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lunedì 23 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Mieli, Mattarella e le classi dirigenti del Sud

    All’apparenza, potrebbe sembrare che non ci fosse alcuna relazione fra la poco felice battuta di Paolo Mieli pronunciata a Cortina sulla necessità di commissariare il Sud e il ricordo della figura di Piersanti Mattarella, ucciso proprio il 6 gennaio dell’ormai lontano 1980 per mano mafiosa. In realtà un nesso, anche stretto, lo si può trovare, riflettendo sul fatto che il presidente della Regione siciliana, ma non fu il solo, nel corso della sia pur breve esistenza, pose, come obiettivo principale della sua azione politica, il rinnovamento della classe politica siciliana e non solo. Mattarella si era infatti reso conto che quella classe politica, il discorso si allargava però anche alle classi dirigenti in genere, era vincolo piuttosto che strumento per il cambiamento di cui la Sicilia e il Mezzogiorno avevano bisogno. Il problema della Sicilia, che è problema dell’intero Mezzogiorno, è stato e continua, infatti, ad essere proprio quello dell’assenza di classi dirigenti responsabili, capaci di governare il presente ma, anche, di guardare avanti e non certamente preoccupate, come purtroppo siamo costretti a registrare, alla meschina gestione dell’esistente. Paolo Mieli, a distanza di trentadue anni dall’assassinio del presidente della Regione siciliana, con la schiettezza e l’autonomia intellettuale che lo contraddistingue, non dice qualcosa di diverso affermando che le attuali classi dirigenti del Meridione d’Italia non siano in grado di costruire un futuro certo per i territori che governano. Le accuse che gli sono state rivolte, accuse di tenere la coda a certo becero leghismo, mi pare dunque che non abbiano alcun fondamento come non ha giustificazione l’indignazione che mostrano parecchi commentatori di casa nostra. Continua »

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  • Totò Cuffaro continua a far parlare di sé

    Totò Cuffaro continua a far parlare di sé. La sua figura nell’immaginario collettivo è ancora viva. È viva tanto in chi lo ama e continua a difenderlo, tanto in chi lo ha condannato e non prova per lui alcuna pietà. C’è chi cerca di esorcizzare la sua presenza, chi la evoca.
    Ultimamente Cuffaro è tornato alla ribalta dopo alcune interviste rilasciate a Sky e alla rivista S. Ed è proprio l’autore dell’intervista pubblicata su S, Riccardo Lo Verso, che con un post su diPalermo riapre il dibattito attorno al Cuffaro detenuto.
    Lo Verso, dopo avere fatto le opportune premesse («Totò Cuffaro è stato condannato per un reato grave. Ancor di più se commesso mentre si ricopre un prestigioso incarico istituzionale»), descrive il detenuto Cuffaro. E conclude:

    «Dovremmo tutti far vista ai detenuti che conosciamo, anche e soprattutto se li abbiamo criticati. Solo mantenendo vivo il rapporto con il mondo da cui sono stati, momentaneamente o per sempre, espulsi potranno fare tesoro degli errori commessi. Solo la presenza che ingigantisce l’assenza di ciò a cui sono stati, giustamente, chiamati a rinunciare può convincere un detenuto ad evitare errori futuri. Almeno questa è l’idea che mi sono fatto».

    Quasi immediata la reazione. A scrivere questa volta è Vincenzo Marannano, cronista del Giornale di Sicilia. Continua »

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  • La Regione contro il commissario, impugnativa dopo impugnativa

    Ci siamo lasciati, la scorsa settimana, con una bella impugnativa del commissario dello Stato per la Regione Siciliana, prefetto Carmelo Aronica. Ci ritroviamo, alla fine di questa settimana, con una seconda impugnativa. Per l’Assemblea regionale siciliana e per il governo dell’Isola si tratta di due sconfitte cocenti. Vediamo di riassumere quello che è successo, provando magari a rendere comprensibile fatti e cose che, spesso, sono appannaggio del “politichese”.
    Cominciamo con il dire che quando il parlamento siciliano approva una legge, questa viene spedita agli uffici del commissario dello Stato che debbono pronunciarsi sulla costituzionalità di tale legge. Quando l’ufficio del commisssario “impugna” una legge approvata dall’Assemblea regionale (che d’ora in poi, per semplificare, chiameremo Sala d’Ercole, che è il luogo dove si riunisce il parlamento dell’Isola splendida sala che si trova a Palermo, nel Palazzo Reale, conoscuto anche come Palazzo dei Normanni), esprime solo un parere: autorevole, ma sempre parere.
    Che significa questo? Che anche se “impugnata”, il presidente della Regione, se lo ritiene opportuno, può pubblicare la legge contestata dal commissario sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e renderla, quindi, operativa. L’unico inconveniente – che non è comunque di poco conto – è che se la Corte Costituzionale dovesse dare ragione al commissario dello Stato, beh, il presidente della Regione dovrà risponderne in solido. Continua »

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  • Un accorato appello per le prossime elezioni

    «Il voto di scambio uccide le coscienze». Lo scrisse su uno striscione Padre Puglisi. Soprattutto nelle periferie e nelle borgate, dove la fragilità della Cosa pubblica spalanca spazi d’azione a Cosa nostra, si perpetua ancora oggi questo diabolico patto tra esponenti della classe dirigente e mafiosi, per corrodere alla radice la coscienza degli uomini e dei cittadini, e poter così arrivare dentro le istituzioni repubblicane, usate come centri di potere al servizio di opachi affari, sodali, clientele e gruppi criminali. Noi ci appelliamo a tutti i cittadini e i partiti siciliani affinché affrontino senza indugio, in vista delle prossime amministrative palermitane, una seria riflessione, da condurre attraverso e con l’opinione pubblica. Continua »

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  • Chiaracucina: panbrioche integrale stellato

    Chiaracucina: panbrioche integrale stellato

    Ingredienti

    • 200 grammi di farina bianca;
    • 200 grammi di farina integrale;
    • un panetto di lievito di birra;
    • una tazza di latte;
    • un cucchiaino di sale;
    • 40 grammi di zucchero di canna;
    • 60 grammi di margarina.

    Preparazione
    Sciogliamo in un tegamino la margarina e poi aggiungiamo il latte in modo da intiepidirlo. Poi versiamolo (non caldissimo ma tiepido) in una ciotola di vetro o di ceramica, insieme al lievito sbriciolato e allo zucchero, e con una frusta sciogliamo il lievito. Continua »

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  • Chiaracucina: pasta con crema di radicchio e porro

    Chiaracucina: pasta con crema di radicchio e porro

    Ingredienti

    • 200 grammi di pasta corta;
    • un radicchio;
    • un porro;
    • olio d’oliva;
    • sale.

    Preparazione
    Affettiamo e laviamo un porro e soffriggiamolo in padella con un po’ d’olio d’oliva. Aggiungiamo poi il radicchio lavato e tagliato a listarelle, aggiungiamo un bicchiere d’acqua, sale, e copriamo abbassando la fiamma. Controlliamo di tanto intanto e facciamo cuocere fino a quando non si appassirà il radicchio e circa 15 minuti dovrebbero bastare. Se necessario, durante la cottura aggiungiamo dell’acqua tiepida. Una volta cotto, versiamo il condimento in un recipiente e passiamolo con il frullatore ad immersione. Aggiungiamolo a due abbondanti piatti di pasta già cotta, magari spadellando su un fuoco vivace.

    Buon appetito.

    (in collaborazione con chiaracucina)

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  • 800A card

    800A card

    L’assioma è questo: la musica piace a tutti ma nessuno compra più i dischi. Sulla soluzione a questo grosso problema si strappano i capelli da qualche anno gli esperti di marketing e i manager delle major multinazionali, ma anche le storiche etichette indipendenti che lottano per la sopravvivenza.

    800A Records è una piccolissima etichetta che con molto artigianato e qualche speranza da tre anni a questa parte produce e supporta alcuni progetti artistici che sono sbocciati dal nulla in questa città. Il Pan del Diavolo ne è l’esempio probabilmente più conosciuto.

    Anche noi soluzioni al problema di cui sopra non ne abbiamo trovate, però abbiamo provato a ribaltare la prospettiva e ci siamo inventati questa “800A Card”, facendo la ripassata alle grandi aziende e alle loro fidelity card. Continua »

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  • Dopo Natale il “buono della politica a Palermo e alla Regione…

    Passato Natale cosa c’è di buono nella politica, partendo da Palermo, per arrivare alla Regione?
    I giornali nazionali hanno raccontato della “guerra”, che va in scena in Liguria, tra Genova e Savona per il controllo del superporto. Dalle nostre parti – con riferimento ai porti di Palermo e Termini Imerese – i politici non hanno mai litigato. Sono buoni? Ma… Diciamo che, sulla materia, fa tutto l’ingegnere Nino Bevilacqua, numero uno della super Autorità portuale che si estende, per l’appunto, da Palermo a Termini Imerese.
    Bevilacqua rende tutti i politici buoni. Quanto meno li mette tutti d’accordo. A Termini Imerese, per esempio, ha messo sotto un unico tetto politico, s’intende, l’onorevole Gianfranco Miccichè (ex Forza Italia, ex Pdl, oggi Forza del Sud) e l’onorevole Giuseppe Lumia (Pd). Centrodestra e centrosinistra insieme appassionatamente. A Palermo ha fatto di più: il Piano regolatore del porto della città, confezionato, appunto dal super-ingegnere-galattico Nino Bevilacqua, è stato votato, niente poco di meno, dal Pdl, dal Pd, da Italia dei Valori e dal Terzo polo. Se pensate che dentro il Terzo polo ci stanno l’Udc, l’Api di Rutelli, il Movimento per l’autonomia del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e Futuro e libertà, ne dobbiamo dedurre che, nel capoluogo siciliano, Bevilacqua ha messo d’accordo tutti. Continua »

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  • “Sicilia Fashion Night”, in passerella la donna primavera/estate 2012

    “Sicilia Fashion Night”

    È iniziata alle 21:30 circa Sicilia Fashion Night, la serata di giovedì dedicata all’alta moda promossa e organizzata dall’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo per promuovere il turismo internazionale in Sicilia coinvolgendolo in grandi eventi legati al mondo della moda. Ai turisti infatti era riservato un certo numero di inviti ed è stato messo a disposizione un servizio transfer gratuito in partenza alle 20:15 da piazza Politeama con rientro a fine sfilata.
    Non solo alta moda però lungo la passerella dorata e glitterata adibita per l’evento nei locali dell’ex deposito delle Locomotive di Sant’Erasmo, ma anche grandi personaggi della musica e dello spettacolo di fama internazionale.
    Ad aprire la serata con una serenata siciliana è Desirée Rancatore, soprano palermitano, che accompagnata solamente dalle note al pianoforte a coda di Antonina Grimaudo è riuscita a far vibrare l’aria con la sua splendida voce meritandosi sonori applausi (e ovazione) da parte del pubblico. Nella sua voce, che difficilmente si dimentica, riesce ad esprimere la grande passionalità della nostra terra e a portare un po’ di Sicilia in giro per il mondo. Continua »

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  • Gli americani vorrebbero investire a Termini Imerese ma…

    «Le buone intenzioni – ci ricorda Oscar Wilde – sono state la rovina del mondo. I soli che hanno compiuto qualche cosa nel mondo sono stati coloro che non avevano nessuna intenzione». Questa frase cala a pennello a Termini Imerese dove tutti, in questi giorni, dopo la chiusura della Fiat, sembrano armati di buone intenzioni. Tanti, forse in troppi, osservava ieri il sindaco di questa città, Salvatore Burrafato, in un’intervista a Link Sicilia, ruotano attorno alla reindustrializzazione di questo luogo. Poi, però, quando si presentano due gruppi imprenditoriali americani disposti ad investire, ecco che si scopre che non ci sono aree industriali disponibili. Possibile? Continua »

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  • Noi, i nostri genitori, i nostri nonni e…”Il Gattopardo”

    Di tanto in tanto mi reco presso la Biblioteca Regionale per effettuare ricerche in merito a circostanze ed eventi accaduti a Palermo nei decenni trascorsi. Sfogliando quotidiani e riviste di settore ho modo di rilevare le voci a caldo e le evoluzioni dei fatti relativi ad un avvenimento di cronaca o ad un’iniziativa del passato. Pagina dopo pagina, cercando le notizie che m’interessano, ho anche l’opportunità di attraversare episodi nettamente diversi dall’obiettivo delle mie osservazioni. Fra un articolo e l’altro sono passato in mezzo a modifiche urbanistiche, novità nei servizi pubblici, provvedimenti per la sanità locale, periodi di vivacità e di declino cittadino. Ma qualcosa non è mai cambiato; qualcosa si trova pressoché immutato nelle cronache attuali così come in quelle degli anni Ottanta, degli anni Settanta… E tutto ciò nell’ininterrotto accompagnamento di proclami volti a risolvere i problemi. Ho così individuato cinque anelli di una catena che Palermo si porta appresso praticamente da sempre, cinque elementi sempre sulle prime pagine dei giornali e costantemente prossimi ad essere sconfitti (nelle intenzioni degli amministratori).

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  • Il regalo alle maestre? Si fa…

    Da quando vivo la scuola da genitore ho cominciato a pormi una domanda seria, di fronte a tutti i problemi che oggi vive la scuola: perché si fa il regalo alla maestra? Mi correggo, alle maestre visto che adesso sono almeno tre per classe. È una consuetudine palermitana? Chi lo ha introdotto e quando?
    Personalmente, in genere, mi fa piacere fare i regali agli amici, a chi conosco, perché fondamentalmente mi diverte “sfirniciarmi” ovvero pensare a ciò che può piacere o a cosa può desiderare, chi deve ricevere il regalo. A chi conosco…!!! Ma cosa si conosce delle maestre???
    Io poi, essendo stata eletta rappresentante di classe, ho l’ingrato compito di raccogliere denaro per qualunque iniziativa: Anche questa della raccolta, associata ai rappresentanti, è divenuta nel tempo una consuetudine.
    Qualche tempo fa all’inizio della scuola primaria, ma dopo tre anni diciamo che la situazione è simile, il malcontento era diffuso tra i genitori riguardo al metodo di insegnamento e al modo di rapportarsi con genitori e alunni di alcune maestre. Continua »

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  • Giochi di parole a Palermo

    Mi piacciono i giochi di parole. Sfruttare i sinonimi per creare umoristici doppi sensi e ricorrere alle espressioni idiomatiche per comporre frasi surreali, rielaborare i proverbi e i modi di dire, usare con ironia le figure retoriche, anagrammare e deformare le parole, mixare l’italiano con le lingue straniere per ottenere buffi risultati, a me viene spontaneo e soprattutto mi diverte. Le ispirazioni provengono dal quotidiano: quando leggo o chiacchiero con un amico, passeggio per la città, navigo su Internet o ascolto musica, ecco che una parola o una frase, cattura la mia attenzione e la mia mente di default inizia fervidamente a ricamarci sopra, dando vita a bizzarri aforismi. E se durante questo processo entra in gioco l’irrefrenabile fattore “Sivo”, la fantasia e la creatività prendono il volo.

    Con l’intento di regalare un sorriso, ho buttato giù undici “massime” sullo sfondo di Palermo (se fossi più modesta forse sarebbero “minime”):

    • A Palermo abbiamo rarissimi esemplari di falseapi che volano sui falsifiori per fare del Falsomiele.
    • A Palermo i Buddisti vivono allo Zen.
    • A Palermo se non sai che pesci pigliare abbiamo un preparatissimo pescivendolo che può consigliarti.
    • A Palermo i raccattapalle per comodità vivono a Pallavicino.
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  • Banca Nuova e il caso della Sti spa

    Sono una cittadina palermitana che vorrebbe avere voce in un mondo mediatico nel quale sembra non ascoltare nessuno la gente comune.
    Sono una dipendente cassintegrata della Sti spa, società che si occupa di servizi bancari.

    Io e i miei 29 colleghi che, da circa vent’anni, lavoriamo in questo settore, ci ritroveremo probabilmente al 31 gennaio, privi della nostra occupazione a causa non di una cattiva gestione del lavoro a noi affidato da ben dieci anni, bensì per la decisione presa da Banca Nuova, nostra unica commessa, di affidare l’intero servizio di back office ad una azienda Toscana, delocalizzando in questo modo, le attività ad esso connesse….. Continua »

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  • Sicilitudine

    Rubato al semisconosciuto futurista Crescenzo Cane ma, anche, nobilitato e veicolato per il grande pubblico dalla prosa secca e tagliente di Leonardo Sciascia, il termine “Sicilitudine”, appare speculare a quello di “Sicilianismo”. Sicilitudine, espressione emozionale che, anche nella sua declinazione fonica, richiama sentimenti e passioni intime legate ad un’identità o nostalgie di una terra che incanta e dalla quale, nonostante disagi e dissensi, non ci si vorrebbe mai staccare. Una sorta di “negride” in salsa mediterranea. Sicilitudine,dunque, come espressione di un sentire specifico del siciliano, sentimento pacato e non gridato, in questo caso – l’esatto contrario appunto di dell’esternazione sicilianista – scevro da esagerazioni ed esasperazioni. Espressione, in un certo qual senso, di natura bifide. In un caso, positiva, perché nel disincanto e nel distacco dalle vicende e nell’abbandono contemplativo la riflessione seria trova sempre il migliore terreno di coltura. Ma, ed è l’altra faccia, ad un tempo, stigma del disimpegno che sostiene l’assenza in quanto si crogiola in una rassegnata constatazione dell’immodificabilità della storia, personale e generale, della quale il grande manovratore è il fato, “ed è subito sera”; un destino che rende inutili gli sforzi, il “fare” che il Lampedusa richiama come eterna maledizione del siciliano. D’altra parte non è “di diavoli di angeli” l’immagine che gli isolani restituiscono a Maupassant nel suo peregrinare siciliano. Continua »

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  • Nel mare delle ottusità

    Nell’Abside del Duomo di Monreale ci piove. Il mosaico del Cristo Pantocratore è in pericolo. Però non s’interviene. Il finanziamento della spesa è già pronto ma i tempi burocratici sono lunghi; bisogna fare delle gare con le solite infinite trafile. Sembra che gli adempimenti di rito si prenderanno non meno di sei mesi. Qualcuno ironicamente ha proposto di imbastire un caso del Cristo che lacrima in modo da non perdere nel frattempo il flusso dei turisti (sarebbero attirati dal fenomeno come per una Madonna delle lacrime). In quest’idea c’è, ovvio, un pizzico di umorismo dissacratorio. Ma questa è una colpa minima, di riflesso, direi, a confronto con la insopportabile farragine burocratica. I numerosi passaggi sono costruiti sul principio di diffidenza verso il cittadino. Gli inventori di tali complessi procedimenti non hanno tutti i torti, beninteso: c’è da diffidare veramente del cittadino italiano, e delle sue imprese. Possiamo dire, come per i politici, che abbiamo i burocrati che ci meritiamo. Però si esagera. Continua »

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  • Proiezioni palermitane

    Non immaginavo. Ma lo speravo in fondo. È successo pochi giorni fa, in una nota via della periferia “bene” di Palermo town.

    Erano li “quelle” due, scendono da un’utilitaria, un’abbigliamento che per vivacità non passava di certo inosservato, il passo andante, l’incedere a tratti una caricatura di quello femminile, tanti sguardi, sguardi curiosi, sguardi sorpresi ma anche di derisione, di ammiccamento tra amici, di disprezzo. Una signora di mezza età (forse non solo l’età era mezza…) incrociandoli, si è fermata e girandosi, ha continuato ad osserverli, cimentandosi in un’espressione carica di disprezzo che si è spenta quando ha incontrato il mio sguardo tutt’altro che complice. Continua »

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  • Chiaracucina: pasta al forno con crema di broccoli

    Chiaracucina: pasta al forno con crema di broccoli

    Ingredienti

    • un broccolo lesso;
    • 400 grammi di anelletti (pasta)
    • una cipolla;
    • 50 grammi di parmigiano grattugiato;
    • 80 grammi di emmenthal a dadini.

    Per la besciamella light

    • due cucchiai di farina;
    • due cucchiai di olio d’oliva;
    • sale;
    • noce moscata in polvere;
    • 300 millilitri di latte.

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  • I “trioscuri” del Pd, la candidatura della Borsellino e tutti gli altri

    Proviamo un po’ a immaginare la seguente scena. Nel bel mezzo della solita riunione romana per cercare di venire a capo del “caso” Palermo – dove il Pd sembra preda di sentimenti sveviani, alla ricerca di una “coscienza” politica smarrita – il segretario nazionale del partito, Pier Luigi Bersani, a un certo punto sbotta di brutto: «Allora, signori: mi dite che Rita Borsellino a Palermo non la sopporta nessuno: mi dite che non ha alcuna esperienza amministrativa: mi dite soprattutto che non la vuole votare nessuno. Bene, se quanto mi dite risponde al vero non ci sono problemi: facciamo le elezioni primarie, mettiamo un bel candidato, magari uno che possa essere votato dal nostro partito e dal terzo polo e, oplà, tutti i problemi sono risolti. Perché se, come mi dite, nella vostra città la Borsellino non la vuole votare nessuno, beh, noi non dovremmo avere alcuna difficoltà a vincere le primarie e, con la crisi del centrodestra, dovremmo fare eleggere senza problemi il nostro sindaco…».
    Immaginiamo che ad ascoltare questa mezza “filippica” di Bersani siano tre alti dirigenti del Pd di Palermo che, da un mese a questa parte, fanno per davvero la spola tra Palermo e Roma: Antonello Cracolici, capogruppo del partito a Sala d’Ercole, Giuseppe “Beppe” Lumia, parlamentare nazionale e Giuseppe Lupo, segretario del Pd siciliano. Tre a caso, insomma. Se è vero che 2 + 1 fa tre – perché in fondo “loro” tre sono – uno di questi tre dovrebbe essere il candidato a sindaco di Palermo. E – come ha detto Bersani, anzi: pardon, come noi abbiamo immaginato possa aver detto Bersani – se è vero che la «Borsellino, a Palermo, non la vuole votare nessuno», uno dei tre dovrebbe essere il futuro sindaco di Palermo. Continua »

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  • Sicoolonia-Express

    In genere, quando sento o leggo di gente indignata perché sul Frecciarossa la wi-fi non prende bene, mi vien voglia di pestargli le falangette per dispetto. Se nel misero Minuetto su cui viaggio – quando mi va bene – lungo la Palermo/Messina, mi capita di trovare una presa tanto mi basta a gridare al miracolo.

    Poi ho provato un moto di sincera e onesta invidia leggendo sui giornali della presentazione di Italo. Il nuovo treno della compagnia privata NTV, che a partire da marzo coprirà le tratte Torino/Salerno e Venezia/Roma. Velocità massima di 356 Km/h e non solo: al suo interno anche una carrozza relax e una cinema per trasmettere film in tv di 19 pollici. Do naturalmente per scontata la wi-fi.

    Quanto sarebbe figo, mi son detta, poter usufruire di una di queste meraviglie tecnologiche anche in Siculonia.

    E proprio così lo potrebbero chiamare: Sicoolonia-Express, da Occidente a Oriente, da Palermo a Siracusa, il treno più cool che non si può con tanto di beauty farm e granite alla mandorla. Vi immaginate? Almeno le sette o anche dodici ore di percorrenza avrebbero un senso. Continua »

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