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e-mail: michelacosta.pa@gmail.com

Biografia: Sono nata a Palermo e a Palermo sono rimasta fino al dottorato in geologia. Un po’ geologo, un po’ fotografa, un po’ scrittrice, appassionatissima di sport e di montagna e fondamentalmente indecisa. Dopo qualche parentesi in Francia e un master in Toscana sono rientrata a Palermo dove sto cercando di costruirmi un lavoro che metta insieme sia le mie competenze che le mie passioni, che abbia a che fare con la natura e l’ambiente, e che mi piaccia. Sarà dura insomma. Scrivere per me è un gioco divertentissimo e lo faccio così, di pancia.

Michela Costa
  • Dalle tette ai pacchi, sempre leader è

    È trascorso un anno dalla diffusione a Palermo del cartellone pubblicitario di un negozio leader del compro oro e argento che mostrava le grazie femminili millantando simpatiche (solo per loro) allusioni a fantomatiche «Offerte generose». Il cartello fece un bel parlare di sé, tra quanti non trovavano nulla di offensivo nel messaggio pubblicitario e quanti affermavano che anche chi criticava stava facendo un grosso favore al negozio in questione. Anche io m’indignai e scrissi a riguardo. Adesso, a un anno di distanza, l’ignota agenzia di comunicazione in questione che ha curato l’immagine dell’azienda (ammesso che ce ne sia davvero una alle spalle) ci riprova. E ci riprova, stavolta, mettendosi dall’altra parte e schiacciando l’occhio al pubblico femminile. Continua »

    Palermo
  • La vita facile delle auto blu a Palermo

    Ci sarebbe voluto Alberto Sordi a scrivere il finale per lo scorso sabato pomeriggio, a Palermo. In uno dei suoi film lui avrebbe preso un inappuntabile vigile e lo avrebbe messo a multare tutte le auto blu ferme in sosta sul marciapiede di Via Roma. Un vigile che facesse il suo dovere per davvero, senza prestare attenzione ai minacciosi indici puntati contro e alle parole «Lei non sa chi sono io». Sarebbe stata una bella scena da vedere, sì. Sarebbe stato onesto. E invece niente di tutto ciò è successo, davanti al Teatro Biondo a Palermo, lo scorso sabato pomeriggio. Era la commemorazione dell’uccisione di Pio La Torre, un evento importante per una Palermo che vuole ricordare un uomo che è anche un simbolo della lotta alla mafia; una città che, nonostante tutti gli scandali, ci prova a percorrere la strada della legalità. Dentro al Teatro diversi personaggi illustri del mondo della politica e fuori, tra la gente, le loro belle macchine scure a occupare l’intero spazio del marciapiede di Via Roma, davanti ai negozi e con i pedoni impegnati in acrobazie tra marciapiede impraticabile e corsia dell’autobus. Continua »

    Palermo
  • Non mimose ma opere di bene

    E siamo qua. Gli anni passano e se da un lato il punteruolo rosso ha già distrutto le palme, la xylella si è rosicchiata gli ulivi e la processionaria continua a devastare i pini, ancora nessun cornuto di insetto si è deciso a far fuori le mimose. Niente. Puntuali e inevitabili come il canone Rai e l’allergia primaverile, da metà febbraio in poi vedi quei rami sempre più gialli e sempre più carichi di palline paffute che scoppiano di salute, che in confronto il mais ogm pare deperito. Che poi diciamocelo, ragazzi, la mimosa puzza come mai un fiore che si rispetti dovrebbe puzzare, sia da fresca sia da secca. Ma pazienza, l’hanno eretta simbolo delle donne e noi ce lo dobbiamo accollare così com’è. Continua »

    Palermo
  • “La trappola dei ricordi”, il giallo di Aldo Pagano fa tappa a Palermo

    L’ignaro lettore troverà istintivo fin dalla prima pagina cercare su Google Maps dove si trovi questo paesino sconosciuto di nome Balbenna arrossendo un po’ per la propria ignoranza in geografia. Ma la città dove ha inizio il romanzo in realtà non esiste, è un luogo di fantasia nei cui colori e odori è facilmente rintracciabile una sintesi delle città di Bari e Palermo, entrambi luoghi molto cari all’autore. Continua »

    Palermo
  • L’Anima Folk di Palermo

    C’è una Palermo, a Palermo, che la sera si da appuntamento nelle piazze del centro storico e balla, balla instancabilmente fino a notte fonda, trascinando decine e decine di fedeli appassionati di danze di antiche tradizioni popolari, ma anche di curiosi che si fermano a guardare e di turisti piacevolmente sorpresi dallo spettacolo inatteso. È una Palermo che sfida il freddo e la pioggia delle serate invernali e il caldo afoso dell’estate in nome di un appuntamento che diventa, per chi si avvicina a questo mondo, sempre più irrinunciabile. «Come una febbre, una specie di droga» azzarda a dire qualcuno. È una Palermo che rifiuta la formalità, le etichette, le solite e scontate serate in giro per locali e che preferisce riappropriarsi, ballando, degli spazi all’aperto della propria città, incontrandosi sotto le stelle, in una magica atmosfera fatta di condivisione, semplicità, di sorrisi e di abbracci fra sconosciuti. Continua »

    Palermo
  • Santarancina a Palermo, fumata nera a Catania

    Allora, innanzitutto ci tengo a tranquillizzare tutti i miei amici di Facebook. Anche se non ho cambiato foto copertina e non ho postato macro di arancine giganti, fatte in casa o adagiate sul piatto di qualche rinomato bar palermitano, beh, vi comunico che l’arancina me la sono mangiata pure io. E nella gara di chi se l’è mangiate più buone, più grosse, più dorate, più condite, più croccanti, più oleate (perché noi palermitani se non siamo “più” non siamo niente) vi annuncio anche che le più belle, per l’appunto, erano proprio a casa mia (perché le ha fatte la mamma e, personalmente parlando, il bar Touring si po’ ammùcciari). Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Piazza Sant’Oliva: giorno di ferie ieri per i posteggiatori abusivi

    Piazza Sant’Oliva: giorno di ferie ieri per i posteggiatori abusivi

    Una strana tranquillità avvolgeva ieri mattina piazza Sant’Oliva a Palermo.
    Se non fosse stato per l’anomalo spiegamento di forze armate che presidiava l’area, tra agenti della municipale e poliziotti in assetto antisommossa, sarebbero sembrate le prime luci dell’alba di una tranquilla domenica mattina.
    Tra gli alberi, di fronte al Circolo degli Ufficiali, erano posteggiati due pullman dall’inconfondibile colore verde militare.
    Delle macchine, solitamente in terza fila, nessuna traccia. Dei posteggiatori abusivi, neanche l’ombra. Continua »

    Palermo
  • Fenomenologia del turista eoliano

    Se ne stanno lì sospese tra mare e cielo, davanti la costa nordorientale della Sicilia, proprio di fronte Milazzo. Sette isolette che quest’estate, ancor più che negli altri anni, sono state prese letteralmente d’assalto. Eolie: sette isole, sette vacanze diverse, sette tipologie di turista differente. E visto che un po’ per studio, un po’ per lavoro, un po’ per puro piacere, questi sette scogli sul mare me li sono girati tutti, in diversi periodi dell’anno, se esistesse il gioco del “dimmi in che isola vai e ti dirò chi sei”, io (con qualche eccezione del caso) le indovinerei tutte.
    Il viaggio in aliscafo (o in traghetto se porti la macchina) è il momento più divertente, quello in cui mi piace fare una vera e propria ricognizione di volti, outfit, atteggiamenti, linguaggi e accenti, scommettendo sulle mete di arrivo dei miei compagni di viaggio. Continua »

    Ospiti
  • Questo irrefrenabile bisogno di patata a Palermo

    Politeama.
    Sabato sera.
    Agosto.
    Umidità appiccicata sulla pelle, sui vestiti, sui capelli.
    Avrei potuto scegliere un altro giorno, di un altro mese (più fresco, magari!) per sottopormi al test della patatina fritta, ma una certa indolenza e il mio totale disinteresse verso le mode importate da oltreconfine non mi hanno consentito di accostarmi prima al fenomeno patatina fritta olandese, nonostante la vicinanza tra il chioschetto e casa mi costringesse a passarci davanti praticamente ogni giorno. Da mesi osservavo questi sudici cuppitelli in carta di giornale, traboccanti di patate dorate luccicanti d’olio portati a spasso dalle mani di compiaciuti ruminanti che brandivano lunghi bastoncini di legno con cui intingevano la patata in bicchierini colmi di salse colorate. Ma, si sa, prima di parlare male di una cosa bisogna conoscerla. E per conoscerla bisogna provarla. Continua »

    Ospiti
  • Cultura cattiva

    Ieri mattina mi sono imbattuta in questo cartellone pubblicitario.

    Manifesto alle Mura delle Cattive

    Erano le due del pomeriggio, sul marciapiede ci potevi friggere le panelle e per strada c’eravamo io con il mio gelato nocciolaepistacchio e un gatto disperato in cerca di un triangolino d’ombra.
    Passeggiavo. Un rivoletto di sudore tra maglietta e schiena e una specie di gioia speranzosa nel cuore pensando che, in fondo, nonostante tutto, nonostante i miliardi di problemi, nonostante l’immondizia, le strade che si sgretolano sotto le nostre scarpe e i nostri pneumatici, nonostante i politici pasciuti rimpinzati dai nostri soldi, nonostante i posteggiatori e tutte le assurdità e i paradossi che disegnano i contorni di questa città, Palermo, a me, mi fa impazzire. Mi piace proprio tanto. Anzi, mi piace a tal punto che a volte non riesco a immaginarmi in altri posti se non qui. Vabbe’, direte voi, arriere con un altro tormentone dal tema evviva la bellaggente, i cannoli, le arancine, il sole e il mare tutto l’anno. No. Non sto parlando né di gastronomia, né di meteo né della tanto narrata solarità di cui noi siculi siamo portatori sani e inconsapevoli fin dalla nascita. Sto parlando di Cultura. Continua »

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  • Piccoli esercizi di flessibilità per essere chiamati ai colloqui

    Ieri ho fatto un colloquio.
    Avevo mandato il curriculum due mesi e mezzo fa, credo. Mi ero pure dimenticata il nome dell’azienda alla quale avevo mandato l’application. A Milano, mi pare che fosse. Che a Milano non glieli mando mai i curriculum, ddionniscanza mi chiamano vero. E quindi, l’altroieri, alle 17:15, quando ho letto 02 sul display del telefono a momenti manco rispondevo. Che tanto sono quelli di Sky, o di Fastweb, o di Infostrada. Meno male invece che ho risposto, perché dall’altra parte c’era una signorina con la voce antipatica da segretaria milanese. Mamma mia quanto non le sopporto le vocali strette. Dalla voce era di sicuro bionda e con gli occhiali. E vegana. Era sicuro vegana.
    «Abbiamo ricevuto il suo curriculum e saremmo interessati a un colloquio».
    «Bene», dico io, mentre invece penso “merda” e con scatto felino salto dal divano e, cercando di tenere stretta la presa dell’iPhone nell’incastro spalla-orecchio, accendo il computer (che quando hai fretta, lo sappiamo tutti, lui lo fa apposta e ci mette due ore) per cercare un volo Palermo-Milano per l’indomani, tipo alle 6 del mattino, e che non sia 200 euro. Un’impresa. Continua »

    Ospiti