venerdì 24 nov
  • Il cartellone alla Cattedrale: il fine può sempre giustificare i mezzi?

    Il cartellone alla Cattedrale: il fine può sempre giustificare i mezzi?

    Stamattina ho postato su facebook e twitter questa foto. Un grande telone pubblicitario sul prospetto della Cattedrale. Un’immagine che, immediatamente ed emotivamente, mi ha infastidito. Ho cercato di razionalizzare. Non ci sono riuscito. Alcuni amici nei loro commenti hanno provato a farmi riflettere. Mi hanno scritto ad esempio:

    «Perché stupirsi? il Duomo di Milano è ricoperto da anni da ogni genere di pubblicità… scarpe fetish, Madonna (Ciccone) e via discorrendo. ma senza di loro – gli sponsor – ora non sarebbe perfettamente restaurato…».

    «Con tutte queste foto e condivisioni aumentiamo la popolarità di F…..! Più view per loro… tanta pubblicità regalata! Continuate! La prossima azienda che capisce il meccanismo farà di peggio!».

    Sarà un mio limite, ma non riesco a mandare giù il fatto che un fine possa sempre giustificare i mezzi.

    AGGIORNAMENTO n.1: Fastweb ha pubblicato due tweet.

    AGGIORNAMENTO n.2: il Comune ha diffuso un comunicato:

    L’Assessore alle attività produttive Marco Di Marco, di concerto con il Sindaco, ha chiesto poco fa agli Uffici competenti una urgente relazione di verifica sulla legittimità degli impianti pubblicitari realizzati sulla facciata della Cattedrale, disponendo “l’immediata revoca di eventuali autorizzazioni rilasciate in violazione del Regolamento comunale e/o prive del Nulla Osta della Sovrintendenza per i beni culturali”.

    «Proprio in questi giorni in cui siamo impegnati nel recupero del decoro di tutti i monumenti cittadini – ha affermato l’Assessore Giambrone – è importante che non vi siano utilizzi non avallati dalle Autorità competenti in materia di tutela dei beni monumentali».

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  • 10 commenti a “Il cartellone alla Cattedrale: il fine può sempre giustificare i mezzi?”

    1. Detto popolare: “Senza soldi non si cantano messe”. Il denaro, se di provenienza lecita, e’ sempre stato ben accetto dalla Chiesa, a Sua sempiterna gloria. Almeno cosi’ si dice.

    2. A Milano le pubblicità sono sulle facciate laterali del duomo, mai sul fronte.
      Inoltre sono pubblicità belle, spesso studiate ad hoc, quella lì di fastweb è terribile.
      Insomma, c’è modo e modo di consegnarsi a un male necessario.
      A Palermo si sceglie sempre il peggiore.

    3. qual è il problema?

    4. Almeno qualcuno si prende a cuore le sorti dei nostri beni culturali. E’ forse meglio fare degenerare la situazione e rischiare danni irrecuperabili su una delle nostre perle architettoniche?

    5. Anche al Colosseo stanno partendo i lavori di restauro grazie a un privato, Della Valle. In quel caso si sono investiti 24 milioni di € che lo Stato, in questo periodo, avrebbe avuto difficoltà a reperire.
      Non dimentichiamo che nel passato era molto diffuso il fenomeno del “mecenatismo”; grazie a questo un mecenate, cioè un finanziatore (quasi sempre uomo potente e di cultura), costruiva o restaurava opere d’arte o di architettura.
      E se non ci fossero stati i mecenati, oggi non avremmo migliaia di monumenti e opere d’arte che il mondo ci invidia, anche a Palermo.
      Ci siamo forse dimenticati il caso eclatante del sig. Reinhold Würth, magnate tedesco proprietario della omonima azienda multinazionale, che dopo il terremoto del 2003 a Palermo finanziò totalmente il restauro della Cappella Palatina che, senza il suo intervento, sarebbe ancora oggi chiusa al pubblico e pericolante. Non vedo quale problema ci sia stato in quel periodo a vedere nei ponteggi del cantiere la scritta “Progetto finanziato dalla Würth”.
      Non penso che con quella iniziativa, a Palermo siano schizzate in alto le vendite di cacciaviti e trapani elettrici prodotti dalla Würth, e sicuramente non era quello l’obiettivo del suo fautore.
      Quello è stato un gesto nobile di un uomo ricco ma nello stesso tempo innamorato della cultura e della Sicilia.
      E se lo sponsor sul cartellone della cattedrale non persegue lo stesso gesto nobile di Würth, ma è solo vetrina pubblicitaria ma nello stesso tempo contribuisce al suo restauro, ben venga lo stesso!
      Quindi ok a queste queste iniziative anche perchè secondo me, non essendoci la mano della politica in fase di finanziamenti e di appalti (o almeno è limitata), si rischiano meno atti di corruzione e collusione.

    6. Il fine no, non sempre giustifica i mezzi, il dubbio dell’autore è pure il mio dubbio.

      Credo che tra il mecenatismo ed un tabellone pubblicitario passi una differenza come tra il dì e la notte.

      Ma non sono contrario per principio alla pubblicità sui ponteggi, anche se servono a restaurare un monumento. Purché alla fine il bello torni a trionfare.

    7. Ammetto che in un primo momento ho esclamato in un impeto: ma che schifo è?
      Poi però ho osservato meglio la foto è ho visto che la pubblicità è affissa ad un ponteggio e dai commenti mi pare di capire che sia una sorta di do ut des per garantire il restauro della Cattedrale… se qualcuno può spiegarmelo gliene sarei grata.
      Bè se fosse così, allora diciamo che a mio parere, in fin dei conti può essere un compromesso accettabile…

    8. Non è che il ponteggio sia poi sto granchè da guardare! Ma vista la necessità del restauro, è esteticamente molto meglio la pubblicità, soprattutto se la presenza serve anche a raggiungere un fine di non poco conto.

    9. Qualcuno qui mi ha detto che in Fastweb ci sono parecchi di CL.
      😉

    10. Non contesto l’operazione pubblicitaria ma la forma in cui è stata realizzata. Il cartellone è già un pugno in un occhio di suo, sulla Cattedrale mi pare intollerabile. Potevano armonizzarlo almeno…

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