lunedì 22 ott
  • Delibera Tari 2018

    Quando la pezza è peggio del buco

    Mi è stata chiesta una rettifica sul post di un paio di giorni fa nel quale affermavo che il sostegno che in aula il MoVimento 5 stelle ha dato alla delibera sulla tari fosse stato determinante per l’approvazione dello stesso.

    In realtà la maggioranza aveva i numeri per approvare il provvedimento senza il voto del MoVimento 5 stelle. Mi sono riferito agli articoli di stampa ed alle dichiarazioni del capogruppo. Ho commesso un errore. Il verbale conferma il mio errore e nel chiedere scusa mi cospargo il capo di cenere.

    In realtà il MoVimento ha votato in favore della Giunta senza che questo voto avesse alcuna rilevante utilità.

    Adesso, fatto questo atto di pubblica ammenda e contrizione, mi chiedo con pari umiltà, quale sia l’utilità e la strategia politica di votare con la maggioranza un atto che comunque la maggioranza avrebbe approvato da sola, e con questo voto assumersi la responsabilità di quell’atto. Votandolo il MoVimento 5 stelle è responsabile degli effetti di questa delibera. Non capisco il senso. Ho provato a capirlo. Provo a raccontarvi cosa ho capito.

    Ferrandelli si è astenuto: l’ho chiamato per avere spiegate le motivazioni del suo non voto.

    Le ragioni di Ferrandelli: in sintesi la Rap non è florida finanziariamente; al di là del pessimo servizio che eroga il fallimento della società potrebbe solo peggiorare le cose. Il timore è che un eccessivo indebolimento della società possa portare al fallimento e quindi all’affidamento a privati del servizio, con oneri futuri maggiori per la cittadinanza.

    Ferrandelli si è astenuto pertanto perché non conosceva i dettagli del bilancio, ed intendeva comunque segnalare la preoccupazione verso un impoverimento finanziario di Rap in assenza di un diverso piano industriale. Ovvero, questa è una mia considerazione, se non è cambiato il piano industriale di Rap per quale ragione il servizio dovrebbe costare meno? E se il servizio vale meno, dove sono finiti i soldi in più pagati lo scorso anno? Mi pare una posizione ragionevole e costruttiva.

    Tutto comunque passa dalla consultazione del piano industriale, se questo spiegasse come il taglio può essere assorbito i timori di Ferrandelli sarebbero eccessivi. Dunque mi documento e scopro che Rap non ha un piano industriale approvato.

    Riassumiamo: la giunta vara un provvedimento che il consiglio comunale con il voto “vigile” del MoVimento 5 stelle approva, che prevede una minore entrata per la Rap senza che vi sia un piano che affronti questi minori entrate.

    Forse è stata una trappola, ovvero il provvedimento è passato in sordina e lo hanno votato senza capirlo bene. Può starci.

    Scopro che la delibera è stata trasmessa pochi giorni prima al consiglio per la votazione, e che a causa della fretta non è neanche passato dalla terza commissione, quella sulle partecipate, che avrebbe dovuto esprimersi prima del voto in aula. La tesi del complotto regge. Mi interrogo, ed avrebbero dovuto interrogarsi i consiglieri di opposizione, perché un provvedimento così importante arrivi in aula per essere approvato di fretta e furia.

    Vengo a sapere che la mattina precedente la votazione ha luogo una riunione di minoranza. In quella sede la minoranza si orienta a non sostenere la delibera e ad approfondire con Rap la questione. In aula il MoVimento 5 stelle, sorprendendo il resto dell’opposizione, vota favorevolmente.

    La tesi del complotto non regge. Non è stata un’imboscata, i consiglieri sapevano perfettamente cosa stavano votando.

    A questo punto della vicenda credo che sarebbe auspicabile che il MoVimento 5 stelle cittadino spieghi a noi elettori esattamente cosa intendano per opposizione, esattamente in che modo pensano di rappresentare una alternativa all’attuale Sindaco, e per quale ragione tra quattro anni dovremmo volere qualcuno di loro alla guida della città.

    Francamente la discussione in aula era l’occasione per porre delle domande. Ad esempio la scelta di affidare il servizio ad una s.p.a. comporta che questa emetta una fattura sulla quale il comune paga l’Iva, Iva che ovviamente viene ribaltata su noi utenti con un esborso di oltre venti milioni di euro di tasse in più. Eppure la norma è chiara in merito, non si paga Iva sulle tasse. Forse basterebbe gestire il servizio con una azienda speciale, come previsto dal titolo V del testo unico sugli enti locali invece che con una s.p.a. Non lo so, non è la mia materia, quello che noto è che la questione non è stata posta. Certo una azienda che non può fallire e che assume per concorso non interessa a nessuno. Perché questa questione, che grava tanto sulle nostre tasche, non è stata posta?

    Mi sarei aspettato che il MoVimento cittadino si chiedesse: esiste un modo diverso di gestire il servizio? C’è un modo per risparmiare su queste tasse aggiuntive? Avrei voluto, che prima di regalare un voto qualcuno si interrogasse sui dipendenti, se sono adeguati come numero al servizio che erogano alla città, perché c’è da dire che paghiamo oltre 2000 impiegati Rap, ma non mi pare gli effetti del lavoro di queste 2000 persone si vedano: dove sono? Che fanno?

    Perché non si è chiesto ragione dell’impianto di Partanna Mondello, costato otto milioni di euro e fermo da sempre?

    E poi c’è la questione rifiuti posta nella sua centralità, l’economia circolare di cui Grillo ha parlato per anni, ed attorno ai quali nasce il MoVimento 5 stelle, e la mia adesione al MoVimento: il vetro, la carta, i metalli sono valore e vengono buttati via come immondizia, a Palermo ancora 85% di questo valore va sprecato, eppure esiste un piano regionale che obbliga a differenziare almeno al 65%, Palermo è al 15%.

    Rifiuti significa anche costruire quelle filiere produttive ed economiche che diano nuova vita alle materie prime recuperate, oggi in gran parte inviate in Cina o Germania. Significa intervenire positivmente sul tessuto economico della città. Quale provvedimenti l’amministrazione ha attuato in questo senso? Era legittimo chiederlo, io credo, per dare il segnale a noi cittadini che il voto favorevole non fosse soltanto, come a me sembra, un atto di resa incondizionata ai profumi mediorientali.

    Palermo
  • Un commento a “Quando la pezza è peggio del buco”

    Lascia un commento (policy dei commenti)

    Ricevi un'e-mail se ci sono nuovi commenti o iscriviti.