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  • Palermo ha un problema: munnizza

    Differenziata anno meno 10

    Qualche decennio fa, nel maggio del 2007, ho raccontato del cattivo uso dei cassonetti delle spazzatura di Palermo e nell’ottobre del 2009 ho scritto del mio incontro con Paul Connett (scienziato e divulgatore su come si possa fare la raccolta differenziata promotore della strategia zero, zero zero) avvenuto alla sale delle Lapidi del Comune di Palermo. Questi mie pensieri, pubblicati sul sito Rosalio, avevano l’intenzione di sensibilizzare i miei concittadini e gli amministratori a volere migliorare la vivibilità delle città attraverso la promozione della raccolta differenziata.

    Oggi dopo dieci e più anni mi rendo conto che il mio disagio, rappresentato con l’esternazione dei miei pensieri su di una pagina web, non ha prodotto nessun effetto e che la situazione di vivibilità della Mia Palermo non è assolutamente migliorata…anzi andiamo di male in peggio. Quindi ciò che ho fatto è stata una confessione al muro del pianto, che nessuno però ha ascoltato. Devo dire, per correttezza, che altri palermitani avvertono nel loro silenzio e non solo questo disagio, infatti qualche giorno fa un papà anonimo, padre di una bimba di 4 anni, ha pubblicato su di un manifesto una lettera aperta indirizzata la Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anch’esso palermitano, nella quale rappresenta il proprio disagio di vivere in una città dove la popolazione si è assuefatta allo squallore.
    Eppure sempre dai mezzi di comunicazione, che ormai sono tutti interconnessi, Palermo viene raccontata e sognata dai film- maker (tipo filmato della Red Bull) come una città Bellissima, non solo con i suoi monumenti ma anche con la sua gente, gente che sa: di voglia di vivere, si sole di mare di sale, di caldo, di colori, di gioia.

    Allora appare chiaro che nella mia Palermo questa gente meravigliosa ha un problema (tipo «Houston, abbiamo avuto un problema») ovvero che i palermitani, gente meravigliosa, quando si tratta di gestire i rifiuti ed il decoro della città, in troppi, molti diventano dei sporcaccioni, (dal vocabolario Treccani: sporcaccióne agg. e s. m. (f. -a) [der. di sporco]. – 1. Persona sporca, trascurata nella cura della pulizia personale e dell’ambiente in cui vive). Una forte critica è anche rivolta agli amministratori del sistema di raccolta e differenzazione dei rifiuti della città di Palermo che non riescono, seppur con mille difficoltà oggettive, a fare ciò per cui sono nominati e pagati. Ricordiamo che la raccolta differenziata al 65 % dal 2009 è un obbligo di legge italiano ed europeo e che ad oggi in molti quartieri di Palermo non viene fatta e che la stessa potrebbe essere fatta solo riorganizzando le maestranze ed i mezzi esistenti, come ho già raccontato nel 2009.

    Per mia natura mi piace cercare soluzioni ai “problemi”, ma so anche che esistono problemi che non ammettono soluzione, ma su questa seconda opzione mi rifiuto, come rifiuto al rifiuto, come direbbe Cetto la Qualunque, di credere che per la mia città non ci sia soluzione alla gestione dell’immondizia.

    Appare chiaro a tutti che la gestione dei rifiuti di Palermo debba necessariamente passare da un cambio culturale, da un processo di educazione alla gestione del bene comune che è la città, ma anche da un atto di amore per i luoghi che abitiamo e che sono la nostra casa.

    So per certo, visto con i miei occhi, che molti palermitani non appena varcano la soglia della porta di casa fanno cose che in casa non farebbero mai, dalle più innaturali tipo buttare la carta a terra ed altro, quasi un atto compensativo alla pulizia della propria casa.

    Su questa dicotomia del comportamento dei palermitani si dovrebbero fare studi o ricerche, ma è chiaro che ci vorrebbe troppo tempo per studiare e risolvere questa patologia da un punto di vista clinico. Sarebbe troppo difficile mandare gli sporcaccioni di una città da una sfilza di psicologi per eradicare questo malefico comportamento.

    Ma il mio motto è: non arrendersi e pertanto bisogna escogitare tutti i modi possibili per indurre le persone a diventare cittadini modello, io avrei delle proposte:

    1. Far inserire in tutte le scuole (primaria, secondari, anche università) di Palermo dei corsi, fatti dagli stessi insegnanti che spieghino a gli alunni ( di ogni ordine e grado) cosa sia la raccolta differenziata, come debba esser fatta e quale sia l’importanza culturale e quale la sua valenza dal punto di vista igienico sanitario.
    2. Obbligare tutte le scuole, gli uffici pubblici, tutti gli esercizi commerciali, mercati storici a differenziare i propri rifiuti attraverso un documento che ogni attività dovrebbe redigere per legge, tipo: DOCUMENTO GESTIONE DEI RIFIUTI, lo farei imparare a memoria a tutti gli attori del processo di gestione, ma questo forse sarebbe sadico, meglio di no, basta che sia accessibile e leggibile a tutti i fruitori.
    3. Dare la possibilità ad ogni cittadino/a di Palermo di essere in prima persona un curatore del proprio ambiente incentivando con delle premialità o sconti sulla tari i cittadini più virtuosi, ovvero fare una premiazione annua tipo tassello del mosaico palermitano.
    4. Creare molte aree di compostaggio dell’organico in tutta la città. Questo fatto è importantissimo perché diminuisce in modo immediato di 1/5 rifiuti e perché l’organico prodotto potrebbe essere utilizzato per gli orti urbani della città. Ricordo che la superficie necessaria per potere trattare tutt’organico della città di Palermo è grande quanto un campo di calcio, un’inezia rispetto alla superficie di tutta la città.
    5. Spiegare chiaramente dove sono ubicate le isole ecologiche della città (luoghi dove conferire rifiuti speciali tipo elettrodomestici) ed il loro utilizzo.
    6. Attraverso le espressioni artistiche proporre dei concorsi sul tema dell’ambiente.
    7. Far pagare le tasse sui rifiuti non in base a ciò che si possiede ma in funzione di quanto si scarta ed ai rifiuti prodotti.
    8. Promuovere delle proposte di legge per incentivare il riciclo e tassare tutto ciò che non è riciclabile.
    9. Sensibilizzare tutti gli amministratori di tutti gli Enti Pubblici (Comune, Regione, Stato) attraverso qualsiasi mezzo lecito ad attivarsi per dare decoro alla città di Palermo.
    10. In ultimo io non sono per multare ma per educare, mi sembra troppo semplice fare una multa pecuniaria a chi sporca, sarebbe più educativo obbligare chi sporca ad effettuare servizi gratis compensativi per la pulizia della città. Sarebbe bello, ma non si può fare, trattare i recidivi con trattamenti riservati ai delinquenti del film Arancia Meccanica.

    Anche se non dovesse cambiare nulla, se fra 10 anni avrò ancora la voglia di scrivere per questa mia città bistrattata perché non cambierà nulla, quello che oggi ho scritto servirà forse a fare un’istantanea del mio disagio e sarà nel futuro un invito a me stesso a non desistere, perché prima o poi questi geni malvagi che scorrono nelle vene di qualche sporcaccione dovranno pur mutare o scomparire.

    Chiedo inoltre ad ogni palermitano, che non si riconosce negli sporcaccioni, di prendere una posizione chiara al riguardo, non possiamo più voltarci da un’altra parte quando vediamo sporcizia e degrado in città. Rischiamo di diventare la prima città al mondo ad essere sommersa dalla spazzatura. Mi viene il dubbio che alcuni lo facciano solo per questo, per raggiungere il più inquietante e disgustoso primato da Guinness.

    Palermo
  • 3 commenti a “Differenziata anno meno 10”

    1. Parole al vento. Nel mio piccolo faccio una differenziata, pur non essendo servito dalla raccolta porta a porta. Carta, cartone, plastica, vetro e alluminio… Ma mi sento Don Chisciotte contro i mulini a vento…
      Ho chiamato a Luglio il servizio rimozione ingombranti perché dovevo buttare un divano, un mobiletto ed un tv crt.
      Mi hanno richiamato il giorno 8 settembre (dopo che ad agosto avevo fatto a pezzi il divano e fatto due viaggi con l’auto fino al centro di raccolta dietro via Ugo la Malfa) e mi dicono di mettere gli ingombranti sul marciapiede la sera che l’indomani sarebbero passati a raccoglierli.
      Fatto, con tanto di cartello (era mercoledì). Sabato e domenica piove. Lunedì successivo, erano ancora là. Lunedì sera accanto ai miei ingombranti, una lavatrice ed altri ingombranti con un altro cartello “RAP”.
      Martedì mattina ritirano lavatrice e altri ingombranti lasciando i miei sul posto.
      Morale: ho dovuto sobbarcarmi l’ennesimo viaggio fino al centro di raccolta con la mia auto.
      Mi domando: e se invece di avere le forze di caricare (e scaricare) l’auto, fossi stato disabile? O anziano? Cosa sarebbe successo? I miei ingombranti sarebbero rimasti sul marciapiede a imperitura memoria? Nonostante la TARi che pago sia una tra le più alte d’Italia (oltre al danno la beffa)? Perché i cittadini devono essere perculati da un”amministrazione menefreghista che pensa solo alle piste ciclabili?

    2. Ciao, faccio ripetute segnalazioni alla Rap per la pulizia della strada in cui abito e per lo svuotamento dei cestini pubblici che oramai vengono usati per l indifferenziata. La città è sommersa dai rifiuti e i turni di raccolta spesso saltano. Ho appreso, parlando con gli operatori RAP che manca il personale. Di male in peggio. Però pago la Tari

    3. Far lavorare chi prende il reddito di cittadinanza.. e i tanti migranti…. nel sangue scorre il dna degli Arabi e Musulmani, x cultura sputano è non usano fazzoletti x il naso, si aiutano con le dita.. sporchissimi.

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