giovedì 20 set
  • La società civile

    Diciamocelo pure: Palermo è una delle città più belle d’Italia. Un parere che, spero vivamente, molti di voi condividano. Secondo me, la nostra amata/odiata città, può essere annoverata tra i gioielli del bel paese, al pari di Firenze, Venezia, Napoli e via dicendo. Ovviamente sono tutte città che hanno peculiarità in grado di renderle uniche e non confrontabili tra loro. Firenze, la culla del rinascimento, un museo a cielo aperto; Venezia, uscendo dalla stazione ferroviaria, è un colpo d’occhio al quale non si è preparati. Al di là delle soggettive preferenze, nessuno può obiettare sul fatto che entrambe le città siano belle in maniera originale.
    Ecco, Palermo lo è allo stesso modo. Lo è nei monumenti che ne costellano il territorio. Lo è nelle contraddizioni che la caratterizzano. Lo è nella storia che ha determinato l’attuale struttura, la cui conoscenza deve accompagnare una visita della città. Lo è nel calore degli abitanti, che rende la città vibrante. Lo è nel cibo che ne rende la tradizione enogastronomica famosa in tutto il mondo.
    Dimenticando per un attimo l’esigenza, a tutti i costi, di essere inedito ed originale, direi che Palermo è una donna bellissima, ma decisamente trascurata. Ha i baffi, i brufoli, i capelli ingarbugliati, puzza. E questo lo abbiamo ripetuto sino alla nausea. E mi sa che, anche se dovessimo continuare a ripeterlo, chi dovrebbe occuparsi della ripulita di questa “modella caduta in disgrazia” continuerebbe ad essere miope e, sinceramente, molto poco ambizioso. Comincio a provare compassione per chi occupa la stanza dei bottoni guardano al proprio orticello, misurando il proprio successo come uomo ed uomo politico in termini economici, senza considerare la possibilità di essere ricordato dai posteri per quello che è riuscito a fare in un’ottica di cambiamento della città, e non per la quantità di immobili che è riuscito ad accumulare. Anche perché questo non è proprio un criterio che rende l’uomo immortale nella memoria collettiva. Per cosa verrà ricordato il sindaco Cammarata? Non voglio esprimermi. Per cosa verrà ricordato l’assessore Maurizio Carta, lettore assiduo di questo blog? Spero che lo sia per avere restituito importanti piazze del centro storico ai cittadini (pedonalizzazione di piazza Marina e piazza Bologni, per le quali qualcosa si muove, speriamo ad una velocità accettabile). Ognuno faccia le proprie considerazioni.
    Tornando alla nostra “bella”, gli strumenti istituzionali di “estetica” hanno fallito, almeno sino a questo momento. Sono d’accordo, quindi, con l’amico Donato Didonna (del quale ho letto e consiglio il libro) quando suggerisce di non aspettarsi chissà cosa dalla politica, la quale crede che l’unico obiettivo da perseguire sia la conservazione delle poltrone e non il bene comune (un concetto, d’altronde, alieno a molti nostri concittadini; almeno in questo, il mandato rappresentativo viene rispettato). Ovviamente con i vari distinguo, ma credo siano decisamente pochi. La rinascita deve partire dalla società civile e dall’iniziativa del singolo individuo. Sono convinto che ognuno di noi può apportare un contributo, seppur piccolo. Sinceramente, però, non credo sia più sufficiente gettare il fazzoletto usato nel cestino e non invadere la corsia preferenziale. Atteggiamenti utili e da mantenere, ma che vanno accompagnati da iniziative più o meno collettive, che ci portino a metterci in gioco. Non è più il tempo della politica nei salotti, delle lamentele non seguite da tentativi concreti di cambiamento. Sulla base di capacità, mezzi e tempo a disposizione, ogni individuo che ha a cuore la città di Palermo, che non si rassegna a vederla abbrutita, deve dare il proprio contributo. Ci sono esempi sotto gli occhi di tutti relativi a realtà che stanno veramente cambiando la città, anche se solo sul piano della consapevolezza (che è già un grande risultato). Penso, ad esempio, agli amici di Mobilitapalermo.org o ai più “famosi” di Addiopizzo. Tutte iniziative nate dal basso che sono riuscite ad avere un ruolo nel cambiamento di Palermo. Un ruolo che, per fortuna o purtroppo, non si è esaurito.
    Rosalio è un urban blog, il più seguito nella nostra area metropolitana. Può essere un collettore di idee, come lo è stato in passato. Può aggregare iniziative ed individui. Può essere promotore ed artefice di cambiamento. Proviamoci.

    Palermo, Rosalio
  • 30 commenti a “La società civile”

    1. Ancora una volta un post di Rosalio, oggi grazie ad Alessio Giuliano, ci propone la sfida di un ragionamento su un tema altrettanto delicato quanto determinante per le sorti della città e della nostra stessa comunità: quello della “società civile”, della sua identità e del suo ruolo, delle sue funzioni e della sua indispensabile spinta propulsiva nei confronti dell’evoluzione sociale, prima, e urbana, dopo.
      Quella della “società civile”, spesso usata in contrapposizione alla “politica”rimane una vuota retorica che si accontenta di stabilire i ruoli di entrambe le componenti, di solito di domanda la prima e di risposta la seconda, salvo poi accorgersi che non tutte le domande della prima sono legittime e corrette e non tutte le risposte della seconda sono adeguate (qualcuno direbbe nessuna, ma questo è un altro argomento…).
      Il post di Giuliano, invece, pone l’accento su una necessaria cooperazione tra società civile e politica, tra società civile a e amministrazione, preferisco dire (e naturalmente le parti sane di entrambe le componenti). Una cooperazione che rinsaldi quel “patto di cittadinanza” che è natura costitutiva della città, che consente alle diverse componenti di diventare tutte “attori”, con capacità progettuali, attuative, gestionali e di controllo, con reciproca capacità di modificare i comportamenti non adeguati degli altri, migliorando la qualità e le prestazioni dei propri. Il problema non è se “dal basso” è meglio che “dall’alto”, perché ogni problema e soprattutto ogni soluzione richiede un livello adeguato di decisione-azione (è il principio di sussidiarietà), ma il vero problema è con chi, come, quando, con quali priorità: domande sempre più indispensabili per una classe dirigente responsabile che sappia riattivare una società civile responsabile.
      Ivan Lo Bello in un interessante articolo sul Domenicale del Sole24Ore richiama, analizza e indica la strada di un rinnovato coinvolgimento delle classi dirigenti, nelle diverse articolazioni e non dimenticando la necessità di riacquisire un ceto produttivo vero e responsabile e non solo ubriaco del raggiungimento della ricchezza personale. E ricorda, in questo in perfetta sintonia con un recente articolo che ho pubblicato sulla rivista “Le nuove frontiere della scuola”, che l’esercizio della responsabilità, la qualità dell’azione dirigenziale, l’ampiezza della condivisione delle scelte e l’articolazione dei soggetti coinvolti richiede, tra le altre capacità, il “coraggio” di scegliere, di perseguire un obiettivo senza tentennamenti, di condannare chi rema contro e di controllare gli esiti delle decisioni.
      Il piccolo, ma forse non troppo, esperimento della pedonalizzazione di via Maqueda e via Roma, avviato più di un anno fa proprio con MobilitaPalermo, con Rosalio, con Palermo ciclabile, con SocietàAttiva, con il Comitato Bene Collettivo e il Comitato Spazio Pubblico, insieme alle associazioni di via Maqueda e via Roma, con VM Agency e Comess e tante altre molecole dell’organismo associativo della città, ha dimostrato che una strategia come quella ha bisogno di una forte collaborazione e una integrazione di livelli. Non più solo iniziative spontanee dei comitati, o resistenze singole dei commercianti, ma decisioni amministrative, coinvolgimento delle associazioni di categoria, ricerca di fondi (indispensabili per la fase a regime). L’armatura di soggetti attivata per questa iniziativa fa ben sperare per il suo prosieguo e per altre analoghe, per la riqualificazione e la successiva pedonalizzazione delle Tre Piazze Monumentali del Cassaro, per il recupero del Convento di San Francesco e per il Collegio della Sapienza a piazza Magione, per la manutenzione e il decoro degli spazi pubblici e per il riavvio della rigenerazione urbana, sociale ed economica del centro storico (stanno per essere emanate le Direttive per il il nuovo piano).
      In tal senso, mi sembra importante anche la funzione analitica, diagnostica e propositiva di Rosalio o di altri urban blog, già più volte intervenuto nel dibattito e non solo come palcoscenico delle opinioni dei commentatori, ma essi stessi come attivatori di idee, come componenti strutturali della creatività della città.
      Come sempre sarò molto attento alle vostre opinioni, condividendole, confutandole, criticandole o integrandole, sempre nel massimo rispetto delle opinioni.

      P.S. spero nella vita di essere ricordato dalle migliaia di studenti che ho avuto e dalle migliaia che verranno per aver insegnato loro oltre che la tecnica, anche la passione e l’amore per l’urbanistica, la capacità di saper ascoltare e guardare, comprendere e giudicare per poter intervenire in quello straordinario organismo vivente e seducente che è la città.

    2. addirittura

    3. assessore carta, nell’apprezzare il suo lavoro, vorrei rappresentarle quanto segue:
      considerando le riqualificazioni e pedonalizzazioni di piazze storiche auspicabili, per quanto, a mio parere, rientranti nel concetto di ordinaria e corretta amministrazione di una città; sarei nuovamente ottimista sul futuro di questa città vedendo un cantiere nell’area ex villa deliella, naturalmente per costruire un manufatto che sostituisca degnamente il progetto di basile.
      Considero quel vuoto una sorta di ground zero nostrano..ma..a new york già ricostruiscono,a palermo sembra non interessare nessuno, nemmeno alla società civile, e intanto ci godiamo autolavaggi e coltivazioni di cartelloni pubblicitari.
      il prg ne individua correttamente la destinazione, ma dobbiamo aspettare altri cinquant’anni?
      Per il resto, d’accordo con il post. ma il sacco di Palermo deve ancora essere vendicato, e ciò non può avvenire con semplice amministrazione ordinaria, concentrata in particolare nel centro storico, ma con scelte più coraggiose e radicali che prevedano nuova pogettualità nel resto della città.
      sicuro che anche lei soffra per quel vuoto,in bocca al lupo per il prosieguo..

    4. Scusate la domanda, che rischia di sembrare polemica ma giuro non lo è, ma Palermo è una bella città?
      Passi “..il cibo che ne rende la tradizione enogastronomica famosa in tutto il mondo..” ma non c’entra con la bellezza, il calore della gente? i monumenti che ne costellano il territorio?
      Forse gli anni che sto passando fuori Palermo stanno ottenebrando i miei ricordi o forse quando stavo a Palermo avevo la mortadella sugli occhi, cmq grazie a chiunque mi aiuta a capire
      Un palermitano che vive fuori

    5. ..ma poi, guardando le foto postate da mobilita palermo sul costruendo “roseto” di viale campania…ogni tipo di ottimismo si azzera.

    6. Caro Francesco, di sicuro hai la mortadella sugli occhi!
      Nonostante la cattiva amministrazione del Sindaco Cammarata e dei suoi compari, della sporcizia e delle cattive abitudini di cui tutti noi cittadini abbiamo le nostre colpe, la nostra Citta’ è una delle più belle d’Italia per posizione geografica, per monumenti e storia!
      Quindi non facciamo polemiche inutili, ma rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo insieme, Noi che amiamo questa Citta’, cambiamenti positivi che la portino allo splendore che Essa merita.

    7. Caro Alessio, quanto scrivi (e concordo) rappresenta non una novità nel panorama cittadino ma una vera rivoluzione culturale

    8. Una cisterna mezza piena

      Penso che i tempi in cui viviamo siano abbastanza maturi da scuotere ogni tipo di coscienza. Non si dimentichi, ad esempio, che viviamo nell’era dei voli low cost, delle navi crociere, che con le loro offerte sorridono alla fetta meno abbiente della popolazione. I traguardi raggiunti dalla mobilità e dalla tecnologia, per “effetto volano”, abbracciano per fortuna anche quel purgatorio che circonda il paradiso chiamato Europa, di cui anche la Sicilia fa parte. Chi oggi non è stato all’estero o nell’Italia del nord? Molti, è vero. Ma molti di più hanno potuto assaporare e testimoniare, sia pur per breve tempo, i benefici dell’efficienza civica e alle volte anche civile, dell’ordine e della disciplina. Il problema della coscienza da scuotere penso sia ormai superato, ne è una prova l’incontrollabile aumento delle lagne e delle lamentele dei cittadini. Frasi come “è un’indecenza!” oppure come “fuori c’è un altro mondo” sono ormai diventati dei luoghi comuni, sono nella bocca di molti, tanti quanti è necessario per l’inizio di un cambiamento vero e radicale. Non importa se in giro si vedono ancora degli usurpatori del bene comune, sono quelli che si espongono di più. Per questo sembrano dominare la scena. Ma… per usare una frase antipatica, non hanno i numeri per governare. Quando vediamo, passivi, i vandali della città all’opera, ci siamo mai chiesti quanti, nella discrezione delle loro case, lontano dalle strade e dai media, si indignano per le scorrettezze? Molti, molti di più dei vandali. Ne risulta che la mentalità, la coscienza, la consapevolezza, sia pur per inerzia o per il suddetto “effetto volano”, cambiano grazie a un destino inesorabile che neanche le criminalità organizzate non riescono a controllare. Ma le cose che ci circondano non cambiano. E’ questa una delle pene peggiori di questa parte di purgatorio: il cane che si morde la coda, la lamentela che nasce e muore nei nostri cuori senza vedere la luce. Perché tutto questo, perché? Non so darvi una spiegazione ben dettagliata, causa la vastità e la complessità dell’argomento. Ma la storia ci insegna che la retorica racchiude e unisce verità disparate e apparentemente inconciliabili. Ed è per questo forse che mi viene in mente una timida metafora che sostituisce il disagio che provo nel far mente locale sull’argomento. Immaginate una cisterna a cielo aperto, mezza piena d’acqua, non mezza vuota però. In questa cisterna piove acqua continuamente, ma nonostante ciò rimane sempre mezza piena. Il livello dell’acqua non cresce, non si muove. Premettendo che non si può trattare di un miracolo, l’unica spegazione possibile a questo fenomeno è la presenza di una perdita nel fondo della stessa cisterna. E’ qui il punto: la perdita, il foro, la dispersione pari al riempimento. E’ questa a mio parere la verità figurativa che svela gli inceppi di una realtà letterale, concreta e visibile. Possiamo continuare a pregare a ffinché non smetta di piovere, predicare la “collezione di idee” o l'”aggregazione di iniziative e individui”. E’ più che giusto! Ma non dimentichiamo il logoro fondo della cisterna, i buchi da tappare, la preziosa acqua che ci lascia dalla ‘porta di servizio’. Altrimenti sarà tutto tempo perso, un purgatorio per l’appunto.

    9. La differenza fra Palermo e le altre città europee è che qui quando vai a visitare un monumento, un luogo di interesse storico, un bene culturale, che sia gestito dallo stato/comune/regione già all’ingresso trovi sempre uno o due brutti ceffi, con la voce roca e la barba di 4 giorni che non capisci se sono posteggiatori abusivi, picciotti della mafia o semplici malviventi e che invece sono lsu/pip messi appositamente lì ad accogliere i turisti (!) dall’ente di riferimento.
      E purtroppo questo – come dire – rovina un po’ l’atmosfera…

    10. e già Isaia, il piano di reinserimento sociale per ex detenuti…

    11. ah, quindi palermo sarebbe una bella città?
      http://www.shuttledirect.com/img/fotosCiudades/310/Palermo.jpg
      http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2009/03_Marzo/11/zen/21.jpg
      http://www.condono-edilizio.com/wp-content/uploads/2010/05/Ville-abusive-di-Pizzo-Sella-Palermo.jpg

      per sperticarsi in simili elogi altro che fette di prosciutto mi sa che davanti agli occhi c’avete cosciotti di cinghale

    12. e non incluso foto delle innumerevoli discariche, UNA ADDIRITTURA NELLA PIAZZOLA DI SOSTA NELLA PANORAMICA VIA MONTE ERECTA. un ammasso di sfabbrici da oltre 1 anno non rimosso nonostante numerosi appelli (anche del Giornale di Sicilia)

    13. Post pericolosi (oltre che noiosi), assist per parolai in cerca di demagogiche promesse. Se doveva o voleva auspicare un cambiamento, credo che qui siamo proprio “alle solite”.

    14. speculazione edilizia, inciviltà, sporcizia ovunque, mare, spiaggie e parchi scambiati per discariche (ad inizio estate a mondello ho visto in spiaggia copertoni, contenitori di plastica e metallo abbandonati e sacchetti galleggianti in mare), degrado ovunque, erbacce, palme sventrate, carcasse di auto e animali, cassonetti incendiati, cassonetti rovesciati e per mesi lasciati adagiati per terra, liquami per strada al minimo accenno di pioggia, marciapiedi dissestati, abusivismo, etcetc. una persona che ragiona non considererebbe palermo neppure una città accettabile. altro che bella

    15. condividendo il post,
      e coerentemente con l’argomento, non si possono non fare alcune riflessioni sulla “necessaria cooperazione tra società civile e politica, tra società civile a e amministrazione”.

      Siamo consapevoli di come tante associazioni attive presenti in città oggi si stiano alleando per portare avanti azioni comuni per un miglior vivere a Palermo. L’esperimento della pedonalizzazione ne è un valido esempio.
      Tuttavia esiste una zona d’ombra nel processo partecipativo di pianificazione e progettazione istituzionale di interventi urbani a Palermo.
      La costruzione/redazione del Piano Strategico di Palermo http://www.pianostrategico.comune.palermo.it/index.php nacque oltre 2 anni fa per permettere all’amministrazione comunale di avviare una pianificazione con un ampia partecipazione delle associazioni presenti in città. Fu detto anche per dimostrare alla Regione Sicilia la condivisione e il partenariato pubblico-privato negli interventi da farsi finanziare nell’ambito di svariate Linee di Intervento del Programma Operativo 2007-13.
      4 + 1 laboratori aperti del Piano furono realizzati dal Comune e varie proposte furono presentate all’amministrazione dalle Associazioni partecipanti. E traccia se ne trova nei report del Piano Strategico nel sito web del Piano. Nelle proposte presentate e nei report online ci sono persino nomi, e cognomi dei soggetti e delle Associazioni proponenti (“carta” canta, ehm voglio dire pdf online canta).
      Durante quei tavoli fu chiaramente comunicato alle Associazioni partecipanti che queste sarebbero state ricontattate a breve dall’amministrazione comunale per un pieno coinvolgimento di quelle proposte ritenute particolarmente valide e fattibili. Fu un evento storico per Palermo, la fase di condivisione della pianificazione comunale.
      E questa è storia tutta apprezzabile.
      .
      Se facciamo un confronto tra la tipologia di progetti presentati nella 1° e 2° finestra dal Comune alla Regione nell’ambito del Programma Operativo 2007-13, approvati con delibera di giunta, e le proposte progettuali individuate dai partecipanti durante i tavoli tematici e contenute nei report con la metodologia dell’Open Space, troviamo una certa discordanza.
      Se è stato avviato un chiaro e preciso percorso comunale di ampia condivisione delle scelte del Piano Strategico di Palermo, documentato dettagliatamente nel sito web, è logico, spontaneo, legittimo per tanti individui domandarsi oggi perchè:
      1- Non si sa ad oggi pubblicamente più nulla dell’esito del Piano Strategico, cioè la versione finale è disponibile pubblicamente per la consultazione ? Sono state inserite le proposte progettuali delle Associazioni nella versione finale ?
      2- i progetti presentati dal Comune alla Regione nell’ambito del PO 2007-13, approvati con delibere di Giunta e disponibili quindi online, non tengono ampiamente conto di tutte quelle numerose proposte ambientali, culturali, e di sviluppo economico presentate dalle Associazioni nei tavoli tematici di condivisione del Piano Strategico ?
      .
      Oggi, considerato l’incalzante e interessante fenomeno aggregativo sociale e culturale teso a raggiungere obbiettivi di riqualificazione urbana (pedonalizzazione centro storico, istituzione di un parco urbano nella zona di Cruillas, etc), è più che mai forte l’esigenza cittadina di comprendere: come è andata a finire con il percorso partecipativo di questo famoso, ad oggi solo nella “carta”, Piano Strategico?
      E’ strada che spunta per dirla alla maniera locale?
      Saranno realmente queste eroiche Associazioni palermitane partecipanti ai tavoli del Piano Strategico, reali protagonisti dell’attuazione di progetti comunali di riqualificazione urbana, in chiave sociale culturale ed economica, in questa città ?
      Lo so che lo scopriremo solo vivendo, come tutto nella vita, ma saperne di più in merito ora, in questa atmosfera di collaborazione comune e associazioni, non sarebbe una cattiva idea, anzi sarebbe cosa buona e giusta nei confronti di quelle numerose Associazioni che hanno creduto, probabilmente per breve tempo dopo il lungo silenzio comunale, in quei tavoli e in quel percorso partecipativo avviato!

    16. @madmax
      belle domande e ottimo intervento di richiamo.
      All’assessore Carta,di cui non possono che apprezzarsi gli interventi(rari momenti di vicinanza alla cittadinenza di una amministrazione municipale nel suo complesso piu’ dedita ,a dire il vero , alla quotidiana cura dei campi da tennis in terra battuta e a ripassare le rotte per le barche da diporto) dimanderei proprio che fine ha fatto quel processo partecipativo utile alla stesura non solo del piano strategico generale ,ma anche usato proficuamente in fase progettuale nell’ambito dello specifico problema della viabilita’? E visto che ci siamo perche’ non farsi carico e promotore all’interno della sua maggioranza e con la collaborazione dell’opposizione di una variazione nello statuto del comune che preveda l’adozione dello stile e della modalita’ del bilanciop partecipativo,dove i cittadini avrebbero direttamente voce in capitolo nello stabilire le PRIORITA’ PERCEPITE dalla viva cittadinanza nella realizzazione di opere tutte belle e meritevoli di attenzione ,ma a piu volte procrastinate per mancanza di risorse destinate magari ad altri progetti meno importanti o comunque nella percezione del cittadino e meno presenti tra i bisogni insoddisfatti utili invece a definire un buon range di qualita’ di vita? grazie

    17. ..scusate qualche “e” in piu’ o altre lettere sfuggite alla tastiera

    18. Io guardo spesso Palermo con occhi da turista, anzi col cuore da turista.. quell’emozione nel vedere uno scorcio di palazzo come se fosse un posto nuovo…Palermo è davvero una bella città!! e vivano sempre i post felici e a morte quelli tristi che non ci fanno crescere ma solo crogiolare nella disperazione!

    19. Appare evidente nel sentito post di Alessio Giuliano una palese contraddizione di termini e l’uso quanto meno disinvolto degli stessi.
      In sintesi si asserisce che la società civile, con le diverse articolazioni, va aggregando quello che una volta era terreno della politica.Verissimo.
      Probabilmente però credo che Alessio si riferisse alla partitica che è ben altro rispetto alla politica.
      E il movimento che generano le cellule di società civile che si mobilitano e si aggregano nel confronto di idee e soprattutto del “fare” , come lo vogliamo chiamare “Antonella”…. ?
      Signori miei, questa è la Politica con la P maiuscula, fuori da retorica, senza se e senza ma.
      La buona politica intesa come partecipazione, spontanea, senza tessere,senza direttivi,senza assemblee cittadine e regionali.
      La politica che supera steccati, rimasugli di ideologie, rigurgiti di violenza idiota.
      Un tipo di partecipazione che spesso taglia fuori, decisamente, i partiti tradizionali, di cui chi scrive fa parte.
      Un tipo di impegno che a Palermo viene timidamente fuori ma con persone determinate e di spessore e delle quali i vari partiti tutti hanno capito un cinquantesimo, forse, delle istanze e dei valori che portano avanti. La gente che gravita attorno ai partiti e che dunque “fanno” i partiti tenta spesso di cavalcare queste manifestazioni ed incalanarle nei rigidi rituali di sigle, siglette, di catalogarle di destra o di sinistra a seconda della comodità del momento.
      Ergo, bene, benissimo la buona politica intesa come partecipazione reale della cittadinanza, ovviamente attiva, finalmente attrice e non piu’ spettatrice.
      Bene, benissimo se questi movimenti o gruppi spontanei ed eterogenei riescono a trovare un percorso comune per il bene della nostra bella e abbandanata Palermo.
      I partiti si rifondino dall’interno e entrino in sintonia con i bisogni reali delle persone. Il radicamento sul territorio non nasce dal cilindro del prestigiatore ma dal vivere ogni giorno con la gente e tra la gente.Per la gente, per Palermo.

    20. ma,fra tutti questi movimenti,c’e’ chi pensa di intervenire in situazioni come questa?:
      .
      http://www.flickr.com/photos/48441769@N06/4603908431/

    21. @Giorgio
      Quella degli scarichi abusivi sul lungomare è clamorosa. Scaricano a mare sotto gli occhi di tutti e nessuno gli dice niente. Cosa può fare la società civile? radunarsi in gruppi di 3 persone e tappargli lo scarico alle 3 di notte; sai che spettacolo vederli svegliare l’indomani con il soggiorno pieno di m….

    22. @Madmax : Grande, grandissimo post. Grazie dell’info.
      Il piano strategico di Palermo è LA BASE il punto di partenza sul quale bisogna chiarire tutto e per il bene di tutti questi movimenti/associazioni di cittadini che lottano per migliorare Palermo

      @Giuanni: dire che un movimento di cittadini mobilitati per una causa è ” come fare politica” (addirittura con la P maiuscola) mi fa’ riflettere….

      Io sono ancora rimasta con la vecchia ed ormai confermata definizione di Paul Valery :
      “La politica e’ l’arte di impedire alla gente di impicciarsi di quello che la riguarda.”
      Ma sai, fu fatta tanto tempo fa’. Magari oggi le cose sono cambiate e pure il modo di fare politica….

    23. Interessante il sito per presentare il piano strategico di Palermo: comune insieme alla cittadinanza attiva!
      L’ultimissima news è di sett del 2009 (l’unica in tutto il 2009).
      I documenti e laboratori per presentare il progetto sono del 2008. Poi, il vuoto totale.

      Da’ l’impressione che, dopo aver speso tempo e soldi a fare un bel piano ed a fare un bel sito internet, tutto sia stato messo sullo scaffale più alto. Ma forse la mia impressione è sbagliata.

    24. http://www.pianostrategico.comune.palermo.it/index.php?module=Downloads&func=prep_hand_out&lid=13
      La società civile presente in questo report aspetta informazioni sul prosieguo del percorso dal novembre 2008.
      La chiamata è stata inoltrata all’operatore, non appena disponibile sarete messi in contatto, attendere prego ….
      (….musichetta….)

    25. Letto il piano strategico per Palermo,vi consiglio quello ancor piu’ esemplare e specifico per la mobilita’ ,nello stesso sito del comune,dopo qualche click .
      Concordo parola per parola con quanto scrive Giuanni.

    26. ………..evidentemente dell’area ex villa deliella non importa un fico secco a nessuno; eppure è così banale: rappresentando, la demolizione del villino liberty, il punto più basso raggiunto da questa città sarebbe doveroso ripartire da lì, ricolmando degnamente quel vuoto, per una, eventuale, rinascita culturale di Palermo.
      Eppure.. nemmeno questo fantomatico, seppur interessante, piano strategico ne parla.
      Nemmeno una parola da carta, seppur sollecitato da me in questo post.
      Tempo fa una surreale pubblicità, decantava le meraviglie di una nuova macchina per il lavaggio auto ubicata nell’area di piazza croci, recitava testualmente così:

      Forse sono queste le novità che la cosiddetta società civile di Palermo merita.

    27. *”La più bella novità a Palermo”

    28. Vi segnalo domenica 23 gennaio dalle ore 9 presso il cinema Imperia (via E Amari) l’iniziativa “INSIEME PER PALERMO”,incontro dibattito tra movimenti associazioni e liberi cittadini per affrontare INSIEME i problemi e le possibili soluzioni per la rinascita della citta’ di Palermo.
      Promotori

      Alleanza cittadini Attivi PA
      Ass Nuovi Cittadini -Accoglienza Integrazione e Cooperazione
      Circolo Aristeo
      Pensiero Liberale
      Impresa Palermo
      Movimento PEr PAlermo
      Officina Sicilia

      Una occasione per cominciare a prendere coscienza del nostro ruolo e della nostra forza.Ritroviamo il piacere di incontrarci senza le sovrastrutture asfissianti dei partiti per cominciare a lavorare NOI per il bene comune.

    29. mi auguro che all’uscita dalla manifestazione
      tutti questi movimenti siano riusciti a trovare
      un unico punto di coesione ed una
      UNICA IMMAGINE.

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