venerdì 20 ott
  • Inchiesta sui teatri in Sicilia, 72 nomi noti indagati

    72 persone sono state denunciate per truffa aggravata e falso nei confronti della Regione dopo un’indagine della Guardia di Finanza. Il presunto sistema di frode messo in piedi da imprenditori del settore artistico avrebbe un giro d’affari di 2,3 milioni di euro. Gli spettacoli non erano stati realizzati o erano stati realizzati in maniera diversa o sono state riscontrare irregolarità.

    Gli indagati sono:
    Antonino Zappalà di Partinico, amministratore unico della società cooperativa “Figli d’Arte Franco Zappalà a r.l.”.
    Franco Zappalà di Palermo, presidente dell’associazione “Parsifal”.
    Giuseppe Provvidenti di Catania, presidente dell’associazione “Compagnia Associata Teatrale dell’Arte Dialettale”.
    Salvatore Amore di Piazza Armerina, presidente e direttore artistico dell’associazione culturale “Il sipario”.
    Agatino Pasqualino di Catania, presidente dell’associazione “Gruppo d’Arte Sicilia Teatro”.
    Pier Giuseppe Giuffrida di Mascalucia, presidente dell’associazione culturale “Il granteatro”.
    Santi Epifanio Enrico Zappalà di San Gregorio di Catania dell’associazione “Scenario Pub.bli.co”.
    Vincenzo Sasso di Caltagirone, presidente dell’associazione “Teatro Insieme”.
    Gaetano Aiello di Catania, presidente dell’associazione “Il ficodindia”.
    Fabio Navarra di Caltagirone, presidente dell’associazione “Nave Argo”.
    Vincenzo Firullo di Siracusa dell’associazione “CO.M.I.CA.”.
    Lucia Acerra di Siracusa dell’associazione Italia Nostra onlus.
    Carmelo Gimbo di Gravina di Catania.
    Rosario Pizzuto di Catania, dell’associazione “Teatro del Canovaccio”.
    Celina Bruno di Sortino, presidente dell’associazione “Teatro in primo piano”.
    Corrado Valdo di Noto, legale rappresentante della Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto.
    Alfio Scuderi di Palermo, presidente dell’associazione “Palermo Teatro Festival”.
    Sabrina Petyx di Palermo, presidente dell’associazione culturale “M’arte – Movimenti d’arte”.
    Calogero Franco di Palermo, presidente dell’associazione “Il teatro per la libertà”.
    Felice Ciacio di Alcamo, presidente della Società Cooperativa Artistica “Compagnia Piccolo Teatro”.
    Giuseppe Speciale di Caltanissetta, presidente dell’associazione “Nuova compagnia del teatro stabile Nisseno”.
    Enrico Roberto Russo di Marsala, presidente della società cooperativa “Compagnia teatro nuovo”.
    Michele Truscello, sindaco di Novara di Sicilia.
    Adelano Manfrini di Roma, presidente dell’associazione “Arte Viva”.
    Laura Bottino di Aci Castello, rappresentante dell’associazione “Spazio 99”.
    Nicolò Ferrara, sindaco di Calatafimi.
    Antonio Ettore Galfano, rappresentante dell’Ente luglio musicale trapanese.
    Giovanni Moscato di Agrigento, socio amministratore dell’associazione “Teatro della Posta vecchia”.
    Rossella Maria Rita Messina di Catania, amministratore della Teatro della città srl.
    Vincenzo Pandolfo di Palermo, presidente dell’associazione “Gruppo Teatro Scuola” e rappresentante della cooperativa “Il garraffo”.
    Rita La Mattina di Palermo, rappresentante della cooperativa “Teatro Europa”.
    Aldo Morgante di Camastra, rappresentante del Teatro Al Massimo.
    Lucia Restivo di Palermo, rappresentante del Teatro del Porto.
    Salvatore Saitta di Catania, rappresentante dell’associazione “Le nuove maschere”.
    Cirino Di Mari di Lentini, rappresentante dell’associazione “Nuovo mondo”.
    Guido Antonio Enzo Turrisi, rappresentante della società cooperativa “Gli stravaganti media press”.
    Giovanni Salvo di Catania, rappresentante del Piccolo teatro di Catania.
    Vito Parrinello di Palermo, rappresentante del teatro Ditirammu.
    Antonina Lombardina di Palermo, rappresentante dell’associazione “Liberi Teatri”.
    Luigi Di Gangi di Polizzi Generosa, rappresentante della “Teatrialchemici Associazione Culturale”.
    Giovan Battista Nanfa di Palermo, rappresentante della Avia società cooperativa.
    Giuseppa Lelio di Palermo, rappresentante della cooperativa Agricantus.
    Francesco Giorgio, rappresentante della Centro Teatro Studi società cooperativa.
    Corrado Russo di Noto, rappresentante della “Centro culturale mobilità delle arti”.
    Antonio Romeo di Catania, rappresentante della società cooperativa “Gruppo Iarba”.
    Lina Gnani di Ariano nel Polesine, rappresentante dell’associazione “Centro stabile di produzione Quarta parete – Teatro Valentino”.
    Giuseppe Correnti di Palermo, rappresentante dell’associazione “Institute of business intelligence”.
    Katja Iseler, nata in Germania ma residente a Palermo, rappresentante dell’associazione “Teatro Garibaldi”.
    Clara Gebbia di Palermo, rappresentante dell’associazione “Teatro Iaia”.
    Giuseppe Ministeri, nato a Verona ma residente a Taormina, rappresentante dell’associazione “Daf”.
    Marco Pupella di Palermo, rappresentante dell’associazione “Nuova Palermo”.
    Sergio Bianco, rappresentante dell’associazione “Tunghi-Tunghi”.
    Maria Carmela Cappello di Vallelunga Pratameno, rappresentante della “Teatro d’arte”.
    Roberto Salvatore Gennaro Zappalà di Catania, rappresentante della “Balletto di Sicilia”.
    Rachele Torrisi di Catania, rappresentante dell’associazione “Città teatro”.
    Graziana Maria Maniscalco di Catania, rappresentante del “Centro teatrale siciliano associazione culturale”.
    Angelo Di Dio di Enna, rappresentante dell’associazione “L’Arpa”.
    Giuseppe Truscia di Enna, rappresentante della società cooperativa “Nuove proposte”.
    Vittorio Spampinato di Catania, rappresentante dell’associazione Ente teatrale di produzione “Teatro Stabile di Enna”.
    Maria Teresa Augugliaro di Trapani, rappresentante dell’associazione “Circuito Teatro Regione Sicilia”.
    Roberta Cricchio di Palermo, rappresentante dell’associazione “Teatro e storia”.
    Giuseppe Zappalà di Palermo, rappresentante dell’associazione “Nuova generazione Giuseppe Zappalà”.
    Aurelio Cannizzo di Partinico, rappresentante dell’associazione “Aindartes”.
    Marianne Vibaek, nata in Danimarca ma residente a Palermo, rappresentante dell’“Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari”.
    Francesca Vaccaro di Siracusa, rappresentante de “La compagnia dei pupari Vaccaro-Mauceri”.
    Ignazio Puglisi di Sortino, rappresentante dell’“Antica compagnia Opera dei pupi Famiglia Puglisi”.
    Giovanni Scimone di Messina, rappresentante dell’associazione culturale “Scimone Sframeli”.
    Carmine Maringola di Torre del Greco, rappresentante della “Sud Costa occidentale”.
    Silvio Parito di Mascalucia, rappresentante dell’associazione “Statale 114”.
    Massimo Campagna di Palermo, rappresentante dell’associazione “I candelai”.
    Antonino Di Patti di Palermo, rappresentante della “Karisma srl”.

    AGGiORNAMENTO: le accuse posizione per posizione da Live Sicilia.

    Palermo, Sicilia
  • 47 commenti a “Inchiesta sui teatri in Sicilia, 72 nomi noti indagati”

    1. Non ci posso credere…

    2. Ma tutti stí teatri ci sono in Sicilia?!Ma unni finiero???

    3. Sono sicuro che stasera alla trasmissione Striscia la Notizia, la sorella Stefania Petyx farà una bella trasmissione di denuncia della sorella Sabrina e degli altri 75 persone che sembrano abbiano truffato lo stato e quindi tutti noi….

    4. Finirà tutto a tarallucci e vino.

    5. sembra un farsa teatrale, diciamo che tutti erano bravi a recitare imbrogli, così bravi da sembrare veri.

    6. Ma c’é qualche gruppo teatrale in regola? Forse bisognerebbe distinguere le truffe vere e proprie dalle semplici irregolarità.

    7. Bene , anche la sorella della Petyx , ma non era la Paladina della giustizia ? Io non penso che va a trovare sua sorella , troppa figura di merda

    8. dopo gli scandali sulla formazione professionale
      adesso il teatro.
      La cultura non porta bene ai siciliani

    9. Che c’entra Stefania Petyx con Sabrina? La responsabilita’ penale e’ personale in Italia.

    10. Infatti.in ogni famiglia può trovarsi una pecora nera,ma che c’entra la famiglia!

    11. attaccare sia stefania che sua sorella definendo
      la una pecora nera senza aspettare di capire è proprio da STRONZI!

    12. certo, bisogna aspettare e capire bene di che tipi di reati si tratta…ma sta di fatto che anche il mondo della cultura, oserei dire quasi in toto vista la mole di società e persone coinvolte, è malato come gli altri settori.

    13. ???
      Pequod
      controllati

    14. Non hai letto il post,altrimenti avreste capito cosa c’è scritto.
      Denuncia per truffa aggravata e falso etc.etc.
      Per 2,3 milioni di euro.
      E se si potessero fare indagini retroattive,chissà a quanti milioni di euro si arriverebbe.
      Io mi auguro che la persona in questione si possa tirare fuori dalla melma,
      ma allora ne verrebbe fuori una immagine offuscata di chi ha mosso l’accusa.

    15. @ la responsabilità è personale ma la Petyx per fatti meno pesanti di quelli per cui è accusata la sorella si è costruita una carriera televisiva. Ora che ha notizie di prima mano, faccia un bel servizio televisivo.

    16. @ pequod
      Ma quando mai Stefania Petix ha aspettato di capire se le cose che metteva in video erano vere o meno?

    17. Stefania Petyx non deve fare inchieste su sua sorella perché sarebbe comunque sospetta di imparzialità: meglio che le inchieste -giornalistiche o meno- le facciano altri. La sorella può dimostrare da sola la sua buona fede e chi volesse metterla in dubbio dovrebbe avere il coraggio di non nascondersi dietro un nick come usano i vigliacchi.

    18. Ecco la replica di Sabrina Petyx alle accuse:
      LA MIA “REPLICA”:
      Con riferimento alle notizie di stampa sulle indagini in cui, secondo la tesi accusatoria, avremmo ottenuto contributi in mancanza dei presupposti di legge, perchè, si sostiene, non saremmo stati in regola con i contributi per le attività teatrali anno dell’anno 2008, preciso che da un controllo effettuato con il commercialista risulta che, alla data dell’autocertificazione di regolarità contributiva ( 21/12/08), la Compagnia M’Arte, risultava manchevole per non aver effettuato entro la scadenza del 16/12/2008 un pagamento di appena € 26. Pagamento che, nel momento in cui l’errore si è reso manifesto, è stato tempestivamente regolarizzato il 19 gennaio 2009, con un ritardo, quindi, di soli 29 giorni.
      Detto ciò, abbiamo chiesto tramite il nostro legale di essere sentiti dai magistrati per chiarire e documentare la nostra posizione.
      Lascio quindi alla Magistratura, di cui ho piena fiducia, e alla pubblica opinione valutare se questa circostanza ponga me e la compagnia M’Arte nelle condizioni di essere pubblicamente additati, già in questa fase di indagine, come truffatori nei confronti dello Stato, riservandomi ogni azione utile a tutelare la mia immagine.

      Sabrina Petyx (legale rappresentate della compagnia M’Arte – movimenti d’Arte)

    19. Donato mi perdoni. Premetto che io la penso come lei a riguardo, però non può permettersi di giudicare come codardi i commentatori di questo blog, poiché una regola di Rosalio è proprio quella della non registrazione/autenticità del nick/utente. Questa caratteristica penso che sia un bene, poiché ci si sente più liberi di parlare e dire la propria, basta non abusarne e sentirsi in dovere di sparare tutto quello che si pensa, senza pensare che questo può avere delle ripercussioni, legali anche.

    20. Colorina, certo che è legittimo commentare dietro un nick, ma lanciare accuse indimostrate, no: troppo comodo e troppo vile!

    21. fa niente Didonna. usiamo il metodo Striscia la Notizia anche per Lei: Sputaniamola, condanniamola pubblicamente poi dopo anni e anni che la magistratura darà un giudizio finale, vediamo se scrivere 4 righe.
      Cmq Didonna per usare le parole di Stefania Petyx (usate in tante occasioni per gli altri): io credo alle forze dell’ordine che oggi dicono che si tratta di una “Una truffa, secondo l’accusa, da 5.996 e 4.924 euro a fronte dei 76 mila richiesti”. (citazione livesicilia.it)

    22. Quelli sono gli importi dei contributi che, secondo l’indagine, non sarebbero spettati. Un buon giornalista deve scoprire, indagare, documentare e pubblicare, diceva l’altra sera Alan Friedman. Ma lei avrà certo i suoi motivi per avvertire come fumo negli occhi questo modo di operare 🙂

    23. No Didonna, ho solo usato il metodo striscia la notizia che la sorella di Sabrina usa ben volentieri.
      Non credo che tu sia all’altezza di usare il riferimento ad Alan Friedman… 🙂
      La sorella di Stefania Petyx è “accusata di due ipotesi di truffa”
      “Una truffa, secondo l’accusa, da 5.996 e 4.924 euro a fronte dei 76 mila richiesti.”
      Io (come Stefania Petyx) mi fido dalle forze dell’ordine….. 🙂

    24. Marco, hai letto la replica dell’interessata e, soprattutto, l’hai capita? 🙂

    25. MArco intanto vanno distinte le due Petyx e mi pare pretestuoso il collegamento per provare a scalfire la credibilita’ di Stefania (ce ne vuole ah). Fai bene a fidarti delle forze dell’ordine ma queste non possono sostituirsi ne’ ai gradi di giudizio ne’ alla Costituzione che prevede la presunzione di non colpevolezza per gli indagati. Se poi volessimo utilizzare il metodo Striscia allora distinguiamo tra soggetti incensurati come le sorelle Petyx e soggetti che sono gia’ stati condannati definitivamente per frode come quelli di recente presi in esame dal grande tg satirico (e qua ti puoi mettere il parrapicca se sei chi penso io).

    26. @ Didonna
      la sorella di Stefania Petyx avrà la possibilità di difendersi davanti ai magistrati, come tutti i malviventi che hanno a che fare con la giustizia.
      Intanto diamo la notizia che la sorella di Stefania Petyx è “accusata di due ipotesi di truffa”
      “Una truffa, secondo l’accusa, da 5.996 e 4.924 euro a fronte dei 76 mila richiesti.”
      Poi quando i giudici diranno se è o meno truffatrice scriveremmo due righe di scuse.
      Didonna devi essere imparziale. Così come ti sei sempre espresso a favore delle forze dell’ordine e contro i truffatori in attesa della sentenza definitiva, sarebbe onesto intellettualmente farlo anche in questo caso di possibile truffa ai danni dello stato (anche se è tua amica) 🙂
      @ Rosaria
      Per adesso conservati il parrapicca. Ti servirà a breve. 🙂

    27. @Marco, a differenza della sorella in questione, tu hai appena violato la legge commettendo un reato perseguibile ex art. 595 CP. Non puoi dare del “malvivente” o del “truffatore” a degli incensurati.

    28. Commenti interessanti.
      Cio’ che si deduce dalla loro lettura e’ la conferma che per coloro che ci sono lontani le leggi si applicano, per coloro che ci sono vicini le leggi si interpretano.
      Infatti, noto una discreta quantita’ di garantismo nei confronti di un’accusata, e di questa sola.
      Ora, se dobbiamo esser garantisti, sarebbe piu’ equo lo fossimo per tutti, e se si dev’esser giustizialisti allora la regola dovrebbe valere allo stesso modo erga omnes.
      Si capisce che una parente stretta di una persona brava e conosciuta, a Palermo e non solo, stimoli difese appassionate, ma non scordiamoci che la responsabilita’ e’ sempre personale, e che l’essere parente di qualcuno integerrimo non fa divenire integerrimo (per qualche sconosciuta proprieta’ transitiva) anche chi magari non lo e’.
      Tra l’altro penso che la prima persona ad essere arrabbiata con la sorella sia proprio la paladina di Striscia: non fa mai piacere essere tirati in ballo, a torto o a ragione, per qualcosa di spiacevole.
      Si vedra’.

    29. @ Didonna
      ahahaha. Tu si che sai leggere i messaggi degli altri.

    30. Per maggiore chiarezza il senso del messaggio era: così come tanti malviventi si difendono davanti ad un magistrato così anche la sorella di Stefania Petyx (aprendo da Rosaria che è incensurata quindi non malvivente) si potrà difendere. 🙂

    31. Comunque si è tirato in ballo Stefania Petyx (che mai ha dato adito ad alcun atteggiamento losco o equivocabile) solo per la parentela con una persona indagata. E più che concentrarsi su questa scandalosa vicenda, si sta facendo un processo ad una persona estranea, che ancora nemmeno si è pronunciata sull’accaduto (e nemmeno dovrebbe farlo credo).

    32. http://www.gds.it/gds/sezioni/commenti/gdsid/320156/
      .
      Siamo stanchi di vivere in una regione dove ogni giorno si leggono notizie come questa sui pannoloni della sanità,o sui corsi di formazione,o sulle note spese dei deputati.Questo clima genera un forte nervosismo nei cittadini lontani dagli ambienti politici che si sentono presi in giro da quanti stanno abbarbicati alle prebende pubbliche.Ci sono pe rsone che in tutta la loro vita non hanno ne cercato ne beccato un contributo di soldi pubblici,che fanno sacrifici ad onorare tasse e balzelli,e che si rodono il fegato nel leggere certe notizie.Se le indagini sono imprecise o dubbie o incomplete
      che motivo c’è da darle in pasto ai media?Le indagini sulle compagnie teatrali vanno avanti da anni e se si parla di 2,3 milioni di euro fagocitate da 72 su 91 soggetti,
      uno che legge questo genere di notizia che posizioni deve prendere?

    33. Certo, per didonna il parassitismo, di gente che campa con i soldi pubblici “regalati” per attività discutibili, inutili, improduttive, è il male peggiore della Sicilia.
      Tranne quando si tratta di persone A LUI VICINE.
      Per il momento anche Castagna e Faraone sono incensurati, sbattuti, da Petix, in prima pagina a livello nazionale. Petix si dimostra “incostante”, e questo “evento” degli assistiti degli spettacolini passatempo palermitani non lo sbatte in prima pagina.
      Tra tutti questi inquisiti nessuno è degno di essere definito rappresentante culturale o artistico, si tratta semplicemente di spettacolini passatempo, e la loro pretesa di essere finanziati come eventi culturali è solo un camuffamento dell’assistenzialismo (parassitismo direbbe didonna), sono né più né meno come i precari, pip, e simili. SONO ANCH’ESSI ASSISTITI DA SOLDI PUBBLICI.
      Paradossalmente sono più degni di essere definiti espressioni culturali i commercianti abbanniatori del mercato di Ballarò, col loro linguaggio, le loro figure, e la loro gestualità unici.

    34. incredibile.
      .
      http://www.siciliafan.it/palermo-crolla-tetto-scuola-elementare-feriti-3-bambini/
      .
      Crolla il tetto della scuola ma i soldi li davano per fare il teatrino.

    35. EVIDENTEMENTE didonna, che ha fatto (giustamente) la guerra continua agli “assistiti”, rovina della Sicilia, ha un problema quando si tratta di farla a persone vicine a lui (familiari), per esempio una pseudo-artista senza pubblico, o con scarso pubblico, che pero’ campa con i nostri soldi, come gli lsu, precari, pip, politici manciatàri, che didonna combatte.
      Pseudo-artista che si prende i nostri soldi (pubblici) per qualche spettacolino passatempo per pochi intimi, finanziato, erroneamente, per evento culturale… col giusto cliché si può.
      Inquietante il parrapicca di didonna che di solito è ciarliero; com’è inquietante il silenzio della signora petix, che pertanto ha l’abitudine di sbattere la gente in prima pagina su tutto il territorio nazionale, anche quando non è nemmeno inquisita.

    36. Come,familiari?
      E di che grado ?

    37. prima di dire cazzate sullo spettacolo di sabrina petix guardalo! te lo dice chi l’ha visto e che avrebbe voluto tanto che invece di vederlo pochi intimi lo potessero vedere i ragazzi delle scuole perchè ALTAMENTe EDUCATIVO per il tema che affronta. SICURAMENTE di livello superiore di quello dei molti altri che ci avranno mangiato e di cui in questo post nessuno parla ,ma si sa a buttare fango sul bersaglio sbagliato solo perchè la sorella o qualcun’altro non è simpatico ci vuole poco…

    38. “te lo dice chi l’ha visto e che avrebbe voluto tanto che invece di vederlo pochi intimi… ”
      appunto, pochi intimi.
      E se al pubblico non interessa…
      E se per i tuoi parametri, conoscenze, gusti, sarebbe educativo, è solo il tuo giudizio, e forse di pochi intimi, e se tenti di imporre il tuo giudizio le cazzate le dici e fai tu. Se il consenso del pubblico è scarso deve essere pagato in relazione, troppo facile per tutti questi che si auto-dichiarano rappresentanti culturali farlo con i soldi pubblici, e clichés.
      Io li ho inclusi tutti gli assistiti degli spettacolini passatempo nel mio primo post, se sai leggerlo; le tue deduzioni ataviche sulle antipatie solo per alcuni sono anch’esse cazzate che scrivi.
      Semplicemente, chi recita il ruolo di moralista, didonna e petix, chi sbatte la gente in prima pagina senza processi giudicati, chi combatte tutti gli assistenzialismi, privilegi, inciuci, concussioni, non deve nascondersi poi quando l’assistito da soldi pubblici per uno spettacolino che interessa pochi intimi (ma che dovrebbe essere pagato, come tutti lo dovrebbero, dal botteghino) è un suo familiare.

    39. si è vero è il mio giudizio.la risposta l’hai avuta dalla diretta interessata,pensala come ti pare,io la chiudo qua e..e ti consiglio se ne avrai occasione di andarlo a vedere così potrai avere anche TU un giudizio da dare ….

    40. Non ho letto nessuna risposta.
      Inoltre, cerchiamo di capirci perché qui si fa presto a stravolgere il significato di quello che è scritto.
      Io non giudico l’inchiesta in corso né gli indagato come tali, anzi me ne frego (perché so come vanno a finire queste cose). Io sottolineo il fatto che l’assistenzialismo in Sicilia non è usato solo da pochi “fessi”, che sono quelli che pagano per gli assistiti. didonna e petix fanno i moralisti: petix ha sbattuto in prima pagina tante persone solo per sospetti; didonna è il moralista per eccellenza nel web palermitano, combatte e condanna ogni forma di assistenzialismo (parassiti dice lui), ora che si tratta di una sua parente che chiede oltre 70000 euro di finanziamenti pubblici (cito cifre lette in un sito palermitano, se sono vere, SE NON SONO VERE ATTENDIAMO SMENTITE ci scusiamo e lo segnaliamo a chi le ha scritte) col pretesto (il cliché dico io) di ritenersi rappresentante culturale, didonna si tiene il parrapicca. RIPETO: tutti questi che pretendono soldi pubblici millantando valore culturale sono solo operatori degli spettacoli passatempo, che dovrebbero confrontarsi solo col consenso del pubblico, il botteghino.
      A parte il fatto che la definizione di valore culturale è soggettiva, e questi non ci appartengono, sicuramente meno dei commercianti di Ballarò che cito sopra.
      Non mi interessa dare i miei soldi per questi spettacolini, eludo il tuo invito, simili riflessioni pseudo-esistenziali li posso leggere in qualsiasi diario di un’adolescente.

    41. correggo: gli indagati

    42. Questa indagine ( a parte qualche grave caso singolarmente individuato) e’ fumo negli occhi .Il mondo della cultura soffre una grave crisi.Piccole infrazioni ,il mancato rispetto di alcuni termini meramente cronologici( ad esempio i versamenti effettuati in date successive per vari motivi ) non possono affatto portare a identificare mostri e ladroni come certe interpretazioni vorrebbero.Chiediamo invece quale pensione garantisca l’ENPALS a fine carriera (da vera fame ) ! E chiediamoci se la normativa SIAE non sia davvero un cappio al collo per tutti gli artisti,una legge contro la liberta’ di espressione e di pensiero.Oggi molti artisti sono costretti a esibirsi gratis o dietro compenso in nero o addirittura in natura ( cena offerta o pranzo)proprio perché e’ difficile e anzi impossibile far quadrare il bilancio

    43. Non credo che si arrivi a 2,3 milioni di euro per piccole infrazioni,come i piccoli versamenti non fatti nei termini.
      Dividendo 2,3 milioni per 72 si ottiene circa 30000 (trentamila) euro x ogni indagato.

    44. Gentile Alberto

      Non possiamo fare una media corretta-

      da alcune precisazioni apparse sulla stampa alcuni imprenditori teatrali si sono trovati indagati per cifre di appena 26 euro non versate.

      Il problema e’ questo : in mezzo a tutti , ci sara’ stato qualcuno ,e sicuramente c’e’ chi ne ha approfittato,e quello va condannato, come chiunque .
      Ma non si puo’ mettere sullo stesso piano chi invece ha ricevuto avvisi per irregolarita’ formali corrispondenti a pochi euro ,o comunque per quote davvero poco significative anche rispetto agli impegni e al rischio d’impresa gravoso per lo spettacolo.LA faccenda mi ricorda tanto quella questione del DURC ,documento richiesto a cooperative e vari enti che per ricevere i contribuiti :dovevano prima dimostrare di aver pagato i loro operatori.Ebbene, con tutta la buona volonta’ , complici anche le difficolta’ di accesso al credito bancario con i cordoni ristretti di oggi, era semplicemente impossibile pagare anticipatamente gli operatori dei s ervizi .Infatti la legge fu cambiata ,dopo tante proteste.

    45. a favore di chi sta scrivendo questo folklorista?
      Quale amicizia particolare, quali interessi?
      Conosce il senso delle parole, o le conosce bene ma prova a mistificare ad uso (passivo) dei fessi?
      1) imprenditore (dello spettacolo) e finanziamento pubblico: il secondo NEGA il primo
      2) rischio d’impresa coi soldi pubblici?
      3) accesso al credito bancario? Con quale piano – su futuri introiti – per rimborsare il credito? Il pubblico=botteghino? NO.
      4) qualora ci fosse un banchiere folle, ovvero credito in attesa del finanziamento pubblico, lo status non cambia, quello di “assistito DA SOLDI PUBBLICI per spettacolini passatempo”
      5) piuttosto che continuare ad allattare nei soldi pubblici (e molti di loro lo pretendono, millantando il cliché del valore culturale, inesistente) si interroghino sulla scarsa domanda di arte-cultura-spettacoli e se capaci tentino di porre rimedio, invece di cullarsi nell’assistenzialismo.

    46. Mio caro Folklorista
      Il post inizia con “…72 persone indagate per truffa aggravata e falso…”e continua
      “…presunto sistema di frode …”.
      Il che mi lascia pensare che la Guardia di Finanza,fatti i dovuti accertamenti,ha in mano le prove per arrivare al capo d’imputazione
      che appare alquanto pesante nella sua formulazione.
      26 euro sono una cifra irrisoria,ed un ritardo nel versamento non ha nulla a che spartire con “truffa aggravata e falso”.
      Quindi chi si trova in questa situazione può fare ricorso per incidente di esecuzione,
      e chiedere anche un risarcimento per danni morali.
      .
      Nella rilettura del post mi sorge un dubbio.La regione e’ stata truffata per 2,3 milioni di euro oppure ha subito delle truffe ,di entita’ non definita,da parte di un insieme di imprese teatrali che incassano questa cifra a seguito della loro attività?
      Quale sarebbe il danno effettivo subito dalla Regione?
      .
      Infine mi chiedo se e’ corretto dare questo tipo di comunicazione sulla base di un “presunto sistema di frode”.
      E’ quel termine “presunto” che mi lascia perplesso.
      Un termine cautelativo,che non riesce pero ad evitare di scatenare ancora una volta un clima di caccia alle streghe.

    47. CREDO CHE ALCUNI DI QUELLI CHE QUI HANNO COMMENTATO DOVREBBE LEGGERE rosalio OGGI.

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