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venerdì 25 set
  • Mario Li Castri, Emilio Arcuri e Leoluca Orlando

    Il Comune di Palermo può rischiare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose?

    È ancora forte lo shock per i fatti di sabato scorso al Comune di Palermo. L’arresto dei capigruppo del Partito Democratico (l’ultimo partito di Orlando) e di Italia Viva (il più grande gruppo consiliare di maggioranza), accusati di tramare non solo con uno dei “principi” dei dirigenti comunali, Mario Li Castri (così potente da imporre all’ex assessore Emilio Arcuri – non indagato, ma tutt’ora sofferente di mal di pancia – il da farsi sui capi area) ma anche con un altro dirigente come Giuseppe Monteleone (Attività produttive) e col progettista Fabio Seminerio, è roba da far tremare i polsi.

    C’è un dato che non passa inosservato e che ci porta nel tema del post: perché la cosa viene svelata da un mafioso ai giudici?

    Parlo di Filippo Salvatore Bisconti, come si legge nell’ordinanza:

    «già affiliato per almeno un ventennio a “cosa nostra”, in particolare nell’ambito del mandamento mafioso di Belmonte Mezzagno, e soprattutto da decenni attivo nel settore dell’edilizia, tanto all’interno della città di Palermo che nella relativa provincia. In questa veste, nel corso di più interrogatori, il Bisconti si dimostrava ampiamente al corrente delle dinamiche interne agli uffici dell’Edilizia Privata del Comune di Palermo, da lui frequentati per svariati anni nella qualità di costruttore, dimostrando altresì una approfondita conoscenza dei tre principali soggetti sottoposti ad indagine nell’ambito del presente procedimento, ossia Monteleone Giuseppe, Li Castri Mario e Seminerio Fabio; ed a tal riguardo, come si vedrà, il collaboratore rappresentava di avere avuto una relazione di stabile frequentazione professionale con entrambi i pubblici ufficiali, oltre che con il citato professionista».

    È lui che, frequentandoli, oggi dice «È tutta una cricca». Ma che cosa ci faceva un boss con dei servitori della cosa pubblica? Era l’unico?

    Nella conferenza stampa di sabato il sindaco si è affrettato a chiarire che «L’amministrazione ha bloccato i progetti di questi comitati d’affari» ma nell’arco del processo la questione verrà ampiamente affrontata. E dopo poche ore da quella conferenza, in cui ha annunciato di voler nominare Arcuri assessore, poiché diceva «Ho controfirmato sempre tutte le delibere con Arcuri, e non capisco perché adesso non dovrei rinominarlo in giunta. Sono certo della sua correttezza, se scoprissi altro sarei doppiamente duro con lui», la nomina è saltata. Nel frattempo ha letto l’ordinanza che contiene più passaggi che riguardano l’assessore in pectore?

    Non passa inosservata la dichiarazione del presidente della commissione nazionale antimafia Nicola Morra: «La stessa immoralità con cui Cosa Nostra operava il sacco di Palermo negli anni Settanta, ora mi attendo dalla politica una reazione esemplare di fronte a queste tristi vicende».

    Si è fatto tutto ciò che era necessario per stoppare i tentativi di allungare le mani sull’edilizia di Palermo e di far tornare la “palude” del Sacco di Palermo evocata da Orlando nella campagna elettorale del 2017 o ci sono colpe in eligendo e in vigilando?

    Va ricordato che il Piano regolatore generale di Palermo è in itinere e Arcuri ha sovrinteso a lungo alla stesura e che il progetto delle nuove linee del tram andato a bando è stato redatto da Li Castri, che ha anche presieduto la commissione di gara (alcuni consiglieri comunali chiedono correttamente, finché non sarà fatta chiarezza, il ritiro degli atti a firma di quest’ultimo).

    Bisognerà comunque trovare risposte alle inquietanti domande che si pongono e non si può, quindi, escludere la seppure remota ipotesi dello scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Palermo. Una ipotesi che dobbiamo sperare non si verifichi mai e che venga allontanata da una rigorosa verifica della dichiarazione del sindaco: «L’amministrazione ha bloccato i progetti di questi comitati d’affari».

    Palermo
  • 3 commenti a “Il Comune di Palermo può rischiare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose?”

    1. I comuni vengono sciolti per molto meno!

    2. Sarebbe proprio un bel problema

    3. Indipendentemente dal problema (reale) di infiltrazioni mafiose diffuse, andrebbe sciolto per manifesta incapacità e totale assenza neuronale e/o vihannofattofessiva…

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