giovedì 29 set
  • Palermo sul National Geographic con il Percorso Arabo-Normanno

    Palermo sul National Geographic con il Percorso Arabo-Normanno

    National Geographic ha scritto nel numero in edicola del suo magazine del Percorso Arabo-Normanno Unesco di Palermo.

    La galleria con le foto di Manoocher Deghati.

    Nella presentazione a Palazzo delle Aquile il sindaco Leoluca Orlando ha detto: «Si tratta di un contributo alla internazionalizzazione, della storia, del presente e del futuro della nostra città. Esprimo apprezzamento per lo splendido articolo che configura Palermo come metropoli capitale italiana della cultura araba. Una conferma delle antiche radici dello spirito di accoglienza, che è proprio della nostra città, come sancito anche dall’inserimento di Palermo nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’Unesco».

    Palermo
  • 28 commenti a “Palermo sul National Geographic con il Percorso Arabo-Normanno”

    1. matrimia arrizzano li carni! ” Capitale dell’accoglienza” col dominio arabo in sicilia non ci trasi niente: gli arabi non furono per niente tolleranti. caso mai lo furono i Normanni ( tolleranti) ma al sindaco della storia non gliene … una mazza.. si è innamorato della sua tesi e va bene cosi, chissenefrega!

    2. “Esprimo apprezzamento per lo splendido articolo che configura Palermo come metropoli capitale italiana della cultura araba”. Per il nostro sindaco ,Palermo sarebbe la “capitale italiana della cultura araba”. Il prof. Orlando sarà un raffinato giurista ma come “storico” vale poco. Escludendo le Terme di Cefalà Diana tutti i monumenti , cosi detti “arabi” sono normanni. Purtroppo l’incompetenza è il dato caratterizzante di questa giunta.

    3. che disgusto ! vada a studiare la vera storia del nefasto periodo dell’invasione musulmana.
      Fatta di decenni di stermini (70 anni) subiti dalla popolazione indigena, che in seguito dovette subire oppressioni, schiavitù, imposizioni umilianti, ghettizzazione, lotte continue, usurpazione, distruzione persino del paesaggio, occupazione abusiva di edifici e chiese cristiane per farci le moschee.
      All’arrivo dei normanni rimasero solo la metà degli arabi-musulmani, in prevalenza servi e contadini (che ovviamente non contavano); al culmine delle loro frequenti rivolte i musulmani furono tutti deportati (1240 ca.), ovvero NIENTE SEGUITO di presenze arabo-musulmane, fu solo una parentesi nefasta. La Sicilia fu ripopolata da cristiani: lombardi, piemontesi del Monferrato, liguri, emiliani, bretoni, normanni, provenzali, fatti venire dai normanni e poi dagli svevi, che si unirono agli indigeni rimasti. Solo l’ignoranza (o malizia ?) fa millantare a certi individui eredità inesistenti.

    4. Articolo pieno di menzogne, comandato. La cattedrale era una chiesa cristiana preesistente occupata abusivamente dagli arabi. Nella versione attuale fu costruita dai normanni 100 anni dopo la fine dell’invasione araba, ed è un misto di vari stili ed epoche: romanico normanno, gotico, barocco, neoclassico, catalano… Le trecento moschee millantate erano chiese cristiane occupate abusivamente, e certamente non erano trecento. I viaggiatori arabi vantavano le bellezze costruite dai normanni millantando come se fossero loro. Amari un anti-chiesa per ragioni politiche, filo-arabo.
      L’articolo racconta di presenza musulmana rilevante che si protrasse fino al 1300 ? Dal 1061 inizia la conquista normanna, rimasero solo la metà degli arabi, in prevalenza servi e contadini, pochi delle classi “superiori”. Nel 1160 iniziano i “pogrom” lombardi (di Sicilia) contro i musulmani; i musulmani spesso rivoltosi si rifugiavano nelle campagne e montagne. Al culmine delle loro rivolte furono definitivamente deportati (ca. 1240). Anche a Lucera e in altre città dove furono deportati subivano persecuzioni e vessazioni, infine venduti come schiavi. Insomma, di quale, e che tipo di presenza, si tratta dal 1061 al 1300 ?

    5. Quale architettura ? Distrussero, occuparono abusivamente chiese cristiane preesistenti, i NORMANNI costruirono.
      orlando cascio non sa quello che dice. O quali piani persegue ?
      In 150 anni gli arabi-musulmani distrussero soltanto e quando rimasero la metà (non cacciati tutti solo grazie alla tolleranza normanna) in prevalenza servi e contadini, pochissimi delle classi privilegiate, avrebbero costruito? Al limite alcuni furono usati come manodopera al servizio dei normanni. Basta fare un giro nel nord della Francia e in parte dell’Inghilterra per notare da dove derivano le influenze, e vedere le analogie col gotico-normanno e il romanico, dai quali deriva il siculo-normanno, arricchito dai mosaici bizantini. I tre elementi decorativi di imitazione araba apposti su tre monumenti, non su tutti, fanno parte del capriccio normanno e di loro strategie geo-politiche.
      Poi, magari confrontare con i monumenti arabi in Andalusia, che non hanno niente a che vedere con quelli siculo-normanni… usurpatori.

    6. Ma i monumenti arabi scomparsi se li mangiò la terra o furono distrutti dai tolleranti normanni? Il revisionismo storico teso a dimostrare la superiorità degli occidentali sul mondo arabo non mi piace.

    7. Hai già dimostrato la tua ignoranza in passato, Barça. Occuparono edifici e chiese cristiane preesistenti. Non sai leggere ? Fortificarono una cittadella, per isolarsi e proteggersi dalle rivolte. E ti sfugge il dato essenziale: erano invasosi , usurpatori. Fu ristabilito giustamente il corso delle cose, abbattendo la loro cittadella abusiva. Nessuno ti vieta di andare a vivere in un paese musulmano.

    8. Invasori e sterminatori, che dopo avere decimato la popolazione esistente operarono quasi una sostituzione etnica, importando decine di migliaia di arabi, berberi, turchi, persiani, egiziani, altri africani e orientali. Come detto, la metà partirono o perirono a!l’arrivo dei normanni, gli altri furono tutti deportati in seguito (v. sopra)

    9. Palermo è sicuramente la città più arabeggiante d’Italia, ma l’influenza araba è sopravvalutata per motivi ideologici a scapito di quella bizantina: i monumenti del percorso arabo normanno sono più bizantini e romanici che orientaleggianti.

    10. “”…..delle antiche radici dello spirito di accoglienza, che è proprio della nostra città,…..””

      Come già detto da altri, gli arabi erano usurpatori e dominatori, le popolazioni indigene li hanno subiti. Ma quale accoglienza! la Sicilia ha sempre subito le dominazioni dai Fenici ai Greci ai Cartaginesi passando per i Romani, gli Arabi e gli stessi Normanni e poi gli Svevi, gli Angioni (francesi) e gli Aragonesi, gli Asburgo e gli Spagnoli e per finire i Piemontesi.
      E chi più chi meno hanno sempre dominato con le buone o con le cattive, magari alcuni hanno lasciato tracce profonde del loro passaggio, ma di certo non gli Arabi.
      Il sindaco la storia o la conosce poco o fa finta di conoscerla, vuole far passare la sua politica di accoglienza come cosa antica dei Palermitani.
      Ma quannu mai!

    11. Mi permetto di aggiungere alle giuste osservazioni di Didonna il GOTICO-NORMANNO.
      Potrei postare decine di foto che testimoniano della similitudine tra il siculo-normanno ed gotico-normanno che costruivano nella stessa epoca nel nord della Francia, e in Inghilterra dove i normanni regnarono a partire dal 1066. Le foto le potete trovare nel web. Come si trovano anche quelle che dimostrano la netta diversità tra il siculo-normanno e i monumenti arabi in Andalusia. Per questo, io non considero Palermo “arabeggiante” solo per il fatto che siano stati aggiunti tre elementi decorativi di imitazione araba (tranne la Zisa, caso eccezionale, dovuto alla curiosità dei normanni… non a creazione araba).

    12. D’altronde:
      1 ) gli arabi (la metà rimasti all’arrivo dei normanni, servi e contadini in prevalenza, ribadisco) furono deportati (60.000 secondo alcune fonti), vuol dire IMPOSSIBILE TRASMISSIONE DI EREDITÀ né culturali né genetiche… e visto il grado sociale di quelli rimasti… quali eredità ?
      2 ) i normanni rappresentano il periodo più glorioso, anche dal punto di vista dei monumenti… SOPRATTUTTO (in questo contesto) ripopolarono la Sicilia facendo venire lombardi, piemontesi, liguri, bretoni, normanni, provenzali, che si aggiunsero agli indigeni, ed è logico pensare che queste popolazioni lasciarono eredità (a proposito di origini genetiche) genetiche e culturali
      3 ) Ripopolazione continuata con gli svevi, ricordati per l’importanza culturale e la scuola (altre eredità)
      4) nel periodo del grande fermento commerciale spagnolo vennero in Sicilia, e vi si stabilirono, genovesi, pisani, toscani in genere, veneti, emiliani, lombardi (di nuovo), fiamminghi, francesi, olandesi, oltre agli spagnoli, etc. Anche questi costituiscono, logicamente, il patrimonio genetico e culturale. Soprattutto gli spagnoli (e aragonesi) determinarono la configurazione urbanistica attuale della città, crearono corsi, vie, costruirono tantissimi palazzi, monumenti, piazze, porte, fontane, che per citarli tutti occorrerebbe un post lungo 50 cm. la Via Alloro coi suoi monumenti, i quattro canti, piazza Pretoria, porta Nuova, le chiese alla Kalsa, corso Toledo, via Maqueda, piazze alla Vucciria… etc…
      A Palermo c’è molto più tardo gotico, rinascimento, catalano, barocco, che altro… e si millantano ancora false identità relative a un periodo CANCELLATO TOTALMENTE (deportato), dove peraltro gli indigeni ghettizzati e oppressi non contavano un tubo, solo per il persistere di tre cupolette (peraltro copie diverse) e una copia di muqarnas attorniata da disegni bizantini e persiani ?

    13. per finire, solo la “follia”, un disegno “folle”, può inserire il duomo di Cefalù e quello di Monreale, coi loro stili inequivocabili, dentro un “brand” usurpato che non significa niente e non corrisponde a niente

    14. Che strano .Leggendo,scopro che sono un Turista sui generis.
      Io visito le Cattedrali di Palermo,Monreale,Cefalù,
      Osservo le architetture,i dipinti,gli affreschi,
      resto ammirato,stupefatto,
      senza alcuna curiosita storica
      che lascio agli specialisti.
      Se no fare il Turista sarebbe un lavoro.Troppo impegnativo.

    15. Full d’accordo con tutto ma fenici e cartaginesi erano lo stesso identico popolo e la loro influenza riguarda solo determinate aree costiere dell’occidente siciliano in un periodo in cui l’isola era abitata da greci e da italici locali.

    16. Concordo con l’analisi fatta GiGi. Associare costantemente gli arabi a Palermo è un’offesa per la vera storia della città. Offesa che viene anche perpetuata grazie alla creazione del brand “arabo-normanno” che non vuol dire assolutamente nulla. Di arabo a Palermo c’è poco o niente, essendo Palermo una città perlopiù barocca.

    17. Ho dimenticato di scrivere che il periodo aragonese e spagnolo, particolarmente DETERMINANTE e INFLUENTE per diversi aspetti, urbanistici, monumentali, culturali, e per la formazione del patrimonio genetico, è durato 431 anni.
      Dopo che la nefasta parentesi musulmana era stata cancellata, da normanni e svevi, da diversi secoli. A buon intenditore.
      @ Davide, per contestare le idiozie che affermano orlando cascio, i suoi amici, e organi di stampa asserviti, mi permetto di precisare che a Palermo c’è molto, e influente, determinante e rilevante, siculo-normanno (sintesi di romanico, gotico-normanno, bizantino), tardo gotico, rinascimentale, catalano, barocco…

    18. Personalmente ho sempre pensato che l’influenza araba sulla Sicilia occidentale sia sempre stata molto sopravvalutata. Basta recarsi in Tunisia per capire come i due luoghi siano relativamente vicini geograficamente ma culturalmente molto distanti.
      Anche l’etimologia dei nomi di alcuni nomi di città che erroneamente è attribuita agli arabi, in realtà è solo un adattamento di una preesistente forma latina o greca: Castrogiovanni era chiamata dagli arabi Qasr Jani evidente corruzione del nome Castrum Hennae eppure per molti il nome Castrogiovanni è arabo! Anche di alcune parole del dialetto che sono di sicura origine araba, si esagera moltissimo l’importanza.
      Riguardo alla Sicilia orientale enormemente preponderante sembra l’influenza greca.
      Perché si esagera così tanto ancora oggi quell’influenza che è cessata da 1000 anni? Forse per spiegare alcune nostre inefficienze, pigrizie, deficit culturali? Ma con questi ultimi gli arabi non hanno alcuna relazione: è solo colpa nostra.

    19. @Bomber
      Vero è che i Cartaginesi (nord Africa) discendono dai Fenici (Medio Oriente), ma tra il 400 ed il 500 a.c. Cartagine (città stato) assunse un ruolo di primo piano nel Mediterraneo.

      La Sicilia in un primo periodo fu dominata (a zone) dai Fenici che nel 734 a.C. fondarono Mabbonath l’odierna Palermo, già abitata dai Sicani.
      Poi ci fu un secondo periodo di dominazione (sempre a zone) tra il 400 ed il 500 a.c. detto punico con governo Cartaginese.
      E tra questi due periodi ci furono i Greci.
      Nonostante le guerre sia gli uni che gli altri mantennero i propri domini sulla Sicilia fino all’arrivo dei Romani intorno all’anno 240 a.c.

      Alla fine comunque tutti dominatori furono!
      Mai nessun indigeno siciliano/ sicano invitò i popoli dalle varie etnie che si susseguirono a venire a dominare la Sicilia.

    20. Ohe’ Gigi ma cosa fai? Il leghista made in Sicily? Lo so che gli arabi non ti stanno simpatici! ma dopo tutto a chi lo sono? Ma la Storia bisogna conoscerla davvero prima di scriverla, perche’ e’ doveroso riconoscere
      agli arabi il merito di aver fatto rinascere l’economia nonche’ la società siciliana dopo che i nostri “amici” romani l’avevano trasformata in una terra di latifondi lavorata da schiavi! Gli arabi hanno ripristinato la piccola e media proprietà agricola ed i metodi intensivi di coltivazione; L’artigianato; il commercio internazionale; un’ottima P.A.; un ottimo sis
      tema monetario, fiscale e tributario: tutto questo i nostri simpatici
      Vichinghi non hanno dovuto fare altro che ereditarlo. Buona lettura

    21. Cartagine infatti intervenne nella Sicilia occidentale perché sorgevano Palermo e Mozia anche esse di origine fenicia. La presenza greca così come quella sicana, sicula ed elima era molto più consistente rispetto a quella fenicio-punica molto limitata ad enclaves costiere, anche se hanno sempre tentato di espandersi militarmente (non a livello di colonizzazione che è diverso) ma fermati dai sicelioti.

    22. L’unica città prima di Roma alla pari di Cartagine nel Mediterraneo centro-occidentale era Siracusa e di questo i siciliani dovrebbero esserne orgogliosi, ma questo nei libri di scuola non lo si scrive. Se non fosse stato per loro tutta la Sicilia avrebbe fatto la fine di Sardegna, Corsica, Malta, Numidia, Libia, Baleari e Iberia centro-meridionale e cioè sarebbe divenuta tutta una provincia di Cartagine, ma proprio Siracusa riuscì a fermarli e anche a portare la guerra in Africa con Agatocle.

    23. Akille67 sulla Sicilia romana e poi bizantina sono state raccontate un mucchio di castronerie da Michele Amari che al tempo stesso ha sopravvalutato di molto il lascito islamico. Dice bene Sandro, le differenze tra la Sicilia e il mondo arabo sono evidenti. Amari si sa, era anti-clericale…

      http://zweilawyer.com/2015/10/15/lepoca-doro-della-sicilia-musulmana-un-falso-storico-1/

    24. Ok Bomber! Va bene che uno come Orlando possa avere un motivo ideologico (il sinistrorso Orlando!) per creare il mito dell’arabo-bravo-ragazzo!Ma se parli di un Michele Amari parli di uno dei più accreditati storiografi doll’ottocento (forse il migliore dopo Pirenne) che per quanto anticlericale non poteva certo stravolgere totalmente la storia della sua terra. I normanni comunque essendo un popolo dalla mentalità molto aperta e pragmatica hanno sempre preso il meglio dalle culture dei popoli da loro vinti( hanno fatto così con i franconi carolingi nel nord francese e quindi con i latini i bizantini e gli arabi in Sicilia): Si può parlare per ore delle condizioni misere in cui versavano i Siciliani che non volevano sottomettersi all’islam, va bene, ma come avrebbero dovuto trattare chi non si sottometteva alla loro legge? Immagina che al tempo dei romani, tutte le ex citta’ puniche di Sicilia avessero chiesto a Cesare di osservare solo la legge cartaginese al posto di quella romana; cosa avrebbe risposto Cesare?Inoltre vorrei capire cosa ci facevano gli schiavi al tempo di Gregorio Magno nella cristianissima Roma?

    25. Amari aveva anche interessi politici per farlo. Personalmente non lo reputo il miglior storiografo dell’ottocento, ma nemmeno per sbaglio, uno come Gregorovius se lo mangiava a colazione. Leggi tutti e tre gli articoli su Zweilawyer e ti fai un’idea. Quindi ricapitolando, Roma era cattiva perché sottometteva i vinti, ma i musulmani (che nel caso della Sicilia erano più berberi e spagnoli che arabi del golfo) erano tolleranti per lo stesso motivo?quella islamica è stata una dominazione veramente pesante, a cominciare dalla guerra di invasione.

    26. Comunque non si può fare il paragone, le città puniche in Sicilia erano due o tre, la Sicilia bizantina era un blocco unico. Portatori di civiltà diceva Amari?bene date un’occhiata all’assedio di Siracusa nell’anno 878 d.C. Come si possa inneggiare a tale dominanza me lo chiedo spesso e credo che il siciliano soffra di masochismo.

    27. Akille67, non avrei voluto rispondere perché è troppo stu.pido l’accenno ai leghisti.
      La faccio breve, meriti solo indifferenza.
      Leggi quali erano le condizioni antecedenti (commercio, navigazioni e scambi, coltivazione), quello che distrussero gli arabi (paesaggio, coltivazioni), e poi esprimiti. In rapporto a stermini e danni che fecero, non li prendo nemmeno in considerazione le loro poche novità, che rimpiazzavano quanto distrutto e soprattutto erano a loro uso e consumo, dato che i pochi indigeni rimasti vivi contavano meno di niente, quando non erano venduti come schiavi.
      Comincia con questo:
      “La Nave Bizantina di Pantano Longarini Porto Ulisse”

    28. Io discendo dai Lombardi di Sicilia e a me questa storia della Sicilia araba inizia un po’ a rompere la minchia… è assolutamente sopravvalutata la loro eredità. La Sicilia deve molto ai Normanni, poco o niente ai musulmani invasori.

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