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mercoledì 28 lug
  • L'artista catanese Giuliana Barbano in esposizione da Èglise: "Eteronimo#2"

    L’artista catanese Giuliana Barbano in esposizione da Église: “Eteronimo#2”

    «Si fa con tutto» ha scritto Angela Vettese, tra i maggiori storici dell’arte contemporanea viventi e a giudicare dall’alchimia presente all’interno delle sublimi rovine coperte da lamiere sottili degli spazi di Église (via dei Credenzieri), artista e curatrice hanno profondamente metabolizzato il portato culturale del messaggio innovativo della storica lombarda docente allo Iuav.

    Un’opera site-specific pensata dall’artista per risuonare proprio all’interno dello spazio incantato delle rovine “puntellate” dai metallici tubi innocenti della chiesetta sconsacrata di Gesù e Maria dei Credenzieri bombardata nel 1943. Installazione studiata e verificata attraverso modelli in scala 1:20, sopralluoghi e fotografie, volutamente ancorata al luogo per divenirne temporanea estensione narrativa.

    Una narrazione personale che vede l’artista donare allo spazio percorribile di Èglise immagini tratte dal repertorio fotografico di famiglia, scorci domestici di vita vissuta letteralmente “srotolati” su stampa in circa 36 metri lineari di sviluppo per 92 cm di larghezza, immagini fotografiche e filmati proiettati ben salde alle strutture metalliche supplementari che l’artista ha aggiunto alla selva metallica di ponteggi esistente, quasi in modalità di vere e proprie “periferiche” che lasciano ogni visitatore con la stessa domanda inevasa e personale rispetto a dove termini o meno l’intervento dell’artista.

    Se la stampa in bianco e nero possiede il sapore di statiche rotative a riposo e la centralità della video-proiezione occupa quasi l’acme della esperienza estetica, l’elemento più suggestivo capace di rimandare a porzioni di macchine di Calder e Tinguely resta l’elemento longitudinale obliquo collocato sulla mezzeria del percorso, unito alla struttura metallica in alto e risolto a terra attraverso due piccole ruote impostate su un asse. Qui la ricerca di Barbano si fonde all’esperienza maturata con Francesco Albano, suo maestro e mentore negli anni di studio presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo che è la stessa artista a ribadire come fonte della propria ricerca.

    «Spazio fisico e sfera del ricordo» – ricorda ancora Cristina Costanzo – «propongono così un cortocircuito tra memoria e necessità in una dimensione straniante e irripetibile».

    Se l’inaugurazione della mostra è stata un successo testimoniato dalla buona affluenza, l’invito non può che esser rivolto a visitare ancora e fino al 3 luglio prossimo Eteronimo#2 dal mercoledì al sabato nella fascia oraria 17:00/19:00 per divenire parte integrante dello spazio espositivo/narrativo.

    L’occasione del finissage sarà inoltre arricchita dalla presenza dell’artista e dalla presentazione del catalogo curato e prodotto da Èglise, con testi di Cristina Costanzo e Francesco Albano e un’intervista di Roberta Randisi per Balloon Project.

    Eventi, Palermo
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