Un fatto ineluttabile
Dieci chilometri di strada. Meno male, durante il tragitto la mia Mercedes mi concede un po’ di tregua dal solleone. Parcheggio vicinissimo alla Posta. Strano, non trovo mai posto, oggi è tutto libero; mi viene un sospetto: ci sarà divieto di sosta?, ma è sempre ingombro! Tiro dritto, sono le 12:25, tra cinque minuti lo sportello chiude. La porta è aperta, il condizionatore dell’aria è rotto da mesi. Però la cosa è confortante: non c’è nessuno, niente ressa, niente muraglia di gente in attesa per ore; un solo sportello per novemila abitanti. I miei paesani sono degli eroi; degni di una medaglia al valor civile. Nessuno s’è mai ribellato. Tranquilli tranquilli aspettano il loro turno senza un segno d’insofferenza; chiacchierano tra di loro tra torrenti di sudore: per me quel chiacchiericcio sarebbe una miniera di notizie se non fosse per il mio bassissimo grado di sopportazione.
Oggi è sabato, chissà, la gente si preparerà per la festa della domenica? Non so, sono troppi gli anni passati lontano dal mio paese, non ricordo più le abitudini. Continua »



































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