Essere vegetariani a Palermo
Quando ero bambina mia nonna mi chiamava Betta ‘a cuntrariusa, ovvero colei che ama contraddire tutto e tutti.
Io mi arrabbiavo perché le mie scelte del tempo, i miei desideri, erano interpretati come una contraddizione.
Oggi come ieri vengo considerata, almeno da Nonnapina, l’anticonformista per antonomasia.
Certo che a Nonnapina deve sembrare proprio strano che oggi, con il benessere, con la disponibilità economica e con le carni vendute già bell’e pronte, io, la sua nipotina, abbracci la scelta vegetariana.
Non vi dico le tragedie esplose in casa!
Anzi ve le dico: visto che non avrei mangiato più la carne sarei morta di deperimento organico, nel giro di poche settimane; sarei stata senza forze, sarei dimagrita precipitosamente, sarei diventata anemica, insomma una vera catastrofe!
Nonnapina mi chiedeva: perchè?
E io: nonna sai, non mi va di mangiare gli animali, non mi va che muoiano perchè io devo nutrirmi, posso farne a meno…
E lei: ma scusa, quando li compri e li cucini, sono già morti!
Dopo oltre sette anni, direi che ho rinunciato a spiegare le leggi della domanda e dell’offerta del mercato.
Lei, dal canto suo, non si è MAI arresa: ci prova con il pollo (che, attenzione, mica si tratta di carne!), poi con i salumi, infine con il pesce…ma come mancu ‘i pisci? ‘u pisci mancu parra! Continua »
































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