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martedì 21 set
  • La magia delle fotografie di Galimberti strega il Baglio Di Stefano a Gibellina

    La magia delle fotografie di Galimberti strega il Baglio Di Stefano a Gibellina

    Si inaugura il prossimo venerdì 30 luglio all’interno della terza edizione della grande rassegna fotografica site specific Images Gibellina, la mostra fotografica Gibellina Molteplice, curata dalla storica dell’arte Cristina Costanzo e che ha per protagonista le visioni poetiche costruite dal comasco Maurizio Galimberti.

    È del tutto superfluo passare in rassegna il densissimo curriculum di un grande artista prestato alla fotografia come Galimberti. L’uso personalissimo della amatissima Polaroid e la raffinata eleganza delle sue composizioni fotografiche decostruite alla maniera dei concept architettonici di Daniel Libeskind e Zaha Hadid, sono una ragione in più per visitare questo festival unico nel suo genere ed investire emotivamente volando a Gibellina per l’intero mese di agosto e visitarne la mostra.

    Le sue opere, frutto di uno studio mirato e puntuale dei luoghi e degli oggetti contenuti in quei luoghi durante la campagna fotografica dello scorso 2020, ricomposte sotto forma di vero e proprio mosaico fotografico, acquistano quel valore visivo ulteriore che governa l’armonia delle composizioni in cui il rapporto tra le parti e il suo tutto, vale moto di più della semplice somma delle stesse. Tessere tutte di una narrazione esaustiva e convincente che con il reale possiedono solo il punto di partenza, trascendendo una sorta di naturalismo tipico delle composizioni musive paleocristiane dell’Adriatico del IV-V secolo ravennate.

    Galimberti, che a tratti rimanda a certa sperimentazione visuale di David Hocney, non si limita ad allenare il nostro sguardo curioso, bensì reinterpreta la realtà attraverso la sequenza di Polaroid istantanee che non consentono altro giogo in postproduzione che non sia la scientifica giustapposizione delle singole parti secondo la sola volontà creativa dell’autore, e senza il filtro di altre macchine.

    Ed ecco nascere l’opera d’arte che travalica il luogo e supera la semplice restituzione bidimensionale, divenendo elemento visuale a reazione poetica.

    Il Baglio Di Stefano, tra il trascendente Museo delle trame Mediterranee animato e diretto dall’ottimo Enzo Fiammetta, la Fondazione Orestiadi sapientemente gestita da Giulio Ippolito e la monumentale Montagna di Sale di Mimmo Paladino, ospiterà tra il 30 Luglio (giorno della inaugurazione) e per tutto il mese successivo le undici composizioni artistiche interpolate alle pareti bianche del primo livello inferiore del padiglione espositivo progettato da Roberto Collovà, Marcella Aprile e Teresa La Rocca a principio degli anni Ottanta, mentre il 1 agosto vedrà l’artista dialogare con la curatrice e con il professore Michele Cometa negli spazi all’aperto durante l’apposito talk durante il quale verrà presentato il relativo libro d’artista di Galimberti a tiratura limitata.

    Undici “studi”, undici neo-luoghi ricreati dall’occhio attento di Galimberti che diventano monadi: da Sequenze di Fausto Melotti a Senza Titolo di Giuseppe Spagnulo, dal Grande Cretto di Alberto Burri alle opere del Museo delle Trame Mediterranee, da Palazzo Di Lorenzo al Meeting di Consagra senza tralasciare gli angoli della città.

    Inusuali visioni, letture inedite, preziosi spunti di riflessione sulla bellezza della più importante città di neo-fondazione italiana del secondo Novecento, l’obiettivo dell’artista si concentra sulla scoperta del paesaggio in termini di esperienza individuale, puntando i nostri sguardi sul suo.

    Un simposio di arte integrale, in cui l’architettura ospita la fotografia che ritrae anche l’architettura trasformandola in suggestive monadi artistiche.
    Un invito a guardare oltre, oltre la magia dei luoghi e la costruzione di paesaggi a volte persino surreali, oltre le narrazioni invecchiate, oltre il tempo che a Gibellina sembra non appartenere alle stagioni, oltre la bellezza di nuovi sguardi freschi e dinamici, sguardi capaci di sedurre il più malinconico tra i disillusi.

    Sguardi come quelli che Maurizio Galimberti si appresta venerdì a donare alla Sicilia incantata, frutto di un meditato e lungo scambio con la curatrice palermitana, un lavoro elegantemente strutturato per divenire prezioso tassello di consapevolezza futura.

    Sicilia
  • Un commento a “La magia delle fotografie di Galimberti strega il Baglio Di Stefano a Gibellina”

    1. In effetti l’arte fotografica di Galimberti ben si presta ad un luogo etero come è Gibellina

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