Profilo e post di

e-mail: simone.tulumello@gmail.com

Biografia: Simone Tulumello, palermitano, dal 1982. Architetto e dottorando in pianificazione urbana. Appassionato di fotografia analogica e musica elettronica. Quando può, va in Portogallo a schiarirsi le idee.

Simone Tulumello
  • Palermo tre anni dopo: amministrazione, società e cambiamento

    Sono passati quasi tre anni dalle elezioni amministrative che hanno riportato Leoluca Orlando a Palazzo delle Aquile ed è il tempo di preliminari bilanci. Preliminari perché la situazione nella quale la nuova giunta si è insediata (conti comunali e partecipate) ha fatto si che il primo anno e mezzo abbia potuto essere dedicato quasi esclusivamente a sistemare i bilanci (si ricordi, ad esempio, che il Comune ha avuto controllo sull’Amia commissariata circa un anno dopo le elezioni).
    Il bilancio, preliminare e parziale, che farà questo post, va preso per la riflessione di una persona che ha attivamente partecipato alle elezioni (sono stato candidato per una delle liste che sostenevano Orlando) e ha poi osservato dall’esterno (mi sono trasferito a Lisbona nel gennaio 2013). Una visione insieme partecipante (per la vicinanza politica) e distaccata (per la distanza geografica).
    Il post è un rapido elenco ragionato di politiche e pratiche che hanno avuto o stanno avendo successo, di quelle a mio vedere fallimentari e quelle che possono dimostrarsi, nei prossimi anni, l’una o l’altra cosa. Un elenco incompleto, che spero vorrete integrare nei commenti. Concluderò con alcune riflessioni critiche e, possibilmente, costruttive. Continua »

    Ospiti
  • Videosorveglianza a Palermo: il dibattito mancato

    Non deve essere sfuggita a molti la comparsa, recentemente, di innumerevoli pali a supporto di grappoli di sistemi tecnologici per le vie di Palermo, soprattutto nelle aree centrali. Come
    è abbastanza evidente, si tratta di sistemi di videosorveglianza estesi a buona parte del territorio comunale, installati ad integrazione del sistema già esistente dal 2000.
    In quell’anno, infatti, per la realizzazione della conferenza ONU sulla criminalità organizzata, furono installati due sistemi, uno per coprire l’autostrada da e verso l’aeroporto, uno per coprire i principali incroci stradali. Dal 2006 il sistema è stato riattivato e gestito dalla Polizia Municipale con fini di controllo del traffico (ma usato anche per ragioni di polizia). Recentemente, con fondi del PON sicurezza 2007-2013 si è ampliato il sistema gestito dalla Polizia Municipale (portandolo ad un centinaio di videocamere) e realizzato un secondo sistema gestito direttamente dalla Polizia con fini di “sicurezza”, costituito da oltre cento telecamere e sistemi di riconoscimento automatico delle targhe.
    Palermo è entrata a pieno titolo nel novero delle città videosorvegliate. Continua »

    Ospiti
  • Sicilia Futuro: verso il fallimento?

    Scrivevo, tre mesi fa, qui su Rosalio, della operazione Sicilia Futuro, delle immense criticità che si evidenziavano in un bando che dovrebbe servire a finanziare la formazione dei migliori giovani siciliani. E di quella che sembrava una nuova attenzione da parte del governo regionale, specificatamente da parte dell’assessore Scilabra.

    Son passate le settimane, la seconda finestra ha avuto una graduatoria, ma le problematiche persistono e stanno diventando sempre più pressanti mano a mano che i vincitori del primo e secondo ciclo si scontrano con la necessità di anticipare ingenti risorse, con difficoltà relative alla richiesta fideiussione. Qui gli aggiornamenti, nel post e nei commenti.

    È urgente, urgentissima, una azione, da parte dell’amministrazione, per sbloccare tutte le criticità e permettere ai vincitori di usufruire di questo importante contributo. Continua »

    Ospiti
  • Sicilia Futuro: da spreco a nuova opportunità?

    Il tema dei fondi europei è, fortunatamente, tornato alla ribalta nazionale grazie a quello che è stato, a mio parere, il miglior ministro del governo Monti (e uno dei migliori ministri delle ultime decadi), il ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca. Ho già avuto modo di scrivere dell’importanza dei fondi europei per la Sicilia e dello spreco che se ne è fatto negli ultimi 10/12 anni. Vorrei, oggi, condividere una piccola storia, che narra di spreco ma anche di una certa, nuova, attenzione e una (flebile) speranza.

    Qualche settimana fa ho scritto dell’operazione Sicilia Futuro, una misura del dipartimento regionale alla Formazione che dovrebbe finanziare attività formative, stage, tirocini, periodi di ricerca per giovani siciliani fuori dalla Sicilia. La presenza di enormi criticità nel primo bando pubblicato, insieme al complessivo ritardo dell’operazione, stanno mettendo in serio pericolo la possibilità di un impegno totale ed efficace di circa 40 milioni di euro. Continua »

    Ospiti
  • Di acronimi danzanti in teatro triangolare

    Questa è una storia, una storia di acronimi. Acronimi volatili. Acronimi danzanti, tre primi ballerini e altri aspiranti tali. Acronimi e ballerini in un teatro di forma triangolare che, mentre crolla, danza, danza, danza.

    In principio era Totò. Totò figlio di DC che, pur avendo danzato un po’ con tutti, finì per realizzare l’ordine: con lui FI, AN e UDC, gli altri fuori dalle prove. Totò che danzò per un atto e ne ottenne altro mezzo anche grazie alla decisione dell’avversario storico, DS (già PCI e PDS), di non danzar convintamente con la ballerina Rita (amatissima dal suo pubblico), ma questa è un’altra storia. Poi Totò cadde, a metà del secondo atto. Continua »

    Ospiti
  • (Ancora) “palermitanesimi”/2

    Il rischio che mi assumo questa volta, è ancora maggiore che nel primo, di palermitanesimo. Il rischio di un certo moralismo dell’immorale che, a sua volta, intride spesso la (auto)narrazione del palermitanesimo.

    Ma, giuro, non è per la morale che condivido queste righe ma per l’insegnamento, che a volte le sberle son più “morali” delle spiegazioni.

    Anno 2000. Un ottobre freddo e piovoso. Circolavo nei dintorni della maggiore età e le serate passavano spesso a casa degli amici. Frequentavo l’ultimo anno del liceo Meli che, ai tempi, ospitava studenti di un po’ tutti i quartieri e le popolazioni del nord palermitano. Quella sera pioveva forte. Saranno state le dieci e mezzo di sera ed ero appena arrivato sotto casa di un amico, alla Marinella quartiere dalla storia che è in sé un palermitanesimo. I telefonini, ancora, li avevano solo alcuni. Continua »

    Ospiti
  • (Ancora) “palermitanesimi”/1

    C’è poco da fare, non basta una vita intera vissuta a Palermo per abituarsi fino in fondo. Per assimilare certe caratteristiche dell’agire del palermitano – assumendosi tutti i rischi dell’usare la locuzione “agire del palermitano” –, di certe forme (o formalismi) inevitabili, che ben conosciamo eppure riscopriamo ogni giorno.

    Io li chiamo “palermitanesimi”, anche qui assumendomi il rischio della generalizzazione e del cliché. Che il discorso sul palermitanesimo sia uno dei temi preferiti del palermitano (appunto), lo testimoniano anche le pagine del “blog di Palermo” – non son in fondo palermitanesimi i matti di Alajmo, le umanità dense e spesse di Enia?

    Ora, a volte penso che il discorso sul palermitanesimo abbia anche un po’ stancato, con il suo aggirarsi incerto tra bonaria indulgenza e certificazione dell’irredimibilità, tra sorriso assolutore e attestazione dell’impossibilità al cambiamento. Continua »

    Ospiti
  • “WeCrossTheLine” e “Gisbert – Paradisola”

    Nicola Di Marco e Gabriele Trapani sono due ragazzi palermitani. Nella vita sono un po’ fotografi, un po’ designer, un po’ grafici, un po’ esperti di comunicazione: fanno tante cose e le fan bene. Hanno partecipato entrambi dell’esperienza del Blow-up che, con tutti i suoi limiti e difetti, è stata una delle più importanti realtà associative palermitane dal 2000 ad oggi. Poi Gabriele è partito per cercar fortuna a Bruxelles, Nicola è rimasto a Palermo. Continua »

    Ospiti
  • Un tram chiamato scempio

    Un tram chiamato scempioUn tram chiamato scempio
    (clicca per ingrandire)

    Corso dei Mille era una splendida via. Nonostante il traffico spesso caotico, il gran numero di edifici in pessime condizioni, era uno dei pochi viali urbani della città, con due bei filari di alberi e la particolare sezione con la carreggiata centrale leggermente ribassata rispetto alla quota delle residenze. Via Amedeo d’Aosta, traversa di corso dei Mille, era a sua volta una bella strada, con due bei filari di alberi, uno dei quali all’interno dello spartitraffico.

    Sia corso dei Mille che via Amedeo d’Aosta, sono diventate due brutte strade. La colpa è del progetto per la linea tranviaria numero 1, progetto che non si è minimamente curato della qualità delle strade nelle quali il mezzo di trasporto doveva passare. In corso dei Mille si è falciato un filare di alberi e si è sostituito l’originale muretto di raccordo tra le quote con un orrendo muro in calcestruzzo armato. In via Amedeo d’Aosta si è deciso di far passare il tram al centro della carreggiata, cancellando il filare d’alberi. Continua »

    Ospiti
  • Distinguere il forte dal debole, a Palermo

    Distinguere il forte dal debole, a Palermo

    Via Mura di Porta Carini è una strada che finisce in cul de sac su un’area pedonale.
    In fondo alla via, in corrispondenza dei dissuasori, un groviglio di automobili e motorini posteggiati, gli uni addosso agli altri.
    Passare a piedi vuol dire districarsi nella selva, farlo in bicicletta non è possibile. Figurarsi con una carrozzella o un passeggino.
    Normale, a Palermo, direte. Eppure, qui, non siamo in un luogo qualunque: l’area pedonale è quella del Palazzo di Giustizia. Continua »

    Ospiti