La giornata, coi tempi che corrono, fu bellissima. La stinnuta durò di più dell’asciugata tanta era la robba che si aveva assummato. Tutto buono e benedetto. Stasera, un per esempio vi potete affacciare al finestrone e vedere l’ultimo pezzettino di luna che passia e le stelle, da tanto che non le potete vedere, magari vi sembreranno ca luciunu di più. Ecco magari questi sono i momenti che se vostra moglie vi chiama attipo: Pino trasi ca c’è un friddu ri muoriri”, voi ci dite, Affacciati tu invece ca ti quario io… Troppo sdillinqui? Ogni tanto ci vuole Continua »
Profilo e post di Daniele Billitteri
Meteobilli: giovedì 9 febbraio
Meteobilli: mercoledì 8 febbraio 2012
Meteo di mercoledì 8 febbraio 2012
Oggi vi voglio parlare un poco della Luna. Perché tanto se no finisce che vi debbo dire cose tinte e mi piange il cuore. Invece vi voglio parlare della Luna perché ogni tanto ci vuole qualcuno che ci prende le difese. Per esempio quando i scienziati del tempo parlano tra di loro e devono dire che la luna non è ancora a palla ma è che cresce o se ne cala, dicono che è «gibbosa crescente» o «gibbosa calante», come per ora. Ma vi pare bello? Continua »
Meteobilli: martedì 7 febbraio 2012
Avete visto che bella giornata oggi?. Mi è dispiaciuto darvi brutte notizie perché magari io vorrei che tutti andiamo scaminiando e tutto ci viene buono. Perché quando c’è tempo buono magari ci pare che ci viene tutto più facilitato. Come diceva uno che cantava e contava di un soldato morto in guerra d’estate in un campo di grano: all’inferno avrei preferito andarci d’inverno. Ma noi all’inferno ancora non ci dobbiamo andare che abbiamo chiffare di cui ci accordiamo ad accollarci pure il malotempo antipatico. Tutta questa chiacchiera per dirvi che domani ci attocca un’altra giornata di quelle che uno pensa: ma per forza mi devo alzare? Continua »
Meteobilli. Il tempo di lunedì 6 febbraio: oggi stativi a casa
Su Facebook ho creato un gruppo che si chiama Meteobilli dove ogni giorno posto la mia versione delle previsioni del tempo per l’indomani. Mi sono messo d’accordo col dottore Siino per mettere le previsioni pure su Rosalio. Vi vorrei assicurare che malgrado il babbio, le previsioni si basano su dati scientifici. Quindi vi potete fidare Continua »
Le ragioni del Topo/Campagna
Mio cugino Calogero mi mandò una nuci di quelle belle grosse. Un regalo a motivo che lui abita vicino allo Zen in via Lanza di Scalea. La c’è campagna e ci sono noci, fichi, pruni, varcuochi e poi pomidori, pipi, cucuzze, molinciane, alivi. Una del tutto. Dentro la noce però c’era puru un pizzino: “Carissimo cugino Michele, che fai sempre vurricato nelle fognature? Perché non porti i bambini a respirare un poco di aria pura senza che ti devi scantare che ci danno il veleno oppure ci fanno altre cose tinte?” Continua »
Le ragioni del topo
Buonasera. Mi chiamo Michele ma quelli di lassopra mi chiamano tutti u surci. In effetti surci sono e ho la coda più lunga di tutti quelli che abitano nel quartiere di piazza Bologni. Surci di cunnuttu che vuol dire topo di fogna. Ora, parliamoci chiaro: i piccioni ca si manciano tra iddi li chiamano colombine e li mettono nelle cartolline dei picciriddi ca dice che rappresentano la pace, la bontà e l’onestitudine. Io che mi passa la vita a cercare di darci a mangiare alla mia famiglia, sono un surci i cunnuttu, uno che se lo vedi è meglio che lo screpenti. Continua »
Una questione di punto di vista
C’è caldo. Mi sento nudo con tutto questo spazio attorno che neanche vedo tanto è buio. Sento i rumori più strani. Uccelli che si lamentano, rumore di ali che sbattono l’aria, foglie mosse dal vento. Ho una paura della malora perché sono piccolo e i piccoli hanno sempre paura quando c’è troppo buio. E pensare che oggi pomeriggio ero felice perché non mi mancava niente. E i piccoli sono sempre felici quando non gli manca niente. Continua »
Precari
Oggi migliaia di precari hanno protestato contro il governo regionale. La questione riguarda 22.500 persone per le quali, negata dal Commissario dello Stato la possibilità di derogare al Patto di Stabilità, viene cancellata la speranza di una stabilizzazione e quindi di un lavoro a tempo indeterminato. Si tratta di 22.500 siciliani di ogni specie e origine: laureati, ignoranti, giovanissimi, attempati, schietti, maritati, single e bamboccioni. Oggi si replica. I sindaci (tutti di area Pdl squadra Alfano/Schifani) fanno pressing su Lombardo: che parli con Tremonti e rimetta le cose a posto. Oggi sono scesi in piazza quelli del Movimento Giovani Lavoratori, autonomi e trasversali. E domani tocca ai confederali. I sindaci di cui sopra minacciano blocco di raffinerie, autostrade, traghetti. Lombardo promette una legge in settimana (!!) per sistemare tutti in un sol colpo “E poi se la vede Berlusconi”. Continua »
La Città della Terza Età Trallallero Trallallà
Il comune di Palermo, impiegando i fondi FAS (Fateli Arrivare Subito) dei contributi europei del POR (Poveri Ormai Riconosciuti), ha espropriato una vasta area di Pallavicino prospiciente la “Città dei Ragazzi”, la struttura adiacente alla Palazzina Cinese. Il terreno, secondo un progetto approvato dalla Giunta e da tutto il consiglio con i voti di tutti, è destinato ad ospitare una struttura che si chiamerà “La città della Terza Età, trallallero trallallà”. Un modo per addolcire un’intestazione che altrimenti sarebbe stata magari un po’ triste e malinconica attipo Viale del Tramonto. Continua »
Ride il telefono
Ho deciso: domenica prossima apro un banchetto a piazza Marina. Per vendere cosa? Musichette per i telefoni, che diamine! No, no: non le suonerie dei telefonini che quelle si scaricano dalla rete e c’è di ridere per le minchiate che si riescono a trovare. C’è perfino tutto il capitolo regionale con abbondanza di friscalettu e scacciapensieri oppure di voci simulate che gridano: «A ttia vuonnu!», oppure: «’U messaggiu arrivò». Tutta roba, temo, inventata dai polentoni perché noi non è conto che siamo così materiali, è giusto? Continua »
Ramko
Ha la faccia che tace. La maglietta a strisce gli copre il busto da cardellino, i capelli biondissimi sono corti e finiscono a punta sulla fronte. Ha gli occhi di un azzurro così pallido da sembrare grigio perla. Occhi senza la luce di dentro che tutti i bimbi hanno mentre incontrano la magia di una nuvola che ne rincorre un’altra. Ma Ramko il cielo non lo guardava mai. Era nato in una “kampina”, la roulotte dei rom, in un accampamento vicino allo stadio, accanto a un parco bellissimo che chiamavano Favorita. Continua »
Reception
Lo sentiva addosso mentre ansimava. Maria pensava che un buon lottatore vince perché respira mentre combatte e se prevale l’istinto poi finisce che manca il respiro, che il movimento va fuori controllo, smette di essere fluido, sapiente. Chi ha detto che la passione è solo istinto? Quale condivisione è garantita dall’istinto? Continua »
Storie di un vecchio sbirro: Il davanzale
Volontario. Nessuno lo costringeva. In tutta coscienza decideva sempre da solo e finiva sempre a mezza sciarra con Sofia che magari avrebbe voluto averlo in casa con la figlia e il genero. Ma non c’era verso perché Salvo Scibilia era torto come un chiodo usato novantanove volte ma che era sempre buono per essere usato la centesima. Lui la pensava a modo suo. E il modo suo era una trazzera di mezza montagna dove non sono tutti quelli che si possono avventurare. Continua »
Vicolo Culo di Sacco
C’è una stradina dove non si può finire per caso. è piccola, come un semino nascosto in un labirinto. Non solo devi sapere dov’è ma pure l’esatto percorso che devi fare per arrivarci. Se no ti perdi. La stradina non ha un nome vero ma tutti quelli che la conoscono, la chiamano “Culo di Sacco”. Intanto perché non ha uscita. E poi è proprio buia. Ma sbaglia chi pensa che faccia paura. Anzi è vero il contrario. Continua »
Il cacciatore di cattivi pensieri
Volano come i corvi sui campi di grano agitati da un vento maligno ma io ci provo sempre a essere come uno spaventapasseri. Perché li vedo arrivare, li scovo dietro uno sguardo velato, al centro di una lacrima, nel solco di una ruga anche appena accennata. E dovranno vedersela con me che sono e mi sento il cacciatore dei cattivi pensieri. Continua »
Lavavetri
Il Comune di Palermo ha assunto a tempo determinato 400 persone di età compresa tra i 18 e i 60 anni da destinare all’attività di lavavetri delle auto in circolazione. L’assunzione è stata fatta per prelievo dalle liste del collocamento e nel rispetto di una delibera approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale. Continua »
Ipocondria palermitana
Arrivo al giornale sempre verso le tre. Col boccone in bocca, come diciamo da noi. Non si può dunque dire che sia proprio reattivo e vigile. Al contrario: sono preda dell’ossimoro che mi vuole a un tempo sonnolento e frettoloso. Così non mi accorgo del tipo che mi si avvicina mentre assicuro lo scooter con la catena. Continua »
La crociera
Non se ne conosce il nome ma per certe storie questo non è un problema. Quindi chiamiamoli Antonio e Letizia, tanto per dire.
Che si sa di loro? Il poco ci racconta di una coppia di mezza età che vive in un comune del Centro Italia, né piccolo né grande. Antonio e Letizia hanno figli? Lavorano ancora? Sono in pensione? Chissà. Possiamo solo immaginare. Continua »
Tango!
Quando ero bambino fui mandato a tradimento a imparare la tarantella. Io e mia sorella, con la morte nel cuore, ci consegnammo a un boia di quartiere in una casa a secondo piano di un palazzetto in una traversa di via Oreto a pochi passi dalla Mensa del Ferroviere, luogo che mi era senza dubbio più congeniale. Continua »
La mia Baarìa
Ho chiuso gli occhi quando mi ha sequestrato e portato lì in mezzo al mio passato. Ho chiuso gli occhi ma ho continuato a vedere i luoghi della genesi, la dove tutto è cominciato e io me ne andavo curioso con la vita in tasca. Ho chiuso gli occhi ma ho sentito i rumori, la musica, le voci come a un mercato arabo. “V’accatt’i dollari”. Continua »
Boris Giuliano 21 luglio 1979
Gli anniversari dovrebbero essere come un grande albero che ogni anno ha un ramo nuovo e si riempie di frutti che tutti possono mangiare. Se no è come la corona d’alloro messa sotto una lapide che si inaridisce in pochi giorni e non serve più neanche per fare un “canarino”. Trent’anni fa come oggi in via Di Blasi a Palermo la “prima pistola” di Cosa nostra Leoluca Bagarella sparava alle spalle a Giorgio Boris Giuliano, capo della squadra mobile. Continua »
Anniversari tra dubbi certi e certi dubbi
Sono trascorsi 17 anni dalla strage di via D’Amelio e ieri ho letto sulle agenzie che i palermitani che hanno preso parte alle manifestazioni erano “pochissimi”. Oggi l’Italia intera si convincerà che questa è una città irredimibile, che a un palmo dal nostro culo può crollare il mondo. Una città dove le panelle si impastano col cinismo, dove il tira a campare è la bibbia, dove triste è il popolo che ha bisogno di eroi e che ci possiamo fare se questo Borsellino non si faceva i cazzi suoi.
Ora, con tutto il rispetto, io credo che questa sia una lettura superficiale della realtà, una di quelle letture “politicamente corrette” che finiscono col diventare l’intepretazione standard che scatta come un meccanismo automatico bene oliato. Continua »








