
(foto di Mystère Martin)
In alcune intercettazioni risalenti al 2010 pubblicate oggi su Panorama Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso Vito, deride la sua scorta e i magistrati della Procura di Palermo.
Sulla scorta e su un tragitto da compiere diceva: «Io non ho problemi, che sono con scorte e cose io passo ovunque. Io ci ho una specie di squadra di calcetto dietro».
E sulla sua presenza in Procura a Palermo: «Negli uffici di Ingroia (il procuratore aggiunto di Palermo n.d.R.) tu digiti un nome dice e gli puoi fare vita, morte e miracoli. […] Mi lasciano nella stanza chiusa per non farmi vedere dai giornalisti. […] Io faccio quello che minchia voglio là dentro, peggio per loro che mi lasciano là. L’altra volta mi sono andato a vedere un file dove c’erano le barche da sequestrare».
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