“La mafia uccide solo d’estate”, la serie – capitolo 2
Finalmente è arrivata la tanto attesa seconda stagione de La mafia uccide solo d’estate – la serie – e giovedì abbiamo seguito l’ultima puntata.
Questa seconda stagione ancor di più non vuole raccontare di un luogo ben preciso e nemmeno della terra stereotipata delle fiction e dei film nonostante resti fedele alla cronologia storica.
Non ha alcun senso delimitare fisicamente e culturalmente un’intera regione e finire magari per comunicare implicitamente ed automaticamente che quello è un problema o una colpa che si deve accollare solo quella terra.
Si deve eliminare ogni barriera di razzismo ideologico ed indifferenze sociali perché il problema vive nelle coscienze di ogni singolo uomo e riguarda un intera società e la sua crescita morale e legale.
Insomma qui non si vuole commiserare questa terra o far scorrere su di essa rimpianti e dolori che universalmente sembrano endemici ed inevitabili.
E nemmeno vuole raccontare della presenza invadente della mafia, il peso di una mafia che sembra incollata ad ogni siciliano piuttosto che essere un disturbo esterno che si abbatte su esso.
E poi non c’è davvero bisogno di riproporla in tutte le sue salse ataviche o miticizzate, no, qui la mafia è un percorso sbagliato di una parte della società, la mafia è un modo distorto ed immorale di vivere la realtà sociale che viene dal di fuori di essa, dalla vita di tutti i giorni seppur il suo puzzo aleggi tutto intorno. Continua »



















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