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    Sette arresti al Comune di Palermo, ci sono anche due consiglieri di maggioranza

    Nell’ambito dell’operazione Giano bifronte sono stati sottoposti agli arresti domiciliari i consiglieri comunali Sandro Terrani (50 anni, prima capogruppo Movimento 139 e ora di Italia Viva), Giovanni Lo Cascio (49 anni, capogruppo del Partito Democratico e presidente della Commissione urbanistica, lavori pubblici, edilizia privata e residenziale pubblica), Mario Li Castri, 54 anni (già dirigente dell’Area tecnica della riqualificazione urbana e delle infrastrutture, Giuseppe Monteleone, 59 anni (già dirigente dello Sportello unico per attività produttive), l’architetto Fabio Seminerio (57 anni), gli imprenditori Giovanni Lupo (67 anni, di San Giovanni Gemini) e Francesco La Corte (46 anni, di Ribera). All’architetto Agostino Minnuto (60 anni, di Alia) è stato notificato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Sono accusati della costituzione di un comitato d’affari che controllava l’edilizia privata, nel caso specifico per costruire 350 appartamenti in deroga al piano regolatore, con ipotesi di reato come corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione e falso ideologico in atto pubblico.

    AGGIORNAMENTO n.1: il presidente della commissione nazionale antimafia Nicola Morra ha rilasciato una dichiarazione.
    «La stessa immoralità con cui Cosa Nostra operava il sacco di Palermo negli anni Settanta, ora mi attendo dalla politica una reazione esemplare di fronte a queste tristi vicende».

    AGGIORNAMENTO n.2: il Pd ha sospeso il capogruppo Lo Cascio.

    AGGIORNAMENTO n.3: il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha rilasciato una dichiarazione.
    «Questa vicenda dimostra il primato della politica e dimostra la separazione divisione fra indirizzo politico e attività amministrativa. In questo caso specifico, di fronte a richieste private di modificare il Prg, la politica ha risposto picche. Siamo di fronte ad una scelta politica della Giunta prima e del Consiglio comunale dopo che hanno negato le modifiche al Prg perché pensano che quelle aree debbano essere utilizzate per edilizia popolare e non per edilizia privata. Questa vicenda getta luce e non ombre sull’amministrazione, proprio perché è evidente e certificato che l’amministrazione si è opposta all’operazione che è oggi motivo degli arresti».

    I provvedimenti furono respinti dal Consiglio comunale con voto a maggioranza. Il sindaco ha comunicato di aver dato disposizione stamattina al Segretario generale di avviare le procedure previste dal contratto per l’applicazione delle misure cautelari previste nei confronti dei dipendenti indagati e di aver dato disposizione all’Avvocatura comunale di predisporre quanto necessario per la costituzione di Parte civile nei confronti di tutti gli indagati.

    AGGIORNAMENTO n.4: la Prefettura ha disposto la sospensione dei consiglieri arrestati. Subentreranno come supplenti Claudia Rini e Milena Gentile.

    AGGIORNAMENTO n.5: i gruppi di opposizione in Consiglio comunale hanno espresso parole di biasimo per il quadro emerso e hanno richiesto, con differenze, dal venire a riferire in aula alle dimissioni del sindaco.

    Palermo
  • Un commento a “Sette arresti al Comune di Palermo, ci sono anche due consiglieri di maggioranza”

    1. Bruttissima notizia questa…

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