova Mecca per i giovani Italiani: Abercrombie & Fitch. Tra parentesi, qualcuno poi mi spieghera’ perche’ soprattutto le ItalianE corrono li’..il mio intuito dice che e’ per potersi far una foto accanto ai modelli palestrati e seminudi del negozio..gia’ vedo mrs. Colorina preparar le valigie..

    9. Che ci vuol far, sig. Daniel: c’e’ chi per vivere ha bisogno di lavorare e chi no. Destino.

    10. Meglio nessuna segnaletica .Sia l’utente, cioè il lettore,a fare le pause che crede sia per una questione di fiato che per intelligenza lessicale

    11. Caro Signor Hamel, quest’estate, a Siracusa, ho visitato il più antico miqwè d’Europa, risalente all’epoca bizantina.
      Quest’antico bagno di purificazione rituale ebraico, splendida testimonianza della storia millenaria della Sicilia, si trova nei sotterranei di un B&B situato nel quartiere della Giudecca, nel cuore della città antica, Ortigia.
      Ne sono rimasto veramente affascinato.

    12. Caro Pasquale,

      Complimenti per l’articolo, davvero. Il tema e’ veramente interessante e purtroppo raramente affrontato e discusso. La mia impressione e’ che nella cultura siciliana siamo rimaste tantissime traccie dell influenza ebraica ed e’ davvero un peccato che il corso della storia abbia portato alla fuga degli ebrei dalla sicilia. Basta vedere i cognomi siciliani piu comuni .. tutti molto simili a cognomi tipicamente Ebraici: la Tona (La Torah!?), Scialo’ ( Shalom?!) e tanti altri ancora.
      La cultura ebraica si fonda, tra tanti altri valori, sullo studio, sulla conoscenza, sull importanza della famiglia ed il lavoro: chissà come sarebbe stato se la comunità fosse rimasta..!
      Sono siciliano anche io e molto vicino all’ ebraismo. Grazie ancora per l’articolo, uno spunto di ricerca interessante.

      Ps
      Caro David, ma che commento sterile! Astieniti piuttosto se non sei in vena di aggiungere nulla di concreto alla discussione . Sarà stato il cibo di Eat?!? 😉 (non il posto migliore per mangiare a Londra). Good Luck!

    13. Ci sono miqweh anche a Palermo nei sotterranei di un palazzo nobiliare. La giudecca si affacciava sull’attuale via Maqueda.

    14. Beh, sig. Gabrio (nome un po’ inquietante), il mio commento non aveva voglia di mettere incinta nessuno, ma solo di far notare una prosa che alla scuola media avrebbero rimarcato con la matita rossa. Ma se proprio vuole, meglio un commento sterile che uno gravido di stupidita’ come il suo.
      Ah, EAT non e’ certo il massimo come cibo, ma per un caffe’ circondato dalle donne che lavorano in zona (siamo in Mayfair) va piu’ che bene. Il Nobu lo tengo per la sera.

    15. Ancora una volta non aggiungi nulla all’argomento e passi direttamente agli insulti. Io non ti avevo insultato, tu si, senza neanche spiegare perché il mio commento e ringraziamento all autore siano stupidi, a tuo parere. Probabilmente, almeno così fai intuire, non sai neanche di si stai parlando.
      Enjoy Mayfair

    16. Per una volta cito il sig. Didonna: “Mai argomentare con uno stupido: prima ti porta sulle sue posizioni e poi ti batte con l’esperienza”.
      And thanks, enjoying Mayfair is exactly what I’ve been doing in the last 10 years. Cheers.

    17. Ahahaha ma comeee!!
      Fai tutto il professorino con il Dott. Hamel sulla punteggiatura e mi cadi sull’inglese dopo 10 anni che ti diverti a Mayfair.. “been doing FOR The last..

      Incredibbbbbbbile

      Per restare in tema un vecchio detto Ebraico dice

      Quando l’uomo pensa D-o sorride
      … Ecco, fallo divertire più spesso tu

      By

    18. CVD = come volevasi dimostrare: ha perso un’altra occasione per tacere. Pazienza.

    19. Ah, by e’ una cosa, bye e’ un’altra. Ulteriore dimostrazione delle sue eccellenti qualita’ intellettive. Continui pure, sta diventando appassionante.

    20. Ma come si fa a stare incollati giorno e notte su questo blog per parlare del nulla?
      Fortementediseducativo,

    21. Questo post dice molto, dice soprattutto di un popolo speciale che ha un posto speciale nella storia dell’umanità.
      Con buona pace di tutti coloro che hanno desiderato, e molti desiderano ancora, cancellarlo dalla faccia del pianeta.
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    22. Scrivere non è grammatica è pensiero. D’ anusim sicula sono molto felice che qualcuno parli e si interessi di noi. Eccitata, per cio, ho pubblicato questo link nella mia pagina twitter, seguita da 13000 persone. Certo, la forma in questo caso lo avrebbe reso più presentabile, ma le assicuro che la comunità ebraica italiana dalla quale sono seguita ha gradito.
      todà rabbà

    23. Purtroppo si fa fatica a seguire.Quando si espongono fatti attraverso due millenni un titolo in grassetto frazionando il testo avrebbe aiutato.

    24. Gentile redazione,mi chiamo Angela Moretti e scrivo da Avellino,in rete ho trovato che la famiglia moretti potrebbe essere di origine ebrea ed essendo l’unica presente nel mio territorio,precisamente a Solofra nella frazione di Santa Agata irpina,volevo chiedervi se potreste aiutarmi a scoprire le origini storiche della mia famiglia.Cordialmente e infinitamente riconoscente vi saluto.

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