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lunedì 23 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Gesip: che cosa hanno da dire gli aspiranti sindaci?

    Si può non prendere posizione sulla Gesip? È una domanda assolutamente retorica: non solo non si può ma si deve. Le elezioni comunali si avvicinano e Gesip, a nostro modesto parere, può diventare l’argomento chiave per valutare un candidato sindaco. Ben vengano dunque le discussioni e le prese di posizione dei cittadini e, soprattutto, dei candidati, che vanno “snidati” al fine di ottenere una chiara risposta. Perché Gesip è così importante per le prossime elezioni? Riteniamo ci siano due motivi principali:

    1. In Sicilia in generale, e a Palermo in particolare, il settore pubblico è il principale datore di lavoro (forse sarebbe meglio scrivere: erogatore di stipendi), A Palermo i dipendenti pubblici, considerando solo Comune, Provincia e Regione sono circa 40 mila, un dato che fa riflettere su una città la cui popolazione è stimata in 655 mila abitanti. Milleottocentosettanta persone in più o in meno, tanti sono i lavoratori Gesip, fanno una gran differenza, specie per il bilancio di un’amministrazione comunale che destina quasi 325 milioni (circa il 20 per cento del bilancio) al pagamento degli stipendi (Fonte: Bilancio Sociale 2010 del Comune di Palermo). Ecco perché Gesip è un tema fondamentale.
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  • Sette anni di attività: alle volte è dura!

    In questo periodo dell’anno, sette anni fa, un po’ timorosi consegnavamo a una tipografia della città il file dell’adesivo attaccando il quale sarebbe poi cominciata tutta la storia che, bene o male, ormai è nota. Non avevamo idea di quello che sarebbe accaduto. E forse era questa grande incognita la vera ragione delle nostre paure. Ma l’abbiamo fatto, perché ci sembrava giusto farlo.
    Gli obiettivi che abbiamo raggiunto, grandi o piccoli che siano, sono noti. Un po’ meno è nota la fatica costata a noi e a tutti i nostri compagni di strada, all’intero movimento che organizziamo e contribuiamo ad animare. Un’incalcolabile mole di tempo ed energie sottratte alle nostre normalissime vite: banche spesso disumane, burocrazia macchinosa e lenta, l’amministrazione della città sostanzialmente assente, un lungo periodo in cui abbiamo patito la diffidenza delle grosse associazioni di categoria (spesso sconfinata in tacita ostilità), una politica senza visione e parolaia, una cronica mancanza di fondi, la perdurante indifferenza di una gran parte della cittadinanza, semplicemente silenziosa.

    E poi, naturalmente, la mafia. Fiumi di colla, un’offensiva diffusa e perdurante fatta di piccoli danneggiamenti e guerriglia psicologica: un grosso incendio, un motorino bruciato davanti a un bar, pistolettate contro le vetrine, una bomba molotov gettata in pieno giorno in un supermercato, aggressioni per strada, verbali e fisiche. Eppure non ci siamo mai fermati. Il nostro Comitato e l’intero movimento, variegato, socialmente e culturalmente trasversale, nel suo complesso tira dritto per la sua strada. Alcune cose fatte sono risultate esemplari, solide e durature, altre promettenti ma fragili, alcune puramente simboliche, altre ancora estremamente concrete ma molto circoscritte, alcune un po’ mediocri, alcune probabilmente semplicemente velleitarie. Continua »

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  • Teste di nicchia

    Quanti sono i palermitani che vorrebbero diversa e migliore la propria città? Siete in grado di enumerare tutti i movimenti, i comitati, i partiti politici, le associazioni, i forum e le compagnie che si spendono, bene o male al momento non importa, perché un ambito, una categoria o un servizio della città migliorino? E stiamo considerando soltanto quelli con una tessera in tasca. Immagino vi siano migliaia di persone che, nella solitudine della loro quotidianità, inveiscano contro tutto ciò che non va; persone che si lamentano in casa con la famiglia, con gli amici al bar, coi colleghi al posto di lavoro (se hanno un lavoro). Due categorie, quindi, di lamentosi: gli affiliati e i solitari. I solitari sono spesso individui che, rispetto agli altri, si muovono con più difficoltà nella società: non partecipano agli eventi, non seguono diligentemente l’attualità, non cercano grandi risposte e non nutrono che piccole o nulle speranze. Per motivi che possono riferirsi a ristrettezze economiche, a gravi pensieri giornalieri, a pesanti scadenze e ad una mancata adeguata formazione, essi non si vedono: forse troppo schiacciati dalla vita, istintivamente disillusi, più facili agli inganni e alle promesse, essi sanno che potrebbe andare meglio, lo sanno d’istinto, ma non credono alla buona fede degli altri, e non sanno cosa di preciso non va, dove sta il problema, come lo si potrebbe risolvere. Continua »

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  • Quaderno di Palermo 21

    Uno dà uno sguardo a qualsiasi angolo del nostro scombussolato pianeta, e non può non considerare l’influenza che da sempre hanno avuto gli idoli nei pensieri e negli atteggiamenti delle persone di ogni cultura e razza. Dalla preistoria all’universo classico, dal medioevo al mondo contemporaneo, dagli antipodi al nostro bacino mediterraneo, l’essere umano ha sempre avuto bisogno di essi e non ha mai potuto farne a meno. Si tratti di durature immagini religiose o pagane o, come succede adesso, di mediatiche e scolorite figure “lampo” (perché si eclissano lo stesso giorno che sono nate), queste immagini saranno sempre presenti nello svolgersi della nostra vita quotidiana. Prendiamo per esempio la ciclica polemica che suscita la presenza del crocifisso nelle scuole italiane, scuole che dipendono, tra l’altro, da una Repubblica apparentemente laica ed europea. Il putiferio che si crea è sempre garantito dai due schieramenti opposti e inconciliabili, dove per i credenti il crocifisso è ovviamente carico di senso, mentre per i veri laici soltanto un idolo in più. Ebbene, questo simbolo cattolico per eccellenza si può chiaramente affiancare agli altri simboli religiosi, come le solite nicchie delle madonne cristiane, le quali hanno soppiantato quelle figure pagane che nel nostro inconscio ancora fanno parte del substrato greco e anche romano che ci regge. E se, come dicevamo prima, ci riferiamo alle odierne figure televisive della musica, della moda o del calcio… vediamo pure come sono idolatrate anche esse da certi ceti perché per loro hanno la stessa valenza divina, nonostante l’ambito tremendamente irreligioso, consumistico e fuggevole da cui provengono. Sì, in un certo senso sono le loro guide. Continua »

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  • Capo Gallo negato…anche ai podisti

    Non sono un habitué della corsa ma ogni tanto ho il piacere di una piccola corsetta sul lungomare di Mondello, una di quelle cose che mi fanno ritenere Palermo una delle più belle città del mondo, nonostante i palermitani. Il 2 giugno, spinto dall’onda del rimorso per una cena troppo abbondante, mi sono lanciato in una modesta corsetta da Valdesi fino al faro di Capo Gallo. I miei già vacillanti propositi, tentati ad ogni passo dal richiamo dell’acqua azzurra come solo giugno e settembre possono regalarci, sono stati interrotti all’arrivo presso il famoso cancello della Riserva di Capo Gallo, presidiato, come al solito, da un certo numero di sgherri, simili ai bravi di Manzoni. Conscio del fatto che il passaggio in macchina, in bici, in moto, e persino a piedi, viene fatto pagare in virtù di una lunga tenzone a suon di carte da bollo con lo Stato (leggasi Regione, leggasi ente riserva naturale, leggasi Comune…), ma non per i podisti, procedo a passo spedito quando vengo fermato in malo modo dai suddetti; attonito ascolto la voce che reclama un pedaggio di 50 centesimi. «E da quando?», chiedo; «Da quest’anno» è la risposta dei bravi. Continua »

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  • Anch’io voglio una città libera

    Lunedì scorso mentre guardavo la tv e una piazza del Duomo di Milano completamente gremita, venivo assalito dall’invidia. Già, invidia. Avrei voluto essere lì, in mezzo a quei ragazzi, quei padri di famiglia, quelle mamme che tenevano i figli per mano. Dentro di me mi continuavo a dire, tranquillo Sa, accadrà anche qui, accadrà anche per la tua città, abbi pazienza, vedrai che quello stato d’animo che stanno provando i milanesi, lo vivrai anche tu tra qualche anno, lo proverete anche voi palermitani, spero. Lo esclamo ad alta voce, e mi arriva una frase che mi gela, o quantomeno gela la mia speranza. «Figurati, siamo a Palermo, vincerà il solito idiota appoggiato dai suoi compari mafiosi che gli porteranno voti acquistati con i metodi più antichi del mondo che tutti noi conosciamo». Una volta sentita questa frase dentro di me si è come calata una barriera di pensiero, esclamando un «No! non ci credo, non può essere così, non questa volta, non oggi. No, dai». Continua »

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  • Giornata conclusiva per “Una Marina di libri”

    “Una Marina di libri”

    Terza e ultima giornata di questa prima Una Marina di libri, il primo festival dell’editoria indipendente in Sicilia.

    Moltissimi gli ospiti sin qui intervenuti: Emma Dante, Viola Di Grado, Beatrice Monroy, Veronica Tomassini, Massimo Maugeri, Santo Piazzese, Gian Mauro Costa, Pierpaolo Capovilla, Federico Novaro, Domenico Scarpa sono solo alcuni dei nomi che hanno animato gli incontri dei due giorni precedenti. Quaranta le case editrici indipendenti che ci stanno facendo compagnia in queste giornate, delle quali vi invitiamo tutti a visitare lo spazio espositivo allestito al chiostro e al loggiato superiore dello Steri. Tantissime le associazioni che ci stanno supportando. E soprattutto tanta ma tanta la gente che ci è venuta a trovare sorridente in questi giorni. E incontrare la gente, vedere questi sorrisi, scoprire curiosità e interesse da parte della città è la cosa più bella dopo tanto sforzo organizzativo per compiere quello che da tutti era considerata una follia: un festival del libro a Palermo, in una regione in cui si legge pochissimo, in cui la cultura subisce continui tagli e per di più realizzato con un budget ridottissimo, senza grandi sponsor ma con tanto lavoro volontario e tanta passione.

    E siamo arrivati al 5 giugno. Anche oggi il festival sarà aperto anche dalle 16:30 alle 24:00 e come sempre il programma prevede un ricco calendario di incontri con gli autori e presentazioni, attività per i bambini, mostre, passeggiate letterarie, workshop sull’editoria e dibattiti tematici. Continua »

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  • “Una Marina di libri Kids”

    All’interno del programma di Una Marina di libri, il primo festival dell’editoria indipendente realizzato in Sicilia, è prevista anche una ricca sezione di attività legate all’editoria per ragazzi. Laboratori sperimentali, letture animate e ancora incontri con autori e illustratori, un programma fittissimo che stimolerà la fantasia e il divertimento dei più piccoli e li accompagnerà in un percorso dentro il mondo del libro. Tutti i laboratori di Una Marina di libri Kids si terranno allo Steri e sono curati dall’Associazione Oliver.

    Si parte venerdì 3 alle 17:00 con la presentazione di Ruggero Coniglio Coraggioso. I più piccoli avranno la possibilità di incontrare l’autrice Chiara Taormina e di ascoltare le letture curate da Delia Russo, Dario Frasca e Angelo Onorato.
    Si prosegue alle 19:00 con uno spettacolo di burattini curato dall’associazione culturale “Il teatro delle Beffe”. Continua »

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  • Tra i viali del Policlinico

    Sono una studentessa della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo.

    Accade che il nostro Polo Universitario è l’Ospedale Policlinico, luogo di formazione di noi futuri medici, ma per molti anche luogo di ritrovo, di pausa tra una lezione e l’altra…tra quei viali abbiamo riso e festeggiato per un esame andato bene ed abbiamo sfogato la rabbia per ogni bocciatura ottenuta.

    Molti di noi passano le giornate tra quei viali e dipartimenti, ci approcciamo ai pazienti per la prima volta, impariamo a lavorare sul campo chi più chi meno.

    E lì viviamo, attendiamo l’inizio delle lezioni,ci scambiamo appunti e ci confrontiamo prima di tornare a casa o di proseguire nelle varie attività che possono essere organizzate.

    Accade però anche che oltre al bello che la nostra passione può regalarci, negli ultimi tempi tra quei viali qualcosa che non va c’è.

    Dalle ultime testimonianze pervenute quello che non va si identifica in due uomini, che si aggirano tra i viali del Policlinico. Questi due in pieno giorno, quando c’è un gran viavai di gente tra noi studenti che finiamo lezioni e pazienti, si avvicinano fermano, vogliono cellulare e soldi e se qualcuno si rifiuta spintonano violentemente con il rischio di fare male sul serio. Continua »

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  • Nina

    Un capriccio di mio padre. La comprò in Calabria, insieme al calesse e ai finimenti. Me la ritrovai in stalla, tranquilla, mangiava paglia della mangiatoia. Era leggermente più piccola rispetto alla stazza di un normale cavallo, grigia, robusta, occhi vivi, una coda fino a terra, una folta criniera. Si girò a guardarmi. Avevo il cuore in gola. Mi ricordò Ciccio, il mulo bianco morto di vecchiaia sei anni prima, sepolto sotto un albero d’olivo al Brauni. Quello era lento sotto il peso dei suoi logori vent’anni. Questa giumenta invece era vivace: i suoi movimenti decisi, i colpi di coda sui fianchi e la schiena, a fugare qualche mosca, energici. Mi avvicinai, per toccarla, si mosse, facendomi capire di stare lontano. Mio padre mi aveva detto, stai attento, non ti conosce, può inquietarsi. Però era così bella, volevo carezzarla e abbracciarla al collo, ma mi fermai.
    Lei mi guardava con la coda dell’occhio continuando a mangiare. I finimenti di cuoio erano appesi ad un grosso gancio al muro, la testiera, il sellino, i tiranti laterali con pettorina e codiera, il sottopancia, le redini e una lunga frusta con un bel manico morbido. Continua »

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  • Ferruccio sei stato grande

    “Ferruccio 6 stato grande”

    Qualche giorno fa ricorreva l’anniversario della scomparsa di Ferruccio Barbera. Una ricorrenza passata quasi sotto silenzio. Per chi fosse troppo giovane per poterlo ricordare Ferruccio era figlio del Lorenzo cui è intestato lo stadio, nonchè creativo di primo piano cittadino, uno dei simboli della primavera orlandiana e l’artefice principale della riapertura del Teatro Massimo e di decine di altre iniziative e progetti memorabili.

    Io posso vantarmi di essere stato suo collaboratore prima, suo socio ed amico poi. Continua »

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  • “AC/DC, greetings from palermo”

    oggi mi interessano solo le cose belle positive. nella nostra città aspettiamo quest’ anno un record di visitatori, quelli che vengono direttamente dall’ areoporto con il taxi o con rent-a-scooter in città e il iphone nelle mani per riprendere tutta la nostra felicità per dividere queste immagini subito con dei veri amici in interweb. come i 4 uomini di merker.tv, hanno lasciato le loro donne a casa perchè a loro piaceva stare tranquilli sotto il nostro sole bello e all’ombra morbida delle nostre belle ragazze e bei ragazzi. quindi i nostri turisti usciranno le bancanote, quelle che hanno portato dai loro paesi per noi, però devono avere sempre un pò di paura di noi. qui a palermo, lo devono sapere loro, siamo molto democratici, anche i rapinatori dei piccoli ragazzi, quelli che si nascondono dopo la rapina in una sauna o in un frigorifero hanno anche i diritti per essere felici, se hanno una bella famiglia indietro. mai dimentichiamo, dobbiamo fare sempre una ottima presantazione della nostra città per i nostri visitatori con i pantaloncini colorati, però devono avere anche paura, certo non troppa, ma devono capire la nostra città non è sempre gay pride totale. va bene, si prende una bella ragazza, ma con suo padre attaccato come una grande nuvola di paura.

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  • Da venerdì “Una Marina di libri”

    “Una Marina di libri”

    Arriva a Palermo dal 3 al 5 giugno 2011, nella prestigiosa sede dello Steri, Una Marina di libri: prima fiera dell’editoria indipendente in Sicilia e allo stesso tempo originale festival letterario ricco di eventi e presentazioni esclusive. Ringraziamo Rosalio per averci dato la possibilità di pubblicare anticipazioni e curiosità sugli appuntamenti della manifestazione.

    Ad aprire il festival, il 3 giugno, ci saranno artisti e scrittori di calibro nazionale: Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori si esibisce in Eresia, reading del grande poeta russo Vladimir Majakovskij, mentre Emma Dante, Viola Di Grado, Veronica Tomassini, Beatrice Monroy e Annalisa Maniscalco saranno le cinque voci protagoniste del primo dibattito tematico del festival dedicato alla Scritture di donne. Continua »

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  • L'”urgenza” di insegnare il dialetto a scuola

    Forse uno dei grandi limiti della politica è il fatto di poter legiferare sostanzialmente su tutto senza necessariamente dover ricorrere ad un dialogo serio con chi con quella legge dovrà confrontarsi e con chi, suo malgrado, dovrà, in qualche modo “subirla”.
    Presentata e sostenuta da un politico che si schiera dalla parte dei “leghisti del Sud”, purtroppo l’idea di inserire la cultura dialettale siciliana (storia e letteratura) nei percorsi scolastici rischia di apparire come una trovata di colore, anche per quella ossessione nel rimarcare il “costo zero” per gli orari scolastici e per le casse regionali, quasi che avviare un progetto che abbia un senso (e, naturalmente, un costo che sia giustificato da quel senso) fosse un’azione da deprecare.
    E, invece, di per sé, io non trovo affatto disdicevole che a scuola si studi la letteratura dialettale insieme a quella italiana e ci si concentri con maggiore dovizia sui momenti in cui la storia è passata per le nostre stanze. Però non è detto che gli strumenti e le risorse che oggi posseggono la scuola gli insegnanti siano adeguati per farlo. Anzi, senz’altro non lo sono. Continua »

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  • Quaderno di Palermo 20

    Se noi umani dessimo un’occhiata sia al lungo passato che abbiamo dietro, sia alla breve vita presente che appena appena si colloca davanti, dall’alba delle nostre origini possiamo vedere che tutto è sedimentazione e ovunque il proprio sguardo si rivolga. Così è per la terra, per esempio, sulla cui superficie, i popoli strato dopo strato, in ogni epoca e in ogni spazio con la loro volontà e il loro atteggiamento e la loro cultura hanno creato un suolo diverso dove poter camminare e reggersi e anche cadere quando alla fine non c’era più sostegno perché altri tempi incalzavano. Così è per l’aria che si respira e quella ormai spirata dagli stessi popoli, che nonostante l’invisibile apparenza non è mai la stessa poiché rinnovata e ricambiata e ancora una volta riassorbita, mentre si aspetta un nuovo soffio che ancora non si sa da che parte potrebbe venire. Così per i fiumi con la loro fluida corrente che non smetterà mai di percorrere il suo variabile tragitto trasportando, accumulando, infine depositando sul fondo e sulle sponde il materiale in sospensione strappato in silenzio da quelle civilizzazioni che si sono stabilite sulle loro rive. Continua »

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  • Libertà è partecipazione (C’è un grande prato verde IV)

    Libertà è partecipazione (C’è un grande prato verde IV)

    Un elefante si mangia a piccoli morsi: il primo lo abbiamo dato anzi ne abbiamo dati quasi 5000 in meno di sei mesi firmando per la realizzazione di un parco a Fondo Uditore. Un successo corale dovuto al lavoro cittadini organizzati dal basso che hanno deciso sostituire la facile lamentela ad azioni concrete. Una tappa miliare per la storia civica di questa città, 5000 firme sono un dato significativo e rappresentano un importantissimo successo collettivo. Quasi impensabile quando abbiamo iniziato, come appare evidente dallo scetticismo dei commenti al primo post su questo blog.

    Il secondo morso è stato dato grazie alla disponibilità di professionisti e docenti universitari, il professore Giuseppe Barbera che ha realizzato il censimento verde dell’area coinvolgendo i suoi studenti, ed il prof. Manfredi Leone e l’architetto Gaetano Brucoli, che hanno curato il progetto di variante urbanistica. Senza quello le firme sarebbero rimaste solo un grido nel vento. Continua »

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  • Una tipica storia di inefficienza palermitana

    Una tipica storia di inefficienza palermitana
    (foto del 18/05/2011 – inizio di via Brasa)

    In un post del blog Mobilita Palermo veniva data la notizia che in data 1 febbraio 2010 che era in corso di realizzazione la nuova corsia preferenziale per i bus su via Ernesto Basile realizzata riducendo la carreggiata che collega via Brasa con viale Regione Siciliana. Questo per mettere in collegamento il terminal 2 bus Amat (Basile) con piazza Indipendenza in modo efficiente. Naturalmente coloro i quali hanno fatto questo intervento di modifica dell’assetto stradale sapevano benissimo che avrebbero ridotto la sezione di marcia, così per non diminuire la sezione stradale, hanno messo dei cartelli di divieto di sosta a partire da via Brasa e sul tratto iniziale di via Basile. IL FATTO INCREDIBILE È CHE NELLA ZONA IN CUI È STATA VIETATA LA SOSTA L’AZIENDA SICILIANA TRASPORTI HA TUTTORA IL SUO TERMINAL DI BUS PER I COLLEGMENTI DEI PAESI SERVITI DALLA PALERMO SCIACCA. Continua »

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  • Palazzina cinese, una Amministrazione senza coscienza

    Palazzina cinese

    Quello ripreso dalla foto non è un campo di guerra, ma bensì la strada difronte la Palazzina cinese interdetta al traffico veicolare (!) a disposizione delle famiglie dove sono soliti portare i loro bambini per poter trascorrere il tempo libero.

    Oltre la strada dissestata con ampi crateri, si nota sporcizia a iosa, tra l’altro è un luogo privilegiato per la “vendita del sesso”.

    Mi chiedo come è possibile, da parte dell’Amministrazione comunale, ignorare questo stato di cose senza intervenire per rendere salubre il sito? Continua »

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  • “Tempo niente”, la breve vita felice di Luca Crescente

    Tempo niente. La breve vita felice di Luca Crescente di Roberto Alajmo, Laterza, è un libro prezioso su un uomo e un magistrato esemplare. Ci fa pensare che uomini come Luca fanno bene alla nostra vita. Un libro (a parte i pregi letterari) di notevole valore civile, un servizio a questo scalcinato paese, specie per i giovani che si affacciano alla maturità degli studi o alla scelta del proprio lavoro futuro.
    Scrivere una biografia non romanzata per un narratore, abituato alla libertà dell’immaginazione, deve essere un’esperienza sui generis. Il biografo è legato alla documentazione, le testimonianze, il racconto di altri, gli indizi. Non può andare oltre, pena l’incredibilità. Per la verità qui non si tratta di una biografia, per così dire, canonica, piuttosto, di un ritratto nitido di una persona che in modo naturale ha mescolato la normalità del quotidiano, famiglia amici, alla serietà e al coraggio del magistrato antimafia (è stato membro della DDA di Palermo), esposto a pericoli mortali. Continua »

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