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lunedì 23 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • L’emiro con la nuca rivolta verso Palermo

    Da qualche giorno il “Berlusconi del Qatar” (perché fondatore e finanziatore della famosissima emittente televisiva Al Jazeera) è in visita a Palermo; è arrivato con un jet privato (l’ultima volta invece preferiva il suo mega yacht) ed ora alloggia probabilmente nell’albergo più bello di Palermo, ad un metro dal mare.
    Ha “dovuto” prendere un intero piano dell’albergo di lusso, e dalle sue terrazze ha una vista impareggiabile del nostro mare.
    Sì, perché probabilmente passerà le sue giornate a fissare l’orizzonte che si perde, coccolato tra i comfort di una struttura ricettiva che cura anche il minimo particolare.
    L’emiro è già alla sua terza visita palermitana; una triste statistica dice però che molti dei turisti che hanno la fortuna di conoscere Palermo, ahimé non fanno più ritorno una seconda volta…
    Ma l’emiro non è di questo avviso.
    Chissà cosa spinge un turista a non tornare nella nostra città: io che la amo, so cosa questa ha da offrire, e so cosa invece è costretta a nascondere, e neanche troppo bene.
    Fatto sta che l’emiro con molta probabilità, difficilmente avrà mai abbandonato le sue gabbie d’oro per scoprire Palermo.
    Effettivamente porgerà la sua regale nuca alla nostra bella città, rivolgendo piuttosto il suo sguardo su un mare che in tutto il mondo è blu! (anche se modestamente il nostro è forse uno dei più belli…).
    Ma questo non mi scoraggia: se l’emiro effettivamente ha scelto Palermo per la terza volta un motivo ci sarà! Continua »

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  • La rivincita del balcone

    Nei miei 14 mesi trascorsi a Bologna mi sono sempre chiesta come facessero i bei palazzi antichi del centro a non avere i balconi. E soprattutto mi chiedevo quali vie di fuga avessero gli abitanti di quei palazzi antichi nei momenti di malinconia urbana. Perché il balcone in fondo è un po’ un rifugio: del fumatore appestato che altrimenti infetta la casa di cancro e di tabacco; dell’uomo agreste che coltiva un angolo di campagna nel suo pezzo di città; delle vecchiette che non uscendo più di casa vivono ormai nei passi e nelle incertezze della gente che vedono dall’alto.
    Il balcone bolognese è spesso interno, nascosto, camuffato da terrazzino: non dice niente della vita della strada. Tutto l’opposto del balcone palermitano. Bologna è una città che, sia per ragioni climatiche che a causa del coprifuoco, vive molto gli spazi interni: la strada, così come la piazza, sono vivibili solo in piena estate e nelle ore diurne. D’inverno si sta stipati nei locali in cui la distanza prossemica è pressoché azzerata e, solo coi primi tepori, appaiono capannelli di gente seduta al centro di piazza Maggiore o piazza Santo Stefano, che finalmente si animano dopo essere rimaste deserte per mesi. Momenti di riappropriazione urbana stagionale. Del resto ogni città ha i suoi: ad ogni primavera Bologna inaugura piazza Maggiore, Palermo piazza Magione. Continua »

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  • La stagione estiva della Magione

    Qualche giorno fa siamo stati presenti “all’inaugurazione” della stagione estiva della Magione.
    La piazza ormai da un quinquennio buono, ospita le serate della movida palermitana: una disordinata allegria regna tra i gruppetti di ragazzi seduti a cerchio sul prato. Chi ha la chitarra ha un’arma in più per corteggiare le nostre bellissime “femmine”; e la birra “popolare” compie un brevissimo viaggio nel suo ciclo vitale, dalla bottiglia “atturrunata”, allo stomaco dell’avventore, sino al verde prato della storica piazza, passando per un non nobile condotto.
    Così passano le serate estive palermitane, di chi non vuole la solita Mondello e preferisce anche col caldo torrido lasciarsi affascinare da questa magica città.
    Ma a questo fascino non sono rimasti insensibili altri palermitani, che
    notando ed apprezzando anch’essi la bellezza del quartiere che fu culla di Borsellino, (o forse attirati più che dai monumenti e dalla storia, da facili guadagni immobiliari) hanno “riqualificato” questo quartiere, mettendo a nuovo palazzi antichissimi, protagonisti da sempre della storia palermitana.
    Ma tutto questo ha un prezzo: uno dei risultati più evidenti è stato la fuga delle sorelle di Madre Teresa che da almeno un decennio offrivano servizi di recupero sociale; insieme a loro sono andati via gli abitanti storici di questi quartieri, gli inquilini che vivevano in affitto non hanno potuto rinnovare il canone d’affitto che pagavano da metà della loro vita. Il quartiere popolare dove vivevano è oramai un quartiere per ricchi! Continua »

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  • Pensieri sfigati

    Palermo è una città che si tocca di continuo le palle, in mancanza d’altro. Da noi il nemico può non avere un volto, ma di sicuro porta disgrazia. Io, che di Palermo amo gli spigoli imprevisti e i vicoli poco battuti, ho smesso di essere superstizioso da quando mi sono imbattuto nel concetto di “onnipotenza dei pensieri”. La definizione è di Sigmund Freud, ed è contenuta nel suo breve quanto illuminante saggio sul “perturbante”. Ma l’onnipotenza dei pensieri mi era già familiare, sia perché l’avevo praticata a lungo senza rendermene conto (nel periodo, appunto in cui la superstizione mi imponeva scaramanzie più o meno divertenti o invalidanti) sia in seduta. Implorando la clemenza dei miei amici psicologi e psicoterapeuti, provo a dare una spiegazione da trivio su ciò che ho capito del “pensiero onnipotente”. Ogni volta che incappiamo in una coincidenza che ci spiazza; ogni volta che associamo un nome, un volto, un oggetto a un evento spiacevole che crediamo stia per realizzarsi; ogni volta che ci capita un guaio e lo attribuiamo agli influssi negativi e misteriosi di chi reputiamo sgradevole, malvagio o invidioso; ogni volta che evitiamo un certo numero, un certo colore, un certo luogo; ogni volta, insomma, che ci agitiamo come degli idioti aggrappandoci a rimedi apotropaici e animistici di vario tipo (toccandoci le palle se siamo maschietti, accusando di stregoneria l’amica dallo sguardo che non ci piace – di solito semplicemente più acuto del nostro – se siamo femminucce), stiamo sfoderando il peggio del narcisismo, elevando non solo i nostri pensieri e i nostri personalissimi (e magari noiosissimi) grattacapi da quattro soldi al rango di evento fondamentale dell’universo, di legge naturale che governa gli elementi della natura, ma “proiettando” i nostri limiti su uno schermo gigantesco. Continua »

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  • “UniverCittà inFestival”: “Stringiamoci a coorte”

    “UniverCittà inFestival”

    L’Università di Palermo è un tassello importante della storia, della vita quotidiana e delle ambizioni future della città di Palermo e della Sicilia Occidentale. Ed intende sempre più concretizzare la realizzazione di un modello di “università di territorio” che non solo sviluppi la sua funzione culturale ma che agisca concretamente per promuoverne innovazione e sviluppo, cultura e creatività, democrazia e partecipazione, creatività e legalità.
    Nel nuovo quadro dei rapporti attivi e fecondi tra Università e Territorio, le finalità, gli impegni e le azioni concrete dell’Ateneo devono mutare scenario: abbiamo il compito e la responsabilità di re-immaginare l’Università, le relazioni con le istituzioni e con i capitali territoriali e sociali locali da valorizzare, rafforzando il consenso culturale e sociale intorno all’Ateneo in modo da consolidarne la missione di “motore culturale” del territorio.
    La missione universitaria di radicamento territoriale attiva ed alimenta anche una nuova strategia per le sue politiche culturali, volendo raggiungere l’ambizioso obiettivo di avvicinare l’Ateneo alla città in un’unica “Univercittà”, che, con la sua storia e i suoi preziosi spazi, diventa un luogo urbano, creatore di visioni, incubatore di culture e generatore di comunità. In questo quadro che rimette al centro dell’attenzione collettiva la politica culturale dell’Ateneo, viene proposto un palinsesto di eventi che prende il il nome di UniverCittà inFestival, giunto alla terza edizione, il quale, aprendo gli spazi alla città, intende far vivere le sedi universitarie come componenti del vissuto quotidiano, sia come luoghi di intrattenimento che come spazi della compartecipazione alla promozione di uno sviluppo più armonioso e compatibile. Continua »

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  • Che sindaco per Palermo?

    È uno dei temi più dibattuti della città: chi sarà il nuovo sindaco? Tutti ne parlano, tutti sono in grado di indicare un nome, tutti sognano di poter indicare un nome, e nel frattempo la lista dei candidati si allarga, e nuove speranze si alimentano.
    Ovviamente, io ne so quanto voi, cioè non so chi sarà il nuovo sindaco di Palermo. Ma una cosa la so: so che tipo di persona vorrei come sindaco.
    Palermo non si trova ad affrontare il malgoverno, bensì si trova ad affrontare l’assenza di un governo, la presenza vigile e costante di un’amministrazione: il malgoverno è di chi opera nell’errore, di chi opera nel male, di chi opera nell’interesse personale, ma opera. Da anni, invece, a Palermo non si opera, non accade nulla, non si costruisce nulla, non si cambia nulla, l’amministrazione non si vede e non si sente, non esiste, con la città che sembra galleggiare in un eterno presente, dove non esistono ieri e domani, non vi sono orologi, non vi sono calendari, come se non vi fossero neanche cittadini, case, lavoratori, inoccupati e disoccupati. Continua »

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  • Mi sono rotta la forchetta!

    Io il 25 giugno a Villa Filippina c’ero. Ecchissenefrega direte voi!!
    Io c’ho creduto, ho fatto un po’ di “promozione” all’evento e piuttosto che andare al mare mi sono recata al centro città. Avevo letto i numerosi articoli e le polemiche sulle “forchette rosse” ma volevo scoprire qualcosa di più.
    Qualcuno c’ha definiti allocchi, e qualcuno ha sicuramente pensato “povere pedine manovrate”.
    Io non c’entro nulla, io non faccio parte del movimento, sono una studentessa, sono una cittadina ogni giorno più indignata, non sono nemmeno palermitana…e per questo ho voluto esserci.
    Amo molto questa città nonostante non sia la “mia”. Quando vedo qualcosa che si muove è come se sentissi un tuffo nel cuore, una piccola speranza si riaccende in me.
    Io c’ero, e ho ascoltato tutti quelli che si sono succeduti sul palco, ho condiviso con loro la rabbia e le delusioni, ho riso alle battute di Pif, ho sudato a causa del caldo torrido.
    Poi però ho notato qualcosa…e non erano tutte le sedie vuote o la gente che andava via.
    Era un deputato, lo stesso Faraone che tutti dicevano fosse dietro tutto questo fermento. Continua »

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  • Forchette rotte: l’ironia al potere!

    «L’ironia al potere!». Una email a blog, quotidiani online, giornalisti, per rispondere a tutti quelli che in questi giorni si sono lasciati travolgere dalla domanda tormentone «Chi c’è dietro le Forchette Rotte?». Forchette Rotte lo svelano ridendo e non prendendo sul serio chi su Internet ha partecipato SERIOSAMENTE a questo dibattito.
    Ricordiamo, e qui siamo seri, l’appuntamento di domani, sabato 25 giugno, alle 16, a Villa Filippina a Palermo. Daranno la parola ai giovani Giulia Innocenzi, conduttrice di Generazione Zero, lo spazio giovani di Anno Zero e Pif delle Iene.

    Ecco la mail:

    Tabloid inglese svela mistero: Forchette Rotte è operazione Berlusconi-Faraone Continua »

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  • Nuovo specchietto per le allodole dal sapore amaro di vecchio e già visto

    Questa è una lettera aperta di Muovi Palermo ai cittadini. Una lettera che faremo girare il più possibile perché doverosa nei confronti di un popolo che continua a subire giornalmente, di una città logorata da anni da una politica ormai quasi del tutto malata, da un’ informazione che non è trasversale, che palesemente non dà a tutti lo stesso spazio. Noi siamo un movimento civico e ci sentiamo pienamente legittimati proprio per questo a dire la nostra su questo “misterioso” movimento che sono le forchette rotte, da qualcuno chiamato (sarà un lapsus?) Forchette rosse. Misterioso perché nulla è dato sapere ai palermitani fino a giorno 25 se non che li hanno definiti gli “Indignados palermitani”. E allora vogliamo noi svelare qualcosa. Nulla hanno fatto per questa città, ma hanno avuto su certa stampa locale, titoli e articoli che qualunque altro movimento civico si sarebbe sognato. Mossa sbagliata, perché chi vive il mondo associazionistico di questa città, chi sta sul campo, chi si confronta giornalmente con le istituzioni e gli organi di informazione, sa benissimo che se non fai qualcosa di grande, di forte, di richiamo, sui giornali al massimo ti danno lo spazio di dieci-venti righe. Continua »

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  • Note dal Mali: mafia, qui gratis!

    Mi trovo in Mali. In uno degli incontri turistico-lavorativi nella trafficatissima capitale Bamako, mi sono fermato a guardare una partita di calcio. Davanti a dove dormivo c’era un grandissimo campo di calcio. C’erano tantissimi ragazzi che a 45 gradi di temperatura, senza problemi, giocavano e correvano. Abbassando gli occhi ho visto qualcosa che aveva un non so che di tristemente familiare: che ci fa in Mali la scritta mafia? Pure qui c’è chi osanna la mafia?

    Note dal Mali: mafia, qui gratis!

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  • Una class action contro le zone blu

    Palermo non ha ancora un piano traffico e non ha neanche un sistema di trasporto pubblico efficiente. E, nonostante tutto, continua ad avere parcheggi a pagamento. Peccato però che non siano regolari.

    Non mi riferisco solo alla questione lanciata da le Iene che riguardava il loro posizionamento (dentro la carreggiata), bensì al fatto che i parcheggi a pagamento sono previsti solo all’interno delle Ztl (zone a traffico limitato) che, come è noto, a Palermo sono state annullate nel 2008 con sentenza del Tar Sicilia. Ciò nonostante, il Comune di Palermo ha continuato, sia direttamente che tramite convenzioni, a gestire e ad incassare illegittimamente milioni di euro sia per il rilascio dei pass che con l’elevazione di multe; multe che però vengono sistematicamente annullate dal Giudice di Pace, proprio perché irregolari.

    Per questo motivo, oltre ad aver presentato un’interrogazione consiliare, qualche mese fa ho lanciato una petizione online sul mio sito) che ad oggi ha quasi raggiunto le 1.000 adesioni. Continua »

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  • La prima immagine all’aeroporto

    Non credo di essere un perbenista né tantomeno uno che non capisce quando si intende sdrammatizzare su una piaga sociale e culturale della nostra terra. Mi chiedo solamente: è giusto che questa sia la primissima immagine che un turista o un siciliano di ritorno debbano vedere all’aeroporto di Palermo?

    La prima immagine all'aeroporto

    La foto è stata scattata qualche giorno fa presso la zona arrivi dell’aeroporto “Falcone e Borsellino”.

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  • La mia esperienza con mia moglie obesa ai seggi

    Cari amici del blog, scrivo in quanto sento il bisogno di dovermi sfogare e lo faccio tramite questo spazio che Rosalio blog gentilmente mi concede.
    Domenica 13 giugno c’è stato il referendum e io e mia moglie, che ci tenevamo tantissimo ad esprimere il nostro voto, di buon ora siamo usciti e ci siamo recati alla scuola Da Vinci di via Serradifalco.
    Devo premettere che mia moglie purtroppo è affetta da una grave forma di ipotiroidismo e di conseguenza deve combattere quotidianamente con la bilancia per via dei suoi chili di troppo. Da diversi anni stiamo cercando di curarla ma, dopo tutto questo tempo, siamo giunti alla conclusione che tutti i medicinali assunti quotidianamente non gli servono per dimagrire ma solo per non ingrassare ulteriormente e che probabilmente dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico che, a detta dei medici, potrà andar bene come tutto l’opposto. Continua »

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  • Note dal Mali: il lavoro di una ong in Africa

    Mi trovo in Mali, uno stato dell’Africa occidentale. Sono qui per fare uno studio sulla malnutrizione e l’accesso al credito all’interno di un macro progetto di una ong, Re.Te di Torino, finanziato nel 2010 dall’Unione Europea e dalla Regione Piemonte. Re.Te Ong è presente in Mali da circa dieci anni. Il progetto su cui lavoro si occupa dell’accesso alla terra, della sicurezza alimentare e della diversità agricola per le popolazioni dei Paesi Dogon nella Falesia nella parte occidentale del Mali: il progetto mira a stimolare l’aumento dell’offerta quantitativa e qualitativa di beni alimentari sul mercato locale, permettendo ai produttori di aumentare il proprio reddito ed avere accesso ad una dieta più varia. Continua »

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  • Fondo Luparello e il futuro di Palermo

    Io vedo una città che può sognare di essere europea. Dove gli anziani possano avere diritto ad essere assistiti, e se in salute possano rendersi ancora utili alla collettività. Dove un asilo pubblico non sia solo un miraggio inarrivabile. Io vedo nel futuro una città bella, piena di turisti, curata, ricca di spazi verdi e luoghi aggregativi. Sogno una città felice.
    Questa è la mia visione per Palermo. Ci credo veramente.

    Quale è la visione per Palermo di ciascuno di noi? A quale modello di città pensiamo? Quale è la visione per Palermo della nostra classe dirigente? Continua »

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