“L’ultimo padrino” su Canale 5
Stasera e domani alle 21:00 su Canale 5 andrà in onda L’ultimo padrino. Nella fiction Michele Placido veste i panni di Bernardo Provenzano e Daniele Pecci è Roberto Sanna che gli dà la caccia.
Stasera e domani alle 21:00 su Canale 5 andrà in onda L’ultimo padrino. Nella fiction Michele Placido veste i panni di Bernardo Provenzano e Daniele Pecci è Roberto Sanna che gli dà la caccia.
Alle 14:30 va in onda su Tgs in diretta dal Teatro Orione “Pippo Spicuzza” Tgs StudioStadio per raccontare Sampdoria-Palermo. Conduce Alessandro Amato, affiancato da Eliana Chiavetta. Regia di Bebo Cammarata.
Gli ospiti di oggi sono Gerardo Di Liberto, autore palermitano di programmi televisivi per Rai e Mediaset, Elio Cardinale, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo, Piera Farina, imprenditrice romana, Domenico Simonetti, farmacista ultra’, Brigida Cacciatore, cantante reduce dalla trasmissione televisiva Amici di Maria De Filippi e Giovanni Cangelosi, attore, nei panni di nonna Rosina.
Questa domenica e le prossime presso l’Antica Focacceria San Francesco (via Paternostro, 58), prosegue il recupero delle antiche tradizioni popolari con il consumo critico (il titolare Conticello ha denunciato i suo estorsori). Parte del ricavato viene devoluto all’associazione antiracket LiberoFuturo.
Vengono allestite più bancarelle: “‘u stigghiularu”, “‘u purparu”, “‘u meusaru”, “‘u quarumaru”, “‘u pastaru”, “‘u panellaru”, “‘u purparu”, “‘u simenzaru”, “‘u tavirnaru”. Giocolieri e artisti animano piazza San Francesco d’Assisi.
La manifestazione viene patrocinata dal Comune di Palermo.
Si è costituito il Comitato residenti viale Campania e via Emilia che si oppone alla proposta di costruire un grande centro commerciale e un parcheggio interrato tra viale Campania e via Emilia. Il comitato crede che si stravolgerebbe la fisionomia del quartiere, da zona residenziale a zona commerciale e fa notare come nelle più importanti città italiane i grossi centri commerciali vengono costruiti all’esterno delle zone altamente trafficate. Il comitato raccoglierà firme di residenti contrari.
Sono attivi da ieri mattina due nuovi semafori negli incroci tra viale Strasburgo e le vie Francia e Aldisio. Cambiano anche alcuni sensi di marcia. I semafori si sincronizzano in base ai flussi di traffico.
Via Ingegneros diventa a senso unico da viale Strasburgo verso via San Lorenzo. I veicoli in transito su viale Strasburgo in direzione Cardillo possono svoltare in via Ingegneros, mentre la svolta è vietata per i mezzi in transito su viale Strasburgo nella direzione opposta.
Nella stradella Montalbano, traversa di viale Strasburgo, viene invertito il senso unico; soltanto i resideenti possono accedere da viale Strasburgo. In via Cavalieri di Vittorio Veneto è istituito il senso unico da via San Lorenzo verso via Villa Giocosa. Infine, il tratto della via Villa Giocosa compreso tra via Cavalieri di Vittorio Veneto e via Dominici diventa a senso unico nella direzione di via Ingegneros, mentre rimane a doppio senso il tratto seguente, fino all’incrocio con via Ingegneros.
Progressivamente sarà vietata la sosta in alcuni tratti di via Francia e via Aldisio e nelle vie Cavalieri di Vittorio Veneto e Villa Giocosa. Su un lato di via Aldisio, inoltre, sarà creato uno speciale corridoio pedonale e la sosta dei veicoli sarà consentita non più in obliquo ma in parallelo.
Bernardo Provenzano, sottoposto alle regole del 41 bis sul carcere duro, si è visto attribuire per sei mesi il regime speciale previsto dall’articolo 14 bis che non prevede nuovi e ulteriori contatti con familiari e parenti, una situazione di supersorveglianza e soprattutto l’impossibilità di tenere in cella documenti, appunti, abiti e biancheria. Si sospetta che Provenzano continui a mantenere rapporti con l’esterno attraverso annotazioni e appunti anche su volumi religiosi.
Anche Leoluca Bagarella, cognato di Riina, e Andrea Mangiaracina (boss di Mazara del Vallo) sono sottoposti allo stesso regime.
La petizione Chiediamo i danni a Cosa Nostra ha superato le 5000 sottoscrizioni ed è la più sottoscritta di questi giorni sul sito che la ospita a una settimana dalla sua apertura. La petizione chiede alle istituzioni di promuovere iniziative specifiche per il risarcimento dei danni in sede civile, l’aggressione ai patrimoni mafiosi e il reinvestimento in attività che contrastino la mafia.
Stefania Petyx nei giorni scorsi si è occupata della petizione con un servizio a Striscia la Notizia.
L’avvocato Lipera, legale di Bruno Contrada, ha affermato che il presidente della Repubblica ha inviato una lettera al ministero della Giustizia per revocare l’avvio dell’iter per l’eventuale concessione della grazia a Bruno Contrada. La notizia gli è stata comunicata da Loris D’Ambrosio, consigliere per gli affari di giustizia del Quirinale.
Il Quirinale, avendo appreso che la missiva ricevuta dall’avvocato non era una richiesta di grazia ma una supplica e della volontà di revisione del processo, ritiene che sarebbero venute meno le condizioni per fare proseguire l’iter per la grazia, così come l’incontro richiesto.
L’avvocato Lipera ritiene che l’intervento di Rita Borsellino sia stato determinante.
Una mozione presentata dai consiglieri comunali di Alleanza Nazionale e votata anche da Movimento per l’Autonomia, Udc e dal centrosinistra stabilisce che entro 20 giorni il sindaco e gli assessori di Palermo e i dirigenti delle società partecipate non potranno più utilizzare le auto istituzionali. Il risparmio mensile è stimato in oltre 40 mila euro.
Si è insediato ieri il nuovo prefetto Giancarlo Trevisone che subentra a Giosué Marino. Le sue prime parole sono state: «Sono al fianco degli imprenditori e dei commercianti che denunciano il racket e sono vicino all’associazione antiracket Libero Futuro, al comitato Addiopizzo e anche ai ragazzi che lavorano nelle terre confiscate alla mafia, come i ragazzi seguiti da don Luigi Ciotti. […] Arrivo a Palermo con enorme soddisfazione. La prefettura siciliana è una sede prestigiosa, cercherò di non fare rimpiangere il prefetto Giosué Marino. Si è parlato di una sorta di primavera a Palermo dopo le iniziative antiracket e io spero che presto arrivi l’estate».
Trevisone è nato a Roma il 20 giugno 1945, arriva da Livorno e in passato ha guidato la prefettura di Massa Carrara.
Un articolo di Vassily Sortino (Il tormentone per stabilire chi è un palermitano doc) su la Repubblica Palermo parla di Sei di Palermo se….
AGGIORNAMENTO: ecco l’articolo.
Oggi Tony Siino, ideatore di Rosalio, sarà ospite a Casa Minutella, talk show condotto da Massimo Minutella, dalle 13:30 alle 14:30 su TeleSud e in replica su Tvt (regionale) alle 21:00.

Stasera alle 23:25 all’interno della trasmissione Demo dedicata alle band emergenti in onda su Radio 1 Rai verranno trasmessi due brani inediti dei palermitani Kemonia. La band formata da Luca Amato (voce), Alessandro Valenti (basso), Davide Lombardo (batteria) e Piero Compagno (chitarra) propone un rock italiano con puntate in territorio inglese e attualmente sta ultimando l’arrangiamento di quindici pezzi che faranno parte di un cd di prossima pubblicazione.
Oggi alle 17:00 nella sala conferenze della Fondazione Banco di Sicilia a villa Zito (via Libertà, 52) verrà presentato il volume Palermo, l’identità cercata, pubblicato dalla casa editrice Libridine di Mazara del Vallo e curato da Pasquale Hamel.
Introdurrà i lavori il presidente della fondazione Giovanni Puglisi. Seguiranno gli interventi del professor Alessandro Hoffmann dell’Università degli Studi di Palermo e di padre Gianni Notari, direttore dell’Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe. Concluderà l’incontro, con un suo intervento, il curatore del volume, Pasquale Hamel.
La pubblicazione racconta Palermo nelle riflessioni di studiosi ed intellettuali, accademici e non, che, da sempre, hanno avuto un occhio attento alle vicende del capoluogo siciliano. Nel volume sono presenti contributi di Vincenzo Scalia, Maurizio Rizza, Nino Alongi, Giuseppe Notarstefano, Salvatore Sacco, Giuseppe Pellitteri, Gioacchino Lavanco, Giovanni Tessitore, Aldo Gerbino, Salvatore Ferlita, Renata Prescia, Antonino Barraco, Michela Schillaci, Vittorino La Placa e Antonio La Spina.
Le istituzioni, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Cna Sicilia e Confartigianato hanno sottoscritto il patto Liberati dal pizzo, denunciare oggi conviene che impegna le parti a condividere una comune strategia contro il racket delle estorsioni. Il promotore è il prefetto Giosué Marino che sta per insediarsi a Torino e che ha definito il patto «un percorso di legalità per la rinascita di Palermo e della Sicilia». Gli iscritti si impegano solennemente a denunciare gli estorsori e gli usurai.

La foto è stata scattata da Luigi Nifosì.
Gli imprenditori palermitani citati nei pizzini trovati nel covo del boss Salvatore Lo Piccolo sono stati convocati davanti ai vertici di Assindustria Palermo per chiarire la loro posizione. Chi non collabora verrà invitato a lasciare l’associazione.
L’annuncio è stato dato dal presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello a Catania nel corso della cerimonia di consegna del premio intitolato al giornalista Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia. Lo Bello ha detto: «Dobbiamo rompere gli indugi. Non è più il momento di attendere. Chi decide di collaborare è dentro, chi sceglie di restare dall’altra parte va fuori. […] Ovviamente il ritrovarsi citati in quei “pizzini” non equivale affatto ad una prova di responsabilità, ma noi dobbiamo sapere ora. Per questo abbiamo deciso di convocare tutti coloro che sono citati. Perché ci spieghino, perché non abbiano più alibi, perché diano prova di accettare nei fatti quel codice etico che ci siamo appena dati. Fino ad ora, per quel che abbiamo letto, il fenomeno ci tocca in minima parte. L’elenco è costituito per lo più da commercianti. Ma aspettiamo di sapere quali altre imprese sono coinvolte, a cominciare da quelle della zona industriale di Carini che ricadono in pieno nel territorio controllato da Lo Piccolo».
Alcuni lavori di riqualificazione e manutenzione straordinaria rischiano di provocare la chiusura contemporanea del Museo archeologico Salinas e della Galleria regionale di Palazzo Abatellis. Le principali associazioni culturali (Amici dei Musei Siciliani, Associazione Dimore Storiche Italiane, Italia Nostra – sezione di Palermo, Legambiente – Sicilia, Fondo per l’Ambiente Italiano – delegazione di Palermo e Fondazione Salvare Palermo) lo ritengono un grave danno per la cultura, per il turismo, per l’attività formativa delle scuole e per l’immagine della città e indicono un’assemblea cittadina alle 17:00 nell’aula consiliare del Comune di Palermo (piazza Pretoria, 1) affinché le collezioni dei due musei, durante la loro chiusura, vengano esposte in luoghi idonei.
AGGIORNAMENTO: l’assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica Istruzione, Lino Leanza assicura che «non ci sarà alcuna chiusura contemporanea dei due più importanti siti museali palermitani, non possiamo permettere che la città perda i suoi fondamentali poli culturali e turistici. I lavori sono necessari, i tempi non sono stati definiti da questa amministrazione ma stiamo trattando perché gli interventi non causino danni di immagine, prevedendo chiusure in periodi assolutamente differenti e individuando eventuali sedi espositive provvisorie». Le opere esposte potrebbero trovare una sistemazione nel vicino Oratorio dei Bianchi, mentre per il Salinas è allo studio la possibilità di trasferire alcuni pezzi al Guglielmo II di Monreale e almeno una collezione in edifici adiacenti al museo stesso: potrebbero, infatti, essere presi in considerazione alcuni locali delle Poste Centrali.
Tra i progetti proposti dal Servizio promozione Identità e immagine della Città del Comune è stato approvato la scorsa settimana il progetto Luoghi di socializzazione a Palermo e immagine della città, coordinato dal professor Gianfranco Marrone e proposto dal centro studi “Quarto piano”, in collaborazione con il Dipartimento di Analisi dell’Espressione dell’Università degli Studi di Palermo.
La ricerca si propone di analizzare la relazione che si istituisce fra l’articolazione fisica di alcuni spazi cittadini e i riti, i comportamenti, i segni e i linguaggi che in quei luoghi si vengono a costituire. Le ricadute pratiche riguardano principalmente la progettazione urbanistica, le politiche sociali, la promozione turistica, l’organizzazione delle attività culturali e ricreative e il ripensamento dell’immagine della città. L’importo finanziato è di 250 mila euro.
Tra i luoghi della socialità che verranno studiati ci sarà anche Rosalio.
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