Professore’ (atto secondo)
Non lo volevo scrivere questo post. Sono in partenza per Londra. Una settimana. Vado a trovare mio fratello e mi disintossico un po’. Ne ho bisogno, a scuola ci sono un po’ di vacanze di Carnevale. E parto. Ma mi sento con le ali calate. Per usare la metafora delle ali. Non lo volevo scrivere no. Perché non volevo tornare a parlare di scuola. Così come pure a settembre avevo detto “questo è l’ultimo anno in questa scuola media. Provo il tutto per tutto e me ne torno al liceo. Pure se dovrò chiedere la provincia. Anche se ho una prima media. Pazienza. Non mi affeziono troppo e via. Vado a fare la professoressa con la P maiuscola. A insegnare finalmente quello che mi piace. Le lettere classiche, il greco, il latino…”. E invece sono ancora qua. Ma con le ali calate.
Quando decisi di fare questo mestiere, la scuola non era questa. Tre scioperi hanno indetto i sindacati e tre scioperi ho fatto. E che è cambiato? Le mie resteranno parole. Tutte parole. Sono una professoressa quaquaraquà. La domanda del passaggio di ruolo scade il 28 febbraio e io manco so come è fatto il modulo. Continua »


































Ultimi commenti (172.602)