lunedì 24 lug
  • Oggi lutto cittadino a Palermo per gli attentati di Parigi

    La Giunta comunale di Palermo ha dichiarato il lutto cittadino per oggi a seguito degli attentati che venerdì hanno insanguinato Parigi.

    Da sabato le bandiere in tutti gli uffici comunali sono esposte mezz’asta, gli spettacoli teatrali nelle strutture cittadine sono preceduti da un minuto di silenzio e sabato sera il Teatro Massimo era illuminato all’esterno con i colori della bandiera francese.

    Palermo
  • 10 commenti a “Oggi lutto cittadino a Palermo per gli attentati di Parigi”

    1. Bisogna ammettere che la Giunta attuale del Comune di Palermo si è sempre dimostrata attenta ai diversi conflitti presenti nel mondo dimostrando la sua contrarietà alla guerra appendendo le bandiere in Municipio dei diversi Paesi attaccati nel mondo.
      Ma bisogna anche constatare che nel resto del mondo e dei media Occidentali è scoppiata la prima World Hypocrisy.
      Tutti vicini a Paris,
      ma e alla Palestine? Kenya? Afghanistan? Iraq?Beirut?Syria?

    2. Discorso a membro di cane! Quando muore uno di famiglia il lutto si sente forte, ma se muore qualcuno che tu non conosci stai a lutto pure tu?
      Ora, la Francia e’ vicina all’Italia ed e’ parte della societa’ occidentale della quale fanno parte l’Italia stessa, l’Inghilterra, la Germania, gli USA, etc, in qualche modo siamo come parenti e quindi un lutto per una di queste nazioni viene percepito forte pure dalle altre.
      Quando accade qualcosa in Kenya, in Afghanistan, in Sucania, etc per noi sono terre molto piu’ lontane non solo geograficamente ma pure culturalmente e storicamente, e quindi ci sentiamo meno coinvolti. Se succede qualcosa in Kenya, devono essere la Tanzania, il Madagascar, il Congo etc a stringersi di piu’ intorno, non l’Islanda o il Liechtenstein.
      Sta political correctness ci scasso’ tutti i gioielli di famiglia ormai!

    3. Festival dell’ipocrisia!

    4. E.soprattutto nessuno che parla.di pavé.totale.ma tutti a Oriente e.Occidente che parlano di guerra…
      W la pace…
      That’s all folks!

    5. @triplaacca: Non si tratta per niente di “politically correct”, ma di aprire gli occhi.
      Se per te la “famiglia”, come la chiami tu, è solo l’Occidente e non l’intera Umanità generi già conflitto.

      E se i Veneti non piangessero le vittime di mafia al sud in quanto non facenti parte della “loro famiglia”?

      Rifletti, la Geografia e la Storia le hai studiate per allontanarti o per avvicinarti alla Cultura degli Altri Popoli?

      http://hostpicture.altervista.org/di/YTPT/world-media__880.jpg

      P.S Apri gli occhi: se abiti a Palermo allora per te “Sucania” non è lontanissima, ma ci vivi!

    6. La geografia insegna che non siamo tutti uguali e che non proviamo tutti le stesse emozioni. Io non vivo in Sukania, dove forse abiti tu visto che ti suki tutte ste fissarie, ma sto a Londra, e so cosa vuol dire vivere in una citta’ con rischio terrorismo di questo genere, ero in central london quando nel luglio 2005 ci furono le esplosioni nella metro. E so anche come i musulmani londinesi, non tutti ma una buona fetta, non si son mostrati particolarmente addolorati ne’ allora ne’ ora, tant’e’ vero che qualcuno di loro mi ha pure detto convinto che dietro le bombe di Parigi c’e’ il Mossad israeliano. Che mi veniva voglia di sputargli in faccia come minimo.
      Spesso anche nella stessa citta’ le distanze geografiche e mentali sono abissali, quindi per cortesia chiantatilla e continua a sognare dietro le note di Imagine di John Lennon, please.

    7. scusa tripla H ma il tuo intervento evidenzia solo che tutto è relativo: gli stupidi fanno parte di qualunque etnia e vivere a Londra non significa essere di più ampie vedute e più tollerante di chi abita ad Acitrezza…
      La storia del Mossad in realtà l’hanno tirata fuori i soliti sciacalli complottari (mi pare siano prevalentemente caucasici ma non mi va neanche di verificare) e in giro si sentono un sacco di episodi di gente musulmana che seriamente o onestamente prende le distanze da questi terroristi.
      Le distanze mentali sono così abissali perchè c’è chi, come te, non riesce a vedere più in là dei soliti stereotipi pur vivendo a stretto contatto con altre culture.

    8. “Io sto a London e quindi so cosa vuol dire vivere in una città con rischio terrorismo”, ma cerca di finirla e vatti a fare un “mese erasmus” allo Zen o alla Guadagna e poi vedi quali sono i veri rischi e se hai il coraggio di sputare in faccia a qualcuno!
      C’è molta più distanza geografica tra lo ZEN e via Libertà di Palermo che tra la tua mente e quella di un criceto.

    9. Vi invito a essere rispettosi nei confronti degli altri commentatori e vi ricordo che questa non è una chat. Ho rimosso diversi commenti che violavano la policy dei commenti. Grazie.

    10. Quoto tripla H. Tra qualunquismo e benaltrismo, siamo nella tomba della ragione.

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