giovedì 23 nov
  • Pallone o teatro, questo è il problema

    Finalmente il girone di andata è finito. Anzi, comincia subito il ritorno perché nel calcio friggi e mangia di questi tempi nessuno ha più tempo da perdere. Il tifoso rosanero non è contento. Sognava una squadra in Champions League e si deve sorbire le sfuriate del presidente che teme addirittura di retrocedere. Ok, non è andata benissimo, ma l’allarme zampariniano è andato, come sempre, un po’ sopra le righe. L’unica buona notizia, in questo senso, è l’ultima promessa del patron friulano: «Non mi chiamate più a fine partita — ha detto ai giornalisti — perché vi sbatto il telefono in faccia». Che abbia letto l’ultimo post dei ghiaccioli on line? Mi sentirei di escluderlo, ma se mantiene la parola, “Zampa” fa un buon servizio a se stesso, alla squadra, ai tifosi e persino ai cronisti che, una volta e per tutte, si metteranno il cuore in pace e torneranno a consumare le suole delle scarpe per trovare lo straccio di una notizia.

    Dal signor Franco, il barbiere, i miei amici sono tutti preoccupati. Speravo perché la mia capigliatura si assottiglia sempre di più e le visite si sono ancor più diradate, e invece il motivo è ben altro. Nel prossimo mese il Palermo giocherà 12 volte e molto spesso si tratta di partite al sabato sera quando mogli, fidanzate e amanti non transigono: cinema, pizza e, al limite, prova d’amore (almeno una volta a settimana tocca…). Ora, sarebbe facile rinviare il tutto alla domenica, ma quello è il giorno della suocera: si va a pranzo da “mammà”, si resta il pomeriggio «perché così i bambini giocano», «ormai che ci siete fermatevi a cena», «che fa, non ve la vedete qui la Domenica sportiva?». Una full immersion che non ammette repliche e che non lascia spazio a tutte le cose di cui sopra, prova d’amore compresa (e questo, tutto sommato, potrebbe anche non essere un male…). Insomma, i “Franco boys” devono escogitare qualcosa per evitare di perdersi le partite. E qualcosa, conoscendoli, si inventeranno.

    Chi è proprio disperato, invece, è il professore Gianni Nanfa, re del cabaret cittadino, che ha scritto una lettera a “Repubblica” per protestare contro «un calendario calcistico partorito da una mente perversa e irresponsabile». In parole povere, dice Nanfa, far giocare il Palermo al sabato sera procura un danno ai teatri. La gente si guarda le partite e gli incassi crollano. Per questo il professore ha deciso di scontare del 50 per cento il prezzo del biglietto per le repliche al “Convento”. Io credo che chi si vuole vedere il Palermo non va da Nanfa nemmeno se lui mette l’ingresso libero, però l’idea non è da buttare via. L’ho anche detto ai “Ragazzi del barber shop” esortandoli ad approfittarne andando a vedere lo spettacolo assieme alle loro signore. Mi hanno risposto con un curioso bisillabo che dalle nostre parti va tanto per la maggiore. Mi sbaglierò, ma sabato che c’è Inter-Palermo, al Convento non ci passano nemmeno di striscio.

    Ghiaccioli...online!
  • 3 commenti a “Pallone o teatro, questo è il problema”

    1. La rete e’ utilizzata come strumento di lavoro da molti degli utenti.
      Nessuno di costoro ha tempo per leggere messaggi inutili o frivoli o di carattere personale, e dunque non di interesse generale.

    2. Far giocare il palermo al politeama? penso che ormai sia diventato abbastanza teatrico nelle sue cose, il presidente fa il regista e del neri la maschera in fondo avrà i tempi di una comparsa.
      P.S: continua sei super!!!

    3. da noi in Senegal (parliamo diversi dialetti ma quando si parla di calcio ci si capisce sempre e comunque) facciamo prima che voi italiani quando finisce match prendiamo giocatori e ai bravi diamo bella ragazza con qui divertirsi mentre gli scrasi gli diamo ai crocodilli con qui si divertono loro (i crocodili) così funziona e sono tutti contenti anche al jolof shop che noi abbiamo invece del berber che non mi spira molta fiducia

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