giovedì 23 nov
  • Progetto Legalità

    Progetto Legalità

    Mi fa piacere segnalarvi il sito della Fondazione Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le vittime della mafia www.progettolegalita.it, un’iniziativa promossa da un gruppo di magistrati della sezione distrettuale di Palermo che coinvolge tanti altri organismi, associazioni e componenti della società civile.

    È un progetto che raccoglie attorno a sé la volontà, l’impegno e l’energia di tanta gente che crede di poter dare il proprio contributo, piccolo o grande che sia, affinché la Sicilia e la società intera, imparino a crescere e prosperare nel rispetto della legalità, principio cardine di un mondo civile. Ben vengano tutte le lamentazioni, gli insulti e gli improperi sul peggio di questa terra, ma invito tutti a chiedersi cosa ciascuno di noi faccia in concreto per cambiare le cose.

    Una mia amica ripete spesso che al siciliano si attaglia perfettamente il detto: «càrimi ficu, càrimi in vùcca!&#187:, perché la passività e l’inerzia sono nostri mali atavici, ma ci sono tante eccezioni e sono sempre di più, ogni giorno. Facciamo in modo, tutti insieme, che diventino le regole.

    Il progetto di quest’anno è il “Progetto Livatino-Grassi: La scuola contro il racket e l’usura” e alcuni di noi sono stati invitati a donare un racconto o un proprio contributo artistico. Il principio ispiratore era quello di far comprendere ai ragazzi delle scuole la differenza basilare fra i diritti, sacri e inviolabili, e la generalizzata abitudine di barattare i diritti con i favori. Se avete contatti con le scuole, con enti o istituti vari, invitateli a partecipare, così come hanno già fatto centinaia di organismi di tutta Italia. Gli insegnanti e gli alunni delle scuole hanno la possibilità di interagire con le sezioni del sito, anche con l’acquisizione dei racconti che diventano materiale di studio e occasione di dibattito e scambio.

    È interessante leggere l’elenco degli aderenti al Progetto…è un sollievo accorgersi di quanto interesse e quanto amore ci siano per la nostra terra al di fuori di essa.

    Ospiti
  • 12 commenti a “Progetto Legalità”

    1. Peccato che coloro che dovrebbero essere i baluardi della Giustizia e i difensori della legalità siano più fallaci dei comuni cittadini. Come fare a credere in battaglie che sono solo di facciata?….

    2. …combattendo le battaglie senza aspettare che lo facciano solo i “difensori della legalità”.
      Senza aspettare che ci “cada il fico in bocca” sarebbe già importante se dessimo il buon esempio. Tutti. Ogni giorno. …invece di considerare il comportarsi secondo coscienza solo come il timore di essere giudicati dagli altri.

    3. Cara Alessandria, sto parlando di ben altro. Sto parlando di persone che, nonostante abbiano creduto nel “comportarsi secondo coscienza”, si trovano a scontrarsi con chi si intesta l’esclusiva della “legalità”. Sto parlando dell “Giustizia” italiana, che è tutta all’incontrario….
      E’ bello credere a degli ideali, ma la realtà, la realtà del DIRITTO in Italia è al ROVESCIO!

    4. Angela condivido,
      Alessandra condivido.
      E adesso che facciamo?

    5. Eh, non so quanti la pensano come noi, ma bisognerebbe trovarli e far sentire, tutti insieme, la propria voce ogni volta che si sta commettendo un errore, un sopruso… Facile no?……. 🙁

    6. troviamoli! da dove si comincia?

    7. Eh, Marina, non lo so da dove si comincia. Certamente, visto l’entusiasmo, mi vien da pensare che sei più giovane di me. Ero anch’io così. E mi davano fastidio quelli che, come me ora, dicevano che “dopo tante bastonate prese dalla vita e tante ingiustizie subìte”, non sapevano più DA DOVE SI COMINCIA. Perchè le strade che ho percorso io, fino ad ora, si sono rivelare sbagliate. Ma sembravano corrette quando le ho intraprese, e mai avrei creduto che non mi avrebbero portato dei risultati. Forse si comincia dal ROVESCIO. Invece di chiedere Giustizia, si potrebbe chiederne “a gran voce” il suo opposto! Forse ci si potrebbe far notare…

    8. ho 24 anni.
      La mia era una provocazione.
      Anche perchè io non saprei da dove cominciare…. ma soprattutto sono consapevole che sia una cosa quasi impossibile.
      Grazie Angela

    9. Eh, si, sei più giovane di me. (poco meno di 20 anni di differenza…). Ma non demordere. Buttare la spugna è peggio di prender le bastonate. Avere dei valori in cui credere è ciò che ci distingue. Grazie a te.

    10. Ma i valori rimangono per me…

    11. Credo che prima della demagogia, delle accuse reciproche, dei rancori, la legalità nasca da cose semplici. Come chiedere a qualcuno perché sta buttando una carta per strada, ed insistere anche se ti si dice ‘ma che gliene fotte’?, si faccia i ca**i suoi’!. Come indignarsi a chi ti passa davanti in una fila, e dirgli ‘mi scusi, leui era dietro, stia dietro!, senza inibirsi nel dirlo. Insomma nelll’idea di pretendere dal prossimo un livello minimo di civiltà e di convivenza reciproca. Anche tramite le forze dell’ordine, se non si riesce a coinvolgere uno spirito collettivo sufficiente.

    12. Teresa,
      l’hai detto meglio di me. Cominciamo con il dare, tutte le volte che possiamo, il buon esempio.

      Marina,
      se i valori non rimangono solo per te non credi che potrebbero… valere di più?

      Angela,
      parafrasando Gandhi: non c’è una strada per la legalità, la legalità è la strada.
      E’ veramente incredibile che tutti si riesca a intraprederla e percorrerla ma non abbandonarla è molto più importante. Per questo ti ringrazio per aver incoraggiato Marina a non gettare la spugna.

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